ANTICOAGULANTI E ANTIAGGREGANTI

Anticoagulanti

Gli anticoagulanti bloccano i fattori della coagulazione e vengono utilizzati

-per le Trombosi venose
ma sono utili anche
-per trattare le Trombosi che si verificano nelle arterie (per esempio le
coronarie o le carotidi)
-per prevenire la produzione di emboli che causano Ictus cerebrale, in caso di fibrillazione atriale


Quali sono:

Eparina
è un potente farmaco antitrombotico

Distinguiamo
1) Eparina calcica (calciparina)
Si somministra per via endovenosa per infusione

La sua efficacia viene misurata attraverso il PTT (Tempo di Tromboplastina Parziale)
Il suo uso è riservato a casi particolari (pazienti con insufficienza renale grave) e richiede comunque un attento monitoraggio del PTT con prelievo di sangue per confermare che la dose assunta sia efficace.

2) Eparine a basso peso molecolare
Ottenute alla frammentazione della molecola dell’eparina 
Ricordiamo:
enoxaparina, dalteparina, nadroparina,reviparina, bemiparina, parnaparina

Esse hanno il vantaggio di
-essere efficaci con un dosaggio proporzionale al peso del paziente, con una o due somministrazioni al giorno
-di non richiedere un monitoraggio attraverso prelievi di sangue.

Si somministrano sottocute una o due volte al giorno

Nei primi giorni d’uso è prudente controllare l’emocromo con una conta piastrinica, almeno due prelievi nei primi dieci giorni di utilizzo: un calo importante delle piastrine che si verifichi fra il primo e il secondo prelievo potrebbe indicare una reazione autoimmune di distruzione delle piastrine e comporta un rischio emorragico aumentato.

Le eparine non sono tutte uguali, e non vanno mai scambiate l’una con l’altra, salvo casi di intolleranza a una molecola specifica.


L'eparina si usa:
-per trattare la trombosi arteriosa o venosa acuta
-per trattare l’embolia polmonare
-per sostituire la terapia con dicumarolici o la terapia antiaggregante prima di interventi
chirurgici o diagnostici invasivi (scopie con biopsia)
-per la prevenzione della trombosi venosa profonda in pazienti ad alto rischio, candidati a interventi di chirurgia, soprattutto ortopedica, ginecologica, addominale, polmonare, urologica, per tumori, o che abbiano subito fratture degli arti inferiori e siano immobilizzati a letto o portino il gesso
-in gravidanza in particolari pazienti ad alto rischio (poliaborti, età avanzata, precedenti trombosi)
-in pazienti con assetto trombofilico con precedenti malattie da Trombosi
-per sostituire l’anticoagulante orale (Sintrom e Coumadin) in pazienti all' iniziodi una gravidanza; questi infatti sono sconsigliati in previsione o durante una gravidanza, perché possono provocare alterazioni nello sviluppo del feto
-in tutte le situazioni in cui esiste il rischio di una trombosi.



Anticoagulanti Orali (Dicumarolici)
sono il Warfarin (Coumadin) e il suo derivato Acenocumarolo (Sintrom).
Essi agiscono riducendo la produzione di fattori della coagulazione da parte del fegato ma non agiscono sulle piastrine.

La loro azione non è prevedibile, infatti per ogni singolo paziente deve essere trovata la giusta dose di farmaco
Il loro effetto viene misurato mediante PT (tempo di protrombina) espresso come INR (Rapporto Internazionale Normalizzato):
Maggiore è l’INR, tanto più fluido è il sangue.


Quando usi gli anticoagulanti orali?

In caso di:

-trombosi venosa o arteriosa

-fibrillazione atriale

-fibrillane atriale e recente TIA

-valvulopatie

-protesi valvolari

-post embolia arteriosa periferica

-post trombosi venosa profonda spontanea

-alcuni tipi di tumore

-acuni casi di postinfarto miocardico e bypass

-cardiopatia dilatativa

-post embolia polmonare

-arteriopatia periferica con recidiva nonostante aggreganti

-forame ovale pervio

-aneurisma del setto interatriale




Antiaggreganti

I farmaci antiaggreganti rendono il sangue più fluido impedendo alle piastrine di aggregarsi e quindi di formare Trombi.

Non interferiscono con i tests della coagulazione (PT e PTT) che rimangono normali.

Provocano invece un allungamento del tempo di emorragia

Quelli più comunemente usati sono:
Acido acetilsalicilico (Aspirina), Ticlopidina, Clopidogrel, Indobufene, Dipiridamolo.

Gli antiaggreganti agiscono sulle piastrine e sono efficaci solo per la prevenzione:
-delle Trombosi e delle Embolie nelle arterie

Sono quindi molto efficaci nella cura e nella prevenzione delle Trombosi ed Embolie arteriose e cioè
-Infarto del miocardio
-Ictus cerebrale
-Arteriopatie periferiche

Si usano quindi:
dopo un Infarto del miocardio, per prevenirne un secondo
per prevenire l’Infarto in un paziente con angina stabile o instabile
dopo un Ictus cerebrale ischemico
dopo un TIA (attacco ischemico transitorio) cerebrale;


















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