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19 dicembre 2021

Insufficienza epatica grave e virus

L'epatite virale, attualmente, rappresenta solo il 12% di tutti i casi di insufficienza epatica acuta. 

Il declino dell’ epatite virale come principale causa di insufficienza epatica acuta è dovuto alla vaccinazione universale di neonati e bambini contro l’ epatite B ed alla disponibilità del vaccino per l’ epatite A. 


Dopo la riattivazione dell’epatite B nei portatori che ricevono una terapia immunosoppressiva può verificarsi insufficienza epatica acuta. 


Nelle zone endemiche, l’ epatite E è una causa importante di insufficienza epatica acuta, in particolare nelle donne in gravidanza. 


L’ epatite C è una rara causa di insufficienza epatica acuta negli Stati Uniti, ma l’ epatite A o B acuta sovrapposta all’ epatite cronica C può causare insufficienza epatica acuta.

18 dicembre 2021

Covid-19, vaccino per i bambini: la guida e cosa sapere


Da Marzo 2020, purtroppo, lottiamo contro il temuto Covid-19. Il virus proveniente dalla famiglia dei “Coronavirus” ha messo in ginocchio l’intero mondo e la nostra società. Abbiamo attraversato innumerevoli fasi in cui si sono susseguite una serie di restrizioni per contenere il contagio. I vari lockdown hanno costretto le persone a restare nelle proprie abitazioni, con la conseguente trasformazione dei propri stili di vita. C’è chi ha iniziato a lavorare in smartworking, chi ha praticato la DAD e chi ancora ha deciso di buttarsi nei casino online sicuri dove si vincono soldi veri

Alla fine, però, è arrivato il tanto atteso vaccino contro il Covid-19. Si sono susseguiti cicli di vaccinazioni che ha interessato tutta la popolazione, ad esclusione dei bambini. Questi negli ultimi giorni sono rientrati nel piano di vaccinazione e molte persone si chiedono una serie di domande: Quali sono gli effetti della vaccinazione sui bambini? Quale tipo di vaccino viene somministrato? Cosa fare dopo la somministrazione della dose? L’Istituto superiore di Sanità ha provato a rispondere a queste domande, pubblicando sul proprio sito internet un vademecum con le FAQ più frequenti sulla vaccinazione dei soggetti di età compresa tra i 5 e gli 11 anni. Le somministrazioni per questa fascia d'età cominceranno il 16 dicembre in tutta Italia, ma sono ancora molti i genitori indecisi sul da farsi. Ecco, allora, tutto quello che c'è da sapere sul vaccino anti Covid per i bambini e relative fake news.

Tra le prime domande a cui l'Iss risponde c'è quella relativa agli effetti, sia del Covid sui bambini che della vaccinazione. "Anche se in misura minore rispetto all’adulto, anche nell'età infantile l’infezione da Sars-CoV-2 può comportare dei rischi per la salute, tanto è vero che circa 6 bambini su mille vengono ricoverati in ospedale e circa 1 su 7.000 in terapia intensiva. Inoltre anche nei casi (e sono fortunatamente la grande maggioranza) nei quali l’infezione decorre in maniera quasi completamente asintomatica, non è possibile escludere la comparsa di complicazioni quali la sindrome infiammatoria multisistemica (una malattia rara ma grave che colpisce contemporaneamente molti organi), e quello che viene definito "long Covid", e cioè la comparsa di effetti indesiderati a distanza di tempo". Per quanto riguarda invece gli effetti della vaccinazione, viene specificato che "nel braccio dove è stata fatta l’iniezione potrebbero verificarsi dolore, rossore e gonfiore e potrebbero inoltre manifestarsi sintomi quali stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, brividi, febbre e nausea. Tali sintomi sono generalmente di lieve entità e si risolvono nel giro di 1-2 giorni".

Ai bambini viene inoculato il vaccino Pfizer-BioNtech, che è stato approvato per questa fascia d'età da Ema e Aifa, ma la dose è di circa un terzo rispetto a quella somministrata agli adulti. La vaccinazione avviene in due dosi a tre settimane di distanza l’una dall’altra. L'Iss consiglia ai genitori prima del vaccino "di non dare farmaci antidolorifici per cercare di prevenire eventuali effetti collaterali". Invece, dopo la vaccinazione "verrà chiesto di attendere 15-30 minuti sotto osservazione prima di lasciare il centro vaccinale per monitorare l’eventuale comparsa di reazioni allergiche e, nel caso, poter intervenire tempestivamente".

13 dicembre 2021

Trasfusione, compatibilitá AB0

 





AB0 del Paziente

Anticorpi in Circolo

Globuli rossi concentrati compatibili

Plasma Compatibile

0

anti-A, anti-B

0

0, A, B, AB

A

anti-B

0 o A

A o AB

B

anti-A

0 o B

B o AB

AB

None

0, A, B, AB

AB


Gliclazide, dosaggi

compresse adulti
80-320 mg/giorno, dosi >160 mg/giorno devono essere suddivise e somministrate due volte al giorno


compresse a rilascio modificato
30 - 60 mg al giorno, il dosaggio puó essere aumentato in incrementi di 30 mg ogni 2 settimane fino ad un dosaggio massimo di 120 mg/giorno.

Epatite acuta di tipo A, prognosi

sintomi dell’ epatite acuta da HAV possono durare da settimane a mesi (media 8 settimane). 

L’ epatite di tipo A (HAV) non progredisce verso l’ epatite virale cronica (e quindi né verso la cirrosi né verso l'epatite cronica).


Una malattia colestatica prolungata, caratterizzata da ittero persistente e andamento ondulante (salita e calo degli enzimi epatici), è più frequentemente osservata negli adulti

Orticaria acuta e/o angioedema, trattamento

Gli antistaminici di seconda generazione come cetirizina, fexofenadina o loratadina devono essere somministrati ai pazienti fino a quando l'orticaria non sia stata eliminata. 

Un antistaminico di prima generazione come l'idrossizina può essere aggiunto come dose serale se necessario per ottenere il controllo in casi refrattari. 

Al trattamento sopra riportato possono essere aggiunti anche antistaminici H2, come la ranitidina.

I corticosteroidi orali devono essere riservati ai pazienti con sintomi da moderati a gravi. 

I corticosteroidi non avranno un effetto immediato ma potrebbero prevenire le ricadute.

Se un paziente presenta sintomi sistemici (anafilassi) deve essere prescritto l’ uso dell’ adrenalina per autosomministrazione

25 novembre 2021

Dermatomiosite e Polimiosite trattamento in breve


Consigliare ai pazienti misure di fotoprotezione.


I corticosteroidi topici di media potenza e gli inibitori della calcineurina sono utilizzati per la malattia cutanea.


Prednisone 1 mg/kg/giorno è la terapia di prima linea per la malattia muscolare o polmonare.


Methotrexate1 10 a 25 mg/settimana è un agente risparmiatore di steroidi utilizzato per il coinvolgimento muscolare.


Idrossiclorochina (Plaquenil) 200 mg/giorno è usato per il coinvolgimento persistente della pelle.

ARNI nello scompenso cardiaco


 Una nuova classe di farmaci chiamati ARNI(Angiotensin Receptor Neprilysin Inhibitor) é costituita dall'associazione di una combinazione fissa divalsartan, un inibitore dei recettori dell'angiotensina (ARB) e sacubitril, inibitore della neprilisina, cheagiscono in modo complementare.


La combinazione di valsartan-sacubitril (Entresto) è stata valutata per sicurezza ed efficacia ed è considerata superiore agli Ace inibitori nel migliorare sia la mortalità cardiovascolare che la mortalitá per tutte le altre cause, riducendo al contempo le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco. 


Il sacubitril, come gli ACE inibitori, può precipitare l'angioedema, e quindi la combinazione di un ACE con sacubitril-valsartan è controindicata; quindi, l'ACE inibitore deve essere interrotto quando un ARNI è iniziato. 


Devono trascorrere almeno 36 ore tra l’ ultima dose di ACEInibitori e la prima dose di ARNI per evitare l’ aumento del rischio di angioedema inerente all’ uso simultaneo di ACEI e ARNI. 


Poiché sia il sacubitril che il valsartan hanno proprietà vasodilatatorie, la combinazione può precipitare l'ipotensione. 


La dose del diuretico può essere ridotta in risposta all’ ipotensione. 


La dose iniziale di sacubitril-valsartan è di 24/26 mg due volte al giorno, e si raccomanda di aumentare la dose ogni 2-4 settimane fino a 49/51 mg due volte al giorno, e infine fino alla dose massima di 97/103 mg due volte al giorno. 


La valutazione della funzionalità renale e del potassio è appropriata da 1 a 2 settimane dopo l’ inizio e l’ aumento della titolazione dell’ ARNI. 


Sia la tosse che l’ angioedema possono essere osservati con l’ uso di ARNI. 


L’ inizio della terapia è indicato nei pazienti che hanno avuto una dose stabile di ACEI o ARB per almeno 4 settimane con una LVEF da ≤ 35% a 40% e sintomi di classe II o III di NYHA.

18 novembre 2021

Suggerimenti per migliorare la sessualità maschile a partire dai 40 e 50 anni


La sessualità maschile a partire dai 40 anni in su è ancora decisamente attiva ma può subire dei cambiamenti. L'essere umano infatti, con l'età che avanza muta fisicamente e anche fisiologicamente.

Intorno ai 50 l'uomo inizia ad avere un calo di produzione degli ormoni, soprattutto di testosterone. Inoltre, si riduce la funzionalità dell'apparato muscolare e cardiaco che si traduce in una maggiore lentezza nell'atto sessuale.

La disfunzione erettile è un disturbo tipico che può essere causato da stress e ansia, che insieme ad altri fattori esterni influiscono sulle performance sotto le coperte.

Che cosa è la disfunzione erettile?

Si tratta della difficoltà di raggiungere o mantenere un'erezione per il tempo necessario a completare un rapporto sessuale. Può iniziare precocemente intorno ai 40 anni ma già ai 50 diventa un fattore abbastanza comune.

L'insuccesso si verifica in camera da letto ma non solo. Il tormento del dubbio della propria virilità o la paura dell'impotenza ha dei risvolti non indifferenti. Le conseguenze permangono anche a livello psicologico e possono minare l'autostima che si ripercuote anche sulle relazioni.

I rimedi naturali

Ma ci sono delle cure senza ricorrere ai farmaci? Sì, se non ci sono patologie cliniche. Vediamo alcune buone abitudini da assumere per migliorare naturalmente la sessualità.

Alcuni suggerimenti per ritrovare una sana e rigogliosa intimità.

Assumere integratori naturali

Utilizzare un integratore sessuale studiato apposta per potenziare al massimo le performance maschili. Un sapiente mix di estratti naturali per acquistare vigore, stimolare il desiderio e la libido e aumentare l'energia senza l'uso della chimica.

Curare l'alimentazione

Il nostro corpo è la nostra guida. Proprio per questo è importante alimentarsi adeguatamente, perché il cibo è il carburante del fisico. Bisogna mantenere una dieta sana ed equilibrata. Che siano quindi benvenuti: verdura, frutta, pesci e cereali, invece, è consigliato ridurre i prodotti lavorati, gli alimenti raffinati e la carne rossa.

Fare attività fisica

Il movimento è un altro fattore predominante nella vita degli esseri umani. Meglio ancora se all'aria aperta, può essere una camminata veloce o una corsa, ma vanno bene anche la classica palestra, le nuotate in piscina o lo yoga.

Abolire l'alcool e il fumo

Ovviamente anche l'alcool e il fumo non potevano che finire nella lista nera. Due fattori che sono nemici della salute e che possono compromettere la sessualità maschile.

Meditare

Rilassarsi, questa è la parola chiave. Calmare i nervi quando sono sotto pressione con passeggiate distensive, con l'ascolto della propria musica preferita, la lettura di un buon libro o con la meditazione. Trovare anche solo pochi minuti per staccare la spina, isolarsi e cercare di trovare un po' di tempo da dedicare a sé stessi, è un ottimo rimedio per riequilibrare il corpo e lo spirito.

Amore e sesso, quando la passione non invecchia

L'integratore Viboost Men Complex di Naturadika è formulato per migliorare l'attività maschile sotto le coperte. Contiene 11 principi attivi di origine naturale al 100%: estratti vegetali ultra-concentrati, minerali e vitamine, quali L-Arginina, zinco, ginseng, maca, tribulus terrestris e Pino Marino, adatti per ricevere una piccola ma fondamentale spinta energetica.

Per tornare a vivere la sessualità con virilità, forza e appagamento.

Terapia antibiotica a largo spettro

trattamenti antibiotici ad ampio spettro per coprire germi gram-negativi, batteri gram-positivi ed anaerobi da impiegare fino a quando non si sono ottenuti i risultati delle colture e  proseguiti almeno per 4-7 giorni sono i seguenti:

1) Piperacillina/tazobactam 3,375 g e.v. ogni 6h o 4,5 g e.v. ogni 8h


2) Merpenem 1 g e.v. ogni 8h o imipenem da 0,5 a 1 g ev. ogni 6h


3) Ciprofloxacina 400 mg e.v ogni 12h più metronidazolo 500 mg e.v. ogni 8ore per i pazienti allergici alla penicillina

Amilasi sierica

L’ amilasi sierica è un test facilmente e rapidamente eseguibile che viene comunemente usato per diagnosticare ed anche monitorare il trattamento della pancreatite o dell’ ostruzione del flusso pancreatico (in seguito a carcinoma pancreatico). 

I vasi sanguigni che drenano il peritoneo libero e assorbono la linfa raccolgono l'amilasi in eccesso. 

Un aumento anormale del livello sierico di amilasi si verifica entro 12 ore dall’ insorgenza della malattia. 

Poiché l’ amilasi viene rapidamente eliminata dai reni, i livelli sierici ritornano al normale 48-72 ore dopo l’ insulto iniziale. 

Pancreatite persistente, ostruzione del dotto o perdita del dotto pancreatico causeranno livelli di amilasi elevati persistenti.


Sebbene l’ amilasi sierica sia un test sensibile per i disturbi pancreatici, non è specifico. 

Altre malattie non pancreatiche possono causare livelli elevati di amilasi nel siero. 

Ad esempio, in una perforazione intestinale, l'amilasi intraluminale fuoriesce nel peritoneo libero e viene raccolta dai vasi sanguigni peritoneali. 

Inoltre, un'ulcera peptica penetrante nel pancreas causera' elevati livelli di amilasi. 

L’ ostruzione duodenale può essere associata ad aumenti meno significativi dell’ amilasi. 

Poiché le ghiandole salivari contengono amilasi, si possono prevedere aumenti nei pazienti con parotite (parotite). 

Il test dell’ isoenzima dell'amilasi può differenziare la malattia pancreatica da iperamilasemia salivare.

17 novembre 2021

Pancreatite acuta, sintomi e segni

Tutti gli episodi di pancreatite acuta iniziano con dolore grave, generalmente dopo un pasto abbondante. 

Il dolore è solitamente epigastrico, ma può verificarsi ovunque a livello dell’ addome o della parte inferiore del petto. 

È stato descritto come penetrante fino al dorso, e può essere alleviato dal paziente se si piega con il busto in avanti. 

Il dolore precede la nausea ed il vomito, e continua spesso dopo lo svuotamento dello stomaco. 

Il vomito non allevia il dolore, che è più intenso in caso di pancreatite necrotizzante piuttosto che nella pancreatite edematosa.


Esame obiettivo

All'esame obiettivo il paziente può mostrare tachicardia, tachipnea, ipotensione e ipertermia. 

La temperatura di solito è lievemente elevata solo nella pancreatite non complicata. 


Una resistenza volontaria e involontaria può essere palpata sulla regione epigastrica. 


I suoni intestinali sono diminuiti o assenti. 


Di solito non ci sono masse palpabili. 

L’ addome può essere distesa con presenza di liquido intraperitoneale. 


Può esserci versamento pleurico, in particolare sul lato sinistro. 


Con l’ aumentare della gravità della malattia, la perdita di liquidi intravascolari può diventare pericolosa per la vita a causa del sequestro di liquidi nel retroperitoneo edematoso. 


L’ emoconcentrazione provoca poi un aumento dell’ ematocrito. 


Tuttavia, vi può essere anche sanguinamento nel retroperitoneo o nella cavità peritoneale. 


In alcuni pazienti (circa l’ 1%), il sangue derivante dalla pancreatite necrotizzante può dissecare attraverso i tessuti molli e manifestarsi come uno scolorimento blu intorno all’ ombelico (segno Cullen) o ai fianchi (segno di Gray Turner). 


La grave perdita di liquidi può portare ad azotemia prerenale, con elevati livelli di azotemia e creatinina nel sangue. 


Possono esserci anche iperglicemia, ipoalbuminemia e ipocalcemia sufficienti in alcuni casi a produrre tetania.

16 novembre 2021

Anemia e nefropatia diabetica

L’ anemia si verifica relativamente presto in caso di nefropatia diabetica, quindi non è insolito che questa anemia sia sintomatica giá nel momento in cui l’ urea e la creatinina non sono particolarmente elevate.

sintomi di allarme, allorquando si sospetta semplicemente un'ulcera peptica

In presenza di sintomi di allarme quali:

perdita di peso

sazietà precoce

sanguinamento

anemia

vomito persistente

massa epigastrica 

mancanza di risposta ai PP


l’ EGD deve essere eseguita per valutare le complicazioni o diagnosi alternative!

Paziente agitato, indicazioni di trattamento


L’ agitazione e la psicosi possono essere caratteristiche di un cambiamento dello stato mentale. 


L’ aloperidolo antipsicotico e il lorazepam benzodiazepinico sono comunemente utilizzati nella gestione acuta di questo disturbo


Gli antipsicotici di seconda generazione (risperidone, olanzapina, quetiapina, clozapina, ziprasidone, aripiprazolo, paliperidone) sono agenti alternativi che possono determinare una diminuzione dell’ incidenza dei sintomi extrapiramidali. Tutti questi agenti presentano comunque rischi per i pazienti anziani e per quelli con demenza, se somministrati a lungo termine.



Aloperidolo

L’ aloperidolo è il farmaco iniziale di scelta per la gestione acuta dell’ agitazione e della psicosi.

 La dose iniziale di 0,5-5 mg (0,25 mg in pazienti anziani) e di 2-10 mg IM/ IV può essere ripetuta ogni 30-60 minuti. 


L’ aloperidolo ha meno metaboliti attivi e meno effetti anticolinergici, sedativi e ipotensivi rispetto ad altri antipsicotici, ma può avere più effetti indesiderati  di tipo extrapiramidale. 


A bassi dosaggi, l’aloperidolo causa raramente ipotensione, compromissione cardiovascolare o sedazione eccessiva.


Prolungamento dell’ intervallo QT. 

L’ uso deve essere interrotto con il prolungamento del QTc >450 ms o il 25% sopra il basale.


L’ ipotensione posturale può occasionalmente essere acuta e grave dopo la somministrazione. 

I liquidi per endovena devono essere somministrati inizialmente per il trattamento. Se sono richiesti vasopressori, la dopamina deve essere evitata perché può aggravare lo stato psicotico.


Sindrome maligna neurolettica (vedi)



Lorazepam

Il lorazepam è una benzodiazepina utile per agitazione e psicosi in caso  di disfunzione epatica e sedazione e di astinenza da alcol. La dose iniziale è di 0,5-1 mg per via endovenosa. Il lorazepam ha una breve durata d’ azione e pochi metaboliti attivi. Puó verificarsi eccessiva sedazione e depressione respiratoria.

14 novembre 2021

Tachicardia sinusale

Le caratteristiche ECG della tachicardia sinusale sono:

a) onde P normali e intervalli PR e 

b) una frequenza atriale di solito compresa tra 100 e 160 battiti/min. 


La tachicardia sinusale si verifica in risposta ad una delle seguenti tre categorie di stimoli: 

a) fisiologico (dolore o esercizio)

b) farmacologico (simpaticomimetici, caffeina o broncodilatatori)

oppure 

c) patologico (febbre, ipossia, anemia, ipovolemia, embolia polmonare o ipertiroidismo). 


In molte di queste condizioni, l’aumento del battito cardiaco è uno sforzo per aumentare la produzione cardiaca in modo da corrispondere alle esigenze circolatorie.

7 novembre 2021

Alcune precisazioni sul bisoprololo


È stato condotto uno studio utilizzando UK Clinical Practice Research Datalink (CPRD), con lo scopo di confrontare gli effetti del bisoprololo contro altri β-bloccanti e altri farmaci diversi dai β-bloccanti, analizzando dunque il rischio di mortalità a lungo termine ed eventi cardiovascolari nei pazienti con angina.

Lo studio è stato condotto dal 2000 al 2014 su pazienti adulti a cui era stata diagnosticata per la prima volta l'angina, con più di 365 giorni di registrazione alla prima diagnosi di questa malattia e incominciando monoterapie di bisoprololo, altri β-bloccanti o farmaci diversi dai β-bloccanti entro sei mesi dalla diagnosi.

I tassi di incidenza per ciascuna coorte di trattamento sono stati confrontati utilizzando il rapporto di rischio (HR) e gli intervalli di confidenza al 95% (IC) ottenuti dalle analisi di regressione di COX. Complessivamente, 987 pazienti sono stati trattati con bisoprololo, 1.348 con altri beta-bloccanti e 5.272 con farmaci diversi dai β-bloccanti. Nel follow-up totale (entro i 14 anni), l'HR di bisoprololo a paragone di altri β-bloccanti e farmaci diversi da β-bloccanti per mortalità era, rispettivamente, pari a 0,45 e 0,50. L'HR di bisoprololo in confronto ad altri beta-bloccanti per angina era 0,58 e contro farmaci diversi da β-bloccanti era pari a 0,77. Per l'infarto miocardico, l'HR di bisoprololo rispetto ai farmaci diversi dai β-bloccanti fino a 14 anni era 0,34 e rispetto agli altri β-bloccanti fino a 5 anni era 0,45. A 5 anni, l'HR di bisoprololo rispetto ad altri β-bloccanti e farmaci diversi da beta-bloccanti, per aritmia era rispettivamente di 0,60 e 0,61.

Questo suggerisce che bisoprololo è particolarmente adatto come trattamento di prima linea di angina in cure primarie.

Rapporti sessuali in gravidanza


In generale, il rapporto sessuale è considerato sicuro in gravidanza. 

L’ eccezione a questa regola si riscontra nelle pazienti con placenta previa nota, in quelle che hanno un’ emorragia uterina o hanno crampi postcoitali e spotting (piccole perdite ematiche). 


È saggio evitare il rapporto tra coppie a rischio in circostanze particolari. 


Si dovrá assolutamente evitare il rapporto in caso di placenta previa o rottura nota delle membrane

I cannabinoidi nel trattamento del dolore


L'uso dei cannabinoidi è diventato legale in alcuni stati; tuttavia, il loro uso per la gestione del dolore è un po' controverso, poiché gli studi che valutano questi farmaci sono spesso di modesta qualità. 


Una revisione sistematica e una meta-analisi  hanno mostrato lievi riduzioni del dolore, ma i gruppi di confronto erano il placebo piuttosto che i trattamenti standard. 


Inoltre, i cannabinoidi non sono privi di effetti negativi, compresi gli effetti sulla cognizione, sulla motivazione, sul tempo di reazione e sulla psicosi. 


Gli effetti negativi potrebbero essere ancora più gravi, poiché non si sono ancora accertate le conseguenze negative dell'uso medico e/o ricreativo. 


L'isolamento dei vari composti quali il cannabidiolo ed il β-caryofillene da altri come il Δ9-tetraidrocannabinolo (THC) potrebbe migliorare il beneficio, compresa la somministrazione orale, limitando al contempo gli effetti fisici e psicologici avversi. 


I cannabinoidi mostrano una certa promessa, ma devono essere studiati ulteriormente e sottoposti a un medesimo rigore scientifico di qualsiasi altro farmaco nel procedimento di approvazione.

Tramadolo, alcune importanti caratteristiche


Il Tramadol è un debole mu-agonista ed un inibitore dell’ assorbimento della noradrenalina e della serotonina, una qualità che gli dà un posto nel trattamento del dolore neuropatico e radicolare.


E' l'unico oppioide studiato per la fibromialgia in un trial randomizzato. 


Il beneficio ad esso conferito in tale patologia è probabilmente dovuto all’ inibizione della serotonina e dell’ assorbimento norepinefrina piuttosto che al debole mu-agonismo. 


N.b. Uno studio ha dimostrato un aumento del rischio di ipoglicemia, in particolare nei primi 30 giorni di trattamento con tramadolo

Cause di sanguinamento uterino anormale

Cause strutturali

polipi

adenomiosi 

leiomiomi

neoplasie e iperplasia




Cause non strutturali


coagulopatie

disfunzione ovulatoria

endometriali

iatrogeniche

Sostanze scarsamente assorbite dal carbone attivo


Caustici e corrosivi

Metalli pesanti (arsenico, ferro, piombo, mercurio)

Alcoli (etanolo, metanolo, isopropanolo) e glicoli (glicoli etilenici)

Sostanze a rapido inizio di assorbimento (cianuro e stricnina)

Cloro e iodio

Altre sostanze insolubili in acqua (sostanze in compresse)

Idrocarburi alifatici (distillati di petrolio)

Lassativi (sodio, magnesio, potassio e litio)

24 ottobre 2021

Tipi di anemia emolitica non immune acquisita


Anemia emolitica microangiopatica

Porpora trombocitopenica trombotica

Coagulazione intravascolare disseminata

Sindrome emolitico-uremica

Eclampsia

Ipertensione maligna

Adenocarcinoma metastatico

Anemia emolitica macroangiopatica

Valvola prostetica

Stenosi aortica grave

Da agenti fisici e chimici

Veleno di serpenti e di ragni

Emolisi osmotica per annegamento in acqua dolce

Danni alle membrane dei globuli rossi da ustioni di terzo grado

Infezioni

Malaria

Clostridium difficilile

Babesiosi

Ipersplenismo

Emoglobinuria parossismale notturna

25 settembre 2021

Nimodipina

La nimodipina in somministrazione orale alla dose di 60 mg ogni 4h diminuisce il numero di esiti negativi negli infarti cerebrali a 3 mesi se somministrata entro 96 ore. C'è anche una tendenza verso una diminuzione della mortalità e del tasso di riemorragia.

Indicazioni terapeutiche della nimodipina:
prevenzione e terapia di deficit neurologici ischemici correlati a vasospasmo cerebrale

22 settembre 2021

Acarbosio un presidio da non sottovalutare nel diabete tipo 2

 

22/09/2017 - Acarbosio nella terapia del diabete tipo 2

Continuiamo la serie dei post sulla terapia del diabete tipo 2 dopo aver scritto nei giorni scorsi della metformina e delle sulfoniluree e glinidi. Oggi è il turno dell'acarbosio. La sequenza di trattazione segue l'epoca della messa in commercio e non la qualità dei farmaci.

L'acarbosio è usato per la terapia del diabete dagli anni novanta. Inibisce un enzima intestinale che scinde i disaccaridi (molecole che contengono glucosio come il saccarosio). Di conseguenza c'è un rallentamento (ritardo) nell'assorbimento del glucosio e un minore aumento della glicemia dopo il pasto. È quindi indicato nei pazienti coi picchi dopo i pasti (aumenti della glicemia spesso superiori a 50-60 mg/dl, ad esempio da 130 a oltre 180).

L'acarbosio non determina di per sé ipoglicemia. È farmaco da usare in genere insieme ad altri farmaci per il diabete (ad esempio metformina). Raramente è indicato da solo. Può essere usato anche insieme all'insulina.

Ha spesso effetti avversi intestinali (meteorismo, flatulenza, a volte diarrea) e per questo non ha mai avuto un grande successo ma resta un buon farmaco, se ben tollerato. Le persone con diabete e stipsi a volte ne sono entusiaste perché riduce la glicemia e migliora la funzione intestinale.