RICERCA TRA GLI OLTRE 5MILA ARGOMENTI

6 dicembre 2016

Ossa e tumori maligni, possibili cause

Tumori primitivi

Cancri metastatici da: mammelle, prostata, tiroide, polmoni, reni

Malignità ematologiche
mieloma, specialmente nei pazienti > 40 anni
linfoma a qualsiasi età

Anemia delle malattie croniche, le cause

Caratteri salienti
L'anemia delle malattie cronica (ACD) è normocitica, normocromica, di tipo ipoproliferativo e si presenta classicamente con bassi livelli di ferro nel siero, livelli elevati di ferritina ed elevata capacità totale legante del ferro (TIBC)
L'anemia è tipicamente lieve a moderata con emoglobina raramente inferiore ad 8 g/dl.


Quali sono le cause?

Malattie sistemiche croniche
artrite reumatoide (RA)
eritematoso sistemico di lupus (SLE)
sarcoidosi
arteritis temporale
malattia intestinale infiammatoria (IBD)
sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS)

Malattia o insufficienza epatica

Insufficienza cardiaca congestizia o malattia coronarica

Malattia renale cronica (CKD)

Infezioni acute o croniche
virali: HIV, HCV
batteriche: ascesso, endocardite batterica acuta, tubercolosi, osteomielite
fungine
parassitarie

Neoplasie maligne

Disregolazione delle citokine (anemia da invecchiamento)

Stati ipometabolici

Malnutrizione proteica

30 novembre 2016

Pene, lunghezza media

La lunghezza media del pene eretto varia dai 13 ai 15 cm.,mentre la lunghezza media di un pene flaccido è di circa 9 cm.

Uretriti da sospetta gonorrea, alternative immediate

se non é possibile immediatamente somministrare ceftriaxone per via parenterale, un'opzione che puoi considerare é Cefixime 400 mg per os × 1 dose solamente

più

azitromicina  1 g per os × 1 dose
oppure
doxiciclina 100 mg per os due volte al di  per 7 giorni (se il paziente é allergico all'azitromicina)

Uretriti non gonococciche, terapia

Clamidia
Azitromicina: 1 g × 1 dose
oppure
Doxiciclina: 100 mg per os per 7 giorni

Regime alternativo (per 7 giorni):
Levofloxacina 500 mg al giorno, o Ofloxacin 300 mg due volte al di



Trichomonas
Metronidazole: 2 g per os × 1 sola dose

Uretrite ricorrente e resistente
Metronidazolo: 2 g. di dose singola o Tinidazolo 2 g di dose singola
piú
Azitromicina 1 g  × 1 dose sola

29 novembre 2016

Ginecomastia, farmaci che la causano

spironolattone

cimetidina

ketoconazolo

ormone della crescita (HGH)

estrogeni

HCG

antiandrogeni

antagonisri del GnRH

inibitori della 5-alfa-reduttasi

marijuana

alcool

26 novembre 2016

Osteoartrosi e medicina alternativa

Alcuni pazienti sofferenti di osteoartrosi possono beneficiare di supplementi nutrizionali quali glucosamina e condroitinsolfato che possiedono scarsa tossicità.
I risultati dei trials con glucosamina e condroitina sono contrastanti.
Se nessuna risposta è apparente entro 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto.

Gemfibrozil e statine

Il Gemfibrozil dovrebbe essere evitato se in combinazione con statine, a causa dell'elevato rischio di lesioni muscolari che ne potrebbero derivare.

Se è necessaria la terapia combinata, utilizzare Fenofibrato.

La concomitante prescrizione di fenofibrato con una statina deve essere riservata ai pazienti con dislipidemia combinata severa ed elevato rischio cardiovascolare, senza storia di malattia muscolare. I pazienti devono però essere strettamente monitorati per quanto riguarda i segni di tossicità muscolare.

Sindrome metabolica (almeno tre dei seguenti segni):

Obesità addominale (circonferenza vita > 100 cm. negli uomini, > 90 centimetri nelle donne)

Trigliceridi superiori o uguali a 150 mg/dl

Colesterolo HDL basso (< 40 mg/dl nell'uomo, < 50 mg/dl nelle donne)

Pressione arteriosa ≥ 130/85 mm Hg

Glucosio a digiuno ≥ 100 mg/dl

Steatoepatite non alcolica (Nash)

Pancreatite

Sindrome dell'ovaio policistico

Vitamina D, informazioni utili

Altri nomi
Forma attiva: 1, 25 dihydroxycholecalciferol, diidrossi vitamina D
Calcitriolo


Farmacologia
Fonti normali sono la luce solare, la dieta, gli integratori alimentari

Il fegato produce 7-deidrocolesterolo (7-DHC) dal colesterolo

La luce solare converte 7-DHC (nella pelle) a colecalciferolo (vitamina D3)

25OH-D3 è il principale metabolita circolante di Vit d


Funzioni della vit. D
Determina un normale assorbimento di calcio e fosforo attraverso l'intestino

Provvede alla normale formazione ed al normale mantenimento dell'osso (promuove cioé la funzione osteoblastica)

Stimola la ritenzione di calcio da parte dei reni

Normalmente ha un rapporto reciproco con i livelli di paratormone del siero (PTH)

Insieme con il calcio previene l'iperparatiroidismo secondario e l'osteopenia dovuti ad un alto PTH



Carenza precoce: rachitismo

Una carenza precoce nel primo periodo della vita prima della chiusura della placca epifisaria (o placca di accrescimento) conduce al rachitismo

Il calcio basso a livello della placca di accrescimento provoca l'iperplasia della cartilagine con conseguente placca epifisaria larga

Di solito la carenza é causata da carenza di sostanze nutritive, soprattutto vitamina d o meno comunemente, calcio

Può essere dovuta a disturbi dell'intestino, pancreas, fegato, reni o del metabolismo

Può anche contribuire la carenza di ferro e/o l'assorbimento del ferro nell'intestino

Effetti della carenza

Si verificherá bassa statura e ossa deboli e deformi



Carenza in etá adulta: determina osteomalacia

La carenza che si verifica dopo la chiusura del piatto epifisario si chiama osteomalacia

Le ossa diverranno molli e deboli con un rischio molto aumentato per fratture complicate

I soggetti con scarsa esposizione alla luce solare sono ad aumentato rischio di carenza

Con tale deficit si verifica anche disfunzione del sistema immunitario



Deficit cronico: osteoporosi

L'osteoporosi aumenta con l'invecchiamento normale, in particolare nelle donne che non assumono integratori di Vit d

Livelli sierici di 25OH-D3 < 26ng/ml sonoassociati ad aumentato rischio di frattura

Supplementi con Vit d sono associati al 20-30% di riduzione del rischio di fratture

Integratori di vit. D possono anche ridurre le cadute aumentando la forza muscolare

Gli integratori di Vit D riducono la mortalità in adulti e anziani: 400 IU/d per adulti tra 50-70 anni, 600 IU/d per soggetti con etá superiore a70 anni



Eccesso di vit. D

Il problema principale è l'ipercalcemia ed una possibile iperfosfatemia

Un'assunzione di più di 4-5 volte la dose raccomandata può portare a sintomi quali

Ipercalciuria e calcolosi renale, così come osteoporosi



Dosi attualmente raccomandate

Uomini e donne di età tra 51-70: 10 µ g o 400 IU/giorno

Post-menopausa donne: 700-800 IU/day (~ 20 µ g/d)/giorno di Vit d (con calcio)

Uomini e donne di età > 70: 600 IU/giorno


La maggior parte delle persone non necessita di integratori per mantenere adeguati livelli di vit. D



Alimenti ricchi di Vit D

Il latte attuajmente viene supportato con Vit d per assicurare un'adeguata assunzione nei bambini

Gli adulti con una dieta normale non richiedono generalmente ulteriori supplementi di Vit D

Quelli senza buona esposizione alla luce solare dovrebbero assumere uova e bere latte


Usi terapeutici

Dosi elevate dovranno essere fornite in caso di ipoparatiroidismo per migliorare il metabolismo del calcio


Ricorda che il calcitriolo é necessario in caso di insufficienza renale cronica



La vitamina D > 700 IU/die + calcio riduce le fratture e migliora la densità ossea



Vitamina d e pazienti ricoverati in ospedale

Bassi livelli di vitamina d sono stati riscontrati nel > 50% dei pazienti ricoverati

Una grave carenza di 25-idrossivitamina d è stata riscontrata in ~ 20% di pazienti medici



La carenza di vitamina d è un fattore di rischio per osteopenia e fratture ossee

Una supplementazione giornaliera con 800 UI di vitamina D potrebbe non essere sufficiente per riportare i livelli di vitamina D nel siero alla normalitá




Fattori di rischio per bassi livelli di vitamina D:

inadeguata assunzione di vitamina D

stagione invernale o paesi nordici (ridotta esposizione alla luce ultravioletta)

soggetti non autosufficienti


Adeguate quantitá di Vit D e calcio mantengono il PTH nel range normale














23 novembre 2016

Gliclazide, dosaggio nel diabete mellito di tipo 2

Inizio: 40-80 mg al di; aumenta gradualmente fino ad un massimo di 320 mg al di, se necessario

Dosi superiori a 160 mg al di possono essere somministrate in 2 dosi distinte

Compresse a rilascio modificato: inizia con 30 mg al di, che puoi aumentare fino ad un massimo di 120 mg al di

21 novembre 2016

Vescica, come funziona normalmente


La vescica urinaria è un organo cavo che immagazzina l’urina proveniente dai reni, la contiene temporaneamente e quindi la scuota nell'uretra.

Macroscopicamente la vescica puó essere suddivisa in tre regioni:

fondo
corpo
apice

Sul fondo della vescica si trovano, uno per lato, gli sbocchi degli ureteri; la zona compresa tra questi e l'orifizio uretrale è denominata trigono vescicale.

La regione in cui si continua inferiormente nell’ uretra viene denominata “collo vescicale”.
A livello del collo la muscolatura si dispone in modo da formare uno sfintere che, si contrae intorno all’ uretra ed impedisce la fuoriuscita di urina.

Quando il volume di urina nella vescica aumenta, il cervello trasmette degli impulsi al suddetto sfintere inducendolo a distendersi, ed alla muscolature vescicale inducendola a contrarsi per espellere l’urina.
Contraendosi la vescica espelle quindi l’urina attraverso l’uretra


Funzionalitá della vescica urinaria
La contrazione del muscolo detrusore della vescica ed il rilasciamento dello sfintere uretrale sono controllati dal sistema nervoso parasimpatico, che favorisce dunque la minzione.

Viceversa, la contrazione dello sfintere uretrale ed il rilasciamento del muscolo detrusore (fase di riempimento), sono sotto il controllo del sistema simpatico.

Il muscolo detrusore fornisce la forza contrattile per svuotare la vescica urinaria. Esso riceve lo stimolo (parasimpatico) mediante i nervi spinali S2-S4


Lo sfintere urinario interno o liscio o Involontario o Sfintere Preprostatico 
Deriva dallo strato muscolare della vescica che inizia nel trigone urinario. È un muscolo involontario innervato da fibre motorie da T11-L2 (sistema simpatico). I recettori alfa-1-adrenergici regolano la contrazione

Lo sfintere uretrale esterno ed i muscoli perineali invece sono volontari e vengono innervati dai nervi pudendi


La vescica normale di un adulto quindi puó contenere circa 400ml di urina senza sovradistendersi
La sensazione di ripienezza viene trasmessa per via nervosa quando é superato il suddetto volume urinario
Tale trasmissione al midollo spinale avviene attraverso gli afferenti alfa della vescica

Il midollo spinale sacrale normalmente rilassa lo sfintere quando viene superato tale volume di 400 ml

La zona cerebrale coinvolta inizialmente viene denominata area minzionale pontina che é situata cioé nel ponte

Controllo minzionale tramite il SNC a livello pontino
I segnali pontini permettono di ritardare volontariamente lo svuotamento della vescica.

Sono coinvolti due segnali principali: rilassamento del detrusore e costrizione del collo vescicale
1)Il rilassamento del detrusore viene mediato attraverso i recettori ß2-adrenergici nel corpo della vescica.
2)La stimolazione degli alfa1-adrenergici conduce alla costrizione del collo della vescica

I muscoli del pavimento pelvico cosí contratti, prevengono la perdita di urina


I nervi ipogastrici e pudendi portano questi segnali inibitori. Essi sono nervi simpatici, che bloccano anche i segnali parasimpatici pelvici


Come si svuota la vescica

In circostanze appropriate, il sistema nervoso centrale rilascia segnali inibitori, che permettono alla vescica di svuotarsi

Uno svuotamento normale comporta il coordinamento di sistemi multipli:

rilassamento dello sbocco vescicale, aumento della pressione del detrusore, rilassamento dello sfintere esterno


N.b. Lesioni del midollo spinale sopra S2 portano ad una minzione spontanea (involontaria) quando si riempie la vescica

20 novembre 2016

Trattamento con testosterone, alcuni effetti collaterali

 ipertrofia prostatica
calo della fertilità
alterazioni della libido
acne
alopecia androgenetica maschile
ipertensione

18 novembre 2016

Cibi da non dimenticare per una dieta sana

pomodori
broccoli
arance
zucca
cavoli
fagiolini verdi 
carota 
verdure a foglia verde
legumi
aglio
cipolla
piselli
peperoni
patate
cetrioli
prezzemolo
finocchi
asparagi
carciofi
funghi
ravanelli
erbe aromatiche

fragole
albicocche
lamponi
uva
melone
anguria
mirtilli
castagne

Ed ancora: 
tè verde
yogurt
crostacei
molluschi
pesce in generale
olio d’oliva

Utile anche un buon bicchiere di vino rosso durante il pasto

17 novembre 2016

LONGLIFE

Nutritional supplements

Consulta la Mini Guida 2016

Contiene:
Antiossidanti
Acidi grassi
Estratti vegetali
Probiotici
Vitamine
Minerali
Funghi bio

Www.longlife.it

11 novembre 2016

Arriva in Italia ZERBAXA®, una nuova terapia antibiotica per contrastare l’avanzata dei batteri multiresistenti

ROMA – Un’importante innovazione per il trattamento delle infezioni causate da batteri multiresistenti agli antibiotici: anche in Italia è disponibileceftolozano/tazobactamun nuovo potente antibiotico di MSD che agisce, determinandone la morte, contro i batteri Gram-negativi resistenti alle attuali terapie antibiotiche e implicati nell’insorgenza di infezioni ospedaliere (ICA - infezioni correlate all’assistenza). Nelle scorse settimaneceftolozano/tazobactamha ottenuto la rimborsabilità in Classe H da parte dell’AIFA per il trattamento diinfezioni intra-addominali complicate, pielonefrite acuta e infezioni complicate delle vie urinarie.

Da tempoi clinici segnalano l’importanza di nuove, potenti opzioni terapeutiche in grado dicontrastare le infezioni causate dai batteri Gram-negativi, in rapido aumento in tutto il mondo. Escherichia coli, Klebsiellapneumoniae e Pseudomonasaeruginosa rappresentano il 70% di tutti i patogeni Gram-negativi,causa più comune di infezioni di grande impatto clinico ed epidemiologico come le infezioni intra-addominali (IAIs, IntrabdominalInfections) e le infezioni del tratto urinario (UTIs, Urinary Tract Infections). In Italia le infezioni correlate all’assistenza (ICA) colpiscono ogni anno circa 284.100 pazienti con circa 4.500-7.000 decessi.

Il nuovo antibioticoè composto da ceftolozano, una nuova cefalosporina, e tazobactam, un inibitore delle beta-lattamasi dall’uso ben consolidato nella pratica clinica. Ceftolozano colpisce l’integrità della parete cellulare dei batteri Gram-negativi sensibili, eludendo inoltre i molteplici meccanismi di resistenza messi in atto dai patogeni, mentre tazobactam protegge ceftolozano, facendo sì che non venga inattivato da parte degli enzimi beta-lattamasi prodotti dai batteri Gram-negativi.

«L’antibiotico-resistenza è un fenomeno pericoloso. I batteri sono naturalmente attrezzati per difendersi dagli antibiotici e il contatto con questi farmaci accelera questo processo. Per questo le terapie antibiotiche devono essere aggressive, mirate, prescritte per il tempo necessario e alle dosi corrette»afferma Pierluigi Viale, Direttore U.O. di Malattie Infettive all’A.O.U. Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e Professore ordinario di Malattie Infettive all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna.«Ceftolozano/tazobactam è primo di una serie di nuovi antibiotici, in grado di rispondere ai criteri dell’antimicrobial stewardship: il suo spettro d’azione molto mirato, quasi chirurgico, permette di utilizzarlo nei confronti di specifici profili di resistenza massimizzando quindi l’efficacia della terapia, evitando cosi l’ulteriore selezione di specie resistenti».

Ceftolozano/tazobactam è stato valutato in due trial clinici; nel primo, condotto su 1.083 pazienti con infezioni complicate delle vie urinarie, ha eliminato l’infezione nell’85% dei pazienti trattati rispetto al 75% dei casi trattati con levofloxacina, la terapia di confronto. Nel secondo, condotto su 993 pazienti con infezioni complicate intra-addominali, ceftolozano/tazobactam ha portato a guarigione il 94% dei pazienti, stessa percentuale della terapia di confronto (meropenem). In entrambi i trial il farmaco ha mostrato un buon profilo di tollerabilità e sicurezza.

«Ceftolozano/tazobactam può rappresentare un'opzione terapeutica innovativa rispetto alle terapie attualmente disponibilied è un’alternativa valida per evitare un uso estensivo dei carbapenemici, i selettori più potenti di germi Gram-negativi multiresistenti nell’intestino dei pazienti fragili, ricoverati a lungo in ospedale»afferma Carlo Tascini, Direttore della 1° Divisione di Malattie Infettive a indirizzo Neurologico dell’Ospedale Cotugno, Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli di Napoli.«Questo farmaco è attivo contro Pseudomonasaeruginosa con percentuali di sensibilità maggiori a quelle di tutti gli altri farmaci disponibili al momento in Europa, eccetto colistina,e rappresenta una valida alternativa ai carbapenemici anche per le infezioni da Escherichia coli e Klebsiella, produttori di beta-lattamasi a spettro esteso».

L’impiego del nuovo farmaco MSD potrà quindi permettere la riduzione del consumo di carbapenemi, diffusamente impiegati per il trattamento di queste infezioni, e quindi dei tassi di infezioni sostenute da batteri produttori di carbapenemasi (es. Klebsiellapneumoniae), nell’ottica della “carbapenemsparingstrategy” e dei principi della “antimicrobialstewardship” per l’uso mirato e appropriato degli antibiotici disponibili.

L’approvazione di ceftolozano/tazobactam sottolinea l’impegno continuo di MSD nel combattere le malattie infettive, comprese quelle causate da patogeni resistenti, a rendere disponibili nuovi antibiotici che affrontino questa grave minaccia per la salute pubblica, e a sostenereun uso responsabiledegli antimicrobici, per aiutarea rallentare lo sviluppodi resistenze e per preservarele opzioni terapeutiche attuali.

«MSD, da 125 anni, è in prima linea nella lotta contro le malattie infettive.Un’area che MSD ha sempre continuato a presidiare, anche quando la massa degli investimenti delle aziende si è diretta verso altre aree terapeutiche e che oggi si rinnova con l’arrivo di ceftolozano/tazobactam, un nuovo antibiotico che, per la sua azione sui patogeni Gram-negativi multiresistenti, permetterà di risparmiare antibiotici ad ampio spettro già in uso preservandone l’efficacia, favorendo così una reale adozione dei principi della stewardship antimicrobica», afferma Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato MSD Italia. «La nostra ambizione è quella di essere riconosciuti come il partner di riferimento della Sanità Pubblica nella lotta all’antibioticoresistenza, con la nostra offerta olistica di valore che parte dalla prevenzione attraverso i vaccini e arriva fino alla cura sia della salute umana che degli animali».

I trial clinici 
L’approvazione di ceftolozano/tazobactam è stata supportata dai dati positivi di trial clinici.L’efficacia clinica di ceftolozano/tazobactam è stata valutata in due studi di fase 3: ASPECT-cUTI ed ASPECT-cIAI.

ASPECT-cUTI è un trial randomizzato, prospettico, multicentrico, a doppio-cieco, double-dummy, di non inferiorità per comparare efficacia e sicurezza di ceftolozano/tazobactam endovenoso (7 giorni) con levofloxacina endovenosa (7 giorni) in pazienti adulti con cUTI, inclusa la pielonefrite. L’obiettivo primario e gli obiettivi secondari chiave dello studio ASPECT cUTI erano di dimostrare la non inferiorità di ceftolozano/tazobactam versus la levofloxacina in pazienti adulti con cUTI (inclusa la pielonefrite).
ASPECT-cIAI è un trial multicentrico, prospettico, a doppio-cieco, randomizzato, per comparare efficacia e sicurezza di ceftolozano/tazobactam e.v. + metronidazolo e.v. rispetto a meropenem in pazienti adulti con cIAI che richiedessero intervento chirurgico. Gli obiettivi primario e secondario chiave erano quelli di dimostrare la non inferiorità di ceftolozano/tazobactam+metronidazolo versus meropenem in pazienti adulti con cIAI in termini di risposta clinica.

Entrambi i trial hanno soddisfatto gli endpoint primari predefiniti concordati con la FDA (Food and Drug Administration) e l’EMA; inoltre in entrambi gli studi clinici, i risultati delle analisi secondarie sono stati coerenti con il risultato primario e lo hanno supportato. Nel corso dei due trial, gli eventi avversi più frequenti per ceftolozano/tazobactam sono stati nausea, cefalea e diarrea.

10 novembre 2016

Ashwagandha

Pianta anche conosciuta con il nome di ginseng indiano.

La maggior parte delle attività sembra essere imputabile alla withania, contenuti nella stessa pianta.

L'Ashwagandha è utilizzata dalla medicina popolare indiana per le sue proprietá di tipo adattogeno (sarebbe in grado di aumentare le resistenze aspecifiche dell'organismo in risposta agli stimoli di stress esterni) antinfiammatorio, analgesico ed immunostimolante.

Attenzione!
Si ricordi che le applicazioni presunte terapeutiche della withania non sono supportate da verifiche scientifiche universalmente approvate

Controindicazioni
-ipersensibilità accertata verso uno o più componenti
-gravidanza (poiché la pianta potrebbe esercitare effetti abortivi)
-allattamento

Interazioni farmacologiche
 barbiturici e altri psicofarmaci di cui potenzia gli effetti
 la withania inibisce lo sviluppo della tolleranza all'analgesia indotta da morfina;
 possibile sinergia con i colinergici

29 ottobre 2016

Chemioterapia, effetti sul sistema riproduttivo

Una riduzione dello sperma puó essere provocata da agenti alchilanti , doxorubicina, vinblastina, AraC, cisplatino
La conta e la funzionalitá degli spermatozoi sono molto sensibili alle chemioterapie dicombinazione più comuni (ad esempio MOPP)
Il testosterone può prevenire l'azoospermiala indotta da ciclofosfamide

Una disfunzione ovarica puó essere provocata da ciclofosfamide o da una combinazione di chemioterapici (quale ad esempio MOPP)
I contraccettivi orali possono impedire l'insufficienza ovarica indotta da chemioterapia

Testosterone. Terapia sostitutiva: effetti dalla loro prima manifestazione fino a quelli massimi raggiunti.

Il testosterone ha uno spettro di effetti sull'organismo maschile carente di questo ormone. Vediamo quali sono questi effetti ed in quanto tempo vengono raggiunti


-Gli effetti sull'interesse sessuale si verificano dopo 3 settimane e raggiungono un plateau a 6 settimane, con nessun ulteriore incremento previsto oltre.

-Le modifiche nelle erezioni/eiaculazioni possono richiedere fino a 6 mesi.

-Gli effetti sulla qualità della vita si manifestano entro 3-4 settimane, ma i massimi benefici richiedono più tempo.

-Gli effetti sull'umore depresso divengono rilevabili dopo 3-6 settimane con un massimo effetto dopo 18-30 settimane.

-Gli effetti sull'eritropoiesi sono evidenti ai 3 mesi, con un picco al 9-12.mo mese

-L'antigene prostatico specifico aumenta marginalmente, con un plateau a 12 mesi; un ulteriore aumento dovrebbe essere correlato all'invecchiamento, piuttosto che alla terapia.

-Gli effetti sui lipidi appaiono dopo 4 settimane, e divengono massimi dopo 6-12 mesi.

-La sensibilità all'insulina può migliorare entro pochi giorni, ma gli effetti sul controllo glicemico divengono evidenti solo dopo 3-12 mesi.

-I cambiamenti nella massa grassa, massa magra e forza muscolare si verificano entro 12-16 settimane, stabilizzandosi a 6-12 mesi, ma possono continuare marginalmente negli anni.

-Effetti sull'infiammazione si verificano entro 3-12 settimane.

-Effetti a livello delle ossa sono rilevabili già dopo 6 mesi pur continuando almeno per 3 anni.


In definitiva altresí lo spettro delle variazioni é  considerevole, probabilmente perché legato alla farmacodinamica della preparazione del testosterone che viene impiegato.
Effetti genomici e non genomici, polimorfismo del recettore dell'androgeno e metabolismo steroideo intracellulare, possono ulteriormente contribuire a tale diversità.

23 ottobre 2016

Anticorpi monoclonali con effetto antitumorale (MAb)

Bevacizumab (Avastin®) - MAb diretto contro il fattore di crescita endoteliale vascolare (Ab anti-VEGF)
Esso blocca la crescita di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi). È usato per il trattamento di varie forme tumorali, tra cui quelle del colon-retto, del polmone e del rene, ed in alcune malattie degli occhi.

Cetuximab (Erbitux®) - MAb diretto contro il recettore 1 del fattore di crescita epidermico (EGF-R1) e somministrato per il trattamento del cancro del colon-retto e del tumore di testa e collo e, secondo recenti studi, anche del tumore del polmone non a piccole cellule 

Panitumumab (Vectibix®) - mAb diretto contro EGF-R (kappa IgG2) ricombinante umano utilizzato per il trattamento del tumore metastatico del colon retto con progressione di malattia nonostante un trattamento preventivo precedente.

Rituximab (Rituxan®) - mAb diretto contro CD20, principalmente sulle cellule B, in caso di linfomi, autoimmunità. Il rituximab è indicato principalmente nei pazienti affetti da linfoma non Hodgkin a cellule B, resistenti ad altri regimi di chemioterapia. In combinazione con la chemioterapia cosiddetta CHOP (ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone o prednisolone) è divenuto il trattamento standard iniziale del linfoma diffuso a grandi cellule ed altri linfomi non Hodgkin aggressivi.

Trastuzumab (Herceptin®) - MAb che blocca EGF-R2 (HER2/neu), utilizzato per combattere il carcinoma mammario avanzato, recidivante o diffuso ad altri organi (carcinoma mammario secondario).

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