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11 dicembre 2017

Serenoa repens (saw palmetto)

L’uso clinico ne sostiene la sua efficacia per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna


Nome latino
Serenoa repens

Famiglia
Palmae/Arecaceae

Altri nomi comuni
Palma Nana Americana

Descrizione
Saw palmetto, é una palma comune negli Stati Uniti
Essa cresce in tutta la Florida, nel north Carolina e nel Texas.

Parte usata
Frutti maturi essiccati

Costituenti attivi noti
Sitosterolo, stigmasterolo e campesterolo sono probabilmente i più importanti costituenti
Alcoli grassi ad alto peso molecolare (soprattutto docosanol, hexacosanol, octacosanol e triacontanol) sembrano anche essere importanti costituenti
L'estratto lipidico purificato contiene l’85%-95% di acidi grassi e steroli (tra cui *-sitosterolo, stigmasterolo, Cicloartenolo, lupeol, lupenone e methylcycloartenol)
Gli acidi grassi liberi (tra cui caprico, caprilico, caproico, laurico, palmitico e gli acidi oleico) compongono quasi i due terzi dell'olio

Meccanismo/Farmacocinetica
Non completamente noti
Studi in vitro e in vivo indicano che serenoa repens inibisce il legame del diidrotestosterone (DHT) ai recettori degli androgeni.
Studi in vitro su estratti di serenoa repens dimostrano che questi inibiscono la 5 alfa-reduttasi

Trials clinici
Rispetto al placebo, i pazienti trattati con serenoa repens sperimentano:
una riduzione del punteggio dell’International Prostate Symptom Score
una riduzione della frequenza giornaliera delle minzioni
una diminuzione della nicturia
un miglioramento nell’auto valutazione dei sintomi negativi del tratto urinario
una migliorata velocità di flusso urinario massima Q MAX (massima velocità del flusso con cui viene escreta l’urina)
una velocità media del flusso urinario Q MED (rapporto tra volume totale di urina emessa e tempo minzionale)
una riduzione del volume urinario residuo
un miglioramento della qualità della vita


Tollerabilitá, effetti collaterali
Saw palmetto è ben tollerato; gli effetti avversi più comuni sono nausea e dolore addominale
L’antigene prostatico specifico (PSA) non viene interessato dall’uso
Probabilmente non causa diminuzione della libido e impotenza.

10 dicembre 2017

ANEMIA NORMOCITICA, CAUSE

A) CONTA DEI RETICOLOCITI BASSA

Sideropenia (soprattutto all'inizio)

Anemia delle malattie croniche (MCV basso-normale)

Malattia renale Cronica (basso eritropoietina)

Ipotiroidismo

Insufficienza surrenalica o

Ipopituitarismo

Disturbo primitivo del midollo osseo:
-aemia aplastica
-malignità, per esempio, mieloma multiplo, leucemia, metastasi
-mielofibrosi
-sindrome mielodisplasica

Infezione, ad esempio, da parvovirus B19 (provoca ipoplasia eritroide o anemia aplastica)




CONTA DEI RETICOLOCITI ALTA
Perdita di sangue

Emolisi
-Coombs positivo (immunitario): autoimmuni, farmaci, infezione, malattia linfoproliferativa, incompatibilità Rh o ABO

-Coombs negativo: malattia intrinseca delle cellule rosse
1. anormali dell'emoglobina: anemia falciforme, talassemia, methemoglobinemia
2. difetto membrana: Sferocitosi ereditaria, elliptocytosis ereditario, Emoglobinuria parossistica notturna
3. difetto degli enzimi: deficit di G6PD, deficit di piruvato chinasi

-Coombs negativo: malattia estrinseca
1. emolitica microangiopatica, per esempio, porpora trombotica trombocitopenica, coagulazione intravascolare diffusa, emolisi da una valvola prostetica
2. sequestro splenico
3. infezione: malaria, Clostridium, Borrelia
4. ustioni

Da Costa, sindrome di

Verosimilmente legata ad astenia neurocircolatoria e detta anche "cuore del soldato"

Riferito dolore localizzato in genere in corrispondenza dell'apice cardiaco e che consiste in dolore sordo, persistente che dura per ore senza cardiopatia sottostante; a causa di un disturbo d'ansia.

Buerger, segno di

Nella malattia vascolare periferica, un piede di colorito rosso diventa pallido con l’ elevazione dell’arto.

Sindrome di Brugada

È un'alterazione dei canali ionici, spesso familiare, con conseguente anormale attività elettrofisiologica nel ventricolo destro e caratterizzata da:

sopraslivellamento in V1-V3

blocco di branca

fibrillazione ventricolare

morte cardiaca improvvisa

cuore grossolanamente normale

È causa probabile del 40-60% di fibrillazione ventricolare idiopatica.

Porre una diagnosi di questa complessa sindrome solo in base ad un occasionale ECG è un grave errore metodologico.

Triade di Lenk

In caso di emorragia retroperitoneale, si apprezzano 
1) dolore al fianco
2) massa palpabile dolente e 
3) segni di emorragia interna (ad es. ematuria)

4 dicembre 2017

GAVISCON

Sodio bicarbonato/alginato di sodio


Usi e dosaggio
Sollievo temporaneo della pirosi gastrica e dell’indigestione acida causati dal reflusso acido
2-4 compresse masticabili (dopo i pasti e prima di coricarsi)
Max: 16 compresse/giorno


Note:
Non deglutire le compresse ma masticare interamente
Non prendere 16 compresse al giorno per più di 2 sett.
Bere mezzo bicchiere d'acqua o altro liquido dopo ogni dose per ottenere i


Controindicazioni
Ipersensibilità ad uno qualsiasi degli ingredienti del prodotto
Insufficienza renale
Ipofosfatemia
Colostomia/ileostomia
Ostruzione gastrointestinale
Alto dosaggio in gravidanza
Uso concomitante di sali di citrato
Insufficienza renale

Non usare entro 2 ore prima o dopo l'assunzione di digossina, beta-bloccante, cefalosporina, corticosteroidi, bifosfonati, imidazolo o sulfonilurea in quanto ciò potrebbe ridurre l'efficacia


Usare con cautela in
Concomitante dieta povera di sodio
Riduzione della funzione renale
Ipermagnesemia
Nefrolitiasi
Osteomalacia
Malattia di Alzheimer
Storia di diarrea
Ileostomia
Deplezione di volume
Emorragia gastrointestinale


Gravidanza,categoria: B


Reazioni avverse
GI: Costipazione, diarrea, perdita di appetito, nausea, vomito, dolore addominale
IPERSENSIBILITÀ: Reazioni allergiche come rash, orticaria, prurito, difficoltà respiratorie, senso di costrizione toracica; gonfiore della bocca, viso, labbra o lingua
MUSC: Debolezza muscolare, osteomalacia
NEURO: riflessi lenti, encefalopatia
METABOLICO: Ipermagnesemia, ipofosfatemia, disidratazione
Renale: nefrolitiasi
VARIE: Intossicazione da alluminio


Farmacologia clinica

Idrossido di alluminio
Antiacido; neutralizza l'acido cloridrico nelle secrezioni gastriche
Inoltre inibisce l'azione della pepsina, aumentando il pH e mediante adsorbimento della pepsina stessa
17-30% di assorbimento sistemico
Non metabolizzato
Escreto nelle feci e nelle urine
Emivita: sconosciuta

Magnesio trisillicato
Antiacido; neutralizza l'acidità gastrica
assorbimento sistemico: 15-30%
Escreto nelle feci e nelle urine
Emivita: sconosciuta

ADALIMUMAB

Farmacologia clinica
Adalimumab, è un anticorpo monoclonale.
Un anticorpo monoclonale è un anticorpo (un tipo di proteina) concepito per riconoscere e legarsi a una struttura specifica (l'antigene) presente nell'organismo.
Adalimumab quindi si lega in modo specifico ad un messaggero chimico (antigene) presente nell'organismo denominato fattore di necrosi tumorale TNF (responsabile dell'infiammazione) e lo blocca, alleviando cosi l'infiammazione e altri sintomi di certe malattie infiammatorie

Biodisponibilità assoluta: 64%
Metabolismo: sconosciuto
Escrezione: sconosciuta
Emivita: 2 sett.


Uso e dosaggio negli adulti
Artrite reumatoide attiva, da moderata a grave in adulti che non hanno risposto adeguatamente ad altre terapie, e adulti affetti da artrite reumatoide grave e progressiva non trattata in precedenza con metrotrexate
Adalimumab è somministrato in combinazione con metotressato, o da solo se il paziente non può assumere metotrexate
40 mg SC ogni 2 settimane Si può aumentare la frequenza di somministrazione a 40 mg ogni settimana in pazienti che non assumono in modo concomitante metotrexato

Artrite psoriasica attiva e progressiva che non ha risposto adeguatamente ad altre terapie
40 mg SC ogni 2 settimane

Spondilite anchilosante grave e attiva in cui la risposta ad altri trattamenti non è risultata adeguata
40 mg SC ogni 2 sett.

Malattia di Crohn grave e attiva in pazienti che non hanno risposto adeguatamente ad altre terapie

Artrite idiopatica giovanile in adolescenti di età compresa tra i 13 e i 17 anni,, che non hanno risposto in modo adeguato ad altri trattamenti.


Precauzioni
Usa con molta cautela in:
Pazienti con anamnesi di infezione opportunistica
Tubercolosi latente
Infezioni croniche o ricorrenti
Rischio di tubercolosi
Storia di neoplasie
Uso concomitante di immunosoppressori
Portatori di HBV
Malattia demielinizzante del SNC
Mielosoppressione
Residenti / viaggiatori in aree endemiche per TBC o micosi
Scompenso cardiaco congestizio


Reazioni avverse a carico di apparati
SNC: cefalea, malattia demielinizzante
CV: ipertensione.scompenso cardiaco
GI: dolore addominale, nausea,  fosfatasi alcalina elevata, transaminasi epatiche elevate 
Urinario: ematuria, infezioni urinarie
RESP: infezioni respiratorie
DERM: lupus eritematoso, reazioni cutanee, fotosensibilità, rash, psoriasi
Emat.: leucemia, neutropenia, trombocitopenia, mielosoppressione , anemia aplastica
Locali: reazioni al sito di iniezione
Orl: sinusite
Metabolismo: ipercolesterolemia, iperlipidemia
Muscolare: dolore alla schiena, artralgia
Immunologico: linfoma, riattivazione artrite reumatoide
MISC: infezioni gravi, sepsi, infezioni opportunistiche, anafilassi, malignità, riattivazione dell'HBV, sindrome influenzale, tubercolosi, reazioni allergiche, edema angioneurotico

2 dicembre 2017

MIRABEGRON

Farmacologia clinica
Agonista selettivo dei recettori beta-3 adrenergici
Attivando questi recettori a livello del muscolo detrusore della vescica rilascia la muscolatura liscia di questo durante la fase di riempimento e aumenta la capacità della vescica
La molecola nell'uomo agisce stimolando anche i recettori β1-adrenergici, ma a dosaggi più elevati di quelli generalmente raccomandati per il trattamento della vescica iperattiva.

Metabolizzato attravero vie multiple che coinvolgono dealchilazione, ossidazione, glucuronidazione (diretta) e idrolisi dell'ammide

Escrezione nell'urina 55% e nelle feci 34%.

Forma immutata del farmaco recuperato 25% nelle urine e 0% nelle feci

Emivita: 50 ore

Indicazioni
Vescica iperattiva con sintomi di incontinenza, urgenza minzionale e frequenza minzionale (aumentata frequenza delle minzioni)
Il farmaco può essere utilizzato in alternativa agli agenti antimuscarinici, quando questi ultimi si sono rivelati inefficaci oppure non sono tollerati dal paziente per il verificarsi di effetti avversi anticolinergici.

Uso e dosaggio
Vescica iperattiva con sintomi di incontinenza urinaria, urgenza e frequenza urinaria

Dose iniziale: 25mg PO qd. Il farmaco è efficace entro 8 settimane. La dose può essere aumentata a 50mg PO qd secondo efficacia e tollerabilità individuale
La dose deve essere assunta con acqua e deglutita intera. Dovrebbe non essere divisa, masticata o schiacciata

Aggiustamento della dose
Compromissione renale lieve-moderata: nessun aggiustamento della dose
Insufficienza renale grave (CLcr 15-29 mL/min o eGFR mL/min/1.73 da 15 a 29 m2): max dose: 25 mg
Stadio terminale della malattia renale: non raccomandato


Insufficienza epatica lieve (Child-Pugh classe A): nessun aggiustamento della dose
Insufficienza epatica (Child-Pugh classe B): max 25
Insufficienza epatica grave (Child-Pugh classe C): non raccomandato


Effetti collaterali
Mirabegron può condurre ad un aumento nella pressione sanguigna.
È consigliabile un monitoraggio periodico nei pazienti ipertesi
Attento monitoraggio e aggiustarmento della dose va riservato se somministrato con farmaci con indice terapeutico ristretto metabolizzato da CYP2D6, come tioridazina, flecainide e propafenone

Controindicazioni
Ipersensibilità ad uno qualsiasi degli ingredienti del prodotto
Pressione arteriosa max. > 180 e Pressione arteriosa min.> 110


Reazioni avverse
Cefalea, vertigini
Palpitazioni, tachicardia, aumento della pressione sanguigna
Nasofaringite, sinusite
Secchezza delle fauci, costipazione
Infezioni dell’apparato urinario, cistite
Artralgia, lombalgia

1 dicembre 2017

Reflusso gastroesofageo, cause e diagnosi differenziale

Diagnosi differenziale

Ulcera peptica, gastrite, dispepsia non ulcerosa o colelitiasi

Angina pectoris

Esofagite infettiva: da Candida, herpes simplex virus, citomegalovirus

Esofagite indotta da compresse

Disturbi della motilità esofagea, per esempio, acalasia, spasmo esofageo,sclerodermia

Esofagite di radiazioni

Sindrome di Zollinger-Ellison (gastrinoma)


Eziologia

Relaxatio o incompetenza dello sfintere esofageo inferiore

Ernia iatale

Anormale peristalsi esofagea, per esempio, nella sclerodermia

Alterato salivazione (esacerba la malattia da reflusso gastroesofageo), ad esempio, per la sindrome di Sjögren, gli anticolinergici, le radiazioni

Ritardato svuotamento gastrico (esacerba la malattia da reflusso gastroesofageo), per esempio, gastroparesi

Urea breath test

Interpretazione
L’urea breath test viene utilizzato per identificare un’iinfezione da Helicobacter pylori.

In questo test il paziente inghiottisce urea marcata con 13C o 14C (carbonio13 o 14)

L’H. pylori, che contiene ureasi, metabolizza l'urea e rilascia il carbonio radioattivo marcato.

Questo carbonio radioattivo viene assorbito nello stomaco, incorporato nella CO2 ed espirato attraverso i polmoni

A questo punto la radioattività può essere misurata nel gas esalato mediante spettrometria.

Sensibilità e specificità di questo test sono generalmente superiori al 95%.


Campione utilizzato
Viene prelevato un campione di aria espirata per l'analisi del 13CO2 o 14CO2 dopo somministrazione orale di urea 13C o 14C.

Range di riferimento
Negativo se inferiore al 3-5%.

Metodo utilizzato
Spettrometria


Amfetamine, tossicitá

Le anfetamine sono stimolanti; gli stimolanti aumentano la vigilanza, riducono la fame e inducono una sensazione di benessere.

Esse sono state utilizzati per sopprimere l'appetito e per ridurre l'affaticamento.


I segni e sintomi di tossicità delle anfetamine comportano principalmente coinvolgimento dei sistemi

nervoso

cardiovascolare

neuromuscolare




Segni e sintomi di tossicità da amfetamine

A) Sistema nervoso centrale

Comuni

agitazione

ansia

delirio

Allucinazioni

Paranoia

Convulsioni


Non comuni

ictus: ischemico o emorragico

encefalopatia dovuta a ipertensione e vasculite

segni neurologici focali



B)Sistema cardiovascolare

Comuni

ipertensione

tachicardia sinusale

bradicardia o blocco AV a causa di -agonismo


Non comuni

tachiaritmie

Ischemia cardiaca

necrosi del miocardio

vasculite sistemica



C)Neuromuscolari

Comuni

ipertermia neuromuscolare

tremore

midriasi


Non comuni

rabdomiolisi

rigidità muscolare



D) Gastrointestinali

Comuni

nausea/vomito


Non comuni

ischemia mesenterica

ulcere gastroduodenali

perforazione duodenale



Ice è una forma fumabile di metanfetamina.

Estasi é un derivato della metamfetamina, 3,4-metilenediossimetamfetamina.

Le anfetamine designer allucinogene sono chimicamente correlate alle anfetamine e non possono essere rilevabili nei test di screening di routine.



Farmaci che possono produrre falsi positivi nei test di screening per le anfetamine

Efedrina cloridrato

Bupropione

Labetalolo

Tenfluramine cloridrato

Alcuni farmaci contenenti teofillina

Fenmetrazina cloridrato

Antigene prostatico specifico (PSA)

Il PSA è una glicoproteina prodotta dalle cellule del dotti prostatici. 

È utilizzato nella diagnosi e monitoraggio del carcinoma della prostata.

Livelli normali
0 – 4 ng/mL; in unità SI: < 4 mcg/L 

Livelli >10 ng/mL sono associati ad un carcinoma della prostata.








29 novembre 2017

Acidosi respiratoria, cause

Broncopneumopatia cronica ostruttiva o ostruzione delle vie aeree

Depressione del SNC: oppioidi, O2 in pazienti con ritenzione di CO2

Neuromuscolare, per esempio, sindrome di Guillain-Barré, miastenia grave, botulismo

Patologia strutturale del torace

Mixedema

Ossigeno e ritenzione di anidride carbonica nella BPCO

L’ eccessiva somministrazione di ossigeno in alcuni pazienti con BPCO può portare ad insufficienza respiratoria ipercapnica

In un broncopneumopatico cronico l'ipossiemia rappresenta uno stimolo positivo per i suoi centri respiratori, che sono invece insensibili alla CO2.

Somministrando ossigeno ad alti flussi per lunghi periodi di tempo si può inibire il drive respiratorio.

I pazienti con BPCO e ipossiemia più severa sono ad elevato rischio di ritenzione di CO2 in seguito a somministrazione incontrollata di O2
Lo stesso fenomeno è stato descritto nell'asma severa, nella polmonite acquisita in comunitá, nella sindrome da ipoventilazione del pazinte obeso, ma tutti i pazienti con insufficienza respiratoria cronica possono essere a rischio

MECCANISMO
I centri respiratori da cui parte lo stimolo respiratorio normalmente sono sensibili alla pCO2.
Nei broncopneumopatici invece diventano relativamente insensibili alla pCO2 e sensibili all'ipossiemia.

La somministrazione di ossigeno ai pazienti con ritenzione di CO2 provoca la perdita del drive ipossico, conseguente ipoventilazione ed insufficienza respiratoria di tipo II

Nel pz con ipercapnia il drive respiratorio legato all'ipercapnia non funziona più e sembra funzionare solo quello ipossico, per cui se somministri ad un pz con insufficienza respiratoria di tipo II (ipercapnica) O2 ad alti flussi gli interrompi il drive ipossico ed il paziente stesso rischia l'arresto respiratorio.

Il "drive" normalmente è regolato dall'ipercapnia, ma nei pz con BPCO e quadro ipercapnico (IR tipo II) dovrebbe essere maggiormente dipendente dall'ipossiemia.

Attualmente comunque altre teorie si avvicendano nella spiegazione di questo problema e nelle quali non ci inoltriamo

La gestione del paziente
La gestione del paziente in ogni caso é ció che conta
Come risaputo quando si procede con l’ossigenoterapia ad alti flussi nei pazienti con BPCO grave e insufficienza respiratoria, si teme che essa provochi ritenzione di CO2.

Tuttavia, la riduzione o scomparsa dell’ipossia è di gran lunga l’obiettivo terapeutico da perseguire e, pertanto, l’ossigenoterapia non dovrebbe mai essere sospesa sulla base dell’ipercapnia.

Perció non sospendere mai l’ossigeno ad un paziente ipossico gravemente malato per il timore di causare una insufficienza respiratoria ipercapnica

Il flusso di ossigeno somministrato non è importante, ció che deve essere perseguita é la giusta PAO2 (alveolare) (ed, indirettamente, la migliore SaO2 possibile)

In questi pazienti bisognerá mantenere un target di SaO2 dell’88-92%

Pertanto un approccio mirato in pazienti con BPCO è associato a ridotta mortalità e minore acidosi respiratoria


La quantità appropriata di ossigeno è quella che soddisfa la necessità di ossigeno nei tessuti e cioé
una quantitá tale da ottenere una PaO2 > 60 mmHg, senza peggioramento dell’acidosi respiratoria (bisogna evitare che il pH crolli al di sotto del 7.25) e/o ulteriori alterazioni del sensorio

L’ossigenoterapia rimane quindi la pietra miliare del trattamento.

In presenza di ipossiemia, la morte o i danni irreversibili del cervello sopravvengono in pochi minuti, mentre l’ipercapnia può essere tollerata. Ecco perché si dice che “l’ipossiemia uccide”

Come si controlla quindi la somministrazione di O2?
L’ossigenoterapia è controllata tramite la correzione del rilascio di ossigeno in modo tale da garantire una saturazione arteriosa del 90 –92% alla pulsossimetria e tramite il prelievo di frequenti emogasanalisi, dal momento che lo scopo è aumentare la PaO2 ad almeno 60 mmHg.
Nei pazienti ipossici piccoli cambiamenti della PaO2 possono produrre un significativo ed utile incremento del contenuto arterioso di ossigeno.
È comune sempre un aumento del PaCO2.

In assenza di un aumento significativo della PaCO2, il rilascio di ossigeno può essere aumentato in modo tale da garantire un’alta saturazione di ossigeno

Se la PaCO2 è maggiore di 60 mm Hg o la PaO2 è inferiore a 50 mm Hg con alti livelli di ossigeno supplementare, l'intubazione e la ventilazione meccanica sono necessari.

27 novembre 2017

Emorroidi: l’approccio chirurgico per una cura risolutiva

Situate nella parte terminale del retto, in corrispondenza del canale anale, le emorroidi sono strutture anatomiche di piccole dimensioni che svolgono normalmente un’importante funzione a livello contenitivo. Le emorroidi sono irrorate da piccole arterie e possono aumentare di volume, contribuendo a mantenere chiuso a riposo lo sfintere anale (secondo alcuni studi, il 20% della capacità contenitiva complessiva è dovuto proprio a questi “cuscinetti”).

Purtroppo, però, per diverse cause le emorroidi possono gonfiarsi in modo eccessivo ed essere causa di noti problemi quali il dolore, la perdita di sangue e il senso di gonfiore e di pressione, tutti sintomi che si acuiscono durante la defecazione. Nei casi più gravi, si può addirittura arrivare al prolasso, di natura temporanea oppure permanente.

In caso di emorroidi è opportuno rivolgersi a un medico per ottenere una diagnosi chiara e precisa, rinunciando alla tentazione di curarsi con metodi “fai da te” o basati sul passaparola che, talvolta, sono privi di basi scientifiche.

Sotto consiglio del proprio medico o proctologo di fiducia si potranno intraprendere percorsi di guarigione differenti a seconda della gravità e della tipologia di disturbo di cui soffre. Ad esempio, nelle situazioni meno gravi, è possibile ritrovare il benessere attraverso miglioramenti dello stile di vita generale, incrementando nello specifico i livelli di attività fisica giornaliera e il consumo di fibre, acqua ed eventualmente anche probiotici così da migliorare il transito intestinale. Così facendo, le feci saranno più agevoli da espellere e le emorroidi verranno sollecitate meno.

Se tuttavia questo tipo di approccio non dovesse sortire gli effetti desiderati, o la situazione del paziente fosse ormai compromessa a livello anatomico con prolassi permanenti, allora sarà necessario effettuare interventi di tipo ambulatoriale oppure chirurgico per risolvere il problema delle emorroidi.

A proposito di quest’ultimo tipo di approccio, la chirurgia per le emorroidi col metodo THD® Doppler è una scelta in grado di offrire notevoli vantaggi. Questo tipo di intervento è di tipo mini-invasivo, e perciò a basso impatto sul paziente, in quanto non prevede l’asportazione di alcun tessuto; ciò significa che la convalescenza e il ritorno alle consuete attività quotidiane saranno di breve durata.

Inoltre il THD® Doppler viene eseguito in modo estremamente preciso mediante l’impiego di onde ecografiche per individuare le piccole arterie che irrorano le emorroidi, effettuando poi una dearterializzazione mirata che permette di sgonfiarle e quindi ridurne la problematicità.

Qualora necessario, le emorroidi dislocate vengono inoltre riportate nella loro posizione anatomica originaria, risolvendo anche i problemi di prolasso permanente: ecco perché il metodo THD® Doppler è in grado di essere risolutivo ad ampio spettro.


Per maggiori informazioni si può consultare il sito thdlab.it oppure contattare il numero verde 800.066.844.

24 novembre 2017

TRIGLICERIDI

Valori normali
< 150 mg/dl

Elevati in caso di
Iperlipoproteinemie (tipi I, IIb, III, IV, V), ipotiroidismo, gravidanza, estrogeni, infarto miocardico acuto, pancreatite, ingestione di alcol, sindrome nefrosica, diabete mellito, malattia da deposito di glicogeno

Ridotti in caso di
Malnutrizione, abetalipoproteinemie congenite, farmaci (ad es., gemfibrozil, Fenofibrato, acido nicotinico, clofibrato)

Proteinuria, come arrivare alle cause

In una persona normale e sana, l'urina non contiene proteine o ne contiene solo tracce, di cui principalmente albumina (un terzo delle proteine nelle urine normali) e globuline provenienti dal plasma

Normalmente, i glomeruli impediscono il passaggio di proteine dal sangue al filtrato glomerulare.

Tuttavia, in condizioni patologiche le proteine compaiono nelle urine, con presenza di albumina più prontamente filtrata delle globuline.


L'utilità clinica dell’esame della proteinuria mediante striscetta reattiva include:

test di screening, ogni volta che l'analisi delle urine viene eseguita come parte di un esame fisico sistematico

Workup di gravidanza

Valutazione della proteinuria nei pazienti diabetici (la raccolta delle urine delle 24 ore é necessaria per la valutazione della microalbuminuria)

Valutazione  della funzione del rene


I risultati della presenza di proteine nell’urina dovrebbero sempre essere interpretati in combinazione con il peso specifico ed il pH urinario


È una prova che rileva la presenza di una grande quantità di proteine nelle urine (superiore a 300 mg / 24 ore) ma non é efficace per le piccole quantitá


N.b.L’aumento concomitante di leucociti che accompagna la proteinuria è indicativa di infezione nel tratto urinario, e, un numero elevato di leucociti ed eritrociti è indicativo di malattia infiammatoria non infettiva del glomerulo


La proteinuria è principalmente di tre tipi:

Proteinuria transitoria
Si presenta in 4-7% della popolazione in genere su un singolo esame e si risolve da esami successivi in quasi tutti i pazienti
Si osserva dopo esercizio intenso o grave stress

Proteinuria ortostatica
Si verifica nel 2-5% degli adolescenti, ma è insolita nei soggetti al disopra di 30 anni
L'escrezione di proteine di un paziente è maggiore in posizione verticale, ma é normale quando il paziente è sdraiato

Proteinuria persistente
Riflette la sottostante malattia renale o malattia sistemica


Test di laboratorio da considerare in caso di proteinuria

Anticorpi anti membrana basale glomerulare

aminoacidi ematici e urinari

Creatinina dell'urina e del sangue

Elettroliti del sangue e delle urine

Azoto ureico nel sangue e nelle urine

Acido urico nel Sangue e nelle urine

Immunofissazione delle proteine del sangue

Emocromo completo

Microalbumina (raccolta dell'urina di 24 ore)

Elettroforesi delle proteine del siero

Urinocoltura

Osmolalità delle urine



Risultati

I valori dello stick delle urine possono essere

negativi (nessuna presenza)

tracce

1 +

2 +

3 +

4 +


Ciascuno dei seguenti risultati equivalgono alle seguenti concentrazioni di proteine nelle urine:

Valore in mg/dL

Tracce = 5-15

1 + = 30

2+ = 100

3+ = 300

4 + gteq.gif1000



Condizioni associate a proteinuria

Danno glomerulare

Glomerulonephropathy primario

Malattia minima del cambiamento

Glomerulonefrite membranosa idiopatica

Glomerulonefrite segmentale focale

Glomerulonefrite membranoproliferativa

Nefropatia da IgA

Glomerulonefropatia secondaria

Sindrome nefrosica

Lupus eritmatoso sistematico (SLE)

Ipertensione maligna

Amiloidosi

Diabete mellito

Rene policistico

Rigetto di trapianto renale

Infezione

HIV

Epatite B

Epatite C

malattia da ststreptococco

Sifilide

Malaria

Endocardite infettiva

Linfoma

Cancro
dei polmoni
del tratto gastrointestinale

Diminuito riassorbimento tubulare

Cistinosi

Sindrome di Fanconi

Nephrosclerosis ipertensiva

Nefrite interstiziale

Pielonefrite acuta e cronica

Malattia dei tubuli renali

Nefropatia da acido urico

Morbo di Wilson

Insufficienza cardiaca congestizia

Iperproteinemia

Mieloma multiplo

Linfoma maligno

Macroglobulinemia di Waldenström

Condizioni non renali ("proteinuria funzionale")

Infezione acuta

Pre-eclampsia/eclampsia

Setticemia

Leucemia

Disturbi ematologici per es la malattia a cellule falciformi

Ipertiroidismo

Ipertensione

Lesioni del SNC

Epatite

Trauma

Avvelenamenti da:
Essenza di trementina
Fosforo
Mercurio
Oro
Piombo
Fenolo
Oppiacei

Ossalosi

Febbre e disidratazione

Stress

Allergie alimentari non-IgE

Periodo premestruale ed immediatamente dopo tale periodo

Esercizio fisico intenso

Esposizione al freddo

Ematuria (proteina presente nei globuli rossi)

Emoglobinuria

Mioglobinuria

Farmaci

18 novembre 2017

Aspergillosi

Gli aspergilli sono funghi saprofiti i quali si alimentano attraverso l'assorbimento di materiale organico disciolto.
Anche se le Aspergillus spp sono onnipresenti, la maggior parte dei soggetti immunocompetenti non acquisiscono la malattia.

Le principali specie di importanza clinica sono:
a. fumigatus seguita da
a. flavus e
a. niger

Vi sono tre categorie principali di malattia causata dagli aspergillus:
Aspergillosi allergica, aspergilloma e l'aspergillosi disseminata
Singoli pazienti possono avere caratteristiche per cui le diverse categorie si sovrappongono

I markers di laboratorio possono essere utilizzati come convalida diagnostica, in pazienti ad alto rischio, per rilevare l'infezione iniziale prima che la malattia divenga clinicamente evidente, o per monitorare la risposta alla terapia antifungina


Aspergillosi allergica
può principalmente influenzare gli alveoli e causare una polmonite da ipersensibilità (ad es., "polmone del contadino") causata dell'esposizione al grano ammuffito.
Tuttavia, la manifestazione allergica più comune dell'aspergillo colpisce le vie respiratorie causando aspergillosi broncopolmonare allergica (ABPA).
Questa malattia si osserva in pazienti con asma e fibrosi cistica.

Diagnosi differenziale dell’ABPA
Asma
Bronchiettasia
Sindrome di Churg-Strauss
Sindrome di Loeffler
BPCO


Aspergilloma polmonare
Si tratta di un'infezione cronica che può insorgere in una vecchia cavità tubercolare o in una dilatazione bronchiale causata da sarcoidosi, neoplasia, enfisema o altro processo distruttivo polmonare.
La combinazione di materiale caseoso e ife ramificate a raggiera viene chiamata fungo a palla
L’ aspergillus immunodiffusion test é in grado di rilevare le precipitine in oltre il 90% dei pazienti con aspergilloma polmonare.


Aspergillosi invasiva
Lo stato che predispone all'infezione da aspergillus è quello dell’ospite immunocompromesso.
Pazienti a più alto rischio di aspergillosi invasiva sono quelli con neoplasie ematologiche, granulocitopenia, trapianto di midollo osseo, trapianto di organi solidi, uso di corticosteroidi o pazienti infettati da HIV.
Le emocolture sono raramente positive; le colture di prelievi non bioptici dai polmoni possono o possono non essere positivi.
Correlazioni cliniche e radiografiche aiutano a differenziare le colture positive dalle false positive.
Almeno 3 campioni di espettorato devono essere utilizzati per coltura fungina quando un’infezione fungina è ritenuta sospetta

Diagnosi differenziale dell’ Aspergillosi invasiva
Istoplasmosi disseminata
Coccidiomicosi diffusa
Tubercolosi diffusa
Candidosi diffusa
Polmonite batterica, ad es., Pseudomonas, Staphylococcus aureus


Diagnosi
La diagnosi di aspergillosi può essere difficile e si basa sull’anamnesi, sull’esame fisico e su una combinazione di esami di laboratorio, risultati istopatologici e radiografici.

I sintomi e segni dipendono dal sito dell'infezione e possono includere febbre, dispnea, tosse, congestione/dolore dei seni nasali.
Un espettorato marrone o nero è un segno che si manifesta solo nella metà dei pazienti con ABPA.
I pazienti possono sviluppare dolore toracico di tipo pleuritico ed emottisi nel quadro di un’invasione vascolare.
Raramente, convulsioni, un deficit neurologico focale, cambiamenti di visione o sanguinamenti gastrointestinali se tali organi bersaglio sono infettati

Ulcere o noduli della pelle possono essere una manifestazione di aspergillosi cutanea primaria o sistemica. Lesioni multiple in caso di aspergillosi sistemica

I pazienti possono avere una storia di malattia allergica preesistente, malattia polmonare o immunosoppressione.

Esame fisico
AH e ABPA: tachipnea, dispnea

Aspergilloma: risultati non specifici o normali

Aspergillosi invasiva: febbre, segni respiratori, singoli o multipli noduli sottocutanei, ulcere, deficit del SNC o emorragie gastrointestinali

Cenni sul trattamento
Se il sospetto clinico di aspergillosi invasiva è alto, consulta un specialista infettivologo e istituisci un trattamento empirico antifungino, utilizzando voriconazolo come farmaco di prima linea

Addome acuto chirurgico negli adulti, cause

Appendicite perforata

Ulcera peptica perforata

Colecistite perforata

Diverticolite con peritonite

Diverticolo perforato

Perforazione da corpo estraneo

Perforazione GI da neoplasia

Trauma addominale

Gravidanza tubarica rotta o perforata

Ostruzione dei visceri con necrosi o perforazione

Incidente vascolare con necrosi intestinale

Rottura vascolare con aneurisma

CRIOPRECIPITATO

Il Crioprecipitato è una fonte di fattori:

-VIII (attività procoagulante),

-VIII:vWF (fattore di von Willebrand),

-XIII

-fibrinogeno


Esso é usato per trattare le seguenti condizioni:

A) Carenze di fattore quali

-carenza del fattore XIII

-emofilia A (deficit del fattore VIII) (concentrato di fattore VIII preferito)

-malattia di von Willebrand (generalmente sostituita da concentrati di fattore)

B) Stati di ipofibrinogenemia per esempio, Coagulopatia intravascolare disseminata


Il Crioprecipitato contiene: 
200-300 mg di fibrinogeno, 80-120 unità di fattore VIII; 40-60U del fattore XIII e 80U di fattore di von Willebrand; 1 mL di plasma normale contiene 1 unità di attività di fattore VIII.


Regola empirica per il trattamento dell’Ipofibrinogenemia è:
una sacca di crioprecipitato per 6 kg di peso corporeo.

Regola empirica per il trattamento della malattia di von Willebrand è:
una sacca del crioprecipitato ogni 10 kg di peso corporeo.

Nei bambini, una sacca per 6 kg aumenta il fibrinogeno di 75-100 mg/dL ed il fattore VIII del 30-40%.

Ricorda comunque che la maggior parte delle carenze di fattore solitamente sono sostituite da prodotti specifici.


Effetti collaterali del crioprecipitato includono:
reazioni allergiche e febbrili
vi può essere anche qualche rischio di trasmissione di parvovirus B19 e prioni


Il Crioprecipitato può essere conservato:
per 1 anno a-20 ° C o meno e richiede 15 minuti per scongelare in bagnomaria a 37 ° C.

Infezioni TORCH

T O R C H é un acronimo che descrive un gruppo di infezioni che possono essere acquisite in etá prenatale o durante la nascita e che possiedono caratteristiche fisiche simili, tra cui manifestazioni cutanee ed oculari


Tali infezioni sono:

Toxoplasmosi: protozoo, Toxoplasma gondii

Sifilide: spirocheta, Treponema pallidum

Rosolia: virus della rosolia

CMV: citomegalovirus

Herpes:  herpes simplex virus (HSV)

12 novembre 2017

Insufficienza cardiaca, cause

Coronaropatie (causa comune)

Ipertensione (causa comune)

Valvulopatie

Cardiomiopatia: dilatativa > ipertrofica

Malattie infiltrative ad esempio amiloidosi, sarcoidosi, emosiderosi, raramente neoplasie

Malattie infettive, ad esempio miocardite virale, miocardite reumatica, sepsi, endocardite infettiva con miocardite

Malattie vascolari del collageno

Farmaci, ad esempio, doxorubicina (Adriamicina), daunorubicina, 5-fluorouracile

Malattie metaboliche ed endocrine, ad es. mixedema, tireotossicosi, acromegalia, feocromocitoma

Tossine, ad es. alcol

Radiazione, ad esempio fibrosi del miocardio dopo radioterapia per carcinoma del seno

Malattie nutrizionali, ad es. beri-beri, kwashiorkor, pellagra

Ereditarie, ad esempio la malattia di Fabry, distrofie muscolari, atassia di Friedreich, malattie da immagazzinaggio del glicogeno

Ipersensibilità, shock anafilattico

Rigetto di trapianto cardiaco

Tachicardia incessante

Varie: traumi, ecc.

Levofloxacina, alcune considerazioni

La Levofloxacina fa parte di una classe di antibiotici chiamati fluorochinoloni.

La levofloxacina è usata per trattare polmoniti, alcune infezioni del rene e delle vie urinarie, della prostata e della cute.

La Levofloxacina è anche usato per prevenire l’antrace o carbonchio (grave infezione che potrebbe diffondersi in casi di attacchi di bioterrorismo) nei pazienti che possono essere stati esposti a germi di antrace nell'aria, e per trattare e prevenire la peste (un’altra grave infezione che può essere diffusa in casi di un attacchi di bioterrorismo).

Ricorda che l’uso degli antibiotici quando non sono necessari aumenta il rischio di contrarre, in seguito, un'infezione che resiste al trattamento antibiotico.

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