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5 novembre 2017

Sindrome da fatica cronica

Descrizione
è un disordine eterogeneo associato ad affaticamento severo, debilitante, della durata di almeno 6 mesi.

Rara nei bambini (l'assenteismo nei confronti della scuola o per l'attività deve essere monitorato come l'equivalente della disabilità negli adulti)


EPIDEMIOLOGIA
Prevalenza: 0,6 – 1% in tutto il mondo.
Fattori di rischio di genere: 2 – 3 volte più comune nelle donne.
Ricerca in corso della genetica per determinare se vi siano geni specifici collegati alla CFS.


FISIOPATOLOGIA incerta.


EZIOLOGIA
sconosciuta
Correlazioni con EBV, CMV, HHV, HCV, Borrelia burgdorferi e Brucella sono state postulate ma non provate
Eventuali connessioni con disturbi del sistema immunitario o disturbi neuroendocrini come con l'asse ipotalamico-pituitario-adrenale o con il sistema nervoso autonomo.

Condizioni comunemente associate
depressione!
fibromialgia!


DIAGNOSI
Anamnesi
affaticamento intenso che non viene alleviato dal riposo ed è durato per più di 6 mesi.
e almeno
quattro dei seguenti sintomi:
-Malessere post-esercizio
-Sonno che non migliora la fatica
-Alterata memoria o concentrazione
-Dolori muscolari
-Dolori articolari multipli senza rossore o gonfiore
-Dolori dei linfonodi (cervicali, ascellari)
-Mal di gola
-Cefalea


ESAME fisico
può verificarsi linfadenopatia di consistenza morbida ma non è essenziale per la diagnosi.


TESTS diagnostici ed interpretazione
Laboratorio come necessario per l'esame di altre eziologie causanti affaticamento.
Nessuno esane di imaging é consigliato.
Eventuali altre procedure diagnostiche in base alla storia clinica


DIAGNOSI differenziale
Depressione
CMV
Epstein-Barr virus
Brucellosi
Postinfluenza
Malattia di Lyme
Infezione HIV
Malattie del Collagene-vascolari
Tumori con sindrome paraneoplastica
Tumore cerebrale


TRATTAMENTO
Capisaldi del trattamento sono:

1)la terapia cognitivo-comportamentale
e
2)la terapia dell'esercizio graduale

I due trattamenti si sono dimostrati efficaci, e spesso vengono utilizzati in combinazione
Entrambi coinvolgono un attento equilibrio tra attività e riposo

I farmaci sono di scarso impiego
Sono stati condotti studi con antivirali, antidepressivi, immunoglobuline, idrocortisone e modafinil. Nessuno di questi ha dimostrato un chiaro beneficio.
L' Agomelatina, un antidepressivo con attività agonista sui recettori della melatonina, ha mostrato una qualche efficacia
Se è presente l'insonnia l'uso di idrossizina o trazodone o doxepina puó migliorare i risultati.


PROGNOSI
il tempo fino alle diagnosi rimane lungo (in media ~ 5 anni).
Miglioramento dei sintomi: 6 – 63%.
Risoluzione dei sintomi: 0 – 37%.

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