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20 luglio 2015

Blefaroplastica, la soluzione alle imperfezioni del contorno occhi

Non c'è alcun dubbio, gli occhi sono uno dei primi fattori a colpire chi ci guarda. Lo sguardo ha un ruolo fondamentale all'interno delle dinamiche relazionali. Ma come fare se la zona che circonda i nostri occhi è magari un po' usurata dal tempo e non riesce a dar risalto al nostro volto? La medicina estetica in tal senso prosegue la propria attività di ricerca e dopo anni di studi ha trovato un modo realmente efficace per eliminare tutti quei difetti che interessano gli occhi e la loro zona cutanea circostante. Stiamo parlando della blefaroplastica, un intervento di piccola entità che - grazie ad incisioni nella parte sottostante o sovrastante l'occhio - consente di rimuovere porzioni di pelle in eccesso, spesso frutto dell'invecchiamento. L'operazione dura, complessivamente, soli 20 minuti, un tempo indubbiamente breve considerando i fantastici effetti estetici che la blefaroplastica ha sul volto di ciascuno. 

Questo tipo di intervento è utilizzato soprattutto da uomini e donne che desiderano liberarsi di quelle palpebre ormai prive di tonicità, da coloro che vogliono rimuovere eventuali accumuli di grasso, da chi voglia cancellare quelle terribili zampe di gallina tipiche del contorno occhi o - ancora - da tutte le persone che aspirano a rimuovere le temutissime borse sotto gli occhi.

Nonostante si tratti di un intervento di medicina estetica, è comunque sempre opportuno rivolgersi a professionisti del settore. Affidarsi alle mani di medici competenti è fondamentale per evitare spiacevoli situazioni post-operatorie che potrebbero procurare fastidi. Ogni professionista conosce quali rischi può comportare la blefaroplastica, ve li illustrerà e vi indicherà tutti gli accorgimenti più importanti al fine di rendere il vostro intervento più che perfetto.

Dunque, diciamo stop a quelle insopportabili imperfezioni del contorno occhi. Sono sufficienti solo venti minuti per riacquistare tonicità e vivacità di un tempo, eliminando ogni difetto e conferendo importanza al nostro sguardo.

17 luglio 2015

LINFOMA NON H DIFFUSO A GRANDI CELLULE B

è una neoplasia linfoide che colpisce spesso, ma non esclusivamente, soggetti adulti o anziani, caratterizzata tipicamente dal coinvolgimento di una singola sede linfonodale o extralinfonodale e da rapida espansione della massa tumorale.


Quadro clinico
Il quadro clinico è dominato da sintomi e segni di espansione tumorale a livello di varie sedi linfonodali oextralinfonodaliÈ caratterizzato da una rapida crescita sintomatica.

- Se coinvolto fegato o milza
il paziente può lamentare senso di pesantezza all'addome, dispepsia, dolore e può talora essere presente splenomegalia palpabile.
In casi più gravi si possono avere sintomi di occlusione intestinale o di compressione di rami arteriosi o venosi.

- Si può presentare come massa cutanea o ossea

- Si può localizzare a livello del sistema nervoso centrale con un quadro di ipertensione endocranica, compressione di nervi cranici e crisi convulsive

- Una sede molto frequente di presentazione può essere quella che coinvolge i tessuti linfatici del faringe e quelli che compongono l'anello del Waldeyer, le tonsille e le adenoidi, con tumefazioni destruenti ed invalidanti


Diagnosi
La diagnosi è confermata dal campione di tessuto (ad es., linfonodi, midollo osseo, sangue, cute).
Il linfoma diffuso a grandi cellule B è il tipo più comune di linfoma.


Trattamento
Il trattamento si basa sul sottotipo istologico e sulla gravità dei sintomi alla presentazione.
L' R-CHOP-21 (21 giorni di rituximab-ciclofosfamide- doxorubicina-vincristina-prednisone) è il regime di chemioterapia più comunemente usato


Prognosi
è una forma di linfoma molto aggressiva e se non trattato ha una prognosi infausta.
In ogni caso i protocolli terapeutici consentono un ampio intervallo libero da malattia, con percentuali di sopravvivenza a 5 anni superiori al 50%.

15 luglio 2015

DERMATITE SEBORROICA

Malattia infiammatoria cronica della pelle caratterizzata da chiazze squamose eritematose e untuose


Cause
Le cause di questa patologia non sono chiare
Funghi del genere Malassezia ed in particolare Malassezia furfur e Malassezia globosa, sono presenti in notevole quantità nelle zone colpite.
Ma è molto probabile che la presenza di tali funghi possa essere considerata una conseguenza (cioè una infezione opportunista) e non la vera causa.


Quadro clinico
Le chiazze sono rosse, infiammate e pruriginose con scalino micaceo. Il prurito non sempre è presente ma in alcuni casi può risultare anche intenso.

Chiazze circoscritte si possono notare a livello del cuoio capelluto, della glabella, dei solchi nasolabiali, del condotto uditivo e della cute post-auricolare, della parete anteriore e posteriore del torace e delle zone caratterizzate da pieghe della pelle

Nella fase di acuzie il paziente può notare un arrossamento delle aree cutanee da cui trasuda un liquor che proviene delle cellule necrotizzate; solo dopo un certo periodo inizia la desquamazione secca.

La forma infantile (crosta lattea) di solito si risolve entro i primi mesi di vita.

La forma che coinvolge il cuoio capelluto nell'adulto è comunemente definita come forfora o pityriasis capitis.


Decorso
Il decorso è variabile e la dermatite raramente recede completamente.
La malattia tende a riacutizzarsi con lo stress.


Trattamento
Per la malattia lieve e limitata sono utilizzati agenti topici (corticosteroidi, antimicotici quali ad es. Nizoral, inibitori della calcineurina, shampoo e preparati di catrame)

Gli antimicotici per os sono riservati alle forme gravi e recalcitranti

14 luglio 2015

BENZIDAMINA ED HERPES SIMPLEX ORALE

In caso di Herpes simplex intraorale, sciacqui a base di benzidamina (es. Benzirin), oltre alla terapia antivirale, esercitano una buona azione analgesica topica
Si consigliano a tal scopo 5 sciacqui da 5 ml (un cucchiaino) ogni due ore e prima dei pasti.

È possibile adoperare il principio attivo benzidamina anche sotto forma di spray per mucosa orale (Tantum verde spray nebulizzatore allo 0,3% di benzidamina cloridrato).
In tal caso, si consigliano 4-8 spruzzi di prodotto al giorno, direttamente sull'area colpita dall'Herpes orale.

12 luglio 2015

DOCOSANOLO CREMA (ABREVA)

Il docosanolo (ABREVA) è un principio attivo utile per inibire la fusione tra la membrana plasmatica ed il rivestimento dell'herpes virus labiale, il che previene l'ingresso dello stesso nelle cellule: in questo modo viene ostacolata la replicazione del virus.

Docosanolo crema può ridurre il tempo di guarigione dell'herpes labiale da 18 ore a 3 giorni rispetto al placebo quando applicata all'inizio della ricorrenza di herpes orale (sensazione di formicolio o arrossamento)

Docosanolo crema topica (10%) si applica in strato sottile sull'area colpita (sulle labbra) cinque volte al giorno al primo segno di sintomi.Ripetere l'applicazione 5 volte al dì per almeno 4 giorni.

CEFALEA, CAUSE

Comuni

Cefalea tensiva

Sinusite acuta

Otite media

Cefalea mestruale

Sospensione di un farmaco

Uso eccessivo di farmaci

Dolorabilità del muscolo paraspinale cervicale

Emicrania

Carie dentale / Impatto del dente del giudizio

Sindrome dell'articolazione temporomandibolare (ATM)

Disturbo cerebrovascolare

Idrocefalo acuto


Meno comuni

Ipertensione intracranica benigna (pseudotumor cerebri)

Neoplasia cerebrale

Encefalopatia ipertensiva

Pre-eclampsia/eclampsia

Apoplessia ipofisaria

Trombosi del seno venoso

Ematoma epidurale

Emorragia subaracnoidea (SAH)

Ematoma subdurale

Meningite

Ascesso cerebrale

Avvelenamento da monossido di carbonio

Sindrome concussiva/trauma

Mal di montagna/ipossia acuta

Cefalea a grappolo

Nevralgia del trigemino

Glaucoma acuto ad angolo chiuso

Arterite a cellule giganti