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10 settembre 2020

D- dimeri nell'embolia polmonare


I D-dimeri sono elevati in pazienti con trombosi profonda ed embolia polmonare
Tuttavia, i livelli di D-dimeri sono elevati in una varietà di condizioni infiammatorie e protrombotiche
In generale, il test dei D-dimeri è molto sensibile per l'individuazione della trombosi profonda e dell'embolia polmonare (sensibilità del 95%), ma non é molto specifico (specificitá del 50%). 

Pertanto, un test positivo non è utile per confermare una diagnosi di trombosi venosa profonda o di embolia polmonare, ma un test negativo può essere utile escludere la diagnosi in alcuni scenari clinici. 

Il test dei D-dimeri non è molto utile nella popolazione ospedaliera a causa dell'alta frequenza  di risultati falsi positivi. Infatti molti di questi pazienti presentano D-dimeri positivi per altre cause.

I pazienti con un' alto sospetto clinico probabilmente richiedono le indagini diagnostiche di imaging per stabilire la diagnosi.

L'uso dei D-dimeri come test di screening per escludere la possibilitá di embolia polmonare deve essere riservato probabilmente ai pazienti con un pre test basso

La maggior parte degli studi usa un cut off < 500 lic/ l  per escludere un'embolia polmonare. 

Tuttavia, i livelli dei D-dimeri si innalzano gradualmente con l' età. 

I livelli dei D-dimeri variano anche nel corso dello sviluppo di un tromboembolismo. 
I livelli sono infatti più alti all' inizio di un evento tromboembolico. 
Dopo un paio di giorni, il livelli possono cadere sotto la soglia e dare un falso risultato negativo.

Cause di addome chirurgico acuto negli adulti

Appendicite perforata

Ulcera peptica perforata

Colecistite perforata

Diverticolite con peritonite

Diverticulo perforato

Perforazione da corpo estraneo

Neoplasia gastro-intestinale perforata

Trauma addominale

Gravidanza tubale perforata o rotta

Ostruzione intestinale con necrosi o perforazione

Incidente vascolare con necrosi ossea

Rottura vascolare con aneurisma

9 settembre 2020

Rischi associati alla Trasfusione di sangue (in ordine di frequenza)

Reazione febbrile 1/300

Orticaria o altre reazioni cutanee 1/50-100

Alloimmunizzazione dei globuli rossi 1/100

Trasfusioni non corrispondenti nel sistema ABO: 1/14.000-19.000

Reazione emolitica 1/6.000

Emolisi fatale 1/1.000.000

TRALI 1/5.000

HIV1 e HIV2 1/2.000.000-3.000.000

Epatite B 1/100.000-200.000

Epatite C 1/1.000.000-2.000.000.000

HTLV I e II 1/641.000

Contaminazione batterica 1/5.000.000

Malaria 1/4.000.000

Anafilassi 1/20.000-50.000

GVHD Non comune

Immunodulazione frequenza ignota





TRALI=Transfusion-Related Lung Iniury


GVHD =Malattia Graft-Versus-Host


Immunomodulazione associata alla trasfusione allogenica, è una risposta che può svilupparsi in pazienti sottoposti a trasfusioni multiple, con effetto immunosoppressivo, con recidive di tumore, e di infezioni virali e batteriche.

ANEMIA MACROCITICA

L'anemia macrocitica è caratterizzata da un MCV >100. 

Cause di macrocitosi o anemia macrocitica:

1)Malattie ematologiche
Folato o deficit di cobalamina
Sindrome mielodisplasica
Anemia aplastica e aplasia pura della cellula rossa
Leucemia
Mieloma multiplo
Aumento della reticolocitosi dell’ anemia emolitica
Aumento della reticolocitosi da Folati o da Cobalamina (per carenza dopo l’ inizio del trattamento)

2)Alcool

3)Malattie non ematologiche
Malattia del fegato
Ipotiroidismo

4)Farmaci
Farmaci citotossici (antipirimidine e antipurine)
farmaci antifolati
Idrossiurea

5)Condizioni fisiologiche
Aumento del MCV neonatale
Gravidanza

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La carenza di folati è molto più comune della carenza di vitamina B12

Le proteine sieriche nella diagnosi dell’ infarto miocardico acuto

Le troponine cardiache sono praticamente specifiche per il miocardio.

Esse sono il gold standard per l’individuazione di lesioni miocardiche.

Sono piú sensibili, specifiche e restano in circolazione più a lungo degli altri marcatori .

Sindrome di ripolarizzazione precoce

si riscontra :
negli atleti 
•nei cocaine users
nella CMI ostruttiva
nei difetti del SIV

4 settembre 2020

Malattia renale cronica avanzata ed eventi aterosclerotici (infarto miocardico non fatale o morte per malattia cardiaca coronarica o ictus non emorragico)

la riduzione del colesterolo LDL con l'assunzione di simvastatina 20 mg più ezetimibe 10 mg al giorno ha ridotto in modo sicuro l’ incidenza di eventi aterosclerotici principali in una grande quantitá di pazienti con malattia renale cronica avanzata.

27 agosto 2020

Medicina rigenerativa, la tecnica per rigenerare cellule e tessuti umani

In ambito medico-chirurgico si sente parlare sempre più spesso della medicina rigenerativa, intesa come terapia finalizzata a rigenerare cellule, tessuti ed organi umani per ripristinarne le normali funzioni. Per favorire questo processo di rigenerazione si utilizzano preparati autologhi di A-PRP o cellule mesenchimali prelevati dal sangue midollare o cellule, opportunamente concentrate, di tessuto adiposo.

Se ti stai chiedendo a cosa serve la medicina rigenerativa e quando è utile richiederne una prestazione, in questo articolo vengono fornite tutte le risposte di cui hai bisogno. Sul territorio della Calabria uno dei centri poliambulatoriali più affidabili e conosciuti è Ipazia Day Clinical Center, che eroga prestazioni di medicina rigenerativa con le strumentazioni più all’avanguardia e sofisticate del settore.

Quali sono i campi di applicazione della medicina rigenerativa?
La medicina rigenerativa ha trovato un’ampia diffusione in vari ambiti grazie alla sua notevole versatilità e adattabilità. Del resto rigenerare tessuti, cellule ed organi invecchiati o danneggiati rappresenta un’ottima “scorciatoia” per i medici che possono restituire ai loro pazienti un ritrovato senso di benessere psico-fisico, con procedure sicure e regolamentate.

In ambito ortopedico la medicina rigenerativa viene applicata per curare le malattie degenerative delle articolazioni, il mancato consolidamento osseo, i danni muscolari, le tendinopatie ecc. Il suo utilizzo risulta molto diffuso anche per curare malattie come ulcere cutanee, piaghe da decubito, ulcere flebostatiche, ulcere diabetiche, ustioni ecc.
In virtù delle sue capacità di rinnovamento e ringiovanimento, questa branca medica fornisce prestazioni molto utili anche nell’ambito della tricologia, dell’alopecia e dell’estetica in generale. Nello specifico le terapie di medicina rigenerativa offrono servizi elevati in termini di ringiovanimento cutaneo e cura delle cicatrici da acne.
In ambito andrologico la branca medica tratta disturbi come il deficit erettile e la sindrome di Peyronie (induratio penis), mentre in ambito ginecologico si dimostra molto utile per contrastare la secchezza vaginale. Le terapie rigenerative risultano efficaci anche in ambito oculistico in quanto trattano patologie come ulcere corneali e sindrome dell’occhio secco.
In generale la medicina rigenerativa è utilissima in tutte quelle situazioni in cui è richiesta la rigenerazione a livello topico.

Come avviene la rigenerazione tramite l’A-PRP?
Per i trattamenti rigenerativi si utilizza l’A-PRP, cioè una plasma autologo ricco di piastrine ottenuto tramite un piccolo prelievo di sangue venoso in provette sullo stesso paziente, e successivamente separato con una breve centrifugazione. È un emocomponente caratterizzato da una forte concentrazione di fattori di crescita, utilizzati per stimolare la rigenerazione dei tessuti.

La procedura segue un percorso chiuso, impedendo qualsiasi contaminazione batterica e tutelando adeguatamente la salute del paziente. Dopo il prelievo il sangue viene frazionato e centrifugato fino ad ottenere 3 strati: PPP (plasma povero di piastrine), PRP (plasma ricco di piastrine) e globuli rossi. Il PRP alla fine del processo viene isolato e combinato con un attivatore piastrinico prima di essere somministrato.

Perché si parla di emocomponente e non di emoderivante?
La differenza tra emoderivato ed emocomponente è il metodo di frazionamento. I metodi fisici, come la centrifugazione, producono emocomponenti, i metodi chimici, come quelli utilizzati dalle industrie farmaceutiche, emoderivati.

Effetti collaterali e utilizzo di provette: ci sono rischi?
Come accennato il prodotto ottenuto è autologo, quindi non sono conosciuti effetti collaterali a livello medico, fatta ovviamente eccezione per quelli causati da una cattiva pratica medica come scarsa disinfezione o utilizzo di materiale non adatto. Perciò risulta opportuno affidarsi ad un centro qualificato e dotato di tutte le certificazioni necessarie. Da escludere il rischio di trasfusione di sangue infetto, in quanto il preparato è prelevato ed impiantato sullo stesso paziente.

La normativa di legge impone che il prelievo e l’impianto vengano eseguiti immediatamente ed un paziente per volta, così da evitare il rischio di scambio di provette. A tal proposito le provette utilizzate sono diverse da quelle da laboratorio e, secondo la legge italiana, devono essere dispositivi medici prodotti e certificati esclusivamente per quell’utilizzo, cioè la produzione di emocomponente per uso non trasfusionale.

Dove è possibile richiedere interventi di medicina rigenerativa?
Non tutte le strutture possono erogare servizi ed interventi di medicina rigenerativa. Secondo la normativa italiana, solo le strutture con personale qualificato e formato e certificate dal centro Trasfusionale con protocolli approvati e controllati possono erogare servizi inerenti alla medicina rigenerativa. In tal senso, Ipazia Day Clinical Center ha ottenuto l’autorizzazione dal Centro Trasfusionale Azienda Ospedaliera di Catanzaro “Pugliese Ciaccio” per la produzione e l’impiego di emocomponenti per uso non trasfusionale.

In linea di massima i trattamenti rigenerativi possono essere applicati su tutti i pazienti, non essendoci effetti collaterali significativi, fatta eccezione per quei soggetti con una scarsa quantità di piastrine, condizione comunque valutata dal medico tramite esame emocromocitometrico (emocromo). Sarà comunque compito dello specialista stabilire se sia il caso o meno di sottoporre il paziente ad un trattamento rigenerativo, dopo un’attenta valutazione medica.

12 agosto 2020

Che cos'é il warfarin

Il warfarin è una piccola molecola con effetto inibitore sulla vitamin K epossido reduttasi (VKOR), l'enzima che converte la vitamina K epossido in vitamina K ridotta permettendo cosí la ricostituzione di vitamina K, che é un cofattore essenziale per i processi di coagulazione del sangue

Il warfarin quindi impedisce la rigenerazione in vivo della vitamina K, determinandone una carenza che a sua volta riduce la quantità di fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K carbossilati (fattori II, VII, IX, X, proteina C, S/Z).

 La dose iniziale per il trattamento dei pazienti con embolia polmonare e TVP è di 5-10 mg al giorno con fattori individuali che richiedono aggiustamenti della dose. 

I livelli di INR devono essere titolati a valori di 2,0-3,0 per il tromboembolismo venoso per 2 giorni consecutivi prima della sospensione dell'eparina. 

Il trattamento per 3 mesi è raccomandato per un'embolia polmonare da cause reversibili 

10 agosto 2020

Per dire quattro semplici parole sul diabete mellito

Le complicanze del diabete sono:

Acute
Iperglicemia
Ipoglicemia
Chetoacidosi diabetica (osservabile nel diabete tipo 1)
coma iperosmolare (osservabile nel diabete tipo 2)

Croniche
Microvascolari: neuropatia, nefropatia, retinopatia
Macrovascolari: ipertensione arteriosa, cardiopatia coronaricha, malattia cerebrovascolare, malattia vascolare periferica 

Le complicanze del diabete possono essere prevenute o ritardate con uno stretto controllo del glucosio nel sangue.

Obiettivo da raggiungere con la dieta, il trattamento, l'esercizio fisico:
-emoglobina glicosilata (HGbA1c) < 7,0%
-glucosio preprandiale di 80—120 mg%
-glucosio prima di coricarsi di 100—140 mg%

Modifiche dietetiche
è necessaria l'istruzione per una corretta dieta nel diabete. 
Il paziente non ha bisogno di eliminare completamente i carboidrati, ma semplicemente limitarne l'assunzione. 

La dieta può includere 
3 pasti e 2-3 spuntini al giorno. 
Le calorie dovrebbero essere suddivise approssimativamente nel seguente modo: 50% di carboidrati, 30% di grassi, 20% di proteine.

9 agosto 2020

Beta Bloccanti negli anziani

Gli anziani sono più sensibili alla fatica, alle vertigini, alla depressione, all'intolleranza all’ esercizio, al blocco atrioventricolare e all'impotenza che può derivare dal beta blocco. 
Quindi potrebbe essere necessario ridurre la dose di un farmaco betabloccante a causa di uno di questi effetti indesiderati. 

Se possibile, si deve evitare anche l’ interruzione del beta bloccante a causa della sostanziale riduzione della mortalità che questo determina nei pazienti anziani, soprattutto se hanno subito un infarto del miocardio.
Questo beneficio persiste in pazienti di etá superiore a 65 anni con disfunzione ventricolare sinistra, che sono anche in trattamento con ACE inibitori 

Dermatomiosite e polimiosite, un flash

sono malattie infiammatorie autoimmuni del muscolo. 

L'associazione tra cancro e dermatomiosite, ma non tra cancro e polimiosite, negli adulti è ben documentata.

Di solito, i pazienti presentano un’ insorgenza subacuta di debolezza dei muscoli prossimali e flessori e del collo. 
Altri gruppi muscolari possono essere coinvolti, compresi i muscoli faringei e respiratori. 
I riflessi tendinei sono normali. 

Le concentrazioni sieriche di creatina chinasi sono spesso elevate. 

I tumori  più comunemente associati sono quelli della mammella, dei polmoni, ovarici e gastrici.

Il trattamento è simile a quello per i pazienti affetti da dermatomisiti refrattarie (che non sono affetti da tumore), e comprende i corticosteroidi, le immunoglobuline endovena e gli immunosoppressori (quali micofenolato e ciclosporina) 

Quando eseguire un ECG

L'EEG ha molteplici applicazioni cliniche. 

Può essere usato per confermare la diagnosi di crisi epilettiche o epilessia, sia dimostrando attività epilettiforme nel periodo interictale (tra le convulsioni), sia registrando direttamente uno stato convulsivo. 

L'EEG è importante nella classificazione delle convulsioni e delle sindromi epilettiche e può scoprire un'anomalia strutturale, funzionale o metabolica precedentemente sconosciuta, anche quando le immagini sono normali. 

L'EEG è utile anche: 
per diagnosticare lo stato epilettico non convulsivo (attività convulsiva che non si esaurisce, durante la quale il paziente appare in coma da una causa sconosciuta), 

per rivelare una attività convulsiva intermittente come un potenziale fattore di coma inspiegabile

per confermare  inattività elettrocerebrale (cioè, la cosiddetta morte cerebrale)

per la diagnosi di alcune sindromi neurologiche (ad esempio, la malattia di Creutzfeldt-Jakob, o la panencefalite sclerosante subacuta)

per il monitoraggio della perfusione cerebrale durante l'endoarterectomia carotidea.

7 agosto 2020

RANOLAZINA


La ranolazina inibisce parzialmente l'ossidazione degli acidi grassi e aumenta l'ossidazione del glucosio, che genera un maggior quantitá di trifosfato di adenosina per ogni molecola di ossigeno consumata. 
Questo cambiamento nella selezione dei substrati può ridurre la domanda di ossigeno miocardico senza alterare l’ emodinamica. 

Poiché tutti gli altri agenti antianginosi riducono la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, questo peculiaritá dà un vantaggio alla ranolazina. 

Studi hanno dimostrato che la ranolazina fornisce benefici additivi al trattamento standard della cardiopatia ischemica ed è utile in monoterapia. 
Ha tralaltro pochi effetti negativi.

Ipofisi, fisiopatologia

L'ipofisi è ubicata nella sella turcica, situata nella fossa cranica media alla base del cervello. È collegato funzionalmente all'ipotalamo dal peduncolo ipofisario. L'ipotalamo si trova in una posizione superiore alla ghiandola ipofisaria, e il legame tra i due organi è critico per la normale funzione ipofisaria.

L’ ipofisi anteriore secerne l'ormone della crescita, tirotropina o ormone stimolante la tiroide, corticotropina o ormone adrenocorticotropico, ormone follicolo-stimolante, ormone luteinizzante e prolattina. 

Il lobo posteriore secerne la vasopressina arginina (anche chiamato ormone antidiuretico) e l’ ossitocina.

Le masse ipofisarie possono essere classificate sulla base della loro eziologia sottostante: ad esempio, adenoma ipofisario, iperplasia ipofisaria, tumori non adenomatosi e lesioni vascolari, infiammatorie o infettive.

La maggior parte delle masse ipofisarie è causata dagli adenomi ipofisari; questi sono tumori benigni derivanti dalla ipofisi anteriore. Gli adenomi ipofisari sono classificati come funzionali (secrezione di ormoni) o non funzionali e possono essere ulteriormente classificati per tipo o dimensioni, per esempio, microadenomi (inferiori a<10 macroadenomi="" mm="" o="">10 mm), macroadenomi (superiori a 10 mm.)

Le masse ipofisarie possono presentarsi con una sindrome clinica risultante dall’ ipersecrezione di ormoni ipofisari anteriori (ad esempio, malattia di Cushing, acromegalia). In alternativa, possono presentare più insidiosamente con un effetto di massa o con un'espansione tumorale che conduce a compressione delle strutture circostanti, compreso il tessuto ipofisario normale, che provoca ipopituitarismo. 
I tumori ipofisari funzionanti possono produrre un quadro complesso di eccesso ormonale e/o di carenze.

Le analisi che utilizzano i dati autoptici e radiologici suggeriscono tassi di prevalenza di adenomi primitivi
Quasi tutti questi sono microadenomi clinicamente silenti. La prevalenza aumenta con l'età e il rilevamento è più probabile se si utilizzano sequenze di risonanza ad alta risoluzione.

29 luglio 2020

Deficit di vit.B12 in pazienti in trattamento con antagonisti del recettore H2 o inibitori della pompa protonica

La vitamina B12 legata al cibo deve normalmente essere liberata dall’ acido peptico secreto dallo stomaco. 
Pertanto, coloro che assumono cronicamente antagonisti dei recettori H2 o inibitori della pompa protonica possono essere a rischio di carenza di vitamina B12. 

Uno studio importante ha rilevato che l’ uso di inibitori della pompa protonica o di antagonisti dei recettori H2 ha aumentato il rischio di carenza di vitamina B12.

Deficit di B12 in pazienti in trattamento con metformina

 L’ uso cronico di metformina ha dimostrato di ridurre livelli sierici di vitamina B12 e di mettere i pazienti a rischio di carenza di vitamina B12.

In uno studio controllato randomizzato, il rischio assoluto di carenza di vitamina B12 è stato del 7,2% più alto nei pazienti che hanno assunto metformina per 4,3 anni rispetto ai pazienti trattati con placebo.
Il meccanismo non è chiaro, ma può essere collegato al malassorbimento.

24 luglio 2020

Cause di ipertensione intraaddominale e sindrome addominale compartamentale Aumento del contenuto addominale

Ascite

Emoperitoneo

Peritonite

Edema retroperitoneale (pancreatite)

Grande ematoma retroperitoneale pelvico

Ostruzione intestinale

Ileo

Distensione gastrica (ventilazione esofagea)

Aneurismo aortico addominale

Stipsi grave

Grande tumore addominale (cronico)

Obesità grave (cronica)

Gravidanza (cronica)

23 luglio 2020

Piccolo memorandum sugli effetti dei glucocorticoidi

Gli effetti collaterali dei glucocorticoidi includono solitamente: 

aumento di appetito e peso
intolleranza glicidica o iperglicemia
infezioni
osteoporosi
disturbi dell'umore e del sonno
ipertensione
soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisario 
interferenze con la guarigione delle ferite

La somministrazione di integratori di calcio e vitamina D, bisfosfonati, calcitonina, ormone paratiroideo (teriparatide [Forsteo]) , estrogeni o testosterone possono ridurre il rischio di perdita ossea nei pazienti che assumono corticosteroidi.

Attacco ischemico transitorio. Algoritmo di trattamento iniziale

*sospetto attacco ischemico transitorio
1° linea –
terapia antipiastrinica
Una volta esclusa un'ipoglicemia come causa di sintomi neurologici improvvisi, somministrare una dose di carico di aspirina (se non controindicata) immediatamente a pazienti con sospetto TIA. 

Prescrivere inoltre un inibitore della pompa protonica a chiunque sia affetto da dispepsia associato all’ uso di aspirina. 

Prescrivere clopidogrel come alternativa all’ aspirina in pazienti allergici o intolleranti all’ aspirina. 

aspirina: 300 mg per via orale come dose di carico
Opzione secondarie
clopidogrel: 300 mg per via orale come dose di carico


Inviare alla valutazione specialistica neurologica

Considerate tutte le persone con sospetti TIA ad alto rischio per avere un ictus. 

È importante confermare urgentemente o confutare la diagnosi di sospetti TIA con opinioni specializzate, poiché non esistono strumenti diagnostici affidabili 




*attacco ischemico transitorio confermato

1° linea –
terapia antipiastrinica
Inoltre 
statina ad alta intensità
Il trattamento raccomandato per tutti i pazienti in gruppo di pazienti selezionati

Iniziare immediatamente la terapia con statina ad alta intensità (ad esempio atorvastatina) a meno che non sia controindicata, in tutti i pazienti indipendentemente dai valori della lipoproteina a bassa densità basale per la prevenzione secondaria a lungo termine. 

Usare una statina alternativa alla dose massima tollerata se la terapia con statina ad alta intensità non è adatta o non tollerata.

Opzioni primarie quindi saranno

atorvastatina: 20-80 mg una volta al giorno

Considerare
anticoagulante (in caso di fibrillazione atriale)

Somministrare un anticoagulante con un rapido inizio di azione, se non controindicato, ai pazienti con fibrillazione atriale non appena è stata esclusa l’ emorragia intracranica. 

ad esempio:
un'eparina a basso peso molecolare
un nibitore della trombina diretto o inibitore del fattore Xa (in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare).
Richiedere consiglio specialistico per le alternative in pazienti con controindicazioni agli anticoagulanti ad insorgenza rapida.

18 luglio 2020

Miocardite, cause possibili

Enterovirus

Herpes simplex

Virus Epstein-Barr

Influenza

Miocardite batterica

17 luglio 2020

Doxiciclina

La doxiciclina tra le tetracicline é generalmente da preferire in quanto è tollerata meglio e può essere somministrata 1 o 2 volte/die



Essa é utile nei seguenti casi:

Infezioni causate da rickettsiae o Anaplasma, Chlamydia, Chlamydia, Chlamydophila Ehrlichia, Mycoplasma, o Vibrio spp

Riacutizzazioni delle bronchiti croniche

Malattia di Lyme

Brucellosi

Antrace

Peste

Tularemia

Granuloma inguinale

Sifilide

Profilassi della malaria da P. falciparum clorochina-resistente



Osservazioni 

Dopo uso orale viene assorbito circa il 90% e piú della doxiciclina

La doxiciclina è escreta principalmente nel tratto intestinale.

Non necessita di aggiustamento del dosaggio nell'l'insufficienza renale

La fotosensibilità causata dalle tetracicline può manifestarsi come un'ustione solare accentuata

16 luglio 2020

ACRONIMI IN MEDICINA


  • A-a: alveolar-arterial
  • AAA: abdominal aortic aneurysm
  • Ab: antibody
  • ABG: arterial blood gas
  • ABI: ankle brachial index
  • ACE: angiotensin-converting enzyme
  • ACTH: adrenocorticotropic hormone
  • ADA: adenosine deaminase
  • AFB: acid-fast bacteria
  • ALT: alanine aminotransferase
  • AMA: antimitochondrial antibody
  • AMP: adenosine monophosphate
  • ANA: antinuclear antibody
  • ASMA: anti–smooth muscle antibody
  • AST: aspartate aminotransferase
  • BNP: B-type natriuretic peptide
  • BUN: blood urea nitrogen
  • c-ANCA: cytoplasmic antineutrophil cytoplasmic antibodies
  • CBC: complete blood cell
  • CDI: Clostridium difficile infection
  • CHF: congestive heart failure
  • CMV: cytomegalovirus
  • CPK: creatinine phosphokinase
  • C&S: culture and sensitivity
  • CSF: cerebrospinal fluid
  • CT: computed tomography
  • DHEAS: dehydroepiandrosterone sulfate
  • DIC: disseminated intravascular coagulation
  • DNA: deoxyribonucleic acid
  • Ds: double strand
  • DS: dehydroepiandrosterone
  • DVT: deep vein thrombosis
  • EB: Epstein-Barr
  • ECG: electrocardiogram
  • ECM: erythema chronicum migrans
  • ELISA: enzyme-linked immunosorbent assay
  • EMG: electromyogram
  • EPS: electrophysiologic
  • ERCP: endoscopic retrograde cholangiopancreatography
  • ESR: erythrocyte sedimentation rate
  • EUS: endoscopy ultrasound
  • FBS: fasting blood sugar
  • FENa: fractional excretion of sodium
  • FNAB: fine-needle aspiration biopsy
  • FSH: follicle-stimulating hormone
  • FUO: fever of undetermined origin
  • GB: gallbladder
  • GFR: glomerular filtration rate
  • GGT: γ-glutamyl transferase
  • GGTP: γ-glutamyl transpeptidase
  • GnRH: gonadotropin-releasing hormone
  • HBsAg: hepatitis B surface antigen
  • hCG: human chorionic gonadotropin
  • HCV: hepatitis C virus
  • HIV: human immunodeficiency virus
  • HSV: herpes simplex virus
  • IEP: immunoelectrophoresis
  • Ig: immunoglobulin
  • IGF: insulin-like growth factor
  • INR: International Normalized Ratio
  • IV: intravenous
  • IVP: intravenous pyelogram
  • K: potassium
  • KOH: potassium hydroxide
  • LDH: lactate dehydrogenase
  • LGV: lymphogranuloma venereum
  • LH: luteinizing hormone
  • LKM: liver kidney microsomal
  • LS: lumbosacral
  • LP: lumbar puncture
  • Na: sodium
  • MIBG: metaiodobenzylguanidine
  • MRA: magnetic resonance angiogram
  • MRCP: magnetic resonance cholangiopancreatography
  • MRDTI: magnetic resonance direct thrombus imaging
  • MRI: magnetic resonance imaging
  • O&P: orthotic and prosthetic
  • OR: operating room
  • PA: posteroanterior
  • PAC: plasma aldosterone concentration
  • p-ANCA: perinuclear antineutrophil cytoplasmic antibody
  • PCOS: polycystic ovary syndrome
  • PCR: polymerase chain reaction
  • PCreat: plasma creatinine
  • PE: pulmonary embolism
  • PET: positron emission tomography
  • PFA: platelet function analysis
  • PNa: plasma sodium
  • PPD: purified protein derivative
  • PRA: plasma renin activity
  • PSA: prostate-specific antigen
  • PT: prothrombin time
  • PTH: parathyroid hormone
  • PTT: partial thromboplastin time
  • RAIU: radioactive iodine uptake
  • RBC: red blood cell
  • RDW: red blood cell distribution width
  • RF: rheumatoid factor
  • RNP: ribonucleoprotein
  • r/o: rule out
  • RSD: reflex sympathetic dystrophy
  • SBE: subacute bacterial endocarditis
  • TB: tuberculosis
  • Tc: technetium
  • TEE: transesophageal echocardiogram
  • TIA: transient ischemic attack
  • TIBC: total iron-binding capacity
  • TRH: thyrotropin-releasing hormone
  • TSH: thyroid-stimulating hormone
  • TT: thrombin time
  • TTKG: transtubular potassium gradient
  • UGI: upper gastrointestinal
  • UCreat: urine creatinine
  • UNa: urine sodium
  • UOsmo: urine osmolarity
  • VDRL: venereal disease research laboratories
  • V/Q: ventilation-perfusion
  • WBC: white blood cell

8 luglio 2020

I principali agenti antiepilettici per le assenze

etosuccimide

acido valproico

lamotrigina

2 luglio 2020

Aneurisma e dissezione dell'aorta, elementi diagnostici

Poiché la maggior parte dei pazienti con aneurismi aortici addominali sono asintomatici, la maggior parte degli aneurismi aortici addominali viene rilevata in studi di immagini effettuati per altre indicazioni.

I pazienti di età superiore a 50 anni che presentano dolori addominali o al dorso di eziologia non chiara devono essere valutati per la presenza di eventuali aneurismi aortici addominali.

Gli uomini asintomatici di età superiore a 65 anni che hanno sempre fumato devono essere ammessi per verificare un eventuale aneurisma aortico addominale.

Per lo screening occorre considerare tutti i pazienti di età superiore a 60 anni che hanno una forte storia familiare di aneurismi aortici addominali.

I pazienti che presentano improvvise insorgenze di dolore toracico o dorsolombare grave senza chiara eziologia devono essere valutati per una possibile dissezione.

La dissezione può mimare molte altre condizioni di urgenza addominale