RICERCA TRA GLI OLTRE 10MILA ARGOMENTI

7 febbraio 2019

Gli inibitori del trasportatore Sodio-Glucosio di tipo 2 (SGLT2)

Meccanismo d'azione

aumentano l'escrezione urinaria del glucosio eliminando il riassorbimento del glucosio renale.

Sono utilizzati nella gestione del diabete mellito di tipo 2.


Quali sono:

Canagliflozin

Dapagliflozin

Empagliflozin

Ertugliflozin

Ipragliflozin

Luseogliflozin

Tofogliflozin

Prognosi della cardiovasculopatia nei diabetici

La cardiovasculopatia diabetica è la principale causa di morte nelle persone affette da diabete.

I diabetici hanno un rischio di 1,5 volte maggiore di infarto miocardico rispetto alle persone senza diabete.

La coronaropatia nei diabetici è più grave rispetto alla coronaropatia dei non diabetici, inizia in età precoce ed è più costosa nella gestione.

La sopravvivenza dopo un infarto miocardico è peggiore sia negli uomini che nelle donne con diabete.

Il diabete è un predittore indipendente di morbilità e di mortalità cardiovascolare nelle persone con insufficienza cardiaca.

Il rischio relativo di decesso correlato alla cardiovasculopatia o di ospedalizzazione correlata all'insufficienza cardiaca è maggiore nei pazienti con frazione di eiezione conservata (insufficienza cardiaca diastolica) rispetto a quelli con bassa frazione di eiezione.

Attualmente, esistono due tipi di stent coronarico: il cosiddetto stent coronarico tradizionale e il cosiddetto stent coronarico a rilascio di farmaco (o stent coronarico a eluizione)

Studi multipli che confrontano by-pass aorto-coronarico verso un intervento percutaneo con stent a rilascio di farmaco hanno dimostrato che il diabete è un predittore indipendente di restenosi della lesione bersaglio.

Gli stent a rilascio di farmaco sembrano essere superiori agli stent tradizionali nei pazienti affetti da diabete, per ciò che riguarda i principali eventi avversi cardiaci come la morte, l'infarto miocardico o la necessità di rivascolarizzazione ripetuta.

5 febbraio 2019

Metastasi ossee, da quali organi possono più frequentemente originare

mammella

polmone

tiroide

rene

prostata


Le radiografie e la scintigrafia di solito mostrano lesioni osteolitiche (raramente osteoblastiche) che coinvolgono ossa multiple.

La tac può rivelare altri organi colpiti dalla malattia metastatica.

La biopsia conferma la diagnosi

Generalmente si verificano in età più avanzata rispetto ai tumori primitivi delle ossa

3 febbraio 2019

Levofloxacina, alcune indicazioni

Sinusite acuta

Bronchite cronica riacutizzata

Polmoniti acquisite in comunità

Polmoniti nosocomiali

Infezioni non complicate delle vie urinarie

Infezioni complicate delle vie urinarie

Pielonefrite acuta semplice o complicata
Trattamento empirico.

Cistite complicata
Terapia empirica.

Diarrea del viaggiatore
Profilassi.
Trattamento.

Prostatite batterica cronica

Infezioni della pelle e dei tessuti molli

Antrace inalatorio

Infezioni oculari esterne

Adenoma tossico tiroideo, sintomi e segni comuni

iperfagia

perdita di peso

cute umida e calda

sudorazione/intolleranza al calore

nervosismo, agitazione, insonnia

tremore

palpitazioni

astenia

alvo frequente fino a diarroico

dispnea

tachicardia

ipertensione spesso associata a ipertrofia del ventricolo sinistro

oligomenorrea

segno di Graefe
incapacità o ritardo della palpebra superiore di muoversi contestualmente al globo oculare, quando lo sguardo del paziente viene ruotato volontariamente verso il basso. Ne consegue che la parte di sclera sopra la cornea (limbo sclero- corneale), usualmente nascosta dalla contemporanea discesa palpebrale, rimane in questo caso scoperta

2 febbraio 2019

Ipotiroidismo, segni e sintomi più comuni

 debolezza

 sensibilità al freddo

 stitichezza

 aumento di peso

 depressione

sonnolenza

ottundimento cerebrale

 letargia

 irregolarità mestruali

 mialgie

 pelle secca

 edema palpebrale

 lingua aumentata di volume

 edema facciale

 capelli grossi

 bradicardia

 voce rauca

 ipertensione diastolica

riflessi tendinei con fase di rilassamento ritardata

gozzo

1 febbraio 2019

Peramivir

Attenzione i dati di sicurezza ed efficacia di Peramivir sono limitati.

Peramivir è un inibitore della neuraminidasi usato per il trattamento dell'influenza A senza complicazioni.


Per l'influenza non complicata acuta, una singola dose endovenosa di 300 o 600 mg è somministrata per infusione endovenosa nell’arco di 15-30 minuti.

Se i sintomi persistono, la dose di 600 mg potrebbe essere ripetuta per una volta al giorno.
Gli studi hanno suggerito il trattamento per 5 e fino a 10 giorni.

Sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti con compromissione renale
Le dosi endovenose di Peramivir devono essere ridotte in pazienti con compromissione renale, in base alla clearance della creatinina (CC): CC da 30 a 49 mL/minuto: 200 mg al giorno CC da 10 a 29 mL/minuto: 100 mg al giorno
Peramivir deve essere somministrato dopo l'emodialisi.


Effetti avversi
Gli eventi avversi più comunemente segnalati sono stati diarrea o stipsi, insonnia, aumento degli enzimi epatici, iperglicemia, ipertensione e neutropenia.
Raramente può causare gravi reazioni cutanee. Come con altri inibitori della neuraminidasi, i sintomi neurologici e comportamentali sono stati segnalati raramente.
Sono stati segnalati delirio, allucinazioni e comportamento anomalo in pazienti con influenza trattati con peramivir. Questi eventi sono stati segnalati principalmente in pazienti pediatrici e spesso sono stati caratterizzati da un’insorgenza improvvisa e una rapida scomparsa.


FLECTOR


FLECTOR® CEROTTO MEDICATO

N.B. Alcuni lavori hanno dimostrato che Il diclofenac per uso topico  nel trattamento dell'osteoartrosi si è rivelato efficace e meglio tollerato rispetto al diclofenac orale

Flector® è un cerotto autoadesivo medicato per il trattamento locale di stati dolorosi e infiammatori di natura reumatica o traumatica - mal di schiena, artrosi, traumi sportivi come distorsioni e contusioni.
Se applicato sulla pelle intatta e sana, in corrispondenza dell'area dove si avverte dolore, è possibile beneficiare di un'azione antiinfiammatoria mirata e rapida, grazie a un rilascio graduale e costante del principio attivo, fino a 12 ore consecutive.

Flector® è a base di Diclofenac, antinfiammatorio non steroideo per uso topico, combinato con il sale di idrossietilpirrolidina (DIEP), in grado di facilitare l'assorbimento e la concentrazione del principio attivo nella zona colpita dal dolore, permettendo una rapida ma prolungata azione farmacologica antinfiammatoria, antiedemigena e analgesica proprio dove serve.

Posologia: 1 o 2 cerotti al giorno.

I vantaggi del cerotto
Raggiunge solo la zona interessata dall'infiammazione, evitando il passaggio attraverso lo stomaco e l'assorbimento nel circolo sanguigno che, come noto, può a volte provocare effetti collaterali.

Rilascia in modo continuo e costante il principio attivo nell'arco della giornata (12 ore), consentendo un ridotto numero di applicazioni giornaliere.

Autoadesivo senza solventi Flector Cerotto Medicato si adatta al meglio allo strato cutaneo perché privo di solventi residui di tipo organico (come toluene, esano, isopropanolo) e grazie all'elevato contenuto di acqua offre un'idratazione continua della pelle.

Tecnologia Hydrogel: ottimale comfort e idratazione della pelle

Flector cerotto è composto da 3 strati: una pellicola trasparente protettiva che viene rimossa prima dell'applicazione, lo strato hydrogel autoadesivo contenente il principio attivo e una parte in tessuto che offre flessibilità al prodotto permettendo il comfort necessario per la pelle.
Grazie alla sua struttura molecolare, l'hydrogel contiene un elevato quantitativo di acqua (circa il 45%) che, evaporando, conferisce alla pelle un effetto criogeno, consentendo ai principi attivi, per effetto osmotico, di permeare attraverso la cute.

Nel momento in cui questo post è pubblicato l'autore è in trattamento (con risultati molto positivi) con Flector cerotto

29 gennaio 2019

Antipertensivo ritirato dalle farmacie. AIFA, risultato fuori specifica: ecco il lotto e info


L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ha disposto il ritiro dalle farmacie di un farmaco antipertensivo. Nello specifico, si tratta delle confezioni di un lotto e precisamente il n. 651042 scad. luglio 2019 della specialità medicinale CARVEDILOLO ALMUS*28CPR 6,25MG – AIC 036471011. A comunicarlo la Società Skills in Healthcare Italia, con propria e-mail pervenuta il 25 gennaio 2019, in qualità di concessionario di vendita della ditta Janssen Cilag Spa che specifica inoltre che si tratta di un ritiro volontario dell'azienda.

Il provvedimento è stato disposto, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, in via precauzionale, in seguito al riscontro di un risultato fuori specifica per quanto riguarda la determinazione delle sostanze correlate sconosciute.

Le farmacie che hanno acquistato le confezioni del lotto citato direttamente da Skills in Healthcare Italia dovranno richiedere l'autorizzazione al reso, indicando numero di confezioni e relativo numero di lotto, al Customer Service di Skills in Healthcare ai seguenti riferimenti: Fax. +39 0185065261 - e-mail: info@skills-in-healthcare.it. Il Customer Service provvederà all'analisi delle richieste e comunicherà ai clienti la proceduta da seguire per la gestione di tali prodotti.

28 gennaio 2019

Proteina C-reattiva elevata come predittore di cardiovasculopatia nel diabetico

È un marker di rischio indipendente dai livelli di colesterolo e trigliceridi del soggetto.

Livelli di 2,4 mg/L si associano a un rischio doppio di malattia coronarica e infarto rispetto a soggetti con valori inferiori a 1 mg/L 


Provvedimenti per ridurre i valori di proteina C
controllare e normalizzare la glicemia
statine
dieta equilibrata
esercizio fisico
ridurre il peso
controllare la PA e normalizzarla in caso di valori pressori elevati
sospendere il fumo

Dislipidemia e diabete

Oltre il 40% degli adulti diabetici è affetto da dislipidemia.
La variante più comune è: trigliceridi elevati e colesterolo HDL ridotto.

Anche se l'ipercolesterolemia e l'ipertrigliceridemia sono predittivi di cardiovasculopatia nei diabetici  di tipo 2, un basso colesterolo HDL è un predittivo ancora più importante di cardiovasculopatia in questi pazienti


Nella popolazione diabetica, la maggior parte degli studi sul trattamento delle dislipidemie si basa sulla prevenzione secondaria della cardiovasculopatia.
Tuttavia, studi clinici multipli che hanno incluso sottogruppi di diabetici hanno suggerito che la riduzione dei lipidi è altrettanto vantaggiosa anche nella prevenzione primaria di tali pazienti..

Lesinurad

Un agente uricosurico che inibisce i trasportatori di acido urico (URAT1 e OAT4) nel tubulo prossimale del rene.

Dosaggio
200 mg per via orale una volta al giorno

Approvato dall'FDA per essere utilizzato in associazione con allopurinolo o febuxostat.

Può essere considerato come una terapia aggiuntiva all'allopurinolo o al febuxostat in pazienti che non hanno raggiunto il target di livelli sierici di acido urico con un inibitore della xantinaossidasi soltanto

In recenti studi una combinazione di lesinurad e allopurinolo aumentava modestamente la proporzione di soggetti che raggiungevano un'uricemia < 6 mg/dL dopo 6 mesi rispetto all'uso di allopurinolo da solo. 

Effetti collaterali
Lesinurad è stato associato ad un aumento ≥ 1,5 della creatinina sierica e ad innalzamento dei test di funzionalità epatica.

Levofloxacina, uso e dosi

Levofloxacina è l'S-isomero del fluorochinolone ofloxacina 
 È somministrata per via orale o per infusione endovenosa nel trattamento di infezioni sensibili, inclusa la tubercolosi.

Può anche essere somministrata per inalazione nel trattamento di infezioni polmonari croniche causate da Pseudomonas aeruginosa in pazienti con fibrosi cistica 

Le dosi usuali orali o endovenose vanno da 250 a 500 mg una o due volte al giorno per 7-14 giorni a seconda della gravità e della natura dell'infezione. 

Una dose di 250 mg una volta al giorno per 3 giorni può essere somministrata per es. per le infezioni delle vie urinarie non complicate. 

Un ciclo di trattamento di 28 giorni con una dose di 500 mg una volta al giorno deve essere somministrato per la prostatite batterica cronica. 

Dosi di 750 mg una volta al giorno per 7-14 giorni possono essere utilizzate per infezioni cutanee complicate e per la polmonite acquisita in ospedale

Un trattamento con 750 mg di levofloxacina una volta al giorno per 5 giorni può essere indicato per la polmonite acquisita in comunità, la sinusite batterica acuta, le infezioni complicate del tratto urinario e la pielonefrite acuta. 

Un trattamento di 60 giorni con una dose di 500 mg una volta al giorno è ammesso negli Stati Uniti per la terapia e la profilassi post-esposizione da inalazione di antrace. 

Le dosi per via endovenosa devono essere somministrate come soluzione da 5 mg/mL in 30-90 minuti. 

L'equivalente di levofloxacina 240 mg due volte al giorno può essere somministrato per inalazione tramite un nebulizzatore. 
Il trattamento è continuato per 28 giorni, seguiti da 28 giorni di non trattamento; Questa terapia ciclica può essere ripetuta per tutto il tempo necessario. Se necessario, un broncodilatatore a breve durata può essere inalato a  può essere utilizzato fino a 4 ore prima della levofloxacina per prevenire il broncospasmo. 

Le dosi devono essere ridotte in pazienti con compromissione renale


Levofloxacina è anche usata topicamente come emiidrato in gocce per uso oculare. Una soluzione contenente l'equivalente dello 0,5% di levofloxacina è utilizzata per il trattamento della congiuntivite batterica e dell'1,5% per le ulcere corneali causate da ceppi sensibili di batteri.

27 gennaio 2019

Medrossiprogesterone acetato

è un progestinico, un farmaco di sintesi che simula il progesterone, uno degli ormoni femminili.  Ma anche gli uomini producono piccole quantità di quest’ormone.
Viene utilizzato 

come contraccettivo orale

nella menopausa

nelle endometriosi ed in generale in endocrinologia ginecologica

nelle forme di anoressia-cachessia neoplastica e non quale quella da AIDS

nei maschi può essere utilizzato nella fase preliminare della terapia per il cambio di sesso

per il trattamento del carcinoma mammario, dell’utero, della prostata, del rene (ipernefroma)

L’impiego è stato esteso anche al trattamento del tumore della mammella maschile.


Come agisce

Non si sa esattamente come agisca

Si pensa che in qualche modo interferisca con l’azione degli estrogeni

Ad esempio molte forme di carcinoma mammario hanno bisogno della presenza di estrogeni per crescere. 

Sulla superficie delle cellule tumorali sono presenti recettori, che sono sensibili alla presenza degli ormoni sessuali.  
Il medrossiprogesterone acetato interferisce in qualche modo con il processo di attivazione delle cellule neoplastiche da parte degli ormoni sessuali

La dispepsia non ulcerosa

La gestione iniziale della dispepsia non ulcerosa di solito include consigli per evitare l'alcool, la caffeina, il fumo, e gli alimenti che aggravano i disturbi, e di assumere piccoli pasti regolari per aiutare la digestione. 

I risultati degli studi sui farmaci per la dispepsia non-ulcerosa sono stati variabili e difficili da valutare in quanto la condizione tende ad essere auto-limitantesi, e c'è spesso una risposta positiva al placebo.

Spesso sono utilizzati i farmaci che sopprimono l'aciditá gastrica come gli antiacidi o i farmaci antisecretori 

Gli antiacidi possono dare un certo sollievo sintomatico e sono ampiamente usati come auto-medicazione. Tuttavia, è inadeguato il loro uso a lungo termine. 

Similmente, sono spesso assunti gli H2-antagonisti, particolarmente per i sintomi causati da reflusso ed alcuni autori hanno suggerito il loro beneficio, almeno in una certa percentuale di pazienti. 

Gli inibitori della pompa protonica (PPI) così anche sono usati ampiamente; alcuni li considerano superiori agli H2-antagonisti. 
Essi possono essere utili nella terapia "on demand" per gestire i sintomi a lungo termine

Non è chiaro quale ruolo svolga l'Helicobacter pylori nella patologia della dispepsia non-ulcerosa
Una meta-analisi ha provato che l'eradicazione non è di alcun beneficio in caso di dispepsia non-ulcerosa, ma, un altro studio invece, che ha coinvolto più pazienti, ha evidenziato che un piccolo beneficio si è certamente verificato, anche se è stato osservato che la maggior parte dei pazienti positivi per la presenza di H. pylori continua ad avere sintomi dopo l'eradicazione. 

La gestione iniziale della dispepsia nei pazienti sotto i 55 anni di età, che non hanno i cosiddetti "sintomi di allarme" (come sanguinamento gastrointestinale cronico, perdita di peso non intenzionale, difficoltà a deglutire, vomito persistente, anemia da carenza di ferro, o massa epigastrica) dovrebbe consistere in:
-un trattamento empirico di un mese con inibitori della pompa protonica
-un test per la presenza di Helicobacter pylori, ed in caso di positivitá una terapia di eradicazione appropriata. 

Coloro che sono H. pylori-negativi dovrebbero essere sottoposti ad un trattamento empirico per la soppressione acida con un inibitore della pompa protonica per 1-2 mesi 

i pazienti di oltre 55 anni, o quelli con i sintomi di allarme, dovrebbero essere indirizzati all'endoscopia. Dopo l'endoscopia, il trattamento dovrebbe essere mirato alla diagnosi di fondo.

Anche i farmaci procinetici possono essere somministrati, in particolare se si sospetta un disturbo della motilità gastrointestinale sottostante. 
Infatti una meta-analisi ha suggerito che la terapia procinetica può essere più efficace di un H2-antagonista nella dispepsia non-ulcerosa
In ogni caso comunque le esperienze con domperidone o metoclopramide non sono sufficienti. 

Gli altri approcci alla terapia farmacologica includono l'uso di un sale di bismuto insolubile, e l'uso di antispastici. 

Gli antidepressivi possono altresì avere un ruolo limitato in alcuni pazienti


25 gennaio 2019

Cardiomiopatia post-parto (segni, sintomi, indagini)

Quadro clinico
La paziente presenta dispnea, tosse, ortopnea, dispnea parossistica notturna, emottisi, e disagio toracico, che sono anche sintomi comuni di un'embolia polmonare.

La cardiomiopatia post-parto è definita sulla base di 4 criteri:

1) sviluppo di insufficienza cardiaca nell'ultimo mese di gravidanza o entro 5 mesi dal parto

2) assenza di una causa identificabile di insufficienza cardiaca

3) assenza di cardiopatia riconoscibile prima dell'ultimo mese di gravidanza

4) disfunzione sistolica ventricolare sinistra evidenziabile all'ecocardiografia.


Fattori di rischio
Un certo numero di fattori di rischio potenziali possono indicare la diagnosi, questi comprendono l'età > 30 anni, la multiparità, le donne di discendenza africana, la gravidanza con i feti multipli, una storia di pre-eclampsia/eclampsia/ipertensione post-partum e l'abuso materno di cocaina.


Esami
In presenza di D-dimeri e fattori di rischio positivi per eventi tromboembolici, l'ecocardiografia identificherà la disfunzione sistolica ventricolare di sinistra sottostante e punterà alla diagnosi di cardiomiopatia post-parto

Di solito l'ecocardiografia mostra l'ingrandimento ventricolare sinistro ed una significativa riduzione globale della frazione di eiezione.
Altri risultati possono includere l'ingrandimento atriale sinistro, il rigurgito mitrale e tricuspidalico e una piccola effusione pericardica.

Dumping syndrome

Complicanza possibile del gastroresecato

Cause
alterazioni della secrezione di serotonina, motilina e sostanza P


Quadro clinico
tensione epigastrica dolorosa
diarrea
vertigini
tachicardia
ipotensione
ipoglicemia!


Trattamento
I pazienti con sindrome di dumping devono evitare di ingerire zuccheri concentrati
Pasti preferibilmente solidi, piccoli e frequenti da assumere possibilmente in clinostatismo
acarbosio ai pasti principali (riduce l'assorbimento degli zuccheri

23 gennaio 2019

Oseltamivir (Tamiflu) e zanamivir (Relenza) ed influenza

N.b. La terapia antivirale non dovrebbe sostituirsi alla vaccinazione.

Oseltamivir e zanamivir sono antivirali che agiscono inibendo la neuroaminidasi virale (sita sulla superficie del virus influenzale) e quindi riducendo la liberazione del virus dalle cellule infettate.
Sono attivi anche nei pazienti resistenti agli inibitori delle proteine M (amantadina e rimantadina

Oseltamivir e zanamivir possono prevenire l'influenza allorquando vi é risposta positiva a tutti i seguenti criteri:

-La quantità di virus influenzale che circola è sufficiente a far pensare che se qualcuno presenta i prodromi di una malattia simil-influenzale è probabile che questi siano causati dal virus dell'influenza.

-Il soggetto è in un gruppo a rischio.
Tra i gruppi a rischio sono inclusi i pazienti affetti da patologie polmonari croniche (inclusa l'asma) o cardiache, diabete, malattie renali, malattie epatiche, patologie neurologiche croniche o immunosoppressione. 
Sono inclusi inoltre  i pazienti nelle case di cura o nelle strutture di cura per pazienti cronici, bimbi tra i 6 mesi ed i 6 anni, adulti con etá superiore a 65 anni, donne incinte e sanitari o badanti a membri di una popolazione a rischio. 

-Il soggetto è stato in contatto con un paziente affetto da una malattia simil-influenzale e può iniziare il trattamento entro 36 ore (per zanamivir) o entro 48 ore (per oseltamivir).

-Il soggetto non è stato efficacemente protetto dalla vaccinazione o non é stato vaccinato per controindicazioni alla vaccinazione


Studi controllati randomizzati hanno dimostrato che quando i suddetti antivirali sono istituiti entro 48 ore da un contatto con un paziente sofferente di una malattia simil-influenzale, vi è stata una riduzione del numero di casi di influenza sintomatica.

Gli antivirali possono accorciare la durata dei sintomi dell'influenza stagionale (da 1 a 2 giorni), l’intensitá della malattia, e le ospedalizzazioni ma non possono influenzare i sintomi causati da altri virus indistinguibili clinicamente dall'influenza stagionale.


Oseltamivir (Tamiflu) può essere utilizzato in adulti e bambini di tutte le età, ed è somministrato per 10 giorni in bambini e almeno 7 giorni in adulti per questa indicazione. Deve essere avviato entro 2 giorni dall'esposizione.
Il dosaggio deve essere ridotto in caso di insufficienza renale.
Effetti collaterali: cefalea, nausea, dolori addominali che si riducono se il farmaco ciene assunto in concomitanza con il cibo.


Zanamivir (Relenza) è somministrato per 28 giorni in adulti e bambini oltre 5 anni di età per questa indicazione, e dovrebbe essere avviato entro 5 giorni dal contagio. 
Talvolta é efficace in pazienti resistenti all’oseltamivir
Essendo una polvere per inalazione, puó avere effetti collaterali a livello locale negli asmatici provocando broncospasmo.

Non é richiesta riduzione delle dosi in caso di insufficienza renale

Batteri che più comunemente causano una prostatite acuta batterica

Escherichia coli

Batteri appartenenti al genere proteus

Batteri appartenenti al genere klebsiella

20 gennaio 2019

Ranitidina in pazienti con dispepsia cronica episodica

Per il trattamento sintomatico a breve termine della dispepsia può essere somministrata, se necessario, una dose di 75 mg, ripetuta, se necessario, fino ad un massimo di 4 dosi giornaliere.

Il trattamento deve essere limitato ad un massimo di 2 settimane di uso continuo.

Dapagliflozin e funzionalità renale

L'efficacia di dapagliflozin dipende dalla funzionalità renale.
L'efficacia del farmaco infatti è ridotta in caso di danno renale moderato ed è praticamente assente in pazienti con un danno renale grave. 

Dapagliflozin non è raccomandato in pazienti con danno renale da moderato a grave (pazienti con clearance della creatinina [CrCl]< 60 ml/min o velocità di filtrazione glomerulare stimata [eGFR] < 60 ml/min/1,73 m2.


In caso di danno renale lieve invece non è indicato alcun aggiustamento della dose.

18 gennaio 2019

Aifa ritira collirio dalle farmacie: ecco il lotto e info


AIFA, l'Agenzia italiana del farmaco, ha disposto il ritiro di un lotto del prodotto omeopatico EUPHRASIA COLLIRIO della ditta Cemon Srl. Nello specifico si tratta del collirio EUPHRASIA COLL STILLDO 10F 0,4 – cod. 800423562 - lotto n. 17G10 con scadenza minima 07-2022 e EUPHRASIA COLL STILLDO 20F 0,4 – cod. 800177610 - lotto n. 17G10 con scadenza minima 07-2022.

Il provvedimento, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, a seguito del verbale ispettivo pervenuto al competente Ufficio dell'Aifa e successiva comunicazione della ditta produttrice, concernente il rilascio sul mercato di tre lotti (confezioni da 10 unità monodose, da 20 unità monodose e da 5 unità monodose campioni medici) con un unico certificato riferito al lotto di semilavorato. La ditta Cemon ha comunicato l'avvio della procedura di ritiro che il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute è invitato a verificare.

Lansoprazolo, farmacocinetica

Il lansoprazolo viene assorbito rapidamente dopo una dose orale.

Le concentrazioni plasmatiche di picco si verificano dopo circa 1,5 - 2 ore.
La biodisponibilità è dell'80% o più anche con la prima dose, sebbene il farmaco debba essere ottenuto in forma gastroprotetta, dato che lansoprazolo è instabile al pH acido

Il cibo rallenta l'assorbimento di lansoprazolo e riduce la biodisponibilità di circa il 50%.

Lansoprazolo è legato per il 97% alle proteine plasmatiche.

Viene metabolizzato in modo esteso nel fegato.

I metaboliti sono escreti principalmente nelle feci attraverso la bile; solo il 15 - 30% di una dose viene escreta nelle urine.

L'emivita di eliminazione plasmatica è di circa 1 - 2 ore, ma la durata dell azione è ancora lunga.

La clearance è diminuita nei pazienti anziani e in insufficienza epatica.

Esomeprazolo, farmacocinetica

L'esomeprazole è rapidamente assorbito dopo la dose orale e i livelli plasmatici di picco si verificano dopo circa 1 a 2 ore.

È un acido labile perciò è stata sviluppata una formulazione gastroresistente. La biodisponibilità dell'esomeprazolo aumenta con il dosaggio ripetuto a circa 68 e 89% per le dosi rispettivamente di 20 e 40 mg.

Gli alimenti ritardano e diminuiscono l'assorbimento dell'esomeprazole, tutto ciò comunque non cambia significativamente il relativo effetto sull'acidità intragastrica.

L'esomeprazolo è per il 97% legato alle proteine plasmatiche.

È metabolizzato estesamente nel fegato a metaboliti idrossi- e desmetil-, che non hanno effetto sulla secrezione acida gastrica.

Con il dosaggio ripetuto, si verifica una riduzione nel metabolismo di primo-passaggio e nella clearance sistemica, probabilmente causata da un'inibizione dell' isoenzima CYP2C19.
Tuttavia, non si verifica accumulo durante l'uso quotidiano.

L'emivita di eliminazione dal plasma è di circa 1,3 ore.

Quasi l' 80% di una dose orale viene eliminato come metaboliti nelle urine, il resto nelle feci.

Segno del punto che duole

In caso di ulcera peptica Il paziente puo' mostrare con un dito il punto, a livello dell'addome (solitamente superiore) che gli duole. Non è un segno comune