RICERCA TRA GLI OLTRE 10MILA ARGOMENTI

4 dicembre 2019

Listeriosi (infezione da listeria)

L'infezione da listeria, anche detta listeriosi, è una tossinfezione alimentare causata dalla Listeria monocytogenes.


La fonte dell'infezione
Questo batterio si trova comunemente nel terreno, nell'acqua ed anche nei cibi crudi, come carni non ben cotte e verdure crude, prodotti lattiero-caseari preparati con latte non pastorizzato.
Il batterio viene eliminata dai processi di pastorizzazione e cottura.


Come si manifesta
-la forma tipica delle tossinfezioni alimentari, si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione, con diarrea, febbre, dolori muscolari

-la forma invasiva o sistemica che si diffonde nell'organismo fino al sistema nervoso determinando encefaliti, meningiti ed ev.te sepsi. In tal caso il periodo di latenza tra l’ingestione del cibo contaminato e la manifestazione dei sintomi puó essere di 1-3 mesi


Soggetti a rischio
I soggetti più a rischio sono quelli con compromissione del sistema immunitario: pazienti con cancro, diabete, Aids, anziani e donne in gravidanza (l'infezione da Listeria in tali pazienti può infatti causare aborto spontaneo, parto prematuro, morte in utero o infezione del feto)


La prevenzione
Cottura possibilmente completa dei cibi.
Lavaggio accurato delle verdure prima di consumarle.
Consumare prodotti lattiero-caseari pastorizzati
evitare di mangiare formaggi se non si ha la certezza che siano prodotti con latte pastorizzato
Lavare scrupolosamente le mani e gli utensili da cucina dopo aver maneggiato alimenti crudi


Il trattamento
Ampicillina +/- aminoglicosidi

seconda scelta: trimetropim-sulfametossazolo

Il trattamento antibiotico somministrato precocemente a donne gravide può prevenire la trasmissione della malattia al feto.

3 dicembre 2019

Epatite C: in Italia 146mila tossicodipendenti da diagnosticare

ROMA – Si stima che in Italia ci siano circa 280mila pazienti con virus da epatite C (HCV) ancora da diagnosticare, di cui circa 146mila avrebbero contratto l’infezione attraverso l’utilizzo anche pregresso di sostanze stupefacenti, 80mila mediante il riutilizzo di aghi da tatuaggi o piercing e 30mila attraverso trasmissione sessuale. È quanto emerge da uno studio* (aggiornato a novembre 2019) basato su un modello matematico presentato lo scorso novembre dalla dottoressa Loreta Kondili, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità, al Congresso annuale dell’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD).

Grazie al progetto HAND - Hepatitis in Addiction Network Delivery, che ha permesso di distribuire 2.500 test rapidi nei Ser.D. coinvolti, sono aumentati del 20% gli screening sui tossicodipendenti con epatite C e si stima che circa 1.000 pazienti potranno essere inviati ai centri di cura. HAND è il primo progetto pilota di networking a livello nazionale patrocinato da 4 società scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD), che ha coinvolto i Servizi per le Dipendenze e i relativi Centri di cura per l’HCV afferenti a 7 città italiane (Roma, Milano, Torino, Bari, Modena, Caserta e Catanzaro). Il progetto si è articolato in diverse fasi: campagna informativa su oltre il 90% dei Ser.D. nazionali, con 16mila materiali divulgativi; campagna di screening con 2.500 test salivari rapidi distribuiti; programma formativo multidisciplinare con più di 300 operatori sanitari coinvolti.

I risultati del progetto, realizzato da Letscom E3 con il contributo non condizionante di AbbVie, sono stati presentati oggi a Roma nel corso di un incontro dal titolo ‘La gestione dell’HCV in pazienti consumatori di sostanze’, che si è tenuto nella Sala degli Atti parlamentari in Senato. “L’Italia ha un compito estremamente importante che le è stato dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: eliminare l’infezione da HCV entro il 2030 - ha detto il direttore scientifico della SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), Massimo Andreoni - Per questo dobbiamo lavorare sulle popolazioni a maggior rischio epatite C, cioè su quei soggetti che fanno uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa. Il progetto HAND si muove proprio in questo senso, dimostrandosi un valido modello per il suo approccio multidisciplinare in grado di mettere in collegamento Ser.D. con i Centri di cura per l’HCV. La sfida più grande, oggi, è quella di far emergere il ‘sommerso’, andando a cercare le persone infette che ancora non sanno di esserlo. Un’altra priorità da mettere in atto è il referral, cioè creare collegamenti sempre più stretti tra Ser.D. e centri per il trattamento. Infine c’è il ‘linkage to care’, che ha l’obiettivo di fidelizzare il paziente fragile al centro, grazie a professionisti che sappiano seguirlo e rispondere alle sue esigenze”.

È dunque sui pazienti con infezione cronica da epatite C non ancora diagnosticati che è necessario focalizzare l’attenzione, soprattutto alla luce di un dato: ogni paziente non curato, che fa uso di sostanze per via iniettiva, hanno fatto sapere di recente gli esperti, potenzialmente è in grado di infettare circa 20 persone nell’arco di tre anni. Così, nonostante l’Italia sia tra i primi 12 Paesi al mondo ad aver intrapreso il cammino verso l’eliminazione dell’HCV entro il 2030, come indicato dall'Organizzazione mondiale della Sanità, allo stesso tempo rischia di non raggiungere questo obiettivo qualora non riesca a far emergere il ‘sommerso’. Per questo, concorda la comunità scientifica, c’è bisogno di un intervento immediato che preveda un aumento degli screening su tutto il territorio nazionale. Ed è in questa direzione che si è mosso il progetto HAND.

“Il progetto HAND si propone di dare la massima applicazione e migliorare i risultati dello sforzo straordinario che ha fatto l’Italia per curare i malati di epatite C - ha sottolineato il past president di FeDerSerD (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze), Pietro Fausto D’Egidio - e di farlo soprattutto nei confronti dei malati tossicodipendenti, che sono uno dei più grandi serbatoi di infezione e quindi anche di trasmissione di infezione nel nostro Paese. Per motivare pazienti di questo tipo penso sia fondamentale un approccio multidisciplinare, con strutture integrate e coordinate tra i vari attori, che in esse devono agire per fare la diagnosi, avviare alla cura e creare meno ostacoli possibili al paziente, che di per sé vive già una vita difficile, fuggendo dalle sue responsabilità. Per eliminare per quanto possibile l’infezione da HCV nella popolazione dei tossicodipendenti ci vuole allora esattamente il lavoro che sta facendo oggi HAND in collaborazione con le società scientifiche, promuovendo una sensibilità all’interno di ogni nucleo di lavoro, dai Ser.D. ai centri di cura”.

“I Ser.D. non curano soltanto la dipendenza, ma indirizzano il paziente ad uno screening completo per quanto riguarda l’epatite C - ha fatto sapere il presidente della SIPaD (Società Italiana Patologie da Dipendenza), Claudio Leonardi - Non solo: il loro compito è anche quello di monitorare in un secondo momento che la terapia affidata venga regolarmente effettuata dal paziente, garantendo, a due soli mesi di distanza dall’inizio, l’eradicazione completa del virus HCV nel soggetto affetto. L’utilità del progetto HAND risiede nella sua capacità di integrare le attività svolte all’interno dei Servizi per le dipendenze con quelle dei Centri di cura, ai quali spetta il compito di affinare la diagnosi iniziale di screening fatta dai Ser.D. (anche con test rapidi salivari) e, laddove necessario, far accedere i pazienti a terapie specifiche. Un approccio multidisciplinare è l’essenza della valutazione diagnostica, a maggior ragione in una malattia multifattoriale come la tossicodipendenza”.

“Il progetto HAND è certamente innovativo perché, per la prima volta, ha collegato i Servizi per le dipendenze ad altri settori della sanità, come l’infettivologia e la gastroenterologia- ha evidenziato infine il presidente della SITD (Società Italiana TossicoDipendenze), Luigi Stella - In questo modo i pazienti, una volta diagnosticati nei Ser.D., dove c’è un’alta incidenza della malattia dell’epatite C, vengono indirizzati ai Centri di cura specializzati per ricevere il trattamento con i nuovi farmaci. E vale davvero la pena sottolineare questa straordinaria innovazione che stiamo vivendo dal punto di vista della farmacologia- ha concluso- perché oggi con i nuovi farmaci è possibile guarire dall’epatite C”.

A moderare l’incontro, il giornalista Rai Gerardo D’Amico. Ha partecipato il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri; la vicepresidente della XII Commissione Affari sociali della Camera, Michela Rostan; la direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Roberta Pacifici; la ricercatrice dell’ISS, Loreta Kondili. E ancora: il presidente della EpaC onlus, Ivan Gardini, e i referenti dei Ser.D. e dei Centri di cura HCV coinvolti nel progetto HAND.

* “Estimated prevalence of undiagnosed hepatitis C virus infected individuals in Italy: a mathematic model to accurately measure HCV prevalence with a route of transmission granularity”, di Loreta A. Kondili, Massimo Andreoni, Alfredo Alberti, Salvatore Lobello, Sergio Babudieri, Antonio Saverio Roscini, Rocco Merolla, Walter Marrocco, Antonio Craxì.

30 novembre 2019

Eritema nodoso

Caratteristiche

Panniculite settale sottocutanea (infiammazione del grasso)

Reazione infiammatoria del grasso sottocutaneo

Esistono varianti acute e croniche



Si associa a:

-Infezioni causate da:

streptocci -emolitici - causa più comune

alcuni funghi - soprattutto coccidiomycosis

tubercolosi 

lebbra - in tal caso viene denominato come eritema nodosum leprosum

infezione da Parvovirus B19


-Farmaci:

sulfamidici

contraccettivi orali


-Malattie infiammatorie croniche:

sarcoidosi 

malattia infiammatoria intestinale

malattia di Behcet

granulomatosi di Wegener

-Idiopatico

-Può essere correlato ad uno squilibrio di citochine Th1 


Sintomi

più comunemente si verificano a livello degli arti inferiori

 noduli eritematosi morbidi

Il dolore è spesso maggiore di ció che appare

con il tempo si appiattiscono, apparendo come lividi con cicatrici

In particolare sono osservati nelle giovani donne

un eritema nodosum, la linfoadenopatia ilare, la poliartralgia costituiscono la sindrome di Lofgren 


Trattamento

Diretto verso una condizione sottostante

controllare PPD (tubercolina) e radiografia toracica

valutare la sarcoidosi, la malattia infiammatoria intestinale

escludere altre cause

trattare le condizioni sottostanti

Gli agenti antinfiammatori non steroidei possono essere efficaci

Gli eritemi nodosi resistenti spesso rispondono ai glucocorticoidi

Insufficienza surrenalica secondaria

Si verifica in seguito a disturbi dell'asse ipotalamico - pituitario - surrenalico che puó essere coinvolto da:
-tumori
-irradiazioni
-traumi
-chirurgia
-terapia con glucocorticoidi (più comunemente), induttori enzimatici che migliorano la clearance dei glucocorticoidi sintetici (rifamina e carbamazepina) o farmaci che inibiscono la sintesi cortisolica (ketoconazolo, etomidate) 

Tali condizioni possono causare una carenza di ormone adrenocorticotropico (acth) o di ormone di rilascio della corticotropina (crh), che porta ad atrofia della zona fascicolata del surrene dove sono sintetizzati i glucocorticoidi.

Ricorda quindi che mentre i glucocorticoidi vengono prodotti nella zona fascicolata e reticolare (quelle più interne) la sintesi dei mineralcorticoidi avviene nella zona glomerulare (quella più esterna) della corteccia

Ricorda che l'inizio della terapia sostitutiva della tiroxina nei pazienti con ipotiroidismo può indurre una crisi surrenalica dovuta ad un aumento del metabolismo cortisolico.

29 novembre 2019

Manifestazioni cliniche di astinenza dall'alcol nell'etilismo cronico

I sintomi precoci, comprendenti l'ansia, il tremore, le palpitazioni, la nausea, l'anoressia, iniziano normalmente dopo 6 - 8 ore dall'ultimo consumo di alcool

Le convulsioni generalizzate si verificano normalmente dopo 6 - 48 ore.

Le allucinazioni alcoliche  dopo 12 - 48 ore

 Il delirium tremens dopo 48 - 96 ore

27 novembre 2019

Anemie emolitiche acquisite non immuni

Le cause acquisite di anemie emolitiche non immuni sono spesso dovute a danni fisici provenienti:

-dall'ambiente

-dai cambiamenti chimici o

-dalle infezioni

Le anemie microangiopatiche e macroangiopatiche sono dovute ai cosiddetti danni ambientali.

In questi casi, i cambiamenti del sistema vascolare, provocando un vero e proprio stress fisico, divengono la causa di distruzione dei globuli rossi

Le condizioni associate a queste forme do anemie includono:

-la coagulazione intravascolare disseminata

-la porpora trombotica trombocitopenica

-la sindrome emolitico - uremica

-le valvole cardiache protesiche

-la grave stenosi aortica

I cambiamenti osmotici e certi veleni di alcuni serpenti e ragni sono esempi di danni chimici ai globuli rossi

L'anemia emolitica è una caratteristica delle infezioni malariche.

26 novembre 2019

Sintomi negativi della schizofrenia

Apatia

Appiattimento affettivo

Deficit nella produttività e fluidità dell’eloquio

Perdita d’iniziativa

Povertà ideativa

Difficoltà a mantenere l’attenzione

Compromissione dei rapporti interpersonali, del funzionamento sociale e lavorativo.

Una precisazione sulla labirintite

La labirintite è un termine che generalmente implica una vestibulopatia periferica associata a perdita dell udito. 

Il termine neuronite vestibolare invece, viene tipicamente utilizzato quando l'udito non è influenzato. 

Nonostante questa distinzione tecnica, molti medici considerano questi termini intercambiabili.

Condizioni che mimano le manifestazioni cliniche del tetano

TRISMA
Ascesso tonsillare, malattia dell'articolazione temporomandibolare, reazione extrapiramidale  ai farmaci, patologia dentale

RIGIDITÁ DEL COLLO
Malattia del collo della colonna vervicale: reazione extrapiramidale a farmaci quali antipsicotici, antiemetici o metoclopramide; meningite; emorragia subaracnoidea

RIGIDITÁ ADDOMINALE
addome acuto

DISFAGIA
Miastenia grave, paralisi acuta bulbare, rabbia

SPASMI MUSCOLARI
Convulsioni, spasticita'dovuta a malattia del midollo spinale, sindrome dell'uomo rigido

25 novembre 2019

Allergia al sulfamidici

C'è stato un aumento dei casi di allergia ai sulfamidici nei pazienti con HIV rispetto alla popolazione generale. 

L'ipersensibilità al trimethoprim-sulfametossazolo si verifica nel 60% dei pazienti sieropositivi rispetto al 5% dei pazienti sieronegativi

Le reazioni IgE tipo I mediate ai sulfamidici non sono comuni. 

La reazione più frequentemente osservabile è un'eruzione cutanea maculopapular (T cell-mediata) che si sviluppa 7-12 giorni dopo l'avvio del farmaco. 
Altre reazioni includono orticaria e, meno comunemente, anafilassi, sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN). 
La reattività crociata tra farmaci antibiotici e non antibiotici contenenti sulfa è bassa.

Schizofrenia, diagnosi differenziale

Prima di fare diagnosi di schizofrenia devono essere esclusi:

-i disturbi medici come disfunzione tiroidea, disturbi surrenali e ipofisari, reazioni a materiali tossici (ad esempio mercurio, policlorobifenili) e quasi tutti gli stati mentali organici nelle prime fasi

-i disturbi che colpiscono il SNC (cioè, epilessia, malattia di Huntington, malattia di Wilson, cerebrite lupica, encefalite limbica associata ad anticorpi anti-recettore N-metil-D-aspartasi, leucodistrofia metacromatica, porfiria).
Le convulsioni parziali complesse, soprattutto quando sono presenti fenomeni psicosensoriali, sono un'importante considerazione differenziale.
Il disorientamento, in particolare, indica il delirio


-la psicosi indotta da sostanze:
secondarie all'uso/abuso di sostanze, come cocaina, allucinogeni (anfetamine, LSD, fenciclidina), cannabis, alcol o farmaci da prescrizione, tra cui steroidi, anticolinergici e oppiacei; la fenciclidina, un farmaco di strada comune, può causare una reazione che è difficile distinguere da altri disturbi psicotici.
L'uso cronico di anfetamine, cocaina e altri stimolanti produce spesso una psicosi che è quasi identica all'episodio schizofrenico paranoico acuto.
La presenza di formicazione (sensazione di insetti che strisciano su o sotto la pelle) e la stereotipia suggeriscono la possibilità di abuso di stimolanti
Le psicosi indotte da farmaci possono manifestarsi con tutti i sintomi positivi della schizofrenia, ma meno comunemente si presentano con i sintomi negativi.

-la psicosi post-partum

-i disturbi della personalità (disturbo paranoico, schizotipico, schizoide, da personalità borderline)

i disturbi dell'umore: disturbi bipolari, disturbi depressivi principali con caratteristiche psicotiche, disturbo schizoaffettivo

-il disturbo delirante

-Il disturbo da stress post-traumatico

-le credenze culturali

Il disturbo delirante

Il disturbo delirante è una psicosi caratterizzata da una forma di delirio cronico basato su credenze illusorie che il paziente ostinamente considera vere (egli resiste ad ogni tentativo altrui di convincerlo del contrario) e che ne alterano l'approccio con la realtà.

Queste credenze sono in genere di tipo verosimile, come la convinzione di essere traditi dal proprio partner o di essere vittima di un complotto di qualche genere o di essere infettati da una malattia contagiosa.

A parte l'incapacitá del paziente di ravvedersi di tali credenze illusorie che danno origine al delirio, egli mantiene le proprie facoltà razionali e in genere le sue capacità di relazione sociale che non sono quindi compromesse.

24 novembre 2019

Come spiegare l'anemia lieve moderata

Molte malattie sistemiche croniche sono associate ad anemia lieve o moderata.

Ricordiamole con le rispettive cause:

Anemia dell'infiammazione è associata a stati infiammatori cronici (come malattia infiammatoria intestinale, artrite reumatoide, infezioni croniche e neoplasie) ed è mediata dall'epcidina (regolatore negativo della ferroportina) principalmente attraverso un elevato IL-6, con conseguente riduzione dell'assorbimento di ferro nell'intestino e riduzione del trasferimento di ferro dai macrofagi alle cellule progenitrici della linea eritroide nel midollo osseo.

Questa situazione è indicata come eritropoiesi a ferro limitato dal momento che il paziente è carente di ferro.

C'è anche una ridotta reattività all'eritropoietina, l'elaborazione di emolisine che accorciano la sopravvivenza dei globuli rossi e la produzione di citochine infiammatorie che riducono la produzione di globuli rossi.

Il ferro siero è basso nell'anemia infiammatoria


Anemia dell'insufficienza d'organo che può verificarsi in caso di malattia renale, insufficienza epatica e insufficienza delle ghiandole endocrine.

L'eritropoietina è ridotta e la massa dei globuli rossi diminuisce in risposta al ridotto segnale per la produzione di globuli rossi;

In tal caso il ferro sierico è normale (tranne nella malattia renale cronica dove è basso a causa della ridotta clearance di epcidina e della conseguente maggiore degradazione della ferroportina).


Anemia degli adulti più anziani è presente fino al 20% degli individui di età superiore agli 85 anni in cui una valutazione approfondita di una spiegazione dell'anemia è negativa.

L'anemia è una conseguenza di:

(1) una relativa resistenza alla produzione di globuli rossi in risposta all'eritropoietina, (2) una diminuzione della produzione di eritropoietina rispetto alla massa di nefroni

(3) un'influenza eritropoietica negativa di bassi livelli di citochine infiammatorie negli adulti più anziani

(4) la presenza di varie mutazioni somatiche nei geni mieloidi tipicamente associati a neoplasie mieloidi.

Il ferro sierico è normale.

23 novembre 2019

Stridore, cause

Laringospasmo
può essere parte di una reazione anafilattica o essere secondario all'aspirazione.

Tumore laringeo o tracheale. 
può essere presente un'anamnesi di disfagia, raucedine, tosse, o perdita di peso e anoressia

Epiglottite
Il paziente è spesso incapace di parlare o di ingoiare secrezioni. 
La bocca è tenuta aperta e ci può essere sbavamento. (una presentazione simile può verificarsi in caso di angina di Ludwig o di ascesso che coinvolge il pavimento della bocca.)

Aspirazione da corpo estraneo

Disfunzione delle corde vocali
le corde vocali paralizzate bilateralmente possono provocare grave stridore e dispnea. 

Asma fittizia o discinesia laringea
i pazienti adduccono le loro corde vocali invece che tenerle aperte

Carbone attivo nelle intossicazioni esogene per ingestione

I metodi di decontaminazione in caso di intossicazioni esogene includono l'induzione dell'emesi, la lavanda gastrica, il carbone attivo, l'irrigazione intestinale intera e la rimozione chirurgica o endoscopica della tossina. 

I migliori risultati si ottengono se questi metodi vengono eseguiti nella prima ora dopo l'ingestione. 

Il carbone attivo si é dimostrato essere un efficace metodo di decontaminazione in tutti i casi di ingestione e di sovradosaggio di sostanze tossiche tranne dove controindicato. 

Il carbone attivo lega molti tipi di farmaci ingeriti, impedendone l'assorbimento. 

La dose appropriata è di 1 g/kg somministrata per via orale o da tubo nasogastrico. 

Le dosi di carbone attivo devono essere ripetute come indicato per la sostanza specifica ingerita. 
Esso viene somministrato in combinazione con acqua o sorbitolo 

Le controindicazioni includono
-l'ostruzione intestinale
-l'ingestione di idrocarburi
-l'ingestione di corrosivi acidi o alcali
-l'ingestione di sostanze che non si legano al carbone (come il litio e i metalli come il ferro), e qualsiasi caso in cui vi é rischio di aspirazione.

NB. Il carbone attivo può essere somministrato a pazienti con rischio di aspirazione dopo l'intubazione. 

21 novembre 2019

Coma nel paziente diabetico, diagnosi possibili

Correlato al diabete
Ipoglicemia
Chetoacidosi diabetica
Coma iperglicemico iperosmolare
Acidosi lattica


Non correlato al diabete

Alcool o altri farmaci tossici
Incidente cerebrovascolare o trauma cranico
Uremia

Nefrotossicitá da mezzi di contrasto

I mezzi di contrasto radiografico possono essere direttamente nefrotossici.  
La nefropatia da mezzi di contrasto è la terza causa principale di insufficienza renale acuta nei pazienti ospedalizzati e si pensa che sia il risultato della combinazione sinergica della tossicità epiteliale a livello delle cellule tubulari renali e dell'ischemia midollare renale.  

I fattori predisponenti includono:
-l'età avanzata
-una malattia renale preesistente (creatinina sierica maggiore di 2 mg/dL); 
-una riduzione del volume plasmatico
-una nefropatia diabetica
-un'insufficienza cardiaca
-il mieloma multiplo
-dosi ripetute di mezzo di contrasto
-una recente esposizione ad altri agenti nefrotossici, tra cui NSAID e ACE inibitori.  

NB. La combinazione di diabete mellito preesistente e disfunzione renale rappresenta il rischio maggiore (15-50%) per la nefropatia da mezzi di contrasto.  

Nei pazienti ad alto rischio si raccomandano volumi di mezzi di contrasto ridotti con una minore osmolalità.  

La tossicità di solito si verifica entro 24-48 ore dopo lo studio radiografico.  
I supporti di contrasto non ionico possono essere meno tossici, ma tutto ció non è stato ben dimostrato.  


Come prevenire la tossicitá
La prevenzione della nefropatia da contrasto è l'obiettivo principale allorquando si utilizzano questi agenti.  

La chiave della terapia è semplicemente l'infusione di 500-1000 mL di soluz. salina intravenosa 0.9% in 10-12 ore, sia prima che dopo la somministrazione del mezzo di contrasto (da somministrare con cautela in pazienti con disfunzione cardiaca preesistente)

Altri agenti nefrotossici dovrebbero essere evitati durante il giorno prima e il giorno dopo la somministrazione del mezzo di contrasto.  

La N-acetilcisteina, un antiossidante contenente tiolo, il cui meccanismo d'azione non è chiaro, è stata proposta per ridurre l'incidenza di nefropatia da contrasto quando somministrata prima e dopo l'agente di contrasto.  

Purtroppo comunque non  è stato dimostrato alcun beneficio con l'uso di N-acetilcisteina rispetto alla normale soluzione salina.

Sindrome simpaticolitica

La pressione sanguigna e la frequenza cardiaca sono ridotte e la temperatura corporea è bassa.

Le pupille sono piccole o addirittura puntiformi.

I pazienti presentano solitamente ottundimento del sensorio o coma.

Sostanze che possono provocare la sindrome: 
barbiturici, benzodiazepine e altri ipnotici sedativi, gamma-idrossibutirrato, clonidina e antiipertensivi correlati, etanolo, oppioidi.

20 novembre 2019

Sindrome anticolinergica da farmaci

Una tachicardia con ipertensione lieve è comune e la temperatura corporea è spesso elevata. 
Le pupille sono molto dilatate. 
La cute è arrossata, calda e secca. 
La peristalsi è ridotta e la ritenzione urinaria è comune. 
I pazienti possono presentare movimenti mioclonici o movimenti coreoatetoidi. 
Si osserva spesso un delirio agitato e può verificarsi una grave ipertermia.

Sostanze responsabili: atropina, scopolamina, altri anticolinergici naturali e farmacologici, antistaminici, antidepressivi triciclici.

La SIC appulo lucana compie 50 anni: congresso a Bari


BARI - Mezzo secolo e non sentirne il peso. Il congresso annuale della Società italiana di cardiologia ha un sapore particolare. Se la SIC nazionale compie 80 anni, quella appulo-lucana presieduta dal dott. Giancarlo Piccinni festeggia i suoi primi 50 anni. Tradizione a parte, il congresso, la cui direzione scientifica è curata anche dal prof. Marco Matteo Ciccone, si conferma un momento importante di confronto tra cardiologi, cardiochirurghi e chirurghi vascolari pugliesi e lucani sui percorsi diagnostici e sulle procedure per migliorare i risultati organizzativi e terapeutici.

Un evento che, sull’onda di un connubio ormai rodato, vede impegnate la SIC da un lato e, dall’altro, l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (ANMCO). Ovvero le due più rappresentative e prestigiose associazioni di medici cardiologi. L’appuntamento è a Bari, per venerdì 22 e sabato 23 novembrepresso il Nicolaus hotel. Articolato sulle due giornate, durante il congresso saranno discusse le linee guida, nonché i Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali(PDTA) per affrontare al meglio le malattie cardiovascolari. Più nel dettaglio, saranno individuati e chiariti i passaggi più importanti dell’assistenza, dell’organizzazione sanitaria e della ricerca nel settore cardiovascolare.

Al centro dei lavori, in particolare, una road map per la presa in carico del paziente sulla base delle reti tempo-dipendenti, ovvero l’individuazione di un preciso timing per gli interventi, nonché del luogo di cura più appropriato a seconda delle caratteristiche della gravità delle patologie. Un percorso che vede la Puglia tra le prime regioni italiane ad avere individuato procedure salvavita in caso di infarto, arresto cardiaco, ictus o embolia polmonare.

Ma il congresso rappresenta anche un importante momento di confronto per fare il punto sullo stato dell’arte della prevenzione nelle malattie cardiovascolari anche in ragione di un fenomeno che sembra in ascesa, ovvero l’infarto “giovanile”: si registrano infatti sempre più casi di eventi che colpiscono soggetti con meno di 60 anni. Dagli stili di vitaai farmaci che hanno dimostrato ottimi risultati anche su questo aspetto, si preannunciano due giornate intense.

Si parlerà, inoltre, della prevenzione primaria del rischio cardiovascolare, ma anche del rapporto medico-pazienteche sta vivendo un momento di crisi. Come archiviare la stagione della conflittualità per ritornare a una relazione di maggiore fiducia? Va letto in quest’ottica il contributo che durante i lavori sarà dato dall’Associazione cardiopatici affetti da patologie congenite. Insomma, in un congresso scientifico una finestra importante riservata al malato e al suo rapporto con il medico.

Infine, una sessione sarà dedicata alla cosiddetta “polipillola”. Spesso, una volta dimesso, al paziente cardiopatico vengono prescritte anche 10-12 pillole al giorno, con il rischio che il malato vada incontro a confusione o dimenticanze. In soccorso viene la polipillola che racchiude più compresse in una. L’obiettivo è aumentare l’aderenza alla terapia e quindi ridurre la mortalità e nuove ospedalizzazioni.

17 novembre 2019

Betabloccanti croce e delizia negli anziani

Gli anziani sono più sensibili alla fatica, alle vertigini, alla depressione, all'intolleranza all'esercizio, al blocco atrioventricolare e all'impotenza che può derivare dai betabloccanti. 
Può essere necessario ridurre la dose di tali farmaci a causa di uno di questi effetti indesiderati. 

L'interruzione dei beta bloccanti dovrebbe essere sempre evitata, se possibile, poiché essi riducono la mortalitá nei pazienti anziani, soprattutto se hanno subito un infarto miocardico. 
Questo beneficio persiste in pazienti > 65 a. con disfunzione ventricolare sinistra che sono in trattamento anche con un ACEinibitore

Alcune notizie essenziali per la diagnosi di tetano

Cerca:
anamnesi di ferite e di possibile contaminazione.
rigidità muscolare della mandibola (blocco), poi spasmo (trisma).
rigidità del collo e degli altri muscoli, disfagia, irritabilità, iperreflessia.
infine, convulsioni dolorose precipitate da stimoli minimi.


Considerazioni generali

Il tetano è causato da una neurotossina la tetanospasmina, elaborata dal C tetani. 
Le spore di questo organismo sono onnipresenti nel suolo e possono germinare quando introdotte in una ferita. 
I batteri vegetativi producono tetanospasmina, una zincproteasi che rompe la sinaptobrevina, una proteina essenziale per il rilascio del neurotrasmettitore. 
La tetanospasmina interferisce con la neurotrasmissione a livello delle sinapsi spinali dei neuroni inibitori. La conseguenza è che gli stimoli minori si traducono in spasmi incontrollati e i riflessi sono esagerati. 

Il periodo di incubazione va da 5 giorni a 15 settimane, con una media di 8-12 giorni.

La maggior parte dei casi si verifica in individui non vaccinati. 

Le persone a rischio sono adulti più anziani, lavoratori migranti, neonati e tossicodipendenti per via parenterale. 

Mentre le ferite da puntura sono particolarmente inclini a causare il tetano, qualsiasi ferita, compresi morsi o decubiti, può essere colonizzata e infettata dal C tetani.

I farmaci nel demente

Alcuni farmaci possono essere utili per gestire la perdita di memoria e i problemi comportamentali.

Anticolinesterasici: possono aiutare a ritardare il declino cognitivo e preservare la capacità funzionale per circa 12 mesi in caso di demenza di Alzheimer lieve o moderatamente grave.
Tacrine (Cognex), 40 mg al di

Donepezil (Aricept), 5 mg per os al di 5 giorni, quindi 10 mg per os al di

Effetti collaterali includono nausea, vomito, diarrea, e insonnia.



La vitamina E, 2000 IU per os al di, è utile per ritardare la progressione verso il collocamento del paziente in casa di cura di 4-6 mesi.



La tiamina, 100 mg per os al di, per i pazienti con una storia di alcolismo importante (previene la sindrome di Wernicke-Korsakoff).



Antipsicotici atipici: questi farmaci controllano efficacemente agitazione, delirio e allucinazioni.
Quetiapine (Seroquel), 25-100 mg 
oppure
Risperidone (Risperdal), 1–2 mg per os al di
oppure
Olanzapine, 5 mg per os al di


Antipsicotici tipici: non usati molto frequentemente, a causa dei forti effetti collaterali anticolinergici.
Aloperidolo (Haldol), 1-2 mg per os 3 volte al di



Benzodiazepine: attenzione vi é rischio di disinibizione paradossa negli anziani agitati. Non molto utili come monoterapia, possono essere utili come in aggiunta per i sintomi della "sindrome del sole calante"



SSRI: la depressione e l'ansia si verificano nel 40-50% dei pazienti dementi.
Citalopram (Celexa), 10-20 mg per os al di

Intossicazione da antidepressivi triciclici, un antidoto

Bicarbonato 1 - 2 meq/kg  e.v. , poi bicarbonato di sodio a goccia lenta (due o tre ampolle da  50 ml di nahco3) aggiunte a 1 litro diglucosata al 5d 5w) alla velocitá di 150 - 200 ml/ora. 
Controlla e monitorizza il ph arterioso ed il bicarbonato sierico. L'alcalinizzazione blocca le anomalie cardiache

I tumori del collo. Diagnosi

Diagnosi differenziale
La diagnosi differenziale per una massa maligna del collo include le seguenti patologie:
carcinoma a cellule squamose
adenocarcinoma
linfoma
neoplasie tiroidee 
melanoma.


Test diagnostici

Poiché i tumori che hanno origine altrove, nel corpo, possono anche presentarsi con una massa del collo, dovrebbe sempre essere eseguita un'anamnesi  approfondita ed un esame fisico, insieme alla valutazione per potenziali siti primari

Una biopsia con ago fine per la citologia è preferita come passo iniziale per la valutazione di una massa del collo senza un chiara origine primitiva.

La biopsia a cielo aperto può essere utile se il sospetto di linfoma è elevato. 

Se la citologia mostra un carcinoma a cellule squamose, un adenocarcinoma, o un cancro epiteliale anaplastico/indifferenziato e non è stato identificato alcun tumore primitivo, allora dovrebbe essere fatto un PET/TC. 

Un Test per HPV ed EBV è raccomandato in caso di presenza di cellule squamose o istologia indifferenziata. 

Se l'imaging non rivela un tumore primitivo, dovrebbe essere eseguita l'endoscopia con biopsia alla cieca di potenziali siti 
nel nasofaringe
nelle tonsille
alla base della lingua 
a livello del seno piriforme.


Trattamento
Se non viene trovato alcun sito primitivo e il tumore è suscettibile di resezione, la resezione chirurgica può essere il primo trattamento. 

Se il tumore mostra estensione extracapsulare o coinvolgimento di più linfonodi, allora possono essere somministrate radiazioni postoperatorie.
Una dissezione a livello del collo è raccomandata per tutti i pazienti con adenocarcinoma tiroglobulina-negativa e calcitonina-negativa. 

Dopo la dissezione, la gestione dipende dai risultati patologici. 

Possono essere raccomandate radio o chemioterapia, a seconda della quantità di malattia nodale o della presenza di caratteristiche avverse. 

Se la patologia mostra carcinoma a cellule squamose o altre quadri istologici non comuni, la resezione chirurgica a livello del collo è in genere la gestione iniziale, seguita da radio o chemioterapia simultanea, a seconda dei risultati patologici.