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14 dicembre 2007

OSTEOARTROSI

E’ un fenomeno degenerativo della cartilagine articolare e dell’osso subcondrale
E' la più comune forma di artropatia
Esordisce a 50 a. circa
E' di più frequente riscontro nelle donne
Si verifica nell'80% della popolazione al di sopra dei 60 anni


Eziologia
Sconosciuta


Fattori predisponenti
Obesità
Ereditarietà
Sesso femminile
Ipermobilità articolare
Traumi delle articolazioni
Secondaria ad artrite reumatoide, gotta, spondiloartriti sieronegative, artriti settiche, m. di Paget, emocromatosi, acromegalia, emofilia


Quadro clinico
Articolazioni più frequentemente colpite:
Interfalangee distali e prossimali
Rachide cervicale e lombare (ove possono associarsi degenerazione dei dischi intervertebrali e restringimento degli spazi intersomatici)
Anca
Ginocchia
Frequenti le prominenze ossee a carico delle articolazioni interfalangee distali (noduli di Heberden) e prossimali (noduli di Bouchard): aspetto a "mano quadrata"

Sintomi
Dolore al movimento ed a riposo
Rigidità articolare che dura meno di 10 min. al mattino o dopo essere stati seduti
Perdita della funzione

Segni
Dolorabilità alla palpazione
Crepitio durante il movimento
Possibile versamento articolare specie a livello delle ginocchia
Limitazione del movimento
Tumefazione ossea
Atrofia muscolare
Rigidità della colonna vertebrale con dolore radicolare (se vi è compressione delle radici)


Quadro radiologico
Riduzione della rima articolare
Maggiore densità (sclerosi) subcondrale
Osteofiti (formazione di nuovo osso, spesso a forma di becchi)
Formazione di cisti subcondrali

Quindi per es.
nella coxartrosi vi é riduzione in ampiezza della rima e osteofitosi marginale


Indagini di laboratorio
VES e PCR normali
Fattore reumatoide ed anticorpi antinucleo negativi


Diagnosi differenziale
Artrite reumatoide
Spondiloartriti sieronegative
Mieloma multiplo
Iperparatiroidismo

Ricorda che nell’artrosi vi è:
assenza di segni sistemici
minima infiammazione articolare
distribuzione suggestiva delle articolazioni (es. art. interfalangee distali o
prossimali e non del polso o metacarpofalangee)


Trattamento
Riduzione del peso corporeo
Fisioterapia (fisiokinesiterapia, massoterapia, fangobalneoterapia per rinforzare i muscoli sovrastanti alle articolazioni colpite e quindi migliorare la stabilità articolare, ev.le termoterapia esogena)
Nelle fasi di acuzie della malattia analgesici come paracetamolo (Tachipirina, Acetamol cp 0,5-1 g) fino a 4 g /die e nei casi di dolore intenso FANS come ibuprofene (Brufen cp 600 mg) 600 mg 3 volte al di, e, Cox-2 specifici che presentano minore gastrolesività come celecoxib (Celebrex cp 200 mg)
Tramadolo (Fortradol o Contramal) (vedi), quando é maggiore la componente algica rispetto a quella infiammatoria
Terapia con applicazioni locali di capsaicina (Capsolin pomata)
La glucosamina (Dona, Viartril) può ridurre i sintomi ed il deterioramento della cartilagine
I derivati dell’ac. ialuronico (Hyalgan f 20 mg) per uso intrarticolare possono ridurre il dolore e migliorare la mobilità
Eventuale sostituzione protesica articolare in caso di dolore intrattabile soprattutto a carico dell'anca


Prognosi
La prognosi quoad valetudinem nella coxartrosi e nella gonartrosi può essere severa con perdita totale della funzione per cui può rendersi necessario il ricorso alla sostituzione protesica