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12 gennaio 2017

Bradicardia acuta sintomatica grave, i farmaci di emergenza

Attenzione! L'elettrocardiogramma ed il ritmo cardiaco devono essere interpretati sempre nel contesto clinico nel quale vengono osservati

Distinguiamo:

un paziente sintomatico, che presenta una bradicardia che sta causando dei sintomi (es. palpitazioni, stordimento, dispnea) ma il paziente è stabile e non in pericolo immediato.

un paziente instabile cioé che presenta un'alterazione della coscienza, dolore toracico, insufficienza cardiaca, ipotensione o altri segni di shock


Bradicardia sintomatica è definita come qualsiasi tipo di ritmo che abbia una frequenza cardiaca al di sotto di 50 bpm associata a sintomi clinici.


1° step

Atropina
Attività di blocco colinergico
Principalmente usata per il trattamento della bradicardia sintomatica acuta
Rapida insorgenza d'azione (minuti), durata 5-30 minuti (può avere effetti duraturi)
La dose raccomandata è di 0.5 mg in bolo e.v., ripetibili ogni 3-5 minuti fino alla dose massima di 3 mg.
La somministrare a dosaggi inferiori a 0.5 mg puó provocare un effetto paradosso bradicardizzante.

Attenzione! In caso di Mobitz 2 e BAV di 3 Grado non somministrare atropina bensí trattare direttamente con il pacing.


2° step

N.B. gli stimolanti adrenergici e il pacing transcutaneo sono considerati “equivalenti”.
Si puó cominciare con il pacing o fare l’infusione di dopamina o altri adrenergici.
Spesso peró scegliamo i farmaci in attesa che il pacing sia pronto.

Adrenalina
Presenta attivitá mista alfa e beta adrenergica, principalmente ß-a basse dosi
Utilizzata per l'asistolia e le bradiaritmie se l'atropina non é efficace
La dose è di 0,5-5 mg (dose massima) e.v. ogni 5 minuti

Dopamina
Usata a dosaggi medi possiede attività ß-agonista predominante, inotropa e cronotropa
Agente di seconda linea  nella bradicardia sintomatica


Stimolazione transcutanea (o transvenosa)
Modalità preferita nella bradicardia sintomatica
il pacing transcutaneo puó essere abbastanza fastidioso (da una scarica ogni due secondi) e il paziente può non tollerarlo.
Ma se non riusciamo a trovare l’accesso venoso la scelta tra le due opzioni dipende dalla situazione clinica.


Aminofillina
Blocco dei recettori dell'adenosina nel tessuto nodale
 250mg e.v. nelle bradicardia e asistolia mediata dall'adenosina
Antidoto per il blocco cardiaco indotto da adenosina
Di nessun beneficio nell'arresto cardiaco bradisistolico

Isoproterenolo
In passato era molto usato.
ß-agonista puro con attivitá cronotropa superiore a quella inotropa
La dose è di 2-10 µ g/min e.v.
Considerato di terza linea ; generalmente non è raccomandato perché può  causare vasodilatazione con ipotensione arteriosa

Calcio per via endovenosa
Indicato in tutti i casi di overdose da bloccanti dei canale calcio (calcioantagonisti) con bradicardia
Può anche essere utile in pazienti ipotesi con risposte mediocri ad altri agenti

Stimolatori cardiaci permanenti sono necessari in caso di sintomi prolungati


La sincope neurocardiogenica può essere trattata con i farmaci

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