La nausea e il vomito, trattamento sintomatico in particolare in ambito oncologico e postoperatorio


Metoclopramide (Plasil)

Farmaco procinetico e antiemetico appartenente alla categoria delle benzamidi


Posologia Adulti

la dose abituale è di 10 milligrammi ogni 6 ore, somministrata per via orale, intramuscolare oppure per via endovenosa, preferibilmente 30 minuti prima dei pasti.


Indicazioni

Trattamento sintomatico di nausea e vomito associati a infezioni, neoplasie, emicrania, uremia e trattamenti chemioterapici. 


È indicata anche nella gastroparesi diabetica e come adiuvante durante le procedure di intubazione 


Attenzione!

Il trattamento prolungato (superiore a 12 settimane) è associato a un rischio elevato di discinesia tardiva, un disturbo del movimento spesso irreversibile. 

Il rischio aumenta con la durata del trattamento e la dose totale accumulata [FDA].


Controindicazioni

L'uso è controindicato nei bambini di età inferiore a 1 anno. Per i pazienti di età compresa tra 1 e 18 anni, l'AIFA ha limitato l'uso esclusivamente al trattamento di nausea e vomito postoperatori accertati (solo via endovenosa) e alla prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (via orale oppure endovenosa) [AIFA].


Effetti Collaterali

Può causare disturbi extrapiramidali (specialmente nei bambini e negli anziani), sonnolenza, depressione, iperprolattinemia e tachicardie sopraventricolari 



Alternativa alla metoclopramide

Domperidone (Motilium, Peridon)

Utilizzato quando la metoclopramide non è tollerata a causa degli effetti sul sistema nervoso centrale.


A differenza della metoclopramide, non attraversa la barriera ematoencefalica, riducendo il rischio di sedazione e reazioni distoniche. Tuttavia, è associato a un aumento del rischio di eventi cardiaci gravi, come il prolungamento dell'intervallo QTc e aritmie ventricolari.


Monitoraggio

Nei pazienti anziani è necessario monitorare attentamente la comparsa di tremori o rigidità muscolare.


Interazioni

Non deve essere associato a farmaci anticolinergici, poiché questi ne annullano l'effetto procinetico 

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