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31 maggio 2016

Stipsi cronica, possibili rimedi

Succo di prugna o prugne secche

Lassativi di massa
Psyllium (Metamucil)
Metilcellulosa

Lassativi osmotici
Magnesio Idrossido (latte di Magnesia)

Zuccheri scarsamente assorbiti
Lattulosio 10-30mL/die (10g/15mL)  fino ad un massimo di 60mL/die
Mannitolo 15-30mL qd or bid
Sorbitolo 15-30mL qd or bid
Polietilene glicole 

Lassativi stimolanti
Docusato 50-200mg/die
Bisacodile (Dulcolax®)  lassativo stimolante, tavolette 5mg (supposte 10mg)
Sodio Picosulfato 
Senna (antrachinone) 
Cascara sagrada (antrachinone)
Olio minerale
N.B. Gli antrachinonici usati per lungo tempo (oltre 3 mesi) possono causare melanosi del colo


Clisteri rettali o supposte
Supposte di glicerina 10mg al di
Clistere di acqua
Clistere saponato
Clisma Fleet 120mL una volta al di

E' opportuno ricordare che i clisteri non devono mai essere impiegati, specie in ambiente casalingo, in presenza di:
-infiammazioni (morbo di Crohn e colite ulcerosa)
-emorragie intestinali
prudenza deve essere usata anche in presenza di malattie cardiache o insufficienza renale.


Stimolanti del tratto gastrointestinale
Lubiprostone (Amitiza®): attivatore del canale cloruro, non viene assorbito, attiva i canali del cloruro di CIC-2; la dose è di 24 mg po bid con il cibo; puó presentare lievi effetti collaterali quali nausea, cefalea, diarrea
Lubiprostone è approvato dall'FDA per la costipazione cronica e per la sindrome dell'intestino irritabile

Metilnaltrexone (Relistor®) - antagonista dei recettori oppioidi µ, 0,15 mg/kg somministrato per via sottocutanea  migliora significativamente l'evacuazione in pazienti dipendenti da oppioidi con malattia avanzata


Nel complesso, in caso di costipazione cronica buoni risultati si ottengono con l'utilizzo di polietilenglicole (PEG) e tegaserod (Zelnorm®); moderata efficacia con l'uso di lattulosio e psyllium 

30 maggio 2016

TROMBOCITEMIA, CAUSE

Anemia sideropenica: probabilmente la più comune causa di aumentata conta piastrinica

Infiammazione dovuta a:
-infezioni croniche
-neoplasie
-causa autoimmune: artrite reumatoide, malattia infiammatoria intestinale (IBD), vasculite,
malattie granulomatose (sarcoidosi, granulomatosi di Wegener)

Infezione (acuta) - le piastrine possono essere pensate come "una reazione della fase acuta"

Neoplasia: soprattutto carcinomi e linfomi

Disidratazione

Emolisi / emorragie

Milza non funzionale: splenectomia, infarto splenico, malattia a cellule falciformi

Trombocitemia essenziale: sindrome mieloproliferativa (piastrine spesso > 10e6 / µL)

PROTEINA C

  • La proteina C è una delle proteine anticoagulanti naturali dell'organismo
  • Viene sintetizzata nel fegato in forma inattiva
  • Circola nel plasma
  • É dipendente dalla vitamina K
  • Il test della proteina C é una stima qualitativa e quantitativa della proteina C quale proenzima nel sangue.
  • La Trombina legandosi alla trombomodulina, presente sulla superficie endoteliale vasale, attiva la proteina C. 
  • La proteina C attivata (APC) insieme al cofattore proteina S, inattiva i fattori Va e VIIIa, impedendo così l'estensione di trombi intravascolari
  • Oltre alle attività antitrombotica, essa presenta attivitá profibrinolitica, anti-infiammatoria e anti-ischemica
  • La carenza di proteina C sia ereditaria che acquisita, riduce l'effetto anticoagulante e può provocare una condizione di ipercoagulabilitá.
  • Vitamina B12 ed uso degli inibitori della pompa protonica

    L'assorbimento della vitamina B12 dipende dal fattore intrinseco che é prodotto dalle cellule parietali gastriche

    La soppressione della produzione di acido sembra che riduca il fattore intrinseco

    Una soppressione acida a lungo termine causa malassorbimento di vitamina B12 

    I livelli di vitamina B12 dovrebbero essere monitorati nei pazienti sottoposti a soppressione acida a lungo termine

    29 maggio 2016

    ACARBOSIO, INFORMAZIONI UTILI

    Meccanismo di azione degli inibitori dell'alfa-glucosidasi
    sono inibitori competitivi delle alfa-glucosidasi a livelli dell'orletto a spazzola intestinale
    Riducono quindi la scissione dei carboidrati e l'assorbimento di glucosio

    Acarbose riduce la glicemia plasmatica post-prandiale e la risposta all'insulina
    L' assorbimento sistemico del farmaco é molto scarso


    Uso ed efficacia
    Migliorato controllo glicemico nel DM di tipo2 versus placebo indipendentemente dal trattamento con qualsiasi altro agente (inclusi insulina)

    Acarbosio piú metformina o sulfoniluree lavora meglio dei singoli agenti da soli
    Acarbosio risulta additivo se associato alle sulfoniluree
    La riduzione di HbA1c con acarbose 100mg t.i.d. per os é simile a quella che si ottiene con metformina 850mg p.o b.i.d
    Acarbosio 100mg tid riduce il rischio di sviluppare DM2 franco in circa il 25% dei pazienti con alterata tolleranza al glucosio


    Dosaggio
    Inizia con 25mg (con il primo boccone del pasto) per os tre volte al di per la maggior parte dei pazienti
    La dose piena è di 50-300mg al giorno per os suddivisi (max. 100 mg all'inizio di ogni pasto)

    Puó essere utilizzato in combinazione con sulfoniluree e/o insulina

    Ricorda che
    Inibisce l'assorbimento di metformina (ció purtroppo é un problema in caso di terapia di combinazione)


    Effetti collaterali
    Principalmente gastrointestinali, dovuti all'aumentato carico di carboidrati consegnato al colon

    Dose-dipendente: flatulenza, crampi, distensione addominale, borborigmi, diarrea

    Questi sintomi di solito si riducono con il tempo

    Può ridurre l'assorbimento intestinale del ferro, il che conduce ad anemia in alcuni casi

    Lieve innalzamento degli enzimi epatici è stato segnalato occasionalmente nel trattamento con acarbosio

    Lieve rischio di ipoglicemia quando utilizzato con insulina o solfoniluree

    Acarbosio riduce la biodisponibilità di metformina

    28 maggio 2016

    SIndrome dell'ovaio policistico. Diagnosi differenziale

    Gravidanza

    Sindrome di Cushing

    Iperplasia surrenalica congenita ad inizio ritardato (CAH) (presente in < 5% delle donne iperandrogeniche)

    Obesità

    Tumori androgeno secernenti (ovarici, surrenalici) (presenti nello 0,2% delle donne 
    iperandrogeniche)

    Sindrome metabolica

    Prolattinoma

    Irsutismo idiopatico

    Acromegalia

    Disfunzione della tiroide

    Farmaci
    Testosterone
    Danazolo
    Progestinici androgenici
    Acido valproico
    Acetazolamide
    Minoxidil
    Glucocorticosteroidi ad alte dosi

    Biancospino

    Contiene flavonoidi e procianidine oligomeriche


    Presunto uso clinico
    Il suo uso é sostenuto in caso di lieve insufficienza cardiaca congestizia (New York Heart Association classe II)

    In modelli animali, evidenzia azione inotropa, vasodilatazione, aumento del flusso coronarico

    Studi randomizzati hanno mostrato qualche miglioramento nei sintomi soggettivi in 8 settimane

    In classe NYHA III, 900mg bid ha mostrato aumento nel carico di lavoro massimo tollerato in 16 settimane

    In meta-analisi di studi randomizzati (692 pazienti) sono stati dimostrati benefici significativi in pazienti con CHF classe NYHA III
    Dosi: 450-900mg per os bid

    Effetti collaterali
    Sintomi gastrointestinali
    Precordialgie e palpitazioni
    Disturbi circolatori

    FIBROSI RETROPERITONEALE

    É una fibrosi che interessa il retroperitoneo
    Si riscontra una massa fibrotica retroperitoneale ispessita che comprime aorta addominale e/o vasi iliaci

    Si distingue in
    A)Idiopatica
    Incidenza: rara
    In genere in pazienti di età tra 50 e 60 anni
    il rapporto maschi femmine è di circa 2.5:1
    spesso coesiste con fibrosi mediastinica, tiroidite di Riedel, colangite sclerosante


    B)Secondaria 
    associata con una varietà di cause quali:

    farmaci 
    serotoninergici: metisergide, alcaloidi della segale cornuta
    dopaminergici: bromocriptina, pergolide, metildopa
    idralazina - probabilmente autoimmune
    bloccanti beta-adrenergici
    analgesici

    Esposizione all'amianto

    Periarterite

    Tumori maligni
    Carcinoidi - probabilmente mediati dalla serotonina e altri fattori neuroendocrini
    Linfomi di Hodgkin e non-Hodgkin
    Sarcomi
    Adenocarcinomi: seno, prostata, colon, stomaco

    Fibrosi da radiazioni!

    Infezioni  intra-addominali, ascesso, gonorrea, tubercolosi

    Linfangite

    Emorragia retroperitoneale (spesso dopo una procedura invasiva)

    Tessuto connettivo / Malattia Autoimmune - sclerosi sistemica, lupus eritematoso sistemico

    Malattia granulomatosa: tubercolosi, sarcoidosi,  granulomatosi di Wegener

    Malattia del tratto biliare, tra cui cirrosi biliare primitiva, colangite sclerosante


    Sintomi e segni 
    Dolore addominale, cronico a livello del fianco, del basso addome, della regione lombosacrale
    Sintomi sistemici: affaticamento, febbre, perdita di peso
    Insufficienza renale (ipertensione) - ostruzione dell'uretere
    Massa addominale, purtroppo solo raramente palpabile (solitamente riscontrata tramite TAC o risonanza magnetica nucleare)
    Dolore e/o edema a livello degli arti inferiori


    Anatomia patologica
    Si localizza intorno all'aorta addominale ed alle arterie iliache
    La vena cava inferiore e gli ureteri sono quasi invariabilmente coinvolti
    Possono verificarsi localizzazioni atipiche tra cui periduodenali, peripancreatiche, intorno all'ilo renale, pelviche

    Macroscopicamente si evidenzia una placca bianca rigida, di vario spessore, di tessuto (fibrotico) sclerotico infiltrato da un mix di cellule mononucleari quali:
    cellule infiammatorie che includono più linfociti B (CD20 +) che linfociti T
    macrofagi, plasmacellule ed eosinofili senza neutrofili
    Il tessuto fibrotico ha disposizione perivascolare e/o perineurale
    I granulomi non sono comuni
    Sono presenti cellule fusiformi simil fibroblastiche


    Valutazione e diagnosi differenziale
    Di solito viene evidenziata come una massa alla TAC o alla risonanza magnetica nucleare

    Si differenzia da:
    Tumori primitivi del retroperitoneo
    Sarcomi
    Tumori neuroendocrini - neurofibroma, ganglioneuroma, feocromocitoma
    Linfomi
    Carcinomi retroperitoneali diffusi (indifferenziati e metastatici)
    Cordomi


    Laboratorio
    VES e/o proteina C - reattiva, nella maggior parte dei casi, molto elevate
    Anticorpi antinucleo positivi nel 60% dei casi
    Occasionalmente si riscontrano altri tipi di autoanticorpi quali fattore reumatoide
    Può essere riscontrato un anticorpo Anti-cardiolipina (ß2-glicoproteina I) 


    Malattie infiammatorie associate
    Più comunemente si associa a:
    tiroidite autoimmune (solitamente Hashimoto)
    vasculite dei piccoli e medi vasi
    spondilite anchilosante
    lupus eritematoso sistemico 
    artrite reumatoide
    glomerulonefrite
    cirrosi biliare primaria e colangite sclerosante
    uveite


    Trattamento 
    Interrompi l'agente causale e/o tratta la condizione sottostante

    Glucocorticoidi ed agenti immunosopressivi 
    prednisone 1.5mg/kg/die orale per 3 settimane, poi riduci progressivamente sospendendo dopo 6 mesi
    +
    azatioprina 2.2mg/kg/die per os x 6 mesi poi riduci a 1.5mg/kg/d x 6 mesi 
    oppure
    Ciclofosfamide 2mg/kg/d po x 3 mesi o IV impulso 1000mg/m2 ogni mese x 6

    Sono stati anche usati con successo aneddotico micofenolato o metotrexato

    La terapia immunosoppressiva precoce ed il posizionamento di stent ureterali periodici é in grado di produrre remissioni

    Tamoxifene (Nolvadex) in monoterapia 
    20 mg bid per os nelle fibrosi retroperitoneali benigne
    con tale terapia
    i pazienti evidenziano una risoluzione dei sintomi entro 2,5 settimane
    si verifica riduzione di VES e PCR
    la TAC e  le scansioni con gallio-67 mostrano un miglioramento in quasi tutti i pazienti 

    L'aspirina 300mg/giorno è stata anche utilizzata

    Stent in caso di ostruzione ureterale come giá detto


    Nikolsky (segno di)

    In caso di pemfigo, strofinando leggermente con un dito una zona di pelle priva di lesioni, gli strati superiori della pelle si separano facilmente per scollamento da quelli profondi

    Asboe-Hansen (segno di)

    É tipico del pemfigo ed é noto anche come "segno indiretto di Nikolsky"
    Consiste nella possibilità di allargare una lesione bollosa del pemfigo, allorquando si pratica una pressione sulla parte superiore di questa.

    26 maggio 2016

    Sistema di chiusura auto Beru: recensione


    L'auto è per certi versi simile ad un'abitazione. Lo spazio interno dell'auto dev'essere sempre ben protetto da persone con cattive intenzioni. L'auto non è sempre in uso. Infatti, le persone molto occupate usano il proprio mezzo solo per poche ore mentre spendono il resto della giornata sul posto di lavoro. Affinché l'auto sia al sicuro, il sistema di chiusura dev'essere funzionante.

    Il sistema di chiusura Beru è compatibile con un'ampia gamma di auto. Sia che possediate un vecchio modello od un nuovo, sentitevi liberi di considerare il nostro sistema di chiusura. Le nuove auto vengono vendute con un sistema di chiusura moderno. Tuttavia, Beru funzionerà su qualsiasi tipo di auto possediate. In più, è facile da usare. Se sperimentate dei problemi alle serrature della vostra auto, il sistema di chiusura Beru dovrebbe essere la vostra prima scelta in termini di autoricambi. Sia che utilizziate un vecchio modello o che abbiate appena acquistato un'auto di seconda mano, il sistema di chiusura Beru farà al caso vostro. tuttavia, questo comporterà la rimozione del vecchio, e probabilmente datato, sistema di chiusura nella sua totalità. Questo risulta in un costo maggiore. Le persone sono solite non considerare quest'opzione perché troppo costosa. Ma esistono dei lati positivi. Una volta installato il nuovo sistema sulla vostra auto comincerete a vivere una nuova vita più sicura. Niente più chiusura manuale delle portiere. Queste ultime verranno chiuse automaticamente una volta ruotata la chiave all'interno della serratura dello sportello del guidatore.

    Il vostro sistema di chiusura sarà facile e comodo da utilizzare. Con la semplice pressione di un tasto sul vostro telecomando potrete chiudere tutte le portiere.

    Rilevare l'esatto malfunzionamento di un sistema di chiusura può risultare frustrante. Dopo l'installazione del sistema di chiusura Beru le probabilità di malfunzionamento saranno minime. La longevità è una delle caratteristiche più distintive di questo sistema. Se sospettate la presenza di un malfunzionamento, rivolgetevi ad un meccanico. Se quest'ultimo dovesse consigliarvi una sostituzione, saprete quale sistema di chiusura andare a cercare.

    Questo test è stato fornito da Motordoctor.it

    24 maggio 2016

    ICTUS, SINDROMI AD ESSO ASSOCIATE

    -Demenza multi-infartuale
    La malattia vascolare è probabilmente la seconda più comune causa di ictus
    I livelli di colesterolo LDL correlano con lo sviluppo della demenza nel contesto dell'ictus

    -Depressione post-ictus
    Originariamente si credeva che prevalesse dopo le lesioni dell'emisfero anteriore sinistro, attualmente é stato dimostrato che la posizione della lesione a livello cerebrale non influisce sul rischio di depressione

    -Altri cambiamenti comportamentali

    -Sindrome di Wallenberg
    sindrome midollare laterale (infarto)
    causata da tromboembolia dell'arteria vertebrale > arteria cerebellare inferiore posteriore
    Si manifesta con:
    1) perdita della sensazione di dolore a livello del viso ipsilateralmente (branca discendente del nucleo del V) e del corpo controlateralmente
    2) vertigine (Nucleo centrale del VIII)
    3) atassia (cerebellare)
    4) disartria (nucleo centrale del IX e X)
    5) sindrome di Horner

    22 maggio 2016

    A proposito di.....carvedilolo

    all''inizio del trattamento con carvedilolo, come d'altronde con altri betabloccanti, durante l'aumento del dosaggio si possono verificare un peggioramento della insufficienza cardiaca o una ritenzione di liquidi.
    In tal caso é consigliabile aumentare la dose di diuretici e non aumentare la dose del carvedilolo fino a quando il paziente diviene clinicamente stabile.
    Occasionalmente può essere necessario ridurre la dose stessa di carvedilolo o interrompere temporaneamente il trattamento.

    REISHI

    Il reishi (Ganoderma lucidum) è un fungo originario della Cina, il cui utilizzo nella medicina tradizionale risale ad oltre 3000 anni fa.

    Tra i funghi coltivati, il ganoderma lucidum, infatti, è particolare in quanto di primaria importanza sarebbe il suo valore farmaceutico piuttosto che il semplice valore nutrizionale.

    Le varie credenze riguardanti i salutari benefici del ganoderma lucidum si basano in gran parte su prove aneddotiche, uso tradizionale e costumi culturali.
    Tuttavia recenti rapporti fornirebbero un supporto scientifico ad alcune delle antiche affermazioni dei benefici sulla salute, ottenute dal Ganoderma lucidum

    É conosciuto per l'azione tonica ed i presunti effetti sulla longevità (è soprannominato "fungo dell'immortalitá), e vanterebbe importanti applicazioni terapeutiche come quella immunomodulante, ipoglicemizzante ed antivirale. Sarebbero stati inoltre osservati anche effetti analgesici ed epato e gastroprotettivi

    Esso é ricco di minerali e di altri composti, ed è soprattutto grazie alla presenza di germanio che questo fungo si mostra particolarmente efficace nello stimolare il sistema immunitario e come disintossicante grazie alla sua capacità di eliminare i metalli pesanti.

    Il reishi godrebbe anche di spiccate proprietà antivirali dovute alla presenza di interferone, proteina, come sappiamo, attiva contro i virus e vanterebbe importanti proprietà antinfiammatorie, soprattutto nel caso di malattie autoimmuni, che gli hanno fatto meritare il titolo di “cortisone naturale”.
    Inoltre sarebbe anche efficace in caso di allergie in quanto ridurrebbe la produzione di istamine.

    Le specifiche applicazioni includerebbero:
    controllo dei livelli di glucosio nel sangue
    modulazione del sistema immunitario
    epatoprotezione
    batteriostasi ed altre

    21 maggio 2016

    TORSIONE ANNESSIALE

    E' una delle maggiori  emergenze chirurgico ginecologiche

    Che cosa succede?
    Si verifica una torsione del peduncolo vascolare dell'ovaio, delle tube di Falloppio o di una cisti paratubale
    É causa di ischemia annessiale (che conduce a necrosi)
    Il maggior rischio si verifica con cisti di 8 – 12 cm


    Fattori di rischio
    Donne in etá riproduttiva
    Presenza di cisti ovariche, soprattutto superiori a 5cm
    Iperstimolazione
    Tumori: cistadenoma sieroso più comune; teratomi
    Chirurgia pelvica: legatura delle tube; isterectomia
    Gravidanza
    Storia di malattia infiammatoria pelvica


    Eziologia
    A destra é piú frequente che a sinistra
    La frequenza più elevata si verifica nelle donne in periodo fertile


    Quadro clinico
    Dolore addominale:
    improvviso, tagliente, spesso localizzato, spesso riferito all'inguine o al fianco

    La sintomatologia può essere cronica o ricorrente con torsione/detorsione
    Puó essere presente:
    febbre
    nausea/vomito
    sanguinamento vaginale
    sintomi di infezione delle vie urinarie

    Esame fisico
    Dolore addominale (da lieve a grave)
    Dolorabilitá annessiale
    Massa annessiale


    IMAGING

    Doppler
    Può mostrare la diminuzione del flusso in caso di torsione
    N.b. La sensibilità dell'ultrasonografia per la diagnosi di torsione ovarica non è affermata; in caso di un altro sospetto clinico continua il workup.

    Risonanza magnetica
    Da considerare in pazienti gravide con dolore al quadrante inferiore destro!

    Tac
    Può dimostrare una torsione o suggerire una diagnosi alternativa
    Può fornire informazioni sufficienti per procedere alla laparoscopia, se viene identificata un'anomalia dell'ovaia e nessuna altra causa di dolore
    L'utero potrebbe essere spostato a lato dell'annesso che ha subito la torsione
    Può essere presente ascite


    Una laparoscopia diagnostica è il gold standard per la diagnosi definitiva in caso di torsione dell'annesso
    Considerazioni importanti in pediatria
    Una detorsione precoce dell'annesso di tramite laparoscopia viene attualmente sostenuta per conservare la funzione ovarica.

    Diagnosi differenziale del dolore pelvico:
    Gravidanza ectopica
    PID
    Dolore legamento rotondo
    Endometriosi
    Neoplasia
    Torsione dell'utero
    Appendicite


    Ricorda sempre che:

    la torsione è una diagnosi clinica

    L'ultrasonografia può mostrare presenza di flusso anche in caso di un'ovaia che ha subito una torsione

    I sintomi possono essere vari e non specifici

    Includi sempre una torsione annessiale nella diagnosi differenziale del dolore addominale femminile

    16 maggio 2016

    MARKERS TUMORALI PER ORGANO INTERESSATO

    (Cerca anche: Marcatori tumorali)


    Cancro della mammella


    Comuni: CEA, CA15-3, CA 27,29. Meno comuni:CA549, CA M26, M29, MCA


    Recettori del progesterone e dell'estrogeno


    Cancro colorettale


    Comune: CEA. Meno comuni: CA 19-9


    CA195, CA50, CA72-4


    Cancro ovarico


    CA 125


    Galattosil transferasi


    Cancro del polmone (a piccole cellule)


    NSE


    CK-BB


    Cancro pancreatico (e gastrico)


    Comuni: CA 19-9 e CEA. Meno comuni: CA195, CA50, CA72-4


    Cancro della prostata: PSA


    Cancro del fegato


    AFP


    CEA


    Neuroblastoma


    VMA


    Catecolamine


    Noradrenalina


    Cancro della tiroide


    Tireoglobulina


    Calcitonina


    Fattore di trascrizione tiroideo 1


    Cancri della testa e del collo: SOC


    Tumori ossei: fosfatasi alcalina


    Markers neuroendocrini


    Enolase neurone-specific


    Sinaptofisina


    Cromogranina

    15 maggio 2016

    Ashwagandha (Withania somnifera)

    È una pianta utilizzata nella medicina ayurvedica.

    Appartiene alla stessa famiglia del pomodoro, ha foglie ovali e produce fiori gialli e frutti rossi.

    E’ nativa delle regioni dal clima secco dell’India, dell’Africa e del Medio Oriente.

    Il suo impiego risale a tempi antichi

    È un adattogeno naturale, aiuta infatti a combattere lo stress, la difficoltà di concentrazione, la mancanza di energia

    È stata utilizzata per secoli per contribuire a sostenere sani livelli di libido e potenza.

    11 maggio 2016

    SPONDILITE ANCHILOSANTE, PROGNOSI

    Solitamente non dovrebbe esserci alcuna differenza per ció che riguarda la mortalità tra pazienti con spondilite anchilosante e popolazione generale maschile normale


    Tuttavia, gli studi effettuati dai centri di riferimento mostrano un rapporto di mortalitá lievemente più alto nei pazienti con spondilite anchilosante rispetto alla popolazione normale.

    Ciò può riflettere una maggiore severità e durata della malattia in quei pazienti che si rivolgono ai centri di riferimento, e perció tale fatto di per se può contribuire ad un'osservata maggiore mortalità.


    La storia naturale della spondilite anchilosante è ancora da definirsi, e purtroppo c'è una scarsità di studi riguardanti la progressione della malattia oltre i 5 anni.

    La gravitá della malattia é altamente variabile cosí come la progressione

    Quasi tutti i pazienti presentano sintomi persistenti nel giro di vari decenni

    Circa un 10% di pazienti sperimenta una disabilitá dal lavoro dopo 10 anni

    Rari individui invece sperimentano remissioni a lungo termine


    La malattia può condurre alla fusione delle articolazioni sacro-iliache e della colonna vertebrale, con conseguente progressione verso una colonna vertebrale a canna di bambù in circa il 20% dei pazienti.


    I pazienti con una prognosi peggiore tendono ad avere frequenti attacchi di irite, coinvolgimento dell'anca alla presentazione, coinvolgimento delle articolazioni periferiche e indicatori di flogosi elevati.

    I pazienti che stanno meglio sono quelli che conducono stili di vita attivi e mantengono un programma di esercizi disciplinato.
    Ma, è possibile che questi pazienti possano essere affetti da una malattia meno grave, che consenta loro di essere più disponibili ai tali regimi di esercizio.


    Spondiloartropatia giovanile

    Il decorso iniziale della spondiloartropatia giovanile è lieve e limitato ad una entesite ed ad una artrite periferica.

    Il numero di localizzazioni con presenza di entesite può aumentare con il tempo.

    A differenza del quadro clinico osservato negli adulti, i sintomi iniziali della forma pediatrica interessano soprattutto le articolazioni periferiche e comprendono l'artrite oligoarticolare asimmetrica degli arti inferiori, associata a dolori nella zona di inserzione del tendine (entesite).

    I sintomi assiali (lombalgie e dolori alle natiche secondari a un interessamento sacroiliaco) sono presenti solo nel 25% dei casi all'esordio,essi infatti compaiono diversi anni dopo nel corso della malattia.

    La presenza di dita delle mani e dei piedi 'a salsiccia' è un segno caratteristico dell'infiammazione delle articolazioni interfalangee e della guaina del tendine flessore.

    9 maggio 2016

    PARALISI DI BELL, COME TRATTARLA

    Prednisolone 25 mg per os 2 volte al dì per 10 gg.

    Valaciclovir 1 g al dì per os per 5gg.

    Tale terapia va iniziata entro 7 gg. dall'inizio dei sintomi

    8 maggio 2016

    DIABETE MELLITO ED INSUFFICIENZA CARDIACA

    Il diabete mellito è riconosciuto ormai come un fattore di rischio per lo sviluppo di insufficienza cardiaca indipendentemente da età, ipertensione, obesità, ipercolesterolemia o coronaropatia

    L'associazione fra mortalità ed emoglobina A1c (HbA1c) nei pazienti con diabete mellito ed insufficienza cardiaca si configura con la forma di una U per ció che riguarda il rischio di morte.
    Infatti vi é più basso rischio di morte in quei pazienti con controllo glicemico modesto HbA1c da 7.1% fino a 7.8%) mentre aumenta in caso di livelli di HbA1c estremamente alti o bassi

    La strategia di trattamento ottimale nei pazienti con diabete mellito ed insufficienza cardiaca è controversa; alcuni studi hanno suggerito un danno potenziale con l'uso di diversi farmaci che riducono il glucosio
    La sicurezza e l'efficacia del trattamento del diabete mellito, in caso di insufficienza cardiaca, con farmaci tra cui la metformina, le sulfoniluree, l'insulina e le incretine, attendono ulteriori dati da studi clinici prospettici
    Il trattamento con tiazolidinedioni in pazienti con diabete è associato a ritenzione idrica e dovrebbe essere evitato in pazienti con scompenso cardiaco e classe NYHA II fino a IV

    7 maggio 2016

    IVABRADINA

    Quali sono le indicazioni
    L'ivabradina è un inibitore selettivo del nodo del seno If, che possiede l'effetto di ridurre la frequenza cardiaca.

    È impiegata nel trattamento dell'angina pectoris stabile in pazienti incapaci di assumere beta-bloccanti, o aggiunta ai beta-bloccanti quando l'angina non è adeguatamente controllata ed il paziente presenta una frequenza cardiaca di più di 60 battiti al minuto.

    L'ivabradina è utilizzata anche nell'insufficienza cardiaca cronica in pazienti la cui frequenza cardiaca è superiore a 75 battiti al minuto o piú alta ancora
    Puó essere aggiunta alla terapia standard, tra cui beta-bloccanti, o somministrata quando i beta-bloccanti non possono essere utilizzati.


    Come viene somministrata ed in che dosi
    Viene somministrata per via orale con il cibo ad una dose abituale iniziale di 5 mg due volte al giorno.

    Nell'angina pectoris stabile la dose può essere aumentata dopo 3-4 settimane se necessario fino a 7,5 mg due volte al giorno.

    In pazienti con scompenso cardiaco la dose può essere regolata dopo 2 settimane e aumentata a 7,5 mg due volte al giorno se la frequenza cardiaca è persistentemente superiore a 60 battiti al minuto.

    Se la frequenza cardiaca scende persistentemente al di sotto di 50 battiti/minuto o si manifestano sintomi di bradicardia, la dose deve essere ridotta fino ad un dosaggio di 2,5 mg due volte al giorno, se necessario.
    Il trattamento deve essere interrotto se la bassa frequenza cardiaca o i sintomi da bradicardia persistono

    5 maggio 2016

    DISTACCO PREMATURO DI PLACENTA

    É il distacco della placenta, normalmente posizionata, che avviene prima del parto.
    É una grave complicanza della gravidanza e richiede un trattamento tempestivo

    Si presenta frequentemente durante la seconda metà della gravidanza con:
    1)sanguinamento vaginale associato a dolore addominale
    2)contrazioni

    É associata a morbilitá e mortalità perinatale aumentata.
    É anche una causa di morbilitá materna significativa.

    I fattori di rischio comprendono:
    il fumo
    I traumi
    I disturbi ipertensivi
    l'uso di cocaina

    La diagnosi è clinica
    Alcune caratteristiche ultrasonografiche possono essere utili.
    Altri test sono, per la maggior parte, inaffidabili.

    Il trattamento e la prognosi dipendono dall'età gestazionale, dal grado di distacco e dallo stato materno e fetale.

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