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12 settembre 2017

Infarto miocardico, trattamento delle complicanze

-Bradiaritmie:
trattamento in caso di infarto della parete inferiore solo se si verifica dolore, extrasistoli ventricolari, scompenso cardiaco o frequenza < 45/min e instabilitá, poi pace maker

nell'infarto anteriore: pace maker per prevenire nel 20-40% l'evoluzione verso il blocco cardiaco completo se si verifica infarto anteriore + blocco di branca destra, blocco di branca destra + hemiblock anteriore sinistro, blocco di branca destra + emiblocco posteriore di sinistra o blocco di branca sinistra; il blocco bifascicolare che evolve in blocco trifascicolare durante un infarto del miocardio, necessita di pacing permanente anche se in seguito si verifica ritorno alla normalità


-Scompenso/shock: dobutamina + nitroprussiato in urgenza; o rivascolarizzazione precoce per ridurre del 60% la mortalità; ACE-inibitori se non vi é ipotensione


-Gli emboli murali, nell'infarto anteriore, si prevengono con l'eparina tenendo il PPTT fino a 48 s per 10 gg.


-Rottura acuta del muscolo papillare, necessaria chirurgia prima possibile


-Pericardite: va trattata con FANS; non dovrebbe essere usata l'indometacina, che può causare spasmo coronarico


-Evitare, in caso di infarto del ventricolo destro, un aumento del precarico con soluzioni saline e.v., utili invece nitrati e diuretici (per abbassare il precarico), dobutamina a goccia, nitroprussiato a goccia, pacing sequenziale, isoproterenolo per scaricare Il peso che grava sul ventricolo destro insufficiente


-Aritmie ventricolari: amiodarone o defibrillatore impiantabile per i sopravvissuti di una morte improvvisa o forse in tutti quelli con FE < 30% almeno per i primi 6 mesi


-Rottura o sviluppo di difetto del setto venticolare, chirurgia della parete


-La depressione è aumentato in seguito ad infarto del miocardio

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