La disfagia orofaringea si manifesta tipicamente con difficoltà a iniziare la deglutizione, sensazione di cibo che si ferma in gola, tosse o soffocamento durante i pasti, e talvolta rigurgito nasale [MSD Manuals, AAFP].
PRIME IPOTESI (Cause Neuromuscolari)
Sono la causa più comune di disfagia orofaringea, specialmente nell'anziano. Derivano da un'alterata coordinazione dei muscoli e dei nervi coinvolti nella deglutizione:
• Presbifagia: È il termine che descrive le alterazioni della deglutizione legate all'invecchiamento. Include una lieve riduzione della forza muscolare, un rallentamento dei riflessi e una minore produzione di saliva, che insieme possono rendere più difficile la gestione del cibo solido [MSD Manuals].
• Patologie Neurologiche Croniche: Condizioni come pregresso ictus cerebrale (anche se lieve o non diagnosticato), Malattia di Parkinson, o demenza sono cause molto frequenti di disfunzione orofaringea [AAFP].
• Malattie del motoneurone o altre patologie neuromuscolari (es. miastenia gravis) possono manifestarsi con questi sintomi [MSD Manuals].
SECONDE IPOTESI (Cause Strutturali e Meccaniche)
Meno comuni per la disfagia orofaringea pura, ma da considerare:
• Diverticolo di Zenker: È una piccola sacca che si forma nella parete della faringe, appena sopra l'esofago. Il cibo può rimanere intrappolato al suo interno, causando disfagia, rigurgito di cibo non digerito e alitosi. È più comune negli uomini anziani [AAFP].
• Disfunzione dello sfintere esofageo superiore: Un mancato o incompleto rilassamento del muscolo all'ingresso dell'esofago (muscolo cricofaringeo) può ostacolare il passaggio del cibo [AAFP].
• Osteofiti cervicali: Sviluppi ossei anomali a livello delle vertebre cervicali possono, in rari casi, comprimere la faringe o l'esofago dall'esterno.
ALTRE CAUSE DA CONSIDERARE
• Xerostomia (bocca secca): Una ridotta produzione di saliva, spesso effetto collaterale di molti farmaci comuni nell'anziano (diuretici, antistaminici, antidepressivi), rende difficile formare e deglutire il bolo alimentare [AAFP].
• Problemi dentali: Una dentizione inadeguata o protesi non stabili possono compromettere la masticazione, portando a deglutire pezzi di cibo troppo grandi.
Attenzione
Anche per la disfagia orofaringea, la comparsa del sintomo in età avanzata richiede un'attenta valutazione medica per escludere cause gravi, come neoplasie della testa e del collo (faringe, laringe, base della lingua).
NOTE PRATICHE (Iter Diagnostico)
L'inquadramento di questo tipo di disfagia è solitamente multidisciplinare e può coinvolgere il medico di medicina generale, il gastroenterologo, l'otorinolaringoiatra e il neurologo.
Gli esami principali includono:
1. Valutazione fibroscopica della deglutizione (FEES): Un otorinolaringoiatra o un foniatra inserisce un piccolo endoscopio flessibile attraverso il naso per osservare direttamente la faringe e la laringe mentre il paziente deglutisce cibi di diversa consistenza.
2. Videofluoroscopia della deglutizione (VFSS): È un esame radiologico dinamico in cui il paziente deglutisce un mezzo di contrasto (bario) di varie consistenze. Permette di studiare l'intera meccanica della deglutizione in tempo reale.
PRIME IPOTESI (Cause Neuromuscolari)
Sono la causa più comune di disfagia orofaringea, specialmente nell'anziano. Derivano da un'alterata coordinazione dei muscoli e dei nervi coinvolti nella deglutizione:
• Presbifagia: È il termine che descrive le alterazioni della deglutizione legate all'invecchiamento. Include una lieve riduzione della forza muscolare, un rallentamento dei riflessi e una minore produzione di saliva, che insieme possono rendere più difficile la gestione del cibo solido [MSD Manuals].
• Patologie Neurologiche Croniche: Condizioni come pregresso ictus cerebrale (anche se lieve o non diagnosticato), Malattia di Parkinson, o demenza sono cause molto frequenti di disfunzione orofaringea [AAFP].
• Malattie del motoneurone o altre patologie neuromuscolari (es. miastenia gravis) possono manifestarsi con questi sintomi [MSD Manuals].
SECONDE IPOTESI (Cause Strutturali e Meccaniche)
Meno comuni per la disfagia orofaringea pura, ma da considerare:
• Diverticolo di Zenker: È una piccola sacca che si forma nella parete della faringe, appena sopra l'esofago. Il cibo può rimanere intrappolato al suo interno, causando disfagia, rigurgito di cibo non digerito e alitosi. È più comune negli uomini anziani [AAFP].
• Disfunzione dello sfintere esofageo superiore: Un mancato o incompleto rilassamento del muscolo all'ingresso dell'esofago (muscolo cricofaringeo) può ostacolare il passaggio del cibo [AAFP].
• Osteofiti cervicali: Sviluppi ossei anomali a livello delle vertebre cervicali possono, in rari casi, comprimere la faringe o l'esofago dall'esterno.
ALTRE CAUSE DA CONSIDERARE
• Xerostomia (bocca secca): Una ridotta produzione di saliva, spesso effetto collaterale di molti farmaci comuni nell'anziano (diuretici, antistaminici, antidepressivi), rende difficile formare e deglutire il bolo alimentare [AAFP].
• Problemi dentali: Una dentizione inadeguata o protesi non stabili possono compromettere la masticazione, portando a deglutire pezzi di cibo troppo grandi.
Attenzione
Anche per la disfagia orofaringea, la comparsa del sintomo in età avanzata richiede un'attenta valutazione medica per escludere cause gravi, come neoplasie della testa e del collo (faringe, laringe, base della lingua).
NOTE PRATICHE (Iter Diagnostico)
L'inquadramento di questo tipo di disfagia è solitamente multidisciplinare e può coinvolgere il medico di medicina generale, il gastroenterologo, l'otorinolaringoiatra e il neurologo.
Gli esami principali includono:
1. Valutazione fibroscopica della deglutizione (FEES): Un otorinolaringoiatra o un foniatra inserisce un piccolo endoscopio flessibile attraverso il naso per osservare direttamente la faringe e la laringe mentre il paziente deglutisce cibi di diversa consistenza.
2. Videofluoroscopia della deglutizione (VFSS): È un esame radiologico dinamico in cui il paziente deglutisce un mezzo di contrasto (bario) di varie consistenze. Permette di studiare l'intera meccanica della deglutizione in tempo reale.