RICERCA TRA GLI OLTRE 10MILA ARGOMENTI

18 gennaio 2019

Esomeprazolo, farmacocinetica

L'esomeprazole è rapidamente assorbito dopo la dose orale e i livelli plasmatici di picco si verificano dopo circa 1 a 2 ore.

È un acido labile perciò è stata sviluppata una formulazione gastroresistente. La biodisponibilità dell'esomeprazolo aumenta con il dosaggio ripetuto a circa 68 e 89% per le dosi rispettivamente di 20 e 40 mg.

Gli alimenti ritardano e diminuiscono l'assorbimento dell'esomeprazole, tutto ciò comunque non cambia significativamente il relativo effetto sull'acidità intragastrica.

L'esomeprazolo è per il 97% legato alle proteine plasmatiche.

È metabolizzato estesamente nel fegato a metaboliti idrossi- e desmetil-, che non hanno effetto sulla secrezione acida gastrica.

Con il dosaggio ripetuto, si verifica una riduzione nel metabolismo di primo-passaggio e nella clearance sistemica, probabilmente causata da un'inibizione dell' isoenzima CYP2C19.
Tuttavia, non si verifica accumulo durante l'uso quotidiano.

L'emivita di eliminazione dal plasma è di circa 1,3 ore.

Quasi l' 80% di una dose orale viene eliminato come metaboliti nelle urine, il resto nelle feci.

Segno del punto che duole

In caso di ulcera peptica Il paziente puo' mostrare con un dito il punto, a livello dell'addome (solitamente superiore) che gli duole. Non è un segno comune

Ulcera peptica, diagnosi differenziale

Dispepsia non ulcerosa (dispepsia funzionale)

Reflusso gastroesofageo

Sindrome dell' intestino irritabile

Calcolosi biliare

Cancro esofageo

Cancro dello stomaco

Gastroparesi

Pancreatite acuta

Malattia celiaca

Dolore pleuritico

Pericardite

Sindrome metabolica, prognosi

La prognosi per ciò che riguarda la malattia cardiovascolare e lo sviluppo o la progressione a diabete mellito di tipo 2 è significativamente migliorata mediante un intervento multifattoriale.


Questo include:

modifiche allo stile di vita (dieta sana e attività fisica)

miglioramento della resistenza insulinica e dell'iperglicemia concomitante (perdita di peso e/o sensibilizzanti dell'insulina)

riduzione dei livelli di trigliceridi e di colesterolo LDL con aumento del colesterolo HDL

stretto controllo della pressione arteriosa, entro gli obiettivi raccomandati.

Pseudogotta (malattia da deposizione di calcio pirofosfato, condrocalcinosi)

Quadro clinico
La presentazione può essere identica a quella della gotta.

Gli attacchi acuti sono simili alla gotta, ma in genere meno intensi.

È meno frequente nei pazienti al di sotto di 50 anni.

E'piu probabile che colpisca le articolazioni dei polsi e dei ginocchi.


Esami
Solitamente è presente condrocalcinosi (calcificazione radiografica della cartilagine in talune articolazioni)
L'ecografia può contribuire a differenziare la malattia da deposizione di calcio pirofosfato rispetto alla gotta: i depositi di calcio pirofosfato (calcificazioni multiple) si riscontrano più profondamente nella cartilagine articolare e sono meno omogenei rispetto ai reperti ecografici della gotta ove è presente il cosidetto "segno del doppio contorno".


Diagnosi
L'artrite da calcio pirofosfato deve essere sospettata in pazienti anziani con artropatia, particolarmente con artrite infiammatoria.
L'RX e l'ecografia sono utili ed indicati se non è possibile prelevare liquido sinoviale per l'analisi.
La diagnosi definitiva avviene tramite il ritrovamento di cristalli di calcio pirofosfato nel liquido sinoviale. Questi sono cristalli a forma di romboide, debolmente birinfrangenti


Trattamento
corticosteroidi intrarticolari o sistemici, antinfiammatori per os, ev.te colchicina a basse dosi se funzionalità renale ed epatica sono normali

17 gennaio 2019

Gotta, diagnosi differenziale

Pseudogotta (malattia da deposizione di calcio pirofosfato)

Artrite settica

Trauma

Artrite reeumatoide

Artrite reattiva

Artrite psoriasica

Febuxostat o allopurinolo?

Febuxostat è un inibitore selettivo della xantina ossidasi che riduce la produzione di acido urico. 

L'obiettivo è quello di ridurre il livello di acido urico a < 6 mg/dL per prevenire la super-saturazione e la formazione di cristalli. 

Alcuni studi clinici hanno indicato che il febuxostat è più efficace dell' allopurinolo nella riduzione dei livelli di acido urico. 

Tuttavia è necessaria più attenzione nell'interpretazione di questi risultati.
Gli studi infatti hanno paragonato febuxostat ad allopurinolo usato però alla dose massima di 300 mg/die.
Le raccomandazioni e le pratiche standard dei reumatologi titolano invece la dose di allopurinolo fino ad un massimo di 800 mg/die per raggiungere un obiettivo di acido urico < 6 mg/dL

Concludere quindi che febuxostat è più efficace o superiore ad allopurinolo  è un'affermazione inadeguata dato che la dose di allopurinolo paragonata a febuxostat è stata sempre minore (300 mg.) rispetto agli 800 mg. di dose massima utilizzata nella pratica.

Molti enti importanti d'altronde hanno raccomandato che febuxostat debba essere considerato come una opzione per la gestione dell'iperuricemia cronica nella gotta solo per i pazienti che sono intolleranti all'allopurinolo, o per i quali allopurinolo è controindicato. 
Gli effetti contrari comunemente segnalati nell'uso di febuxostat sono: aumento dei valori di funzionalità epatica, emicrania, ipertensione, diarrea ed artralgia/rigidità.

Risultati preliminari  mostrano inoltre un rischio aumentato di morte cardiocorrelata con febuxostat rispetto ad allopurinolo. 

L'FDA sta valutando questo problema di sicurezza e rilascerà un aggiornamento appena completato. 

16 gennaio 2019

Intolleranza al lattosio (deficit di lattasi), diagnosi differenziale

sprue celiaca

carenza di saccaroso - isomaltasi

intolleranza al latte di vacca

giardiasi

sindrome dell' intestino irritabile

sprue tropicale

enterite eosinofila

enteropatia autoimmune

sindrome da sovracrescita batterica del piccolo intestino

colite microscopica (linfocitica o collagenosica)

15 gennaio 2019

Le principali lesioni del calcio

(L'infortunio a Montolivo)
Il calcio è uno degli sport più praticati in assoluto in ogni parte del mondo. Stiamo parlando, in effetti, di un tipo di attività fisica piuttosto semplice da praticare e con un'enorme bacino di appassionati che lo praticano a livello amatoriale. Tuttavia, la sua estrema competitività e i movimenti continui che devono eseguire coloro che lo praticano, a qualsiasi livello, lo rendono uno sport nel quale sono frequenti vari tipi di lesioni o infortuni. Anche il fatto che si tratti di uno sport con molto contatto fisico è senza dubbio una delle concause delle lunghe pause che alcuni calciatori professionisti sono costretti a prendere. Il caso dell'attaccante Giuseppe Rossi, ad esempio, è uno dei più significativi degli ultimi anni, dato che si tratta di una serie di rotture dei legamenti delle due ginocchia che si sono ripetuti varie volte nella sua carriera.

In generale, sono molti i tipi di lesioni frequenti nel calcio, e la maggior parte di esse riguardano gli arti inferiori, spesso lacerati da distorsioni e stiramenti, che sono gli infortuni più comuni, sebbene la loro gravità possa variare. Ad esempio, il problema al flessore sinistro che ha appena costretto Mario Mandžukić a un mese di stop, è l'ultimo degli infortuni muscolari che colpiscono un calciatore della Juventus, una squadra che viene indicata come una della favorite dalle scommesse sulla Champions League di quest'anno. Per fortuna del giocatore, tuttavia, non è stato necessario un intervento chirurgico, qualcosa che spesso è fondamentale nelle lesioni più comuni ad articolazioni come il ginocchio o la caviglia. In tale contesto, altri infortuni piuttosto frequenti riguardano i dolori al polpaccio come ad esempio i crampi, la tendinite rotulea (che provoca dolore al ginocchio) e la tendinite di Achille (che provoca dolore nella parte posteriore della caviglia), tutte molto frequenti in quanto i calciatori sforzano molto gli arti e le articolazioni inferiori durante il gioco. Al di là delle fratture, che riguardano casi eccezionali per rotture ossee derivanti da interventi duri o da colpi molto forti, gli infortuni muscolari sono di più facile recupero, sebbene possano poi riproporsi in seguito.

In generale, per evitare le lesioni sopra citate, i calciatori si allenano in maniera specifica. Nel caso recente di Mandžukić, un calciatore che dà sempre tutto in campo ed è riconosciuto per la sua eccellente tenuta fisica, questo problema al flessore è sicuramente derivato dallo stress muscolare accumulato. Tante sono, infatti, le lesioni che derivano da un mancato smaltimento dell'attività fisica o della tensione muscolare. Rotture come quelle di tibia e perone oppure di un legamento interno al ginocchio prevedono invece non solo delle operazioni per ricomporre l'osso, ma anche e soprattutto un lungo periodo di riposo per recuperare totalmente la solidità dell'osso stesso. Per riprendersi da lesioni del genere, inoltre, non basta un'ottima fisioterapia, ma anche e soprattutto uno sforzo mentale per convincersi a riprendersi del tutto e tornare a giocare con serenità.

14 gennaio 2019

'Efficacia dubbia': stop al farmaco contro l'emicrania Aimovig di Novartis

Altolà dell'autorità inglese di controllo dei medicamenti a un prodotto di Novartis: in una prima verifica il National Health Service (NICE) ha rifiutato di omologare un trattamento preventivo contro l'emicrania episodica o cronica, avendo dei dubbi sulla sua efficacia e sui suoi costi. Il preparato si chiama Aimovig (principio attivo: erenumab) ed è stato sviluppato in collaborazione con l'americana Amgen.

Secondo Novartis gli studi clinici hanno dimostrato che riduce il numero di giorni di emicrania al mese di almeno la metà nel 40-50% dei pazienti. In una presa si posizione odierna il NICE sostiene fra l'altro che non vi sono dati sufficienti per affermare che Aimovig agisca meglio di altri farmaci come Botox (Botulinumtoxin A) di Allergan.

Alla fine di settembre il NICE, si era anche espresso contro il Kymriah, una terapia genetica sviluppata da Novartis contro la leucemia, ritenendola troppo cara. stata omologata in Svizzera (costo ventilato per paziente: 370'000 franchi).

Effetti collaterali gastrointestinali dei farmaci

I farmaci possono avere effetti negativi su qualsiasi tratto gastrointestinale, dalla bocca al colon. 

È essenziale che una storia dettagliata ed esatta debba essere considerata in pazienti che presentano disturbi gastrointestinali.

 Molti effetti farmaco indotti possono regredire o guarire alla sospensione del trattamento.

 I fans (antinfiammatori non steroidei) sono di solito associati ad ulcere gastriche e duodenali, ma sono anche riconosciuti per causare lichen planus orale, infiammazione e  stenosi esofagea, ulcere e stenosi intestinali. 
Gli antinfiammatori, COX-2- selettivi, hanno un profilo di sicurezza GI più favorevole rispetto ai fans standard. 

I farmaci noti per causare diarrea sono tipicamente gli inibitori della pompa protonica, i fans, la metformina e il chinino; in molti casi, più farmaci possono essere in causa; il tempo di insorgenza può essere molto variabile, perciò può essere difficile individuare l'agente incriminato
La diarrea acuta, le fasi di acuzie della malattia infiammatoria intestinale (IBD), la colite microscopica e la pancreatite acuta possono essere indotte dall'ingestione di fans standard. 

Gli antagonisti del calcio, la fenitoina e la ciclosporina, inducono iperplasia gengivale, specialmente in pazienti con scarsaigiene orale. 

L'alendronato, un bifosfonato, è stato associato con sviluppo di ulcere esofagee: raccomandazioni specifiche devono essere suggerite per ridurre queste complicanze. 

Delle molte forme di coliti connesse con l'ingestione di farmaci, la più frequente è la colite pseudomembranosa. Essa è una una complicanza degli antibiotici ed è causata dalla tossina prodotta dal Clostridium difficile. 

Molti farmaci sono stati associati con lo sviluppo di pancreatite acuta, anche se un rapporto definito di effetto-causa è stato indicato solo per alcuni farmaci. Questi includono furosomide, corticosteroidi, azatioprina e sodio valproato.

Vasculiti, classificazione generale

Le vasculiti sono un gruppo eterogeneo di malattie multifattoriali caratterizzate dall'infiammazione dei vasi sanguigni

Ricordiamo le principali in base alle dimensioni dei vasi colpiti


A)Vasculiti dei grandi vasi (l'aorta e le sue diramazioni principali):

arterite a cellule giganti

arterite di Takayasu


B)Vasculiti dei vasi medi (arterie di medio calibro):

poliarterite nodosa

malattia di Kawasaki


C)Vasculiti dei piccoli vasi (arteriole, capillari e venule):

granulomatosi di Wegener

poliangite microscopica

vasculite associata alle immunoglobuline A

angite leucocitoclastica cutanea



Clinica
sintomi e segni clinici generali sono: la febbre, la perdita di peso e l'affaticamento
segni clinici specifici: dipendono dal tipo dei vasi e degli organi interessati



Prognosi
La gravità è variabile: dalla malattia potenzialmente letale, es. la malattia di Behçet, alla malattia cutanea relativamente lieve.

13 gennaio 2019

Poliarterite nodosa, diagnosi differenziale

granulomatosi con poliangioite (sindrome di Wegener)

poliangioite microscopica

sindrome di  Churg-Strauss

arterite a cellule giganti 

infezione 

artrite reumatoide 

lupus eritematoso sistemico  (SLE)

neoplasie maligne

displasia fibromusculare

ateroma

embolo di colesterolo

mixoma atriale

sindrome catastrofica da anticorpi antifosfolipidi

malattia di Burger (tromboangioite obliterante)

GLICLAZIDE

La Gliclazide è un antidiabetico della famiglia delle sulfoniluree.

È somministrata per os nel trattamento del diabete di tipo 2 e possiede una durata di azione di 12-24 ore.
Poiché l'effetto è meno prolungato di quello della clorpropamide o della glibenclamide la gliclazide può essere più adatta per i pazienti anziani, che sono inclini all'ipoglicemia con le sulfoniluree long-acting.

La dose iniziale usuale è di 40 - 80 mg al giorno con la prima colazione, aumentata gradualmente, se necessario, fino a 320 mg al giorno. Più di 160 mg al giorno sono somministrati in 2 dosi.

Sono disponibili anche compresse a rilascio modificato: la dose iniziale usuale è di 30 mg una volta al giorno, aumentata se necessario in step di 30 mg fino ad un massimo di 120 mg al giorno.
L'intervallo fra gli aumenti della dose della preparazione a rilascio modificato dovrebbe essere di almeno 1 mese, ma, se necessario la dose può essere aumentata dopo appena 2 settimane in quei pazienti che non hanno risposto.

Effetti avversi e precauzioni
in generale come per le sulfoniluree
La gliclazide può essere usata anche in pazienti con danno renale, ma l'attento monitoraggio della glicemia è essenziale e dovrebbe essere usata la più piccola dose possibile per un sufficiente controllo. È sconsigliato l'uso in pazienti con danno renale severo.

Interazioni
in generale come per le sulfoniluree

Farmacocinetica
La gliclazide è prontamente assorbita dal tratto gastrointestinale.
È estensivamente legata alle proteine plasmatiche.
L'emivita è di circa 10 a 12 ore.
È ampiamente metabolizzata nel fegato a metaboliti che non hanno attività ipoglicemizzante significativa.
I metaboliti e una piccola quantità di farmaco invariato sono escreti nelle urine.

12 gennaio 2019

Vaccinazione antitetanica

Che cos'è
La vaccinazione antitetanica previene l'insorgenza del tetano, una malattia causata da una neurotossina prodotta dal Clostridium tetani.


Composizione del vaccino
Il vaccino contiene l'anatossina tetanica purificata, ossia la tossina prodotta da  C. tetani inattivata 
L'anatossina tetanica può essere disponibile sia come unico componente del vaccino, sia in associazione ad altre anatossine e/o virus inattivati.


Dove si pratica
La vaccinazione avviene mediante un'iniezione per via intramuscolare nel braccio 


Inizio dell’effetto
Una volta somministrato, il vaccino induce una risposta immunitaria da parte dell’organismo. Tale risposta si attiva solitamente dopo qualche settimana 


Obbligatorietá della vaccinazione
La vaccinazione contro il tetano è obbligatoria:
per tutti i nuovi nati entro il primo anno di vita
per i militari di leva
per gli individui appartenenti a categorie a rischio (come, ad esempio, metalmeccanici, metallurgici, addetti all'edilizia, giardinieri, stradini, cantonieri, addetti alla nettezza urbana, addetti all'allevamento di bestiame o soggetti che hanno a che fare con il bestiame.


Che cos’é la vaccinazione primaria
Con vaccinazione primaria s'intende il primo ciclo di vaccini che viene somministrato ai soggetti che non hanno mai ricevuto in precedenza l'anatossina tetanica.

La dose di vaccino somministrata, in caso di vaccinazione primaria, solitamente contiene 40 U.I. di anatossina tetanica.

Lo schema per la vaccinazione primaria è il seguente:
-prima dose alla data stabilita
-seconda dose dopo 6-8 settimane dalla prima
-terza dose dopo 6-12 mesi dalla seconda

Richiami della vaccinazione
Una volta effettuata la vaccinazione primaria, il primo richiamo è solitamente previsto dopo 4-5 anni. 
Dopodiché, i successivi richiami dovranno essere effettuati ogni 10 anni.


In caso di effetto scaduto ossia dopo dieci anni dall’ultimo richiamo, se il paziente é esposto ad un rischio reale di contrarre l’infezione, si intraprenderà subito una immunoprofilassi mediante la somministrazione di immunoglobulina antitetanica ed in associazione alla profilassi con immunoglobulina, la vaccinazione antitetanica.
Attenzione!
Vaccino contro il tetano e immunoglobulina possono essere somministrati allo stesso tempo, ma non nello stesso sito. 

In definitiva é necessario ricordare che poiché il vaccino non fornisce una protezione immediata, il trattamento profilattico con l’immunoglobulina è raccomandato per tutte le ferite a rischio di tetano. 

Una terapia antibatterica adatta può anche essere in concomitanza somministrata


Effetti Collaterali
Solitamente sono di lieve entità e transitori.
Possibili effetti indesiderati causati dalla somministrazione del vaccino antitetanico 
-infiammazione e gonfiore nel sito d'iniezione (generalmente, di breve durata)
-dolore in corrispondenza del sito d'iniezione che può persistere anche qualche giorno
-febbre
-malessere generale
-cefalea (generalmente poco frequente);
-dolori muscolari e/o articolari
 -vertigini
 -raramente reazioni allergiche.


Controindicazioni
storia di reazioni allergiche in seguito a precedenti somministrazioni del vaccino stesso
presenza di infezioni in fase attiva
presenza di terapie immunosoppressive in corso



Per le ferite a rischio di tetano, l'immunoglobulina di tetano (veda) può anche essere richiesta. 



In caso di infortunio in persone non immunizzate o se lo stato di immunizzazione è incerto, l'opportunità di solito è presa per iniziare un corso di vaccinazione primaria. 

Poiché questo non fornisce una protezione immediata, il trattamento profilattico con l’immunoglobulina tetano è raccomandato per le ferite a rischio di tetano. 


Una terapia antibatterica adatta può anche essere data 

10 gennaio 2019

Piracetam

Piracetam é un farmaco che agisce sul SNC.
Esso è stato descritto come un nootropo; si pensa che protegga la corteccia cerebrale dall'ipossia.

Inoltre è stato segnalato che a dosi elevate possa inibire l'aggregazione piastrinica e ridurre la viscosità del sangue.

Piracetam è usato in aggiunta al trattamento del mioclono di origine corticale ed inoltre nella demenza

Altri disturbi o stati in cui è stato provato (sulla base di una supposta insufficienza cerebrocorticale sensibile a Piracetam) comprendono l'alcolismo, le vertigini, gli incidenti cerebrovascolari, la dislessia, i disturbi comportamentali nei bambini, e dopo un trauma in neurochirurgia.

Piracetam è stato somministrato per vari disturbi ad una dose orale usuale fino a 2,4 g giornalieri in 2 o in 3 somministrazioni; in casi gravi sono state utilizzate dosi fino a 4,8 g al giorno o superiori.

Nei disturbi gravi inoltre è stato somministrato tramite iniezione intramuscolare o endovenosa.

La dose orale usuale di Piracetam dovrebbe essere ridotta in pazienti con compromissione renale secondo la clearance della creatinina.
Piracetam è controindicato in pazienti con una clearance della creatinina inferiore a 20 mL/minuto.

Demenza
Anche se il Piracetam è usato in caso di danno cognitivo e di demenza una review sistematica non ha sostenuto questo uso.

Afasia
È stato segnalato un miglioramento dell'afasia che segue un ictus

Vertigini
è stato segnalato che Piracetam puó essere di beneficio in pazienti con vertigine sia di origine centrale che periferica.

7 gennaio 2019

Pazienti con sintomi di overdose da oppiacei ed antidoto (Naloxone) non disponibile in immediato

L' Ossigeno per mantenere la saturazione di ossigeno al 94% al 98% è il provvedimento essenziale

Il supporto ventilatorio è l'intervento più importante e può essere salvavita da solo.

L'obiettivo primario dovrebbe essere quello di sostenere le vie respiratorie e la respirazione, in particolare per i pazienti con stupore ed una frequenza respiratoria di 12 respiri/minuto o meno.

In questi pazienti la pervietà delle prime vie respiratorie dovrebbe essere ottenuta mediante retroflessione (o meglio iperestensione) della testa oppure mediante sublussazione della mandibola.

La respirazione può richiedere un addizionale supporto ventilatorio mediante l'uso di una mascherina con ambu e somministrazione di ossigeno supplementare per ottenere saturazioni di ossigeno fra 94% e 98%.

È importante ventilare adeguatamente il paziente prima di trattarlo con naloxone, per fare diminuire la probabilità di farlo precipitare in una sindrome da distress respiratorio acuto, che può essere associata con il trattamento quando in presenza di ipercapnia

i pazienti che presentano una sindrome da distress respiratorio acuto possono richiedere più alte concentrazioni di ossigeno supplementare e dovrebbero essere trattati con cure di supporto, ventilazione con basso volume corrente e Peep

6 gennaio 2019

Steatoepatite non alcolica, farmaci sperimentali

La steatoepatite non alcolica (NASH) è una patologia epatica cronica derivante dal costante accumulo di grasso nel fegato, che può scatenare infiammazione, fibrosi e giungere fino alla cirrosi. 
La NASH è associata a obesità, diabete e dislipidemia.

Ricordiamo alcune sostanze sperimentali, in corso di valutazione da parte di importanti aziende farmaceutiche, che stanno lavorando per trovare una terapia efficace nei confronti della NASH:

MGL-3196, agonista del recettore della tiroide della Madrigal Pharmaceuticals

VK2809, beta agonista del recettore tiroideo della Viking Therapeutics 

Aramchol, un nuovo modulatore SCD1 (stearoyl coenzyme desaturase A inhibitor)di Galmed Pharmaceuticals. La risoluzione della NASH senza peggioramento della fibrosi si è verificata più spesso nel gruppo in terapia con 600 mg della sostanza rispetto al gruppo placebo

NGM-282  della NGM BIO

GS-9674, della Gilead un agonista selettivo non steroideo del recettore farnesoide X ha mostrato una riduzione di almeno il 30% nel grasso epatico nel 38,9% dei pazienti trattati con 100 mg della sostanza

Selonsertib, sempre della Gilead un regolatore del segnale dell’apoptosi cellulare

GS-0976 un inibitore sperimentale dell'acetil-CoA carbossilasi

Acido obeticolico della Intercept

Elafibranor della Genfit 


Cenicriviroc della Allergan.

DULAGLUTIDE

• Trattamento, in aggiunta alla dieta ed all’esercizio, nella gestione degli adulti con diabete mellito di tipo 2; non é raccomandato come terapia di prima linea, come sostituto dell'insulina, in pazienti con diabete di tipo 1, o con chetoacidosi. 

Azione
• Dulaglutide agisce come la GLP-1 (glucagon-like peptide 1, un’incretina che normalmente é secreta dalle cellule L della mucosa gastrointestinale in risposta ad un pasto), rallentando lo svuotamento gastrico e incrementando la secrezione di insulina  da parte delle cellule beta del pancreas quando il glucosio è elevato. Contemporaneamente riduce la secrezione di glucagone (antagonista dell'insulina) da parte delle cellule alfa del pancreas.


Effetti terapeutici:
• Migliorato controllo glicemico. 

Farmacocinetica
Assorbimento: dose0,75 mg — 65% assorbita dopo somministrazione sottocutanea

Distribuzione: sconosciuta. 

Metabolismo/escrezione: degradato dal processo catabolico delle proteine. 

Emivita: 5 giorni. 


Controindicazioni/Precauzioni
ControIndicato in caso di:
• Ipersensibilità
• Storia personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide
• Sindrome endocrina multipla tipo 2
• Storia di pancreatite
• Diabete di tipo 1
• Chetoacidosi diabetica
• Grave malattia gastrointestinale (compresa grave gastroparesi). 

Utilizza con cautela in caso di:
• Storia di angioedema dovuto ad un altro agonista del recettore bpl-1
• Compromissione epatica/renale
• Ostetricia: utilizza solo se il beneficio potenziale giustifica il rischio potenziale per il feto
• Allattamento: utilizza solo se il beneficio potenziale giustifica il rischio potenziale
• Pediatria: sicurezza ed efficacia non stabilite. 


Reazioni avverse/effetti collaterali

SNC: affaticamento. 

Dermatologici: prurito, eruzione cutanea. 

Endocrini: tumori della C-cellula della tiroide. 

Gastrointestinali: pancreatite, dolori addominali, nausea, vomito, costipazione, ↓ appetito, diarrea, dispepsia. 

Genitourinario: insufficienza renale acuta. 

Locali: reazioni di ipersensibilitá compresi ANAFILASSI ed ANGIOEDEMA, reazioni locali a livello dell'iniezione. 

Interazioni
Farmaco-farmaco:
• L’uso simultaneo con insulina o agenti che aumentano la secrezione di insulina tra cui sulfoniluree puó aumentare il rischio di ipoglicemia grave, utilizza con cautela e prendi in considerazione una dose inferiore di insulina o agenti che aumentano la secrezione di insulina. 
• Può alterare l'assorbimento di altri farmaci orali somministrati simultaneamente a causa dello svuotamento gastrico ritardato. 


Via di somministrazione/dosaggio

Via di somministrazione: sottocute

• Dosaggio (adulti): 0,75 mg una volta alla settimana; puoi aumentare a 1,5 mg una volta alla settimana per ottenere il controllo glicemico. 

• I pazienti stabilizzati con un regime stabilito che sono esposti a stress, febbre, traumi, infezioni, o chirurgia possono richiedere la somministrazione di insulina. 

• Somministra una volta alla settimana in qualsiasi momento della giornata, senza considerare l’assunzione del cibo. 

Inietta a livello di addome, coscia, o braccio. 
La soluzione deve essere chiara e incolore
Non somministrare soluzioni scolorite o contenenti particolato


Profilo tempo/azione (su HbA1c)
Inizio azione: entro 4 settimane
Picco 13 settimane
Durata: sconosciuta


Valutazione
• Osserva il paziente che assume simultaneamente l'insulina per i segni ed i sintomi delle reazioni ipoglicemiche (sudore, fame, debolezza, vertigini, tremito, tachicardia, ansia, emicrania, visione offuscata, discorso impastato, irritabilità). 

• Se noti noduli tiroidei o calcitonina sierica elevata, il paziente deve essere riferito ad un endocrinologo. 

• Monitorizza per potenziali sintomi e segni di pancreatite (dolore addominale persistente e grave, a volte irradiantesi alla schiena, con o senza vomito). 
Se sospetti una pancreatite, interrompi dulaglutide; se confermato, non risomministrare piú dulaglutide. 

Considerazioni sui test di laboratorio:
*Monitorizza periodicamente l’HbA1c durante la terapia per valutare l'efficacia. 

* La dulaglutide puó aumentare lipasi e amilasi pancreatica. 

5 gennaio 2019

Ruolo patogeno degli ANCA (anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili)

Tre malattie sono particolarmente associate alla presenza degli ANCA (anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili) nel circolo ematico: 

la granulomatosi di Wegener

la poliangioite microscopica

la sindrome di Churg-Strauss

Colpendo prevalentemente i piccoli vasi (compresi i capillari glomerulari), tali condizioni patologiche interessano frequentemente il rene.



Ed in particolare i 
c-ANCA si ritrovano solitamente:

nella granulomatosi di Wegener (sono presenti nel 90% dei casi attivi); in tal caso è stata dimostrata una correlazione positiva fra il titolo degli ANCA e l'attività di malattia. 


mentre i p-ANCA sono associati alla: 

poliangioite microscopica 

glomerulonefrite rapidamente progressiva di tipo necrotizzante

sindrome di Churg-Strauss

In molte altre malattie autoimmuni, come la rettocolite ulcerosa e la spondilite anchilosante, è possibile riscontrare ANCA in circolo. In questi casi, comunque, non vi sono segni di vasculite, tanto che la presenza degli anticorpi è considerata incidentale, un epifenomeno più che una causa della malattia.

2 gennaio 2019

Granulomatosi di Wegener, diagnosi differenziale

Poliangite microscopica (poliarterite nodosa)

Sindrome di Churg-Strauss

Sinusite cronica

Sindrome di Goodpasture

Lupus eritematoso sistemico

Sarcoidosi

Tallone, dolore al

Fascite plantare

Entesopatia a causa di spondoloartropatia sieronegativa (ad esempio, spondilite anchilosante)

Tendinite del tendine di Achille

Borsite pre-Achille

Frattura metatarsale da stress

Sindrome del tallone (irritazione traumatica del tessuto grasso)

Borsite retrocalcaneare

Sindrome del tunnel tarsale

Grande sperone osseo del tallone

Frattura da stress calcaneare (corridori)

Herpes simplex genitale (dolore riferito dal ganglio sacrale)

1 gennaio 2019

Aneurismi dell’aorta addominale, considerazioni sulla chirurgia

Il decorso naturale comporta una crescita lenta e costante con una progressione finale fino alla rottura.
La maggior parte dei pazienti con rottura non sopravviverà al momento in cui avrá raggiunto la sala operatoria.
Riparare un aneurisma dell’aorta addominale asintomatico più piccolo di 5,5 centimetri non ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza perché il rischio di rottura è più basso del rischio che comporta la chirurgia.

I risultati di trials multipli fino ad oggi non dimostrano alcun vantaggio di una riparazione immediata di piccoli aneurismi dell’aorta addominale (4.0-5,5 cm), indipendentemente dal fatto che si sia eseguita una riparazione a cielo aperto o endovascolare, e, almeno per la riparazione a cielo aperto, indipendentemente dall'età del paziente e dal diametro dell’aneurisma.

Quelli che subiscono la riparazione di aneurismi per via endovascolare (EVAR) hanno più probabilitá di andare incontro a complicanze tardive e richiedono un reintervento

Pertanto, né un’immediata riparazione a cielo aperto né una immediata riparazione endovascolare di piccoli aneurismi è supportata da evidenze attualmente disponibili.

La sopravvivenza a 5 anni rimane povera dopo la riparazione d’elezione di aneurismi dell’aorta addominale (nonostante i progressi dei risultati a breve termine) ed è associata al diametro degli aneurismi e all'età dei pazienti al momento della chirurgia.

La ricerca in questo campo dovrebbe tentare di migliorare le speranza di vita dei pazienti con aneurisma dell’aorta addominale che é stato riparato e di ottimizzare la selezione dei pazienti.

Dato la morbosità e la mortalità connesse con l’intervento chirurgico, la riparazione è rinviata tipicamente fino a che il rischio teorico di rottura superi il rischio valutato di mortalità operatoria.

La maggior parte dei pazienti che sottostanno alla riparazione a cielo aperto rimane senza complicazioni innesto-relative importanti durante il resto della loro vita (0,4%-2,3% incidenza delle complicazioni ritardate dell'innesto-relative).

I tassi di sopravvivenza a cinque anni dopo la riparazioneun di aneurisma intatto é del 60% al 75%. 


31 dicembre 2018

L'efedrina

L'efedrina è un simpaticomimetico con effetti diretti e indiretti sui recettori adrenergici.

Presenta attività alfa-e beta-adrenergica e ha pronunciati effetti stimolanti sul SNC.

Ha un'azione più prolungata anche se meno potente dell'adrenalina.

Alle dosi terapeutiche aumenta la pressione sanguigna aumentando la gittata cardiaca e inducendo vasocostrizione periferica.

Può provocare tachicardia, ma meno frequentemente dell'adrenalina.

L'efedrina provoca anche broncodilatazione, riduce il tono intestinale e la motilità,

Rilascia la parete vescicale rilasciando il muscolo detrusore mentre contrae il muscolo sfintere

Riduce l'attività dell'utero.

Ha un'azione stimolante sul centro respiratorio.

Dilata la pupilla ma non influisce sui riflessi della luce.

Pseudoefedrina

La Pseudoefedrina è un simpaticomimetico diretto e indiretto

Essa è un stereoisomero dell'efedrina ed ha un'azione simile a questa, ma agisce meno sulla pressione arteriosa e presenta meno effetti sul SNC.

La Pseudoefedrina e suoi sali sono somministrati per via orale per il sollievo sintomatico di congestione nasale. Essi sono comunemente combinati con altri ingredienti in preparati destinati al sollievo della tosse e dei sintomi da raffreddamento

Il Cloridrato o il solfato di pseudoefedrina negli adulti sono  somministrati  in dosi di 60 mg ogni 4-6 ore fino ad un massimo di 4 dosi in 24 ore. 

Altri usi della pseudoefedrina includono il controllo di incontinenza urinaria in alcuni pazienti ed il trattamento di alcune forme di priapismo.

Precauzioni ed effetti avversi
Gli effetti avversi più comuni della pseudoefedrina sono tachicardia, ansia, irrequietezza e insonnia; rash cutanei e ritenzione urinaria si sono verificati occasionalmente . Le allucinazioni sono state riportate raramente, soprattutto nei bambini.