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4 ottobre 2018

Quando ricorrere alla chirurgia ortopedica?

(pixabay)
Come è noto, la chirurgia ortopedica è un peculiare ramo della medicina che si pone l'obiettivo di trattare e curare i problemi a carico del sistema scheletrico i quali, laddove non migliorabili con altri trattamenti, necessitano di un intervento di tipo chirurgico. Gli oggetti centrali della chirurgia ortopedica sono dunque le ossa, le cartilagini e i legamenti, e tutti i disturbi che possono coinvolgere questi elementi a causa di un trauma, di un'infiammazione o di una patologia degenerativa.

Quando arriva il momento di richiedere un appuntamento ad un chirurgo ortopedico? In linea generale, è il proprio medico curante, o un altro specialista, a consigliare una visita di questo tipo, dopo aver riscontrato problemi che tipicamente vengono risolti attraverso degli interventi di chirurgia ortopedica. Va sottolineato che, in ogni modo, prima di optare per l'operazione, l'ortopedico considera sempre attentamente approcci meno invasivi, soppesando l'opportunità di procedere con l'assunzione di precisi farmaci, nonché con dei percorsi di fisioterapia o di riabilitazione.

Problemi alle spalle, alle ginocchia, ai piedi, all'anca, alle mani e alla schiena, però, non sempre possono essere curati con successo all'infuori della sala operatoria. Talvolta, l'intervento chirurgico ortopedico è l'unica via percorribile per risolvere un disturbo più o meno grave delle articolazioni. Fortunatamente negli ultimi anni le tecnologie si sono evolute enormemente in questo ambito, aprendo così la via verso interventi mini-invasivi, con delle incisioni minime e con un recupero post-operatorio più breve e meno doloroso.

Tra le novità più interessanti per quanto riguarda i pazienti che si devono sottoporre a interventi di chirurgia ortopedica vi è senz'altro l'ausilio dei robot. A partire dai primi anni Duemila i robot sono infatti diventati una presenza sempre più apprezzata nelle sale operatorie di tutto il mondo; nel 2009 questa tecnologia è arrivata anche in campo ortopedico, con il braccio robotico Mako, un innovativo strumento di chirurgia mini-invasiva che permette di guidare con sicurezza la mano del chirurgo negli interventi di protesizzazione di anca e ginocchio.

Una tale tecnologia abbisogna certamente della giusta tecnica di utilizzo: dal 2013 chirurghi ortopedici di tutto il mondo imparano l'utilizzo del braccio robotico Mako per l'artroplastica parziale del ginocchio presso la Clinica San Francesco di Verona, la quale con l'istituzione del Centro di Ortopedia Robotica Europeo è divenuta un vero e proprio punto di riferimento a livello internazionale per la chirurgia ortopedica.

L'errore manuale, in questo modo, viene cancellato, con un collocamento della protesi estremamente preciso. I vantaggi sono molteplici: il rischio di infezioni è ulteriormente ridotto, il sanguinamento intro-operatorio è ridotto, la protesi è perfettamente allineata, e il recupero delle funzionalità dell'articolazione è più rapido.