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EMOTORACE

E’ il versamento di sangue nello spazio pleurico
in seguito a:
ferita dovuta a cause esterne o trauma toracico
frattura delle coste
e più raramente a:
lesioni prodotte da
tumori
malattie infiammatorie

La rottura dei vasi maggiori del mediastino è rara e provoca un emotorace massivo.


Quadro clinico
In casi gravi si può manifestare anemizzazione acuta e shock ipovolemico, insufficienza respiratoria e quindi dispnea per impossibilità del polmone ad espandersi


Diagnosi
La diagnosi viene fatta con Rx torace, TC, ecografia, toracocentesi esplorativa

RICORDA CHE
L’opacamento di un campo polmonare intero indica una perdita ematica di almeno due litri
La opacità di un seno costo-diaframmatico indica una perdita ematica di 500 ml.
Se c’è anche aria (emo/pneumotorace) si evidenziano livelli idroaerei.


Diagnosi differenziale con pleurite emorragica
La diagnosi differenziale tra una pleurite emorragica e un emotorace viene fatta in base al valore dell’ematocrito del liquido pleurico: se questo è maggiore del 50% di quello del sangue periferico si tratta di emotorace

Possibili esiti
Fibrotorace

Trattamento
A seconda della gravità della perdita e del sanguinamento in atto:
osservazione in caso di una piccola quantità di sangue (inferiore a 500 ml) che si mantiene stabile o migliora all'Rx del torace
In tutti gli altri casi:
1)drenaggio pleurico previa toracostomia per quantizzare il sanguinamento, ridurre il rischio di fibrotorace, permettere l'apposizione delle superfici pleuriche nel tentativo di ridurre l'emorragia
2)toracotomia di urgenza se la perdita si mantiene oltre i 200 ml/h. di sangue

PLEURITE EMORRAGICA

È caratterizzata da liquido pleurico essudatizio siero-emorragico di color rosato, globuli rossi inferiori a 100.000/ml ed ematocrito inferiore al 50%.


Le possibili cause

neoplasia pleurica o polmonare

TBC

tromboembolia polmonare

malattie ematologiche

trattamento anticoagulante

EMORRAGIA ED ANEMIA

L’anemia è dovuta a perdita di eritrociti per emorragia interna o esterna


Dopo quanto tempo l’organismo corregge un deficit lieve?
Nel caso in cui, dopo arresto dell’emorragia, non si proceda a correzione terapeutica della volemia, l’ematocrito si riduce progressivamente per 2-3 giorni

Una perdita del 20% di volume plasmatico viene generalmente corretta dall’organismo in 20-60 ore.
L’aumento dei reticolociti invece si osserva entro 6-12 ore, ma la produzione di
globuli rossi maturi richiede 2-5 giorni.

RICORDA che il riscontro laboratoristico di anemia risulterà evidente soltanto dopo correzione, che generalmente avviene per intervento terapeutico, dell’ipovolemia (ridotto volume circolante).


Cause più frequenti di anemia da emorragia

In reparto di medicina o chirurgia:

la rottura di varici esofagee in pazienti con epatopatia cronica ed ipertensione portale

il sanguinamento da neoplasia gastrointestinale.


In pronto soccorso:

la rottura di milza con emoperitoneo

l’emotorace

la frattura di femore



Quadri clinici in base all’entità della perdita ematica

In caso di perdita ematica inferiore al 20% del volume sanguigno
I sintomi sono scarsi nei pazienti giovani, più evidenti nei soggetti anziani o con patologie associate.

In caso di perdita ematica pari al 20-30% del volume sanguigno (1000-1500 mL in un soggetto di 70 kg)
Vi può essere sensazione di debolezza, sudorazione, nausea, bradicardia, ipotensione fino alla sincope.
Si possono osservare tachicardia e dispnea da sforzo, (solitamente nei soggetti giovani l’anemia è tollerata a riposo ed in decubito supino, mentre diventa sintomatica in caso di aumentato consumo di ossigeno) soprattutto soggetti anziani o con patologie associate

In caso di perdita ematica pari al 30-40% del volume sanguigno (1500-2000 mL in un soggetto di 70 kg)
Si instaura una sintomatologia da ipovolemia con dispnea, tachicardia a riposo (!!!), evidenti segni di ridistribuzione dei flussi sanguigni da stimolazione adrenergica (cute pallida e fredda) e contrazione della diuresi, sincope in posizione ortostatica.

In caso di perdita ematica superiore al 40% del volume sanguigno (superiore a 2000 mL in un soggetto di 70 kg)
Shock con grave dispnea, acidosi lattica da inadeguata ossigenazione tissutale, rischio di morte per shock irreversibile!!


Il laboratorio
Può essere fallace e trarre in inganno all’inizio, prima che sia stata corretta completamente l’ipovolemia: perciò tratta il paziente e non il laboratorio!
Es. emocromocitometrico con conteggio reticolocitario
Indici di emolisi (bilirubina totale ed indiretta, LDH), per la diagnosi differenziale.


Il trattamento
si basa:

1)sull’arresto dell’emorragia

2)sulla correzione rapida dell’ipovolemia e prevenzione dello shock con i liquidi

3)sulla terapia trasfusionale, con:
-sangue intero (vedi BANCA DEL SANGUE), che contiene sia globuli rossi, utili alla correzione dell’anemia, sia plasma, utile alla correzione dell’ipovolemia, oppure
-globuli rossi concentrati.

VITAMINA K E SUO DEFICIT

Alcune condizioni in cui vi è deficit di vitamina K:

la nascita ed in particolare la prematurità

il malassorbimento (sprue, celiachia)

l’ostruzione biliare

il sovradosaggio di farmaci anticoagulanti

VARICI ESOFAGEE (vedi CIRROSI EPATICA)

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