FASCITE NECROTIZZANTE, PREVENZIONE E TRATTMENTO DELLA

La fascite necrotizzante (nota anche come gangrena gassosa) è un'infezione batterica rara ma a rapida progressione e ad altissima letalità.

La mortalità generale si attesta dal 15 al 20 per cento, ma in assenza di supporto respiratorio o con un ritardo chirurgico superiore a 24 ore, il tasso di mortalità può raddoppiare o raggiungere il 60 per cento [CDC]

Richiede: 

ospedalizzazione immediata

chirurgia d'urgenza e

terapia antibiotica endovenosa


FATTORI DI RISCHIO E CONDIZIONI PREDISPONENTI

La prevenzione primaria si basa sul controllo dei fattori di rischio.

Le forme polimicrobiche colpiscono prevalentemente adulti con comorbidità, mentre le forme monomicrobiche (frequentemente da Streptococco di gruppo A) possono insorgere anche in soggetti sani [WHO].


I principali fattori predisponenti da monitorare includono:

- Presenza di ferite penetranti (es. da arma da fuoco), traumi, morsi, ustioni, lesioni da congelamento o recenti interventi chirurgici (in particolare la chirurgia addominale) [CDC].

- Comorbidità sistemiche: diabete mellito, obesità, malattie vascolari periferiche, epatopatie e stati di immunosoppressione [WHO]

- Infezioni cutanee preesistenti non trattate, come ulcere o cellulite [CDC].



CRITERI DIAGNOSTICI E SCORE LRINEC NELLA FASCITE NECROTIZZANTE

L'inquadramento diagnostico della fascite necrotizzante è in primo luogo clinico e richiede un altissimo indice di sospetto, poiché nelle fasi iniziali la patologia può essere facilmente confusa con una comune cellulite o un ascesso.


INQUADRAMENTO CLINICO (Segni e Sintomi)

L'infezione ha un periodo di incubazione estremamente rapido, tipicamente da 12 a 36 ore. I segni clinici si dividono in precoci e tardivi:

- Segni precoci: Il sintomo cardinale è un dolore sproporzionato rispetto all'aspetto visibile della lesione cutanea. I tessuti sovrastanti possono apparire inizialmente intatti o presentare solo un lieve eritema, poiché l'infezione viaggia lungo i piani fasciali profondi, che sono scarsamente vascolarizzati [StatPearls].

- Segni sistemici: Rapida insorgenza di febbre, tachicardia e instabilità emodinamica che evolve verso lo shock settico [Pocket Manual Terapia].

- Segni tardivi: Comparsa di crepitio sottocutaneo (enfisema da gas prodotto dai batteri anaerobi), bolle emorragiche, necrosi cutanea evidente e anestesia locale (dovuta alla distruzione ischemica dei nervi superficiali) [StatPearls].


Che cosa é lo SCORE LRINEC (Laboratory Risk Indicator for Necrotizing Fasciitis)

Per distinguere precocemente la fascite necrotizzante da altre infezioni severe dei tessuti molli, viene utilizzato lo score LRINEC.

Questo sistema a punti si basa su 6 parametri ematochimici di routine, i cui valori alterati riflettono la severità dell'infiammazione sistemica e del danno d'organo [PubMed] [StatPearls]:

1. Proteina C-Reattiva (PCR): superiore a 150 milligrammi per litro (assegna 4 punti).

2. Globuli Bianchi (WBC): da 15 a 25 mila per millimetro cubo (assegna 1 punto);

superiori a 25 mila (assegna 2 punti).

3. Emoglobina: da 11 a 13.5 grammi per decilitro (assegna 1 punto); inferiore a 11 grammi per decilitro (assegna 2 punti).

4. Sodio sierico: inferiore a 135 milliequivalenti per litro (assegna 2 punti).

5. Creatinina sierica: superiore a 1.6 milligrammi per decilitro (assegna 2 punti).

6. Glucosio: superiore a 180 milligrammi per decilitro (assegna 1 punto).


Interpretazione del punteggio (Massimo 13 punti):

- Inferiore a 6: Rischio basso.

- Da 6 a 7: Rischio intermedio (sospetto clinico moderato).

- Superiore o uguale a 8: Rischio alto (fortemente predittivo di fascite necrotizzante).


Lo score LRINEC ha un'alta specificità ma una sensibilità limitata.

Un punteggio inferiore a 6 non esclude la malattia.

Se il sospetto clinico è forte (es. dolore fuori proporzione e rapido deterioramento), non si deve ritardare l'intervento [MSD Manuals] [StatPearls].


IMAGING E DIAGNOSI DEFINITIVA

- Imaging: La Tomografia Computerizzata (TC) o la Risonanza Magnetica possono rilevare edema fasciale, ascessi o gas nei tessuti molli.

Tuttavia, l'assenza di gas non esclude l'infezione (soprattutto nelle forme da Streptococco di gruppo A) e l'attesa dell'esame radiologico non deve mai ritardare la chirurgia [CDC] [StatPearls].


- Diagnosi definitiva: È esclusivamente chirurgica. Si conferma durante l'esplorazione in sala operatoria riscontrando necrosi della fascia, assenza di normale resistenza dei tessuti alla dissezione smussa, mancanza di sanguinamento tissutale e presenza di essudato maleodorante (definito "dishwater pus") [StatPearls].


STRATEGIE DI PREVENZIONE

Non esistendo un vaccino specifico, la prevenzione si concentra sulla gestione rigorosa delle lesioni cutanee e sul controllo ambientale:


- Cura delle ferite (Wound Care): Pulizia immediata e disinfezione di qualsiasi lesione cutanea, inclusi tagli minori, punture, tatuaggi e piercing.

Le ferite traumatiche o chirurgiche devono essere monitorate attentamente per intercettare i primi segni di infezione, come

rossore

gonfiore o

un dolore sproporzionato rispetto all'entità della lesione [CDC].


- Esposizione ambientale: È fortemente raccomandato evitare l'immersione di ferite aperte in acque costiere, marine o salmastre, per prevenire l'infezione da Vibrio vulnificus, un patogeno noto per causare forme severe di fascite necrotizzante [CDC].


- Gestione delle comorbidità: Ottimizzazione del compenso glicemico nei pazienti diabetici e trattamento dei fattori generali (come l'obesità o l'uso protratto di terapie steroidee) che riducono le difese immunitarie e predispongono alle infezioni [WHO] [Pocket Manual Terapia].


- Trattamento precoce delle infezioni superficiali: Identificazione e cura tempestiva di lesioni cutanee o infezioni fungine (come la tinea pedis o piede d'atleta) per mantenere integra la barriera cutanea ed evitare sovrainfezioni batteriche [CDC].


ACCENNO ALLA TERAPIA (In caso di insorgenza)

Se l'infezione si sviluppa, il Gold Standard assoluto è

la diagnosi precoce associata a

sbrigliamento chirurgico d'urgenza dei tessuti necrotici [CDC].

La terapia antibiotica empirica deve essere ad ampio spettro; una volta confermato lo Streptococco di gruppo A come eziologia, il protocollo raccomandato include alte dosi di Penicillina associata a Clindamicina (quest'ultima fondamentale per inibire la produzione di tossine batteriche) [CDC].



TERAPIA EMPIRICA E GESTIONE DELLO SHOCK TOSSICO NELLA FASCITE NECROTIZZANTE

La terapia antibiotica empirica deve essere iniziata tassativamente entro 1 ora dalla diagnosi di sepsi severa o shock tossico, poiché la mortalità cresce in modo lineare con ogni ora di ritardo. È fondamentale eseguire emocolture seriate e raccogliere campioni biologici (esudato, tessuti) prima di avviare l'infusione, senza però che questo ritardi la somministrazione dei farmaci.


1)PRIMA LINEA (Terapia Antibiotica Empirica Polimicrobica)

L'approccio iniziale deve essere aggressivo e ad ampio spettro per coprire batteri aerobi, anaerobi e MRSA (Staphylococcus aureus meticillino-resistente), in attesa dell'isolamento del germe e dell'antibiogramma.

- Principio Attivo: Vancomicina associata a Tigeciclina (Tygacil) [Pocket Manual Terapia].

- Posologia: Vancomicina 15 milligrammi per chilo ogni 12 ore (dosaggio da aggiustare rigorosamente in base alla funzione renale) più Tigeciclina 100 milligrammi come dose di carico iniziale, seguita da 50 milligrammi ogni 12 ore [Pocket Manual Terapia].

- Alternativa di Prima Linea: Daptomicina (Cubicin) 6 milligrammi per chilo al giorno associata a Clindamicina (Dalacin) 900 milligrammi ogni 8 ore [Pocket Manual Terapia]. La Clindamicina è cruciale nello shock settico per il suo forte effetto batteriostatico, che inibisce direttamente la produzione di tossine batteriche [Pocket Manual Terapia] [CDC].


2)SECONDA LINEA (Linee Guida Internazionali e Alternative)

Le linee guida internazionali per le infezioni necrotizzanti polimicrobiche raccomandano combinazioni alternative basate sulla gravità clinica.

- Principio Attivo: Vancomicina oppure Linezolid associati a Piperacillina-Tazobactam o a un carbapenemico [PubMed].

- Posologia (Schema Carbapenemico): Meropenem 1 grammo ogni 8 ore associato a Metronidazolo 500 milligrammi ogni 6 ore per via endovenosa per almeno 10 giorni [Pocket Manual Terapia].




IMMUNOGLOBULINE ENDOVENA (IVIG) NELLO SHOCK TOSSICO

L'uso delle immunoglobuline endovena è un trattamento immunomodulatorio adiuvante riservato a casi selezionati di fascite necrotizzante severa complicata da Sindrome da Shock Tossico Streptococcico (STSS).

- Razionale e Indicazioni: Le IVIG agiscono neutralizzando i superantigeni e le tossine prodotte dallo Streptococco di gruppo A. Tuttavia, la loro efficacia assoluta è ancora dibattuta in letteratura a causa della mancanza di studi clinici su larga scala con sufficiente potenza statistica, motivo per cui il loro uso va ponderato attentamente anche in virtù dei potenziali effetti collaterali [CDC] [Pocket Manual Terapia].

- Posologia: Il protocollo riportato a manuale per le immunoglobuline policlonali prevede 1 grammo il primo giorno, seguito da 0,5 grammi il secondo e il terzo giorno [Pocket Manual Terapia]. Nella pratica clinica internazionale e nei report per i casi più refrattari sono descritti anche dosaggi empirici fino a 2 grammi per chilo in infusione [CDC].
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