MEDICINA INTERNA STA PER DIVENTARE UN SITO A PAGAMENTO: PUOI EVITARLO DONANDO UN EURO

Cerca un argomento tra gli oltre 5mila presenti su questo sito

METFORMINA, IMPORTANTI NOVITÀ

Un comunicato scritto dei membri della ADA e dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) ha riferito che la metformina sembra sicura e può essere continuata a meno che la GFR stimata (eGFR) scenda sotto i 30 mL/min/1.73 m2

I membri del ADA / EASD raccomandano inoltre che la metformina non debba essere iniziata se la eGFR è inferiore a 45 mL/min/1.73 m2, e raccomandano anche un attento monitoraggio della funzione renale e dosi ridotte di metformina se l'eGFR è nel range tra 30 e 59 mL/min/1.73 m2.

INIBITORI DELLA 5-FOSFODIESTERASI, COME FUNZIONANO

Il monossido d’azoto (NO) è il mediatore endogeno che svolge un ruolo essenziale nel controllo della vasodilatazione: esso si forma nell’endotelio dei vasi e diffonde verso le cellule della muscolatura liscia, determinandone il rilassamento.

Erezione del pene e fosfodiesterasi
In seguito a uno stimolo sessuale (fisico o psichico) si produce monossido d'azoto che viene rilasciato dalle terminazioni nervose non-colinergiche, non-adrenergiche e dalle cellule endoteliali del pene.

Il monossido d'azoto si diffonde nelle cellule della muscolatura liscia e si lega allo ione ferro.
Tale legame stimola la produzione del guanosinmonofosfato ciclico (cGMP) che, a sua volta, stimola la proteinchinasi G; questa determina la fosforilazione delle proteine che hanno il compito di impedire l’entrata del calcio nella cellula del muscolo liscio.

La riduzione del calcio produce un rilassamento muscolare e quindi una dilatazione delle arterie del pene con aumento del flusso di sangue a livello dei corpi cavernosi, e conseguente erezione.

L’erezione termina quando l’enzima fosfodiesterasi idrolizza il cGMP

Esistono diverse isoforme di fosfodiesterasi. Nel pene la fosfodiesterasi di tipo 5 riveste un ruolo predominante

Da questo ne deriva che alcune forme di impotenza possono essere trattate aumentando il tempo d’azione del cGMP attraverso l’inibizione della fosfodiesterasi di tipo 5.

Il sildenafil è stato il primo inibitore della fosfodiesterasi di tipo 5
Altri inibitori della 5-fosfodiesterasi sono il tadalafil e il vardenafil.

Il meccanismo d’azione è simile in tutte e tre le suddette molecole, ma l'effetto del tadalafil è più rapido e si prolunga fino a 36 ore, il vardenafil è il più potente e la selettività nei confronti della 5-fosfodiesterasi è maggiore nel tadalafil e nel vardenafil



Inibizione della 5-fosfodiesterasi ed ipertensione polmonare
L’inibizione della 5-fosfodiesterasi può essere sfruttata nei pazienti che soffrono di ipertensione polmonare
Questi farmaci determinano una vasodilatazione con meccanismo del tutto simile a quello descritto per il pene.

ANTAGONISTI RECETTORIALI DELL'ENDOTELINA 1

Ricordiamo:

• bosentan (Tracleer)
• ambrisentan (Volibris)

IPERTENSIONE ARTERIOSA POLMONARE IDIOPATICA

È una rara malattia, solitamente fatale, più comunemente osservata nel sesso femminile,
la cui gestione è preferibile avvenga nei centri con esperienza in ipertensione polmonare.

Quadro clinico
I sintomi ed i segni di presentazione sono aspecifici e comprendono:
dispnea da sforzo
faticabilità
una forte componente polmonare del secondo tono cardiaco

Diagnosi
La diagnosi è di esclusione
L'ecocardiogramma Doppler transtoracico ed il cateterismo del cuore destro possono far diagnosticare l'ipertensione polmonare.
Prove di laboratorio e studi di imaging possono escludere altre possibili cause conosciute di ipertensione polmonare.

Trattamento
La terapia di supporto generale include anticoagulanti orali, diuretici, ossigeno supplementare e digossina.
Opzioni di trattamento mirato comprendono: prostanoidi per via parenterale e per via inalatioria, antagonisti del recettore dell'endotelina ed inibitori della fosfodiesterasi tipo 5.

Prognosi
La prognosi purtroppo non è buona, giacchè la maggior parte dei pazienti può sviluppare un'insufficienza ventricolare destra.

FIBROSI POLMONARE IDIOPATICA

La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una forma rara di malattia polmonare fibrotica ad eziologia sconosciuta che progredisce nel corso di diversi anni ed è caratterizzata dalla formazione di tessuto cicatriziale a livello polmonare, dispnea ed una durata di vita significativamente ridotta dopo la diagnosi (circa tre anni)

Eziologia
Anche se l'eziologia è sconosciuta, il fumo di sigaretta ed alcune esposizioni ambientali sono stati implicati nello sviluppo della malattia.

Diagnosi
La diagnosi può essere fatta su base clinica quando una storia di sintomi progressivi (tipicamente dispnea e tosse) è accompagnata da un quadro rx caratteristico e da una fisiopatologia polmonare di tipo restrittivo in assenza di risultati che suggeriscono una diagnosi alternativa.

Trattamento
Ad oggi, nessun trattamento ha dimostrati di essere efficace nel prevenire o invertire il corso della fibrosi polmonare idiopatica.
Di conseguenza, le più recenti linee guida sconsigliano l'uso della terapia farmacologica nella maggior parte dei pazienti, anche se alcune terapie sono da considerare in una minoranza di questi
I cortisonici possono essere utili nel 60% dei pazienti
Gli immunosoppressori quali azatioprina in associazione ai cortisonici nei casi di mancata risposta a questi ultimi
Probabilmente l'associazione di acetilcisteina ad alte dosi migliorerebbe la risposta
Importanti misure di supporto sono:
-astensione assoluta dal fumo ed allontanamento da polveri irritanti
-riabilitazione polmonare
-ossigeno supplementare, quando appropriato
-terapia antibiotica delle infezioni
Alcuni pazienti possono essere candidati al trapianto di polmone che prolunga la vita
Comunicato stampa:
A Molfetta nasce l’Associazione Alzheimer e Malattie Neurodegenerative Onlus
A Molfetta nasce una nuova realtà associativa.  É stata istituita  l’Associazione  “Alzheimer e Malattie Neurodegenerative Onlus”. L’associazione avrà sede operativa in Piazza Giuseppe Garibaldi 12 e grazie al volontariato di familiari e figure professionali cercherà di dare maggiore peso sociale,  in ambito comunale e non,  all’operato svolto dallo Sportello Informativo “Un Faro per l’Alzheimer”. La nuova realtà ha come obiettivo operativo accoglienza e sostegno ai Malati di Alzheimer e ai pazienti colpiti da Malattie Neurodegenerative e loro famiglie; creando maggiore attenzione da parte della politica. L’Associazione Alzheimer e Malattie Neurodegenerative Onlus, ha in programma a breve termine il lancio di  campagne d’informazione per sensibilizzare l’opinione pubblica, gli Enti e  le figure professionali ad avvicinarsi alla conoscenza della malattia di Alzheimer. Inoltre  con l’obiettivo di stimolare la ricerca si cercherà di promuovere campagne a tema dedicate ad informare pazienti e famiglie sulle cause, sulla prevenzione, sull’assistenza e sulle terapia della malattia di Alzheimer e delle malattie Neurodegenerative. Tra le prime iniziative di comunicazione rientra l’attivazione di un blog informativo e di una pagina Fan su  Facebook,  piattaforme attraverso le quali  pazienti e famiglie potranno essere aggiornati su tutte le attività, gli eventi  dell’associazione, nonché,  saranno gli strumenti, attraverso i quali si potrà interagire anche in tempo reale sia con i soci che  con i professionisti che volontariamente collaboreranno con l’associazione.
“La passione per il nostro lavoro, l’amore verso i nostri anziani, la sofferenza negli occhi di chi perde giorno per giorno la propria identità e di chi sfiancato assiste il proprio caro ci ha condotti a costituire l’Associazione Alzheimer e Malattie Neurodegenerative Molfetta Onlus – ha dichiaratoRosa Anna Gallo presidente dell’associazione -  e siamo certi che il nostro entusiasmo sarà condiviso da tantissime persone, al fine di rappresentare nel prossimo futuro, una realtà sempre più concreta e produttiva per Molfetta e per il comprensorio, ha concluso  il presidente. Per info: alzheimer.neurodegenerative@gmail.com
Molfetta, 22 Aprile 2014

Cerca un argomento tra gli oltre 5mila presenti su questo sito