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24 maggio 2019

A Bari i #ReumaDays


BARI – Pericolose e potenzialmente invalidanti, subdole e molto diffuse ma ancora troppo spesso sottovalutate. Sono le malattie reumatologiche, oltre 150 diverse patologie che interessano l’apparato muscolo-scheletrico e che colpiscono più di 5 milioni di italiani. Per aumentare il livello di conoscenza e consapevolezza su queste patologie arriva a Bari la settima tappa della seconda edizione della campagna nazionale #ReumaDays. 

Dal 24 al 25 maggio (dalle ore 10 alle 18) gli specialisti della Società Italiana di Reumatologia (SIR) saranno in Piazza del Ferrarese presso uno speciale info-point nel quale spiegheranno come giocare d’anticipo contro malattie molto serie come artrite reumatoide, sclerosi sistemica, spondilite, artrite psoriasica, lupus eritematoso sistemico, vasculiti, osteoporosi e reumatismi extra-articolari. Verrà distribuito l’opuscolo “Come prevenire e affrontare le malattie reumatiche” e altro materiale informativo. Durante l’evento sarà attivo uno “sportello tecnico” a cui ci si potrà rivolgere per informazioni e chiarimenti su qualsiasi procedura, trattamento o curiosità scientifica riguardante le patologie reumatiche o le terapie più moderne. Sarà inoltre possibile effettuare, a titolo dimostrativo, alcuni esami di screening diagnostici. La tappa pugliese di #ReumaDays vede la partecipazione dei volontari delle associazioni APMAR (Associazione Persone con Malattie Reumatiche) e di altri rappresentati dei pazienti. L’intera campagna itinerante ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Salute, di EULAR (European League Against Rheumatism), della Rete Città Sane OMS, la Rete dei Comuni italiani che promuovono la salute, riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e si svolge in collaborazione con la Campagna Don’t Delay Connect Today promossa da EULAR.

“Nonostante siano sempre più diffuse, ben il 15% dei cittadini italiani non ha mai sentito parlare di queste patologie - afferma prof. Florenzo Iannone, Direttore della Scuola di Specializzazione in Reumatologia dell’Università di Bari -. Più del 90% crede erroneamente che siano dei semplici dolori provocati dall’invecchiamento o dal clima. In realtà, sono malattie che, oltre che minare seriamente la qualità della vita, possono, in alcuni casi, essere fatali. Soprattutto se non vengono curate in modo tempestivo ed adeguato. Grazie alle nuove e sensibili tecniche diagnostiche e quindi alle specifiche terapie si può frequentemente garantire la remissione di molte delle malattie reumatiche, favorendo, quindi, un ritorno ad una vita normale. Tuttavia, in troppi casi, siamo ancora costretti a intervenire quando è già tardi e le cure risultano così meno efficaci”. La SIR ha perciò deciso di “scendere in piazza”, per il secondo anno di fila, in 11 città italiane per porre l’accento sui campanelli d’allarme da non trascurare. “Gonfiore e dolore articolare, dolori muscolari persistenti, stancabilità, rigidità osteoarticolare e lombalgia, mani che cambiano di colore con il freddo, secchezza oculare sono sintomi che spesso si manifestano in corso di malattia reumatica - aggiunge il dott. Leonardo Santo, Responsabile della Unità Operativa Semplice di Reumatologia della ASL BT e delegato S.I.R. nella regione Puglia -. Chi ne soffre deve, quindi, rivolgersi tempestivamente al suo medico di famiglia che valuterà se consultare lo specialista reumatologo. Di questo se ne discuterà in una specifica sessione dedicata alla diagnosi precoce con rappresentanti della medicina generale”.

“Il contrasto alle malattie reumatologiche passa anche dagli stili di vita sani - sottolinea Iannone, -. Come prima cosa va tenuto sempre sotto controllo il peso corporeo perché i chili di troppo causano un sovraccarico delle articolazioni e a lungo andare possono danneggiarle. Ma l’effetto dell’obesità va ben oltre il sovraccarico, al quale si aggiunge uno stato generale di infiammazione che aggrava l’artrite, peggiora il decorso della malattia ed riduce il beneficio delle terapie.  Nel nostro evento ci sarà una sessione dedicata appositamente alla alimentazione. Un altro fattore di rischio estremamente pericoloso è il fumo. Durante questo tour spiegheremo anche le regole del benessere che devono essere sempre seguite a partire dall’adolescenza e poi proseguire fino alla terza età”. “Con questa iniziativa vogliamo inoltre promuovere e rilanciare, su tutto il territorio nazionale, la nostra specialità reumatologica, non solo in ambito medico, ma anche per ciò che attiene le attività dei professionisti sanitari e in particolar modo dell’area infermieristica - conclude Santo -. Il reumatologo e tutti i professionisti che ruotano attorno al malato sono figure che devono essere maggiormente incentivate e valorizzate all’interno del sistema sanitario, al fine di far fronte alle sfide che dovremo affrontare nei prossimi anni per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei malati. Bisogna anche riuscire ad ottenere un ricambio generazionale degli specialisti per così garantire la continuità assistenziale indispensabile per pazienti alle prese con patologie croniche come quelle reumatiche”. 

Il progetto #Reumadays è realizzato grazie al contributo non condizionante di BMS, Abiogen, Abbvie, Celgene, Lilly, Novartis e Roche. Dopo Torino, Genova, Roma, Napoli, Catania, Cosenza e Bari le altre città coinvolte saranno: Ferrara (27-28 maggio); Mantova (29-30 maggio); Trento (2-3 giugno) e Milano (5-6 giugno).

Quando la vertigine è centrale (diagnosi differenziale con la vertigine periferica posizionale benigna)

La vertigine centrale può essere causata da:
-emicrania
-sclerosi multipla
-tumori della fossa posteriore
-processi ischemici

La vertigine posizionale benigna parossistica invece è una forma periferica di vertigine e non deve presentare (o essere diagnosticata) in presenza di sintomi neurologici indicativi di un disturbo centrale. 

Questi sintomi di origine centrale possono essere:
-cefalea
-sintomi visivi (visione doppia, difetti del campo visivo, perdita visiva), 
-altre anomalie sensoriali come parestesie o deficit, e 
-anomalie motorie 
che tutti suggeriscono, come detto un'eziologia centrale.

La vertigine centrale inoltre non è precipitata da specifici movimenti della testa.

I disturbi centrali possono imitare gli attacchi di vertigine posizionale benigna parossistica

Tuttavia, tendono ad avere un esordio più graduale e ad essere meno gravi e meno transitori. 

Sepsi addominale, esempio di trattamento

Ampicillina/sulbactam (Unasyn) 3 g ogni 6h o piperacillina/tazobactam 4,5 g ogni 6h 

Considera anche una copertura per miceti, Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA)

Polmonite acquisita in comunità, esempio di trattamento antibiotico

Ceftriaxone (Rocefin) 2 g ogni 24h piú azitromicina (Zitromax) 500 mg ogni 24h


Deve includere la copertura per germi atipici; alternativa è la moxifloxacina (Avalox)

Trasfusione di globuli rossi concentrati

La trasfusione di globuli rossi è indicata per aumentare la capacità di trasporto di ossigeno del sangue in pazienti anemici o sanguinanti.

Soglia di emoglobina al di sotto della quale è necessaria la trasfusione:

paziente stabile, nessun rischio cardiaco: 7 g/dL 

fattori di rischio cardiaco: 8 g/dL 

sindrome coronarica acuta in atto: la soglia non è stata stabilita; può essere presa in considerazione una soglia più elevata (8-10 g/dL).

Una unità di pRBCs aumenta il livello di HGB di circa 1 g/dL o del 3% nell'adulto medio.

Se la causa dell'anemia è facilmente trattabile (ad esempio, da carenza di ferro o acido folico) e non è presente alcuna compromissione cerebrovascolare o cardiopolmonare, è preferibile evitare la trasfusione.

Crioprecipitato

Il crioprecipitato contiene la porzione di plasma precipitata a freddo ed è arricchita dei seguenti fattori:

Fibrinogeno

Fattore di von Willebrand (vWF)

Fattore VIII

Fattore XIII


È più comunemente indicato per sostituire il fibrinogeno in pazienti con Ipofibrinogenemia o coagulazione intravascolare disseminata, e non deve essere usato per sostituire il vWF o il fattore VIII, per i quali esistono prodotti specifici.

Un'unità aumenta la concentrazione di fibrinogeno di circa 7-8 mg/dL. Le dosi sono frequentemente ordinate in contenitori di 5 o 10 unità.

21 maggio 2019

Farmaci usati nell' infarto miocardico acuto (MI) o nell'angina instabile del paziente anziano

Aspirina, 160 – 325 mg per os: il beneficio di mortalità assoluta da parte dell''aspirina aumenta dall'1% nei pazienti di età inferiore a 60 al 4,7% in quelli di 70 anni 
Non chiaro se l'uso di altri antiaggreganti piastrinici è appropriato nei pazienti anziani.

Non vi sono controindicazioni specifiche all'uso di inibitori dell'IIb/IIIa per quanto riguarda gli anziani ma si deve usare un dosaggio adeguato alla funzione renale del paziente.

L'eparina non frazionata non possiede valore  provato. Probabilmente determina più complicanze emorragiche senza riduzione della mortalità o del reinfarto

L'eparina a basso peso molecolare può essere preferita negli anziani 

I beta-bloccanti  determinano una riduzione del 23% della mortalità con l'uso precoce
Dosi più basse possono essere appropriate nei pazienti più anziani.

Gli ACE inibitori entro 24 ore dall'infarto acuto riducono la mortalità e 'insufficienza cardiaca in pazienti di età superiore a 70 a.
Iniziare con una dose bassa di un ACE inibitore a breve durata d'azione (captopril, 6,25 mg PO ogni 6 – 8 ore), e aumentare gradualmente la dose fino a quando tollerata.
Il rischio di disfunzione renale e ipotensione è maggiore nei pazienti anziani e deve essere costantemente monitorato.


I nitrati sono sicuri nella maggior parte dei pazienti anziani.
Vi sono giudizi favorevoli sulla riduzione della  mortalità osservata nei pazienti > 70 anni 

La morfina può alleviare il dolore e la dispnea, ma è a rischio di delirio.

Agenti antiaritmici:  nessun beneficio con l'uso di routine.

Trasfusioni di sangue: i dati osservazionali sostengono l'uso di trasfusioni di sangue per mantenere un Hct > 30% in pazienti anziani che hanno sperimentato un infarto acuto. 

20 maggio 2019

CANCRO DELLA VESCICA

Il cancro della vescica è una delle neoplasie più comunemente diagnosticate 

Il carcinoma a cellule transizionali (o carcinoma uroteliale) rappresenta l'istologia più comune. 

Fattori di rischio
Il fumo di tabacco, la cistite cronica da cateteri permanenti a lungo termine, la precedente radiazione pelvica o l'uso prolungato di ciclofosfamide, e l'esposizione al benzene e ad altre sostanze chimiche industriali sono tutti fattori di rischio. 

Prevalenza
Il cancro della vescica è tre volte più comune negli uomini che nelle donne, con un'età media alla diagnosi di 65. 
L'infezione da schistosoma haematobium, la cui diffusione è nota soprattutto in determinati paesi poco sviluppati come la zona del Madagascar e varie isole situate nell'oceano indiano, meno in Egitto, è legata al carcinoma della vescica a cellule squamose. 


Diagnosi

Presentazione clinica
La maggior parte dei pazienti presenta ematuria (microscopica o macroscopica). Sintomi del tratto urinario inferiore come aumento della frequenza, urgenza, e disuria possono essere presenti in pazienti con tumori del collo della vescica. 

Test diagnostici
La presenza di più di 3 globuli rossi per campo ad alta potenza (HPF) è considerato ematuria significativa. 
L'ematuria deve essere valutata con citologia delle urine, imaging del tratto superiore (pielogramma e  o TAC) e cistoscopia con resezione transuretrale del tumore della vescica (TURBT). 

Gestione temporanea
I tumori della vescica sono ampiamente suddivisi in tumori non invasivi, muscolo-invasivi e metastatici. 

La  cistoscopia con resezione endoscopicadi lesione vescicale (TURBT: trans uretral resection of bladder tumor) rappresenta il momento conclusivo della diagnosi (determina infatti la profondità dell'invasione) ed allo stesso tempo della terapia delle lesioni superficiali. 
L'imaging, nella maggior parte dei casi, non è affidabile per distinguere un tumore non invasivo da uno muscolo-invasivo. 
Una scintigrafia ossea risulta invece utile per indagare la presenza di metastasi ossee.


Trattamento
Di seguito vengono descritte le opzioni di trattamento per stadio. 

Tumori superficiali (nessuna invasione muscolare, stadi 0-I) sono trattati con TURBT. 

L'instillazione intravescicale del vaccino bacillo Calmette-Guérin (BCG) riduce la ricorrenza e può essere utilizzato sia in caso induzione che di mantenimento

La chemioterapia intravescicale (tipicamente mediante mitomicina C) può essere utilizzata in caso di fallimento del BCG. 

La malattia muscolo-invasiva è definita dall'invasione del muscolo o del tessuto adiacente (stadi II e III). 

Il trattamento di scelta è la cistectomia radicale con deviazione urinaria, creando un condotto ileale. 

Chemioterapia
La chemioterapia neoadiuvante (neoadiuvanteo primaria si riferisce in genere al trattamento farmacologico somministrato prima della terapia loco-regionale) ha dimostrato di fornire un beneficio sulla sopravvivenza e deve essere presa in considerazione in pazienti selezionati. 

Per i pazienti che non possono ottenere un trattamento neoadiuvante, la chemioterapia adiuvante (adiuvantesi riferisce al trattamento medico applicato dopo che la chirurgia o la radioterapia hanno conseguito un obiettivo di radicalità sul tumore) può contribuire a ridurre le recidive. 

La radioterapia, spesso associata a chemioterapia concomitante, è un'alternativa alla chirurgia se la resezione non può essere eseguita. 

La malattia metastatica, inclusa la malattia nodo-positiva o distante, è gestita con chemioterapia, più comunemente una combinazione di gemcitabina e cisplatino o metotrexato, vinblastina, doxorubicina e cisplatino (MVAC).

19 maggio 2019

Artrite reumatoide, diagnosi in breve

L'artrite reumatoide (AR) è una malattia sistemica di eziologia sconosciuta che è caratterizzata da una poliartrite infiammatoria simmetrica, manifestazioni extra-articolari (noduli reumatoidi, fibrosi polmonare, sierosite, sclerite, vasculite) e fattore reumatoide sierico (FR) fino al 80% dei pazienti. 
Il decorso dell'artrite reumatoide è variabile ma tende ad essere cronico e progressivo.

Presentazione clinica
La maggior parte dei pazienti descrive l'insorgenza insidiosa di dolore, gonfiore e rigidità mattutina nelle mani e/o nei polsi o nei piedi.

La sinovite può essere evidente all'esame delle articolazioni metacarpophalangee, interfalangee prossimali, del polso o di altre articolazioni. 
I noduli reumatoide possono essere palpati più comunemente sulle superfici estensorie

Sono disponibili criteri clinici per la diagnosi di artrite reumatoide

Sospetta la diagnosi in pazienti che presentano un'artrite simmetrica in tre o più articolazioni che coinvolgono soprattutto piccole articolazioni e associate a rigidità mattutina che dura più di 30 minuti.

Test diagnostici
Il fattore reumatoide può essere positiva nel 80% dei pazienti. 
Gli anticorpi anti peptide ciclico citrullinato(anti-CCP) possono essere rilevati nel 50-60% dei pazienti con AR precoce. Gli anticorpi anti CCP sono più specifici (specificità superiore al 90%) per AR rispetto al fattore reumatoide, che può anche essere rilevato nel corso di epatite C ed altre infezioni croniche.

Le radiografie di mani e polsi possono mostrare erosioni o osteopenia periarticolare.

La risonanza magnetica muscoloscheletrica e l'ecografia sono più sensibili delle radiografie semplici e possono essere utilizzate in casi equivali per dimostrare sinovite o erosioni clinicamente inevidenti.

Anakinra

L'Anakinra è un antagonista dell'interleukina approvato per l'uso nell'artrite reumatoide
Bloccando il vincolo del recettore il - 1, inibisce le azioni proinfiammatorie e immunomodulatrici del il - 1.

Posologia
È indicato in dosaggio di 100 mg sc al giorno.

Controindicazioni, effetti collaterali
Simile ai bloccanti del TNF, non deve essere prescritto ai pazienti con infezioni in corso o ricorrenti
Effetti avversi includono una maggiore frequenza di infezioni batteriche e reazioni al sito di iniezione.

Malattia da graffio di gatto ovvero Bartonellosi

La Bartonellosi è causata dal batterio B. henselae. 
Di solito è auto-limitante.


Diagnosi
La presentazione clinica consiste in alcune lesioni papulopustolose che appaiono 3-30 giorni dopo un morso o un graffio di gatto, seguita da linfadenite regionale (di solito cervicale o ascellare) e lievi sintomi costituzionali. 

Le presentazioni atipiche includono la malattia oculoghiandolare, l'encefalopatia, l'artrite, la febbre di origine sconosciuta e l'endocardite cultura-negativa. 

La diagnosi è fatta dall'esclusione di altre cause di linfadenite e dalla rilevazione di anticorpi a B. henselae o PCR di tessuto infetto, cute o pus.


Trattamento
La malattia localizzata si risolve spontaneamente in 2-4 mesi senza trattamento. 
Se viene prescritta una terapia antimicrobica, si raccomanda l'azitromicina 500 mg im dose singola seguita da 250 mg per os per altri 4 giorni. 
L'aspirazione con ago dei linfonodi suppurati può fornire sollievo sintomatico. 

Esempi di terapia empirica orale in caso di infezioni intra - addominali

Amoxicillin/clavulanato 875 mg/125 mg per os ogni 12h

Ciprofloxacina 500 - 750 mg per os ogni 12h + metronidazolo 500 mg per os ogni 8h


Moxifloxacina 400 mg per os ogni 24h

18 maggio 2019

Zafirlukast

Indicazioni:

Trattamento aggiuntivo dell'asma


Azione:

Inibitore selettivo e competitivo dei leuotrieni


Dose:

20 mg bid (stomaco vuoto)


Attenzione:

Interagisce con il warfarin innalzando l'INR


Effetti collaterali:

Disfunzione epatica, di solito reversibile alla sospensione; vertigini, disturbi gastrointestinali; Sindrome di Churg-Strauss


Note:

Non adatto per l'asma acuto; assumere a stomaco vuoto

ZINCO

Diagnosi di laboratorio

Valori normali
60 - 130 microg/dl 

Aumento: aterosclerosi, malattia coronarica.

Diminuzione: insufficienza della dieta (nutrizione parenterale, alcolismo); malassorbimento; aumento delle esigenze quali gravidanza o guarigione da ferita; acrodermatite enteropatica

17 maggio 2019

Stridore (ostruzione delle vie respiratorie superiori)

Lo stridore è un rumore respiratorio di alta tonalità, che si percepisce prevalentemente durante l'inspirazione
Lo stridore è un sintomo determinato dal restringimento o dalla parziale ostruzione delle vie aeree superiori, che comprendono faringe, epiglottide, laringe e trachea extratoracica; 
Lo stridore si distingue dal respiro sibilante, che è invece correlato a condizioni che colpiscono le piccole vie aeree.

Cause
1 Laringospasmo. Questo può essere parte di una reazione anafilattica o secondaria all'aspirazione.

2 Tumore laringeo o tracheale. Può essere presente una storia di disfagia, raucedine, tosse o perdita di peso e anoressia.

3 Epiglottite. Il paziente è spesso incapace di parlare o di deglutire le secrezioni. La bocca è tenuta aperta e ci può essere sbavamento. (Simile presentazione può verificarsi con l'angina di Ludwig o un ascesso che coinvolge il pavimento della bocca.)

4 Aspirazione di corpi estranei

5 Disfunzione delle corde vocali. Le corde vocali paralizzate bilateralmente possono provocare stridore e dispnea gravi. 


Trattamento d'urgenza
1 Metilprednisolone 40 mg ev come dose iniziale

2 Epinefrina racemica nebulizzata. Somministrare 0,5 mL in 3 mL di soluzione salina normale.

3 Pressione continua positiva delle vie respiratorie (CPAP). 
Se si sospetta un'insufficienza ventilatoria, prendere in considerazione la pressione positiva bilevel (BiPAP) 

4 Intubazione o tracheostomia. In caso di mancata risposta alle suddette misure.

Norepinefrina (Levophed)

USI: stati ipotensivi acuti.

Dosi
Adulti: 8-12 mg/kg/min e.v. titolato fino all'effetto desiderato.

Note
correggere il più possibile la deplezione di volume ematico prima di iniziare la terapia con i vasopressori
interazione farmacologica con antidepressivi triciclici che causa grave ipertensione
infondere in grosse vene per evitare stravasi
la fentolamina 5-10 mg/in fisiologica 10 ml iniettata localmente è l'antidoto in caso di stravaso.

16 maggio 2019

Da tutta Europa in Puglia per il summit sulle malattie cardiovascolari


BARI - Quando si usa il termine Cardiovascolari si utilizza una definizione riduttiva sintetizzata nell’acronimo CVD (Cardiovascular disease), un termine che raccoglie tutte le malattie che colpiscono arterie e vene e organi diversi: cuore, cervello, polmone. Le chiamiamo Infarto del miocardio, Ictus cerebrale, Embolia Polmonare, Trombosi delle Vene e delle Arterie. 

Le CVD sono la prima causa di morte e di grave invalidità in Italia, in Europa e nel mondo: quando non rubano la vita, la rovinano, compromettendo gravemente la qualità della vita del paziente e di chi gli sta vicino. Uno spreco: perchè in 1 caso su 3 possono essere evitate. Colpiscono il doppio dei tumori. Eppure sono meno temute e ne sottostimiamo impatto e incidenza.

ALT - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie Cardiovascolari – Onlus che da oltre 30 anni  è in prima linea nella Lotta alla Trombosi che determina la maggior parte delle CVD, dal 21 al 23 maggio 2019 ospita in Puglia, a Borgo Egnazia (Savelletri)  il congresso annuale di EHN – European Heart Network, al quale partecipano i rappresentanti di tutti i Paesi dell’Unione Europea, una alleanza di associazioni e fondazioni impegnate nella lotta alle CVD.

Alcuni fra i principali clinici, ricercatori, esperti di comunicazione europei e del mondo  tracceranno un “Tour d’Horizon” – questo il tema del summit – affrontando presente e futuro della CVD e dei meccanismi che le determinano. 

Per molti anni Cancro,  Alzheimer e HIV sono state considerate le malattie più temibili e più diffuse: ma negli stessi anni una grave epidemia incominciava a diffondersi nella popolazione dei Paesi cosiddetti industrializzati in tutto il mondo.  Infarto del miocardio, Ictus cerebrale, Embolia polmonare, Aterosclerosi, Trombosi, provocano ogni anno quasi 18 milioni di morti nel mondo (i tumori 9 milioni, le malattie respiratorie quasi 4 milioni, il diabete 1,6 milioni) .

Non si tratta di una gara, amara e difficile, per capire quale sia la  malattia più grave ma di una evidenza confermata da molti studi negli ultimi 30 anni, che peraltro prevedono una espansione ancora più catastrofica per i prossimi decenni, per l’aumento della diffusione dei fattori di rischio legati allo stile di vita, come il sovrappeso, il fumo, l’abuso di sostanze stupefacenti, il diabete, l’ipertensione, l’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue legato a ragioni ereditarie ma soprattutto a uno stile alimentare scorretto e pericoloso, e non solo per l’allungamento della vita media e del conseguente invecchiamento.

Il  Report 2017  di EHN conferma che le CVD sono la principale causa di morte e di grave invalidità  in Europa, sono la causa di 45 morti su 100, 3,9 milioni di morti ogni anno negli Stati Membri della Regione Europea, secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Di questi decessi, 1,8 milioni si verificano nell'UE, ogni anno.

Anche in Italia, le CVD sono la prima causa di morte: nel 2015 hanno causato quasi 240.000 decessi, il  37% dei decessi totali . E sono anche la causa più frequente di ricovero ospedaliero: nel 2016 si sono verificati circa 1 milione di ricoveri  per un evento a CVD, pari al 14,6% del totale. Non solo morti, quindi, ma gravi invalidità, per chi sopravvive, con condizioni di vita sono notevolmente compromesse, con un importante aggravio di costi economici e sociali sia per le famiglie che  per lo Stato. Nessuno Stato avrà risorse disponibili sufficienti per curare i sopravvissuti.

Una situazione complessa, dunque, che durante il meeting in Puglia gli esperti analizzeranno a 360 gradi, valutando i sistemi di assistenza sanitaria, i meccanismi di prevenzione precoce, le ricadute economiche, l’utilità dei test che studiano la predisposizione genetica, gli sviluppi delle politiche globali, la comunicazione indispensabile per rafforzare l’attitudine alla prevenzione e i metodi necessari per misurare l’impatto delle azioni avviate.

«ALT è parte attiva del network di EHN fin dai primi anni ’90: abbiamo condiviso idee e progetti, avviato riflessioni e promosso strumenti volti a diffondere una maggiore consapevolezza sul tema delle CVD e della possibilità di evitarle, con l’obiettivo di ottenere un impatto positivo sul presente e, soprattutto, sulle generazioni future. Portare in Italia i rappresentanti di EHN nell’ambito del meeting annuale di EHN significa sottolineare l’urgenza e l’importanza di promuovere la sensibilizzare anche il nostro Paese per le possibilità di una efficace prevenzione e di una diagnosi precoce - dichiara la dr.ssa Lidia Rota Vender fondatrice e presidente di ALT  - Le CVD sono una epidemia presente e annunciata, che può e deve essere combattuta attraverso lo strumento strategico dell’informazione, fornendo a tutta la popolazione di ogni età la conoscenza più approfondita sui rischi legati alla predisposizione e allo stile di vita, e sollecitando persone di ogni età a non sottovalutare il benefico impatto di uno stile di vita sano ed equilibrato per far parte di coloro, uno su tre, che potranno evitare una CVD. ALT e EHN sono e saranno sempre più impegnate, coordinandosi con i diversi Paesi europei, per diffondere in modo moderno appropriato e convincente questo messaggio, affinché nessuno un domani possa dire “……io non lo sapevo…..”». 

Il summit sarà aperto dalla presidente di ALT, Lidia Rota Vender e da Simon Gillespie, presidente di EHN  e Chief Executive di British Heart Foundation, ai lavori parteciperanno esponenti delle più importanti Fondazioni e Associazioni provenienti da Germania, Inghilterra, Stati Uniti d’America, Italia, Finlandia, Svezia Estonia, Portogallo e fino alle isole Faroe, che condivideranno campagne di comunicazione, strategie di raccolta fondi e informazioni recenti sui futuri trend delle CVD. 

Allopurinolo nei pazienti con insufficienza renale, posologia in base ai valori della clearance della creatinina

Clearance della creatinina: > 20 ml/min

Dose: 300 mg/die


Clearance della creatinina: tra 10 e 20 ml/min

Dose: 100-200 mg /die


Clearance della creatinina: < 10 ml/min

Dose: 100 mg/die o a più lunghi intervalli

Metronidazolo

USI comuni: amebiasi, tricomoniasi, C difficile, e infezioni anaerobiche.

Dosi Adulti
infezioni anaerobiche: 500 mg ev ogni 6-8h.
Dissenteria amebica: 750 mg per os al di per 5-10 d.
Tricomoniasi: 250 mg per os 3 volte al di per 7 gg. o 2 g per os in 1 dose.
C difficile: 500 mg per os o ev ogni h per 7-10 d.

Note: in caso di infezioni da Tricomonas, trattare anche il partner; ridurre la dose in caso di insufficienza epatica.

Non possiede alcuna attività contro i batteri aerobi; usato in combinazione in caso di infezioni miste gravi; può causare reazioni simildisulfiram.

Arresto cardiaco, le cause

I ritmi cardiaci che provocano un arresto includono: 
fibrillazione e tachicardia ventricolare
asistolia
bradicardia e dissociazione elettromeccanica. 


Cause di arresto cardiopolmonare

A.Cardiache
infarto del miocardio
scompenso cardiaco
aritmie ventricolari
tamponamento cardiaco

B.Polmonari
embolia polmonare
insufficienza respiratoria acuta
aspirazione
pneumotorace iperteso

C.Emorragiche
Un sanguinamento grave non diagnosticato, ad esempio, rottura di aneurisma aortico, può provocare arresto cardiaco.

D.Metaboliche
ipokaliemia, iperkaliemia (possono indurre aritmie)
acidosi (l'acidosi severa può sopprimere la funzione miocardica)
riscaldamento nel paziente ipotermico (può indurre aritmie)

Plasma fresco congelato

Contiene i fattori  II, VII, IX, X, XI, XII, XIII e i fattori termolabili V e VII; occorre circa 1 h perchè si scongeli


Indicazioni
per contrastare in emergenza l'effetto del Coumadin

trasfusione massiccia (> 5 l negli adulti)

ipoglobuinemia (preferibile l'immunoglobulina)

sospetta o documentata coagulopatia (congenita o acquisita) con sanguinamento attivo o prima dell'intervento

sostituzione di un fattori della coagulazione quando il concentrato non è disponibile

non è più raccomandato per il rimpiazzo di volume

Bloccanti alfa1 adrenergici

Doxazosin

Prazosin

Terazosin

15 maggio 2019

Reazioni da trasfusione, breve rassegna per distinguerle

Le seguenti possibili reazioni trasfusionali, sono elencate in ordine decrescente per probabilità e crescente per severità:

Globuli bianchi antigeni
A differenza dei globuli rossi lavati, le cellule concentrate contengono un numero relativamente elevato di leucociti.
Le risposte febbrili a queste cellule sono di solito accompagnate da orticaria.

Reazioni proteiche minori
Le reazioni allergiche alle proteine del siero trasfuso possono causare febbre. A volte può verificarsi anafilassi o edema polmonare acuto.

Incompatibilità ABO
Questo rappresenta un problema potenzialmente letale, ma si verifica raramente.
I segni sono osservati dopo trasfusioni di quantità relativamente piccole di sangue.

Sangue contaminato
La contaminazione batterica è rara ma deve essere sospettata quando febbre alta e ipotensione si sviluppano presto durante una trasfusione. Questa evenienza è spesso fatale.

Fexofenadina (antistaminico)

Usi comuni: sollievo sintomatico della rinite allergica.

Dosaggio:

Adulti e ragazzi > 12 anni: 60 mg due volte al giorno.

Amoxicillina

Impieghi comuni: gestione dei batteri gram positivi sensibili (streptococci) e batteri gram negativi (h influenzae, e coli, p mirabilis; per es. profilassi endocardite batterica subacuta, otite media, infezioni respiratorie, della cute e del tratto urinario).

Dosaggio: Adulti: 250 - 500 tre volte al di per os

Nota: ipersensibilità crociata con penicillina; può causare diarrea; un rash cutaneo è comune; alcuni ceppi ospedalieri di E. coli sono resistenti.