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24 gennaio 2020

Batteriuria asintomatica

Lo screening e il trattamento del paziente con una batteriuria asintomatico non sono giustificati in generale, benché le raccomandazioni varino in funzione dell'ambiente.
I pazienti con batteriuria asintomatica che possono essere ad alto rischio di complicanze gravi (e che pertanto exigono un approccio più aggressivo alla diagnosi e al trattamento) includono le donne in stato di gravidanza, i pazienti sottoposti a chirurgia genitourinaria traumatica e i pazienti con trapianto renale.

La scelta dell'agente antimicrobico deve essere basata sulla sensibilità dell uropatogeni e sulla sicurezza per il paziente. 

Le donne gravide con batteriuria asintomatica devono essere trattate con agenti considerati sicuri in gravidanza, quali amoxicillina, cefalosporine o nitrofurantoina.

Vi sono alcune situazioni in cui la selezione e il trattamento di una batteriuria asintomatica non sono indicate e possono effettivamente determinare effetti negativi e aumentare la resistenza antimicrobica. 
Queste situazioni includono batteriuria asintomatica associata alla catteterzzazione della vescica o alla vescica neurogena, e alla batteriuria asintomatica in soggetti di età superiore ai 65 anni.

Ischemia cronica arti inferiori

Altre entità cliniche, come i crampi notturni, l'artrosi o la neuropatia diabetica  sensoriale, devono essere considerate nella diagnosi differenziale dell'ischemia degli arti inferiori. 

I pazienti con crampi notturni di solito traggono sollievo dopo il massaggio muscolare, il camminare, o la somministrazione di un farmaco antispasmodico. 

L'artrosi produce tipicamente un dolore intermittente a intervalli definiti, in contrasto con il dolore costante che è caratteristico dell'ischemia critica degli arti. 

Il dolore della neuropatia sensoriale diabetica non è necessariamente associato al decubito supino.

La diagnosi differenziale dell'ischemia di un arto e dell'ischemia digitale dovrebbe includere anche i disturbi del tessuto connettivo, come il lupus eritematoso sistemico e la sclerodermia
Altre entità da considerare sono la vasculite (in particolare, la tromboangite obliterante), l'aterotromboembolismo, la neuropatia sensoriale diabetica, la distrofia simpatica riflessa e l'artrite della gotta acuta.

Raccomandazioni attuali sul trattamento del diabete di tipo 2

La raccomandazione attuale è quella di iniziare la terapia con metformina al momento della diagnosi e non aspettare di vedere se il paziente può raggiungere il controllo glicemico bersaglio con la gestione del peso e l'esercizio fisico.  


La metformina è vantaggiosa perché, oltre a ridurre la glicemia senza il rischio di ipoglicemia, abbassa anche i trigliceridi del siero e promuove una modesta perdita di peso.  
Nello studio UKPDS, l'uso di metformina nei partecipanti obesi è stato associato alla riduzione del rischio di eventi cardiovascolari.  
Il farmaco, tuttavia, non può essere utilizzato in pazienti con malattia renale allo stadio finale, e talvolta gli effetti collaterali gastrointestinali si sviluppano anche alle dosi più basse e persistono nel tempo.  
In queste circostanze la scelta dell'agente iniziale dipende da una serie di fattori, tra cui condizioni di comorbidità, reazioni avverse ai farmaci, capacità del paziente di monitorare l'ipoglicemia, costo dei farmaci e preferenze del paziente e del medico.  

Il pioglitazone migliora l'insulino-resistenza periferica e riduce il glucosio senza causare ipoglicemia.  
Le reazioni avverse fastidiose includono aumento di peso, ritenzione di liquidi e insufficienza cardiaca, aumento del rischio di frattura nelle donne e possibile aumento del rischio di cancro alla vescica.  
Il pioglitazone è controindicato nei pazienti con malattia epatica attiva e nei pazienti con enzimi epatici 2,5 volte o più oltre il limite superiore del normale.  

Gli inibitori dell'alfa-glucosidasi (acarbosio, miglitolo) hanno modesti effetti di riduzione del glucosio e hanno effetti collaterali gastrointestinali.  

Gli agonisti del recettore GLP-1 (ad esempio, exenatide o liraglutide) hanno un rischio inferiore di ipoglicemia rispetto alle solfaniluree e promuovono la perdita di peso; tuttavia, devono essere somministrati per iniezione sottocutanea.
Questi agenti causano nausea, possono causare pancreatite, e sono controindicati in pazienti con gastroparesi.  Liraglutide ha dimostrato di avere un effetto benefico sugli esiti cardiovascolari.  

Gli inibitori del DPP-4 (ad esempio, il sitagliptin) hanno anche un basso rischio di ipoglicemia e non causano nausea o vomito.  
Possono essere utilizzati anche in pazienti con compromissione renale.  
Ci sono, tuttavia, segnalazioni di gravi reazioni allergiche, tra cui anafilassi, angioedema, e sindrome di Stevens-Johnson.  
C'è anche la preoccupazione che essi possono, come gli agonisti del recettore GLP-1, causare pancreatite.  

Gli inibitori SGLT2 (ad esempio, canagliflozin) abbassano i livelli di glucosio a digiuno e quelli postprandiale.  
Hanno anche un basso rischio di ipoglicemia, promuovono la perdita di peso, e abbassano i livelli di pressione sanguigna.  
L'empagliflozin e il canagliflozin possono anche avere un effetto benefico sugli esiti cardiovascolari.  
Tuttavia aumentano il rischio di infezioni genitali micotiche e di infezioni delle vie urinarie.
Possono causare riduzione del volume e sono meno efficaci nei pazienti con malattia renale.

Quando il diabete non è ben controllato con la terapia iniziale (di solito metformina), allora dovrebbe essere aggiunto un secondo agente.  

Le Solfoniluree sono disponibili da molti anni e il loro uso in combinazione con metformina è ben consolidato
Tuttavia, possono causare ipoglicemia e aumento di peso.  Nei pazienti che sperimentano iperglicemia dopo un pasto ricco di carboidrati (come la cena), un secretagogo ad azione breve (repaglinide o nateglinide) prima dei pasti può essere sufficiente per ottenere i livelli di glucosio nell'intervallo target.  

I pazienti con grave insulino-resistenza possono essere candidati per il pioglitazone.  

I pazienti che sono molto preoccupati per l'aumento di peso possono beneficiare del trattamento  di un agonista del recettore GLP-1 o di un inibitore del DPP-4 o inibitore del SGLT2.  

La presenza di malattie cardiovascolari deve anche  essere considerata; liraglutide, empagliflozin, e canagliflozin hanno dimostrato di avere risultati cardiovascolari migliori.  

Se due agenti sono inadeguati, viene aggiunto un terzo agente, anche se i dati relativi all'efficacia di tale terapia combinata sono limitati.

Quando la combinazione di agenti orali e iniettabili non riesce a raggiungere l'euglicemia in pazienti con diabete di tipo 2, allora dovrebbe essere istituito il trattamento insulinico.  

Possono essere efficaci vari regimi di insulina.  

Un regime proposto è quello di continuare la terapia di combinazione orale e semplicemente aggiungere una dose di NPH  prima di andare a dormire o di insulina ad azione prolungata (insulina glargine o detemir) per ridurre l'eccessiva produzione di glucosio epatico notturno e migliorare i livelli di glucosio a digiuno.  
Se il paziente non raggiunge i livelli di target  glicidico durante il giorno, può essere avviato un trattamento insulinico diurno.  

Un comodo regime insulinico in queste circostanze è una dose di una miscela di 70/30 regolare/NPH (o di Humalog Mix 75/25 or NovoLogMix 70/30) prima di colazione e prima di cena.  
Se questo regime non riesce a raggiungere obiettivi glicemici soddisfacenti o è associato a una frequenza inaccettabile di episodi ipoglicemici, allora un regime più intensivo di iniezioni multiple di insulina può essere istituito come nei pazienti con diabete di tipo 1. 

La Metformina riduce principalmente la produzione epatica di glucosio ed è ragionevole continuare con questo farmaco quando viene istituita la terapia con insulina. 

Il Pioglitazone, che migliora la sensibilità dell insulina periferica, può essere utilizzato insieme all'insulina ma questa associazione è associata ad un maggiore aumento di peso e ad un edema periferico. 

Le sulfoniluree, gli agonisti del recettore GLP-1 e gli inibitori dell'DPP-4 hanno anche dimostrato di essere di beneficio per i pazienti

Gli interventi di riduzione del peso dovrebbero continuare anche dopo l'inizio della terapia con insulina e possono permettere la semplificazione del regime terapeutico nel trattamento futuro.

Disturbi renali in gravidanza

Durante la gravidanza, l'aumento della gittata cardiaca e del volume sanguigno provoca un aumento del flusso plasmatico renale; il tasso di filtrazione glomelare sale a 150-180 mL/min.  
I livelli di creatinina sierica in genere cadono, quindi una creatinina superiore a 0,8 mg/dL è considerata anormale, così come lo é un livello di azotemia del sangue superiore a 14 mg/dL.  
L'escrezione delle proteine urinarie aumenta a 300 mg/giorno e le pazienti con  sottostante proteinuria possono sviluppare una proteinuria nefrotica (superiore a 3,5 gm/24 ore) durante la gravidanza.  
La compensazione renale per la normale iperventilazione della gravidanza provoca una caduta del bicarbonato sierico di circa 4 mEq/L.  
L'influenza del progesterone e la compressione meccanica degli ureteri e della vescica da parte dell'utero gravido si traducono in una normale idronefrosi della gravidanza, in particolare sul lato destro.  
Sia la stasi urinaria che il reflusso possono aumentare man mano che gli ureteri si dilatano, predisponendo la donna incinta alla pielonefrite (per lo più destra) e alla formazione di calcoli.

Oltre alle solite cause non ostetriche di insufficienza renale acuta, sia la preeclampsia grave, il fegato grasso acuto della gravidanza, e l'emorragia post-partum sono cause unicamente legate alla gravidanza.  
L'insufficienza renale idiopatica post-partum può essere patofisiologicamente correlata alla sindrome emolitica uremica e alla porpura trombotica trombocitopenica.
La biopsia renale deve essere eseguita, se necessario, prima del terzo trimestre.  L'emodialisi e la dialisi peritoneale possono trattare con successo l'insufficienza renale durante la gravidanza.  
La dialisi deve essere eseguita prima (livello di azoto di urea sanguigna superiore a 60 mg/dL) e più spesso che nella paziente non incinta perché un livello di azoto ureico del sangue superiore a 80 mg/dL è tossico per il feto.  
La dialisi più frequente riduce anche la necessità di rimuovere grandi volumi di liquido e il conseguente rischio di ipotensione e ipoperfusione uteroplacentaria.

Le pazienti che hanno subito trapianti renali di solito mantengono la normale funzione renale durante la gravidanza e normalmente non hanno evidenza di rigetto del trapianto
Il prednisolone attraversa la placenta solo in minima parte e non sembra influenzare negativamente il feto.  
L'azatioprina attraversa la placenta, ma nel fegato fetale manca l'enzima attivante, quindi il feto è protetto dai suoi effetti.  
La ciclosporina non sembra causare anomalie congenite, ma può essere associata a feti che sono piccoli per l'età gestazionale.  
L'esperienza con tacrolimus ed il micofenolato mofetile è estremamente limitata durante la gestazione e tali immunosoppressori sono generalmente evitate durante la gravidanza 

Trattamenti che possono essere comuni a STEMI e NSTEMI

Differenziare i pazienti con STEMI e NSTEMI è fondamentale dal punto di vista della gestione, poiché alcuni interventi che hanno portato a riduzioni significative di mortalità in pazienti con STEMI non sono utili nei pazienti che presentano NSTEMI.  

In generale, tutti i pazienti che presentano sindromi coronariche acute devono essere trattati con aspirina, eparina e clopidogrel.  

Nei pazienti ad alto rischio, come quelli che presentano STEMI o NSTEMI/angina instabile con ischemia refrattaria, biomarcatori cardiaci positivi, depressione del segmento ST, instabilità emodinamica, segni di disfunzione ventricolare sinistra, o storia di vascolarizzazione entro 6 mesi, sono di solito aggiunte antagonisti dei recettori delle glicoproteine (GP) IIb/IIIa per via endovenosa

La pianificazione della reperfusione tempestiva con fibrinolisi (porta a ago di 30 min) o PCI (porta a palloncino

Sulla base di prove di sperimentazione clinica, tutti i pazienti con NSTEMI devono sottoporsi a cateterizzazione cardiaca (dopo un periodo di stabilizzazione medica) per delineare l'anatomia coronarica e la vascolarizzazione da PCI o CABG.  

Anche se le linee guida hanno raccomandato cateterizzazione cardiaca entro 48 ore dalla presentazione, un recente studio ha trovato un significativo beneficio clinico di una strategia invasiva precoce (inferiore a0/6 ore), rispetto alla cateterizzazione cardiaca ritardata (72-120 ore) dopo la stabilizzazione medica.  

Non vi è alcun ruolo per la fibrinolisi nei pazienti che si presentano con NSTEMI / angina instabile.



Terapia antipiastrinica

Aspirina
 L'attivazione e l'aggregazione delle piastrine svolgono un ruolo importante nella formazione del trombo nel sito di rottura della placca in caso di MI acuto.  
L'aspirina funziona come agente antipiastrinico acetilando irreversibilmente la ciclo-ossigenasi e inibendo il tromboxssano A2.  

Nei pazienti con IM acuto, l'aspirina da sola riduce la mortalità del 23% a 35 giorni e riduce infarto miocardico non fatale e ictus rispettivamente del 49% e del 46%, rispetto al placebo.
Quando l'aspirina viene somministrata con STreptochinasi in un infarto STEMI, la mortalità è ridotta del 42%.  
Una dose giornaliera da 81 a 325 mg di aspirina deve essere somministrata a tutti i pazienti con un MI e continuata a tempo indeterminato.


Clopidogrel
 Clopidogrel blocca il recettore P2Y12 ADP- piastrinico e determina potente inibizione piastrinica quando aggiunto all'aspirina.  
Clopidogrel è un inibitore irreversibile della funzione piastrinica che non è correggibile dalla trasfusione piastrinica.  
Sono necessari circa 5 giorni per una significativa attenuazione dell'effetto antipiastrinico del clopidogrel.  
La combinazione di aspirina (325 mg al giorno) e clopidogrel (una dose di 300 mg in bolo seguita da 75 mg al giorno) è ora il regime anti-trombotico standard che segue alla PCI con stenting, sulla base dei risultati di studi clinici che dimostrano riduzioni di 3-5 volte di una trombosi subacuta dello stent rispetto al trattamento con aspirina piú warfarin o aspirina da sola.  
Vi sono sempre più prove cliniche che il pre-trattamento con clopidogrel migliora gli esiti clinici nei pazienti sottoposti a PCI.  
Tuttavia, poiché il clopidogrel è un pro-farmaco che richiede l'attivazione epatica citocromo P450-dipendente, il pre-trattamento con una dose bolo di 300 mg richiede circa 6 ore per ottenere effetti clinicamente benefici.  

Questo lasso di tempo può essere ridotto a 2 ore quando viene utilizzata una dose bolo di 600 mg.  
Il potenziale effetto benefico del pretrattamento deve essere bilanciato con il potenziale aumento del rischio di sanguinamento nel caso in cui sia necessario il CABG di emergenza a causa di un'anatomia sfavorevole o di complicazioni indotte da PCI.

I pazienti sottoposti a PCI primaria per STEMI devono essere trattati con aspirina e clopidogrel per un minimo di 30 giorni.  
I pazienti che ricevono uno stent medicato richiedono un trattamento più prolungato (90 giorni per stent medicato con sirolimus e 180 giorni per lo stent medicato con paclitaxel).

 Sono carenti le prove che raccomandano l'uso di clopidogrel dopo la terapia trombolitica per STEMI.  
Sulla base dei risultati degli studi clinici, i pazienti con angina instabile/NSTEMI devono ricevere clopidogrel per 9-12 mesi.


Glicoproteine IIb/IIIa
Gli agenti antipiastrinici più recenti e potenti bloccano le piastrine GP IIb/IIIa fibrinogen binding, l'ultima via molecolare comune di aggregazione delle piastrine.  

Due strategie farmacologiche sono state impiegate nella progettazione di inibitori di GP IIb/IIIa: blocco con un frammento di Fab (anticorpo monoclonale umanizzato) abciximab o ReoPro) o inibizione con agenti che imitano l'acido fisiologico dell'arginina-glicina-aspartico (RGD) della sequenza legante del fibrinogeno (ad esempio, eptifibatide e tirofiban).  

La meta-analisi di tre studi clinici in pazienti sottoposti a PCI per angina instabile o non-STEMI mostra che gli inibitori di GP IIb/IIIa riducono la morte e l'IM del 33% nelle 48-72 ore precedenti alla PCI e del 45% nel peri-e post-PCI.  

Le linee guida raccomandano ora gli inibitori di GP IIb/IIIa in combinazione con l'aspirina e l'eparina in tutti i pazienti ad alto rischio (ischemia refrattaria, depressione del segmento ST, instabilità troponina-positiva, emodinamica, prima di PCI o CABG entro 6 mesi) prima dell'angiografia diagnostica e PCI, che viene generalmente eseguita con 24-48 ore dopo l'ammissione.
La maggior parte degli interventisti utilizza i bloccanti GP IIb/IIIa per i pazienti sottoposti a PCI primario per STEMI sulla base di una serie di studi randomizzati.  
La potente inibizione delle piastrine con abciximab è associata a riduzione sostanziale della morte, al reinfarto e alla necessità di una rivascolarizzazione urgente.  
L'uso precoce di eptifibatide, tirofiban, o abciximab oltre all'aspirina più eparina nel reparto di emergenza è fortemente incoraggiato poiché gli studi angiografici hanno dimostrato che ciascuno di questi agenti migliora la patenza dell'arteria infartuata così come il flusso microvascolare.



Terapia  antitrombotica

Eparina
 Le sperimentazioni documentano che l'eparina a basso peso molecolare (enoxaparina o nadroparina) riducono significativamente i principali esiti cardiaci avversi, tra cui morte, IM e angina ricorrente, rispetto all'eparina non frazionata, in pazienti con non-STEMI.  
Gli studi suggeriscono anche forse un leggero beneficio per l'eparina a basso peso molecolare in combinazione con agenti fibrinolitilitici in caso di STEMI, ma i dati sono in conflitto
La raccomandazione attuale è l'eparina per i pazienti che non ricevono la terapia di riperfusione, quelli sottoposti a PCI o rivascolarizzazione chirurgica, i pazienti che ricevono T-PA e i pazienti ad alto rischio di emboli sistemici.  

Il regime di dosaggio raccomandato per l'eparina a basso peso molecolare è enoxaparina 1 mg/kg sc due volte al di (il dosaggio richiede la regolazione della dose per l'insufficienza renale e l'obesità).  
Se si utilizza l'eparina non frazionata, la raccomandazione è una flebo e.v. di 60 unità/kg (massimo 4000 U) seguita da un'infusione di 12 unità/kg all'ora (massimo 1000 unità/h) con successiva regolazione (3, 6, 12, 24 h dopo l'inizio del trattamento) per ottenere un tempo di tromboplastina parziale (PTT) di 50-70 secondi.


Agenti antitrombinici diretti
 Agenti antitrombinici diretti come hirudina, hirulog, e argatroban inibiscono la trombina direttamente e non richiedono l'antitrombina III come cofattore.  

Le antitrombine dirette offrono il vantaggio teorico di inibire la trombina legata al coagulo in modo più efficace dell'eparina non frazionata o dell'eparina a basso peso molecolare.  

Due grandi studi che valutano l'uso di hirudina contro l'eparina non frazionata come terapia aggiuntiva alla fibrinolisi in caso di STEMI non hanno rivelato alcuna differenza significativa nella mortalità dei due gruppi.  
La bivalirudina con streptochinasi rispetto all'eparina non frazionata con streptokinasi ha ridotto significativamente il reinfarto nelle 48 ore senza alcun effetto sulla mortalità a 30 giorni, a costo di un modesto e non significativo aumento del sanguinamento non cerebrale 

Pertanto, ad oggi gli agenti antitrombinici diretti non sembrano fornire ulteriori benefici rispetto all'eparina in caso di STEMI.  L'uso della bivalirudina nei pazienti sottoposti a PCI primario per STEMI è in fase di studio.


Warfarin
 Le sperimentazioni di anticoagulanti a seguito di IM dimostrano riduzioni favorevoli della mortalità tardiva, ictus e IM ricorrenti rispetto al placebo.  

Alcuni studi hanno anche dimostrato che warfarin è superiore all'aspirina da solo o che l'aggiunta di warfarin all'aspirina a basso dosaggio può anche essere utile.  

Tuttavia, l'impatto di altri agenti antipiastrinici, come il clopidogrel, sul ruolo di warfarin è sconosciuto.  
Le linee guida attuali suggeriscono l'uso dell'anticoagulazione con warfarin quando non può essere assunta l'aspirina o quando esistono altre indicazioni per l'anticoagulazione (fibrillazione atriale, eventi trombogenici, trombo del ventricolo sinistro).  
Se warfarin viene aggiunto all'aspirina, la dose di aspirina deve essere ridotta a 81 mg/die e il target dell'INR  dovrebbe essere 2.0–2.5.

23 gennaio 2020

Infezione da Coronavirus 2019-nCoV

FAQ - Infezione da coronavirus 2019-nCoV

1. Che cos'è un coronavirus?
I coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).
2. Che cos'è un nuovo coronavirus?
Un nuovo coronavirus (CoV) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo.  
3. Gli uomini possono essere infettati da un nuovo coronavirus di origine animale?
Indagini dettagliate hanno scoperto che, in Cina nel 2002, SARS-CoV è stato trasmesso dagli zibetti agli uomini e, in Arabia Saudita nel 2012, MERS-CoV dai dromedari agli uomini. Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato esseri umani. Man mano che la sorveglianza migliora in tutto il mondo, è probabile che vengano identificati più coronavirus.
4. Quali sono i sintomi di una persona infetta da un coronavirus?
Dipende dal virus, ma i sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. 
5. I coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona?
Sì, alcuni coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario.
6. Esiste un vaccino per un nuovo coronavirus?
No, essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino. Possono essere necessari anche anni per sviluppare un nuovo vaccino.
7. Esiste un trattamento per un nuovo coronavirus?
Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace.
8. Cosa posso fare per proteggermi?
Le raccomandazioni per ridurre l'esposizione e la trasmissione di una serie di malattie respiratorie comprendono il mantenimento dell'igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani), pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate) ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.
In particolare, per quanto riguarda il nuovo coronavirus identificato in Cina, si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari a Wuhan.
Se ci si reca in Cina, nella città di Wuhan, provincia di Hubei, si raccomanda di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio.
È raccomandato, inoltre, di evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi, evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori.
Qualora una persona sviluppi sintomi respiratori (tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie) mentre si trova a Wuhan, dovrebbe rivolgersi immediatamente a un medico.
Qualora una persona di ritorno da un viaggio a Wuhan sviluppi sintomi respiratori nei 14 giorni successivi al rientro, dovrebbe immediatamente rivolgersi ad un medico e informarlo del viaggio.
9. Gli operatori sanitari sono a rischio a causa di un nuovo coronavirus?
Sì, possono esserlo, poiché gli operatori sanitari entrano in contatto con i pazienti più spesso di quanto non faccia la popolazione generale. L'OMS raccomanda che gli operatori sanitari applichino coerentemente adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie, in particolare.
10. Dove si stanno verificando le infezioni da 2019-nCoV?
Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei.
La maggior parte dei casi aveva un legame epidemiologico con il mercato di Huanan Seafood, nel sud della Cina, un mercato all'ingrosso di frutti di mare e animali vivi.
Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (2019-nCoV) come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica.
Al 21 gennaio 2020, sono stati segnalati in totale 295 casi confermati di infezione da 2019-nCoV, inclusi 4 decessi: 291 dalla Cina di cui 270 da Wuhan, 14 a Guangdong, 5 a Pechino e 2 a Shanghai, e 4 casi in altri paesi asiatici: 2 in Thailandia, 1 in Giappone e 1 in Corea del Sud.
11. Quali sono i rischi di propagazione in Europa?
La probabilità di introduzione del virus nell'UE è considerata moderata, anche se non può essere esclusa.
12. Come si contrae questo coronavirus?
Sono necessarie maggiori informazioni per comprendere meglio le modalità di trasmissione e le manifestazioni cliniche di questo nuovo virus. La fonte di questo nuovo virus non è ancora nota. Pertanto, sarebbe prudente ridurre il rischio generale di infezioni respiratorie acute durante i viaggi verso o dalle aree colpite (attualmente Wuhan City).
13. Che fare se si è soggiornato di recente a Wuhan?
Se nelle due settimane successive al vostro ritorno si dovessero presentare febbre, tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie, a scopo precauzionale contattate il vostro medico di fiducia, riferendo del vostro recente viaggio
14. Che fare se si è soggiornato in un ospedale in cui è stata ricoverata una persona malata?
Il rischio di trasmissione esiste solo se si è stati in stretto e prolungato contatto con il paziente. I malati affetti da infezione da nuovo Coronavirus, inoltre, vengono ricoverati in ambienti separati dagli altri degenti. Sinora non è stata segnalata alcuna infezione da nuovo coronavirus contratta in ospedale o altra struttura sanitaria.
15. Che fare se si presentano i sintomi del virus?
In caso di sintomi riferiti a una malattia respiratoria, prima, durante o dopo il viaggio, i viaggiatori devono rivolgersi a un medico e informarlo del loro viaggio.
16. Quali raccomandazioni dell'OMS per i paesi?
L'OMS incoraggia tutti i paesi a rafforzare la sorveglianza delle infezioni respiratorie acute acute (SARI), a rivedere attentamente eventuali casi insoliti di SARI o di polmonite e a comunicare all'OMS qualsiasi caso sospetto o confermato di infezione da nuovo coronavirus.
I paesi sono incoraggiati a continuare a rafforzare la loro preparazione alle emergenze sanitarie in linea con il regolamento sanitario internazionale (2005).
17. Quale dispositivo di monitoraggio è stato introdotto per questo virus a livello nazionale?
In Italia, è attiva una rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute (SARI) e delle sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS).
La situazione è costantemente monitorata dal Ministero, che è in continuo contatto con l’OMS e l’ECDC, e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento sul suo Portale.
18. Quale misura sanitaria specifica per i viaggiatori è stata avviata nel nostro paese?
L’Italia (aeroporto di Roma Fiumicino) ha tre voli diretti con Wuhan, e numerosi voli non diretti, il cui traffico di passeggeri dovrebbe aumentare in occasione del capodanno cinese. Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale (2005) (RSI), presso l’aeroporto di Fiumicino è in vigore una procedura sanitaria, gestita dall’USMAF SASN, per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici ed il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma.
È in corso di rafforzamento la sorveglianza dei passeggeri dei voli diretti da Wuhan (e di ogni altro volo con segnalati casi sospetti di 2019 nCoV). Nei prossimi giorni i passeggeri in arrivo con questi voli saranno sottoposti in aeroporto al controllo della temperatura corporea. I casi eventualmente positivi potranno subire ulteriori controlli ed eventualmente verranno posti in isolamento, con attivazione della sorveglianza per gli altri passeggeri a rischio.
È stato predisposto materiale informativo da affiggere negli aeroporti per informare i viaggiatori internazionali.
Fonte: Direzione Generale della prevenzione sanitaria

Data di ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2020

22 gennaio 2020

Una normale radiografia non é sempre indice di un torace indenne da patologia

Sintomi persistenti e normali radiografie del torace non garantiscono che il paziente sia indenne da una malattia polmonare
Questo dimostra che la radiografia non è un test molto sensibile. 

Patologie diffuse possono non essere evidenti alla radiografia del torace, ma rilevate alle prove di funzionalità polmonare o alla TAC ad alta risoluzione. 

La tosse, il versamento pleurico l'emottisi e l'ipossia sono tutti segni classici dell'embolia polmonare, che di solito si presenta con normali evidenze radiografiche del torace 

La tosse persistente può essere causata da una massa mediastinica che non è ben localizzata in una radiografia toracica e può essere visualizzata solo su una TAC

Neoplasie che dimostrano una migliore risposta alla chemioterapia

Cancro colon-retto
Leucovorin + fluorouracile + irinotecan
Leucovorin + fluorouracile + oxaliplatino

Melanoma 
Cisplatin + vinblastine + dacarbazina (o temozolamide) + alfa interferone + interleuchina 2

Sarcoma dei tessuti molli 
Ifosfamide ad alto dosaggio

Carcinoma ovarico (stadio iii/iv) 
Paclitaxel + cisplatino; paclitaxel + carboplatino

Carcinoma polmonare non a piccole cellule 
cisplatino o carboplatino + paclitaxel

Antiparassitari

Fisiopatologia
Albendazolo, mebendazolo e tiabendazolo bloccano l'assemblaggio dei polimeri di tubulina.
Ciò provoca la depolimerizzazione o la completa rottura del microtubulo e l'inibizione della secrezione proteica e del trasporto di glucosio.
Questi farmaci sono poco assorbiti e quindi influiscono principalmente sui parassiti intestinali ed evitano effetti sistemici sull'ospite.



Mebendazolo (Vermox)
Ossiuriasi, 100 mg per os una sola volta; la dose va ripetuta dopo 2 settimane.
Ascariasi, trichiuriasi, infezione da anchilostomi, 100 mg due volte al giorno per 3 - 5 giorni.


Tiabendazolo 
Strongiloidiasi, 50 mg/kg in due dosi per 2 giorni.
Trichinosi, 50 mg/kg in due dosi da 5 a 7 giorni.
Larva migrans cutanea. La larva migrans cutanea (LMC) è un'infestazione causata dalla penetrazione e dalla migrazione nella cute di larve di nematodi. 
Ancylostoma braziliense e Ancylostoma caninum sono responsabili di oltre il 98% dei casi. Ospiti naturali di questi nematodi sono i cani e i gatti 
4. 25 mg/kg due volte al giorno (massimo 3 g al giorno) per 2 - 5 giorni.


Albendazolo (Albenza)
utilizzato nel trattamento delle parassitosi intestinali sostenute da trematodi, cestodi e nematodi e nel trattamento delle infestazioni elmintiche sistemiche come quelle da Echinococcus granulosus.
La dose tipica per tutti i pazienti di età superiore ai 2 anni è di 400 mg come dose singola orale; 200 mg per bambini da 1 a 2 anni di età.

21 gennaio 2020

Principali cause di Pancreatite

Presunta ostruzione meccanica
Colelitiasi/coledocolitiasi
Tumori pancreatici
Disfunzione dello sfintere di Oddi
Pancreas divisum


Lesione diretta
Colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP)
Trauma

Farmaci/tossine
Alcool
6-Mercaptopurina/azatioprina
L-asparaginasi
Idroclorotiazide
Sulfonamidi
Estrogeni
Pentamidina
Furosemide
Farmaci antinfiammatori non steroidei
Tetracicline
5-acido aminoalico
Inibitori enzimatici che convertono l'angiotensina (ace-inibitori)
Didanosina


Metaboliche/intrinseche
Idiopatica
Ipertrigliceridemia
Hypercalcemia
Gravidanza
Pancreatite familiare
Ipoperfusione (shock, embolo, vasculite)


Infezioni
Virale (Coxsackievirus, parotite, citomegalovirus)
Batteri (Campylobacter, Mycoplasma pneumoniae)
Parassiti (Cryptosporidium, Ascaris, Clonorchis

Dolore neuropatico

Il dolore neuropatico può avere molteplici cause, tra queste ricordiamo: 

-l'invasione/compressione del nervo

-la tossicità dei farmaci

-il virus dell'immunodeficienza umana (HIV) 

-le complicanze del diabete. 


I farmaci adiuvanti che hanno dimostrato efficacia, ma non necessariamente un'indicazione specifica per l'uso, includono: 

-antidepressivi come l'amitriptyline (Elavil), duloxetina (Cymbalta), e venlafaxina (Efexor)

-anticonvulsivi come pregabalin (Lyrica) e gabapentin (Neurontin)
o
-per casi altamente refrattari chetamina (Ketalar),  cannabinoidi

-agenti topici come la capsaicina: vi sono prove per sostenere il suo uso nella neuropatia diabetica. 

-la terapia antiretrovirale altamente attiva può ridurre il carico virale e migliorare i sintomi dell'AIDS, compresi quelli della neuropatia correlata all'HIV.