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27 novembre 2017

Emorroidi: l’approccio chirurgico per una cura risolutiva

Situate nella parte terminale del retto, in corrispondenza del canale anale, le emorroidi sono strutture anatomiche di piccole dimensioni che svolgono normalmente un’importante funzione a livello contenitivo. Le emorroidi sono irrorate da piccole arterie e possono aumentare di volume, contribuendo a mantenere chiuso a riposo lo sfintere anale (secondo alcuni studi, il 20% della capacità contenitiva complessiva è dovuto proprio a questi “cuscinetti”).

Purtroppo, però, per diverse cause le emorroidi possono gonfiarsi in modo eccessivo ed essere causa di noti problemi quali il dolore, la perdita di sangue e il senso di gonfiore e di pressione, tutti sintomi che si acuiscono durante la defecazione. Nei casi più gravi, si può addirittura arrivare al prolasso, di natura temporanea oppure permanente.

In caso di emorroidi è opportuno rivolgersi a un medico per ottenere una diagnosi chiara e precisa, rinunciando alla tentazione di curarsi con metodi “fai da te” o basati sul passaparola che, talvolta, sono privi di basi scientifiche.

Sotto consiglio del proprio medico o proctologo di fiducia si potranno intraprendere percorsi di guarigione differenti a seconda della gravità e della tipologia di disturbo di cui soffre. Ad esempio, nelle situazioni meno gravi, è possibile ritrovare il benessere attraverso miglioramenti dello stile di vita generale, incrementando nello specifico i livelli di attività fisica giornaliera e il consumo di fibre, acqua ed eventualmente anche probiotici così da migliorare il transito intestinale. Così facendo, le feci saranno più agevoli da espellere e le emorroidi verranno sollecitate meno.

Se tuttavia questo tipo di approccio non dovesse sortire gli effetti desiderati, o la situazione del paziente fosse ormai compromessa a livello anatomico con prolassi permanenti, allora sarà necessario effettuare interventi di tipo ambulatoriale oppure chirurgico per risolvere il problema delle emorroidi.

A proposito di quest’ultimo tipo di approccio, la chirurgia per le emorroidi col metodo THD® Doppler è una scelta in grado di offrire notevoli vantaggi. Questo tipo di intervento è di tipo mini-invasivo, e perciò a basso impatto sul paziente, in quanto non prevede l’asportazione di alcun tessuto; ciò significa che la convalescenza e il ritorno alle consuete attività quotidiane saranno di breve durata.

Inoltre il THD® Doppler viene eseguito in modo estremamente preciso mediante l’impiego di onde ecografiche per individuare le piccole arterie che irrorano le emorroidi, effettuando poi una dearterializzazione mirata che permette di sgonfiarle e quindi ridurne la problematicità.

Qualora necessario, le emorroidi dislocate vengono inoltre riportate nella loro posizione anatomica originaria, risolvendo anche i problemi di prolasso permanente: ecco perché il metodo THD® Doppler è in grado di essere risolutivo ad ampio spettro.


Per maggiori informazioni si può consultare il sito thdlab.it oppure contattare il numero verde 800.066.844.

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