Gli alfa-bloccanti rilassano la muscolatura della prostata e del collo vescicale, consentendo all'urina di fluire più facilmente.
Questi farmaci sono efficaci per il trattamento dei sintomi dell'IPB negli uomini. Questi agenti aumentano anche il tasso di successo della rimozione precoce del catetere e dovrebbero essere iniziati, salvo controindicazioni.
Esistono prove limitate che suggeriscono un beneficio nelle donne.
La tamsulosina (l'alfa-bloccante più comunemente usato per l'IPB) ha un'emivita di 15 ore.
Occorrono circa 3 giorni per raggiungere la massima concentrazione nel sangue. Pertanto, nella maggior parte dei pazienti è ragionevole effettuare un tentativo di minzione da 3 a 7 giorni dopo la risoluzione dell'ostruzione.
Se possibile, interrompere i farmaci che aumentano il rischio di RUA.
La ritenzione urinaria acuta (RUA) è un'incapacità improvvisa e dolorosa di svuotare la vescica, che richiede un intervento medico immediato. Molti farmaci comuni possono causare o peggiorare questa condizione, specialmente in pazienti con fattori di rischio preesistenti (come l'ipertrofia prostatica benigna) o negli anziani.
Importante: Non interrompere o modificare mai una terapia farmacologica prescritta senza aver prima consultato il medico, poiché una sospensione improvvisa può essere pericolosa.
Farmaci che aumentano il rischio di RUA (o peggiorano il deflusso)
I farmaci che aumentano il rischio di RUA includono generalmente quelli con proprietà anticolinergiche, che inibiscono la contrazione del muscolo detrusore della vescica o aumentano la tensione del collo vescicale: Antistaminici: (es. difenidramina, dimenidrinato).
Antidepressivi: In particolare quelli triciclici (es. amitriptilina) e alcuni SSRI.
Antipsicotici: (es. quetiapina, olanzapina).
Antispastici e anticolinergici: Usati per la vescica iperattiva (es. ossibutinina, tolterodina, solifenacina).
Oppioidi: (es. morfina, tramadol).
Decongestionanti nasali: (es. pseudoefedrina, fenilefrina).
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): Possono raddoppiare il rischio di RUA negli uomini.
Benzodiazepine: (es. diazepam, alprazolam).
Calcio-antagonisti: (es. amlodipina).
Gestione e precauzioni
Revisione dei farmaci: Se si soffre di disturbi urinari, discutere con il medico la possibilità di ridurre, sospendere o sostituire i farmaci a rischio.Attenzione agli anziani: I pazienti anziani sono particolarmente a rischio a causa della polifarmacia e di condizioni prostatiche preesistenti.
Monitoraggio: La RUA si verifica spesso entro 30 giorni dall'inizio di una nuova terapia con farmaci a rischio.
Correggere la stitichezza e aumentare la mobilità del paziente.
L'incapacità a mingere dopo 3-7 giorni dalla cateterizzazione richiede una consulenza urologica con una valutazione più approfondita del RUA, inclusa una possibile valutazione cistoscopica e/o studi urodinamici.
Per i pazienti che non sono in grado di urinare dopo un tentativo di minzione, è possibile iniziare una cateterizzazione intermittente pulita, spesso due o tre volte al giorno, oppure sostituire il catetere vescicale.
La procedura cateterizzazione intermittente pulita puó rappresentare una gestione standard della ritenzione urinaria.
Per i pazienti che non sono in grado di svuotare la vescica (o che presentano un elevato residuo post-minzionale), il cateterismo intermittente pulito (CIC) è spesso considerato il gold standard o la scelta terapeutica preferenziale rispetto al catetere a permanenza (indwelling), in quanto riduce i rischi di infezione e migliora la qualità della vita.
Ecco i punti chiave basati sulle pratiche cliniche:
Cateterismo Intermittente Pulito (CIC): Questa tecnica prevede l'inserimento di un catetere monouso per drenare la vescica e la sua immediata rimozione, solitamente 4-6 volte al giorno (o 2-3 in casi specifici, a seconda della produzione di urina e della capacità vescicale).
Vantaggi del CIC: Rispetto al catetere a permanenza, il CIC dimezza le complicanze infettive (IVU) e previene la formazione di biofilm, in quanto il catetere non rimane nella vescica.
Sostituzione/Gestione Catetere Vescicale: Se il CIC non è praticabile (es. per limitazioni fisiche o cognitive del paziente) o in caso di ritenzione acuta, si utilizza un catetere a permanenza (uretrale o sovrapubico). La sostituzione dipende dal tipo di materiale (generalmente 15-30 giorni).
Alternative: Per l'incontinenza maschile, il catetere esterno (condom) può essere un'alternativa valida.
Raccomandazioni:
La frequenza del cateterismo deve essere personalizzata da un medico o infermiere (solitamente per mantenere il volume vescicale tra 300 e 500 ml). Il CIC è controindicato in caso di traumi uretrali o infezioni frequenti.
Questi farmaci sono efficaci per il trattamento dei sintomi dell'IPB negli uomini. Questi agenti aumentano anche il tasso di successo della rimozione precoce del catetere e dovrebbero essere iniziati, salvo controindicazioni.
Esistono prove limitate che suggeriscono un beneficio nelle donne.
La tamsulosina (l'alfa-bloccante più comunemente usato per l'IPB) ha un'emivita di 15 ore.
Occorrono circa 3 giorni per raggiungere la massima concentrazione nel sangue. Pertanto, nella maggior parte dei pazienti è ragionevole effettuare un tentativo di minzione da 3 a 7 giorni dopo la risoluzione dell'ostruzione.
Se possibile, interrompere i farmaci che aumentano il rischio di RUA.
La ritenzione urinaria acuta (RUA) è un'incapacità improvvisa e dolorosa di svuotare la vescica, che richiede un intervento medico immediato. Molti farmaci comuni possono causare o peggiorare questa condizione, specialmente in pazienti con fattori di rischio preesistenti (come l'ipertrofia prostatica benigna) o negli anziani.
Importante: Non interrompere o modificare mai una terapia farmacologica prescritta senza aver prima consultato il medico, poiché una sospensione improvvisa può essere pericolosa.
Farmaci che aumentano il rischio di RUA (o peggiorano il deflusso)
I farmaci che aumentano il rischio di RUA includono generalmente quelli con proprietà anticolinergiche, che inibiscono la contrazione del muscolo detrusore della vescica o aumentano la tensione del collo vescicale: Antistaminici: (es. difenidramina, dimenidrinato).
Antidepressivi: In particolare quelli triciclici (es. amitriptilina) e alcuni SSRI.
Antipsicotici: (es. quetiapina, olanzapina).
Antispastici e anticolinergici: Usati per la vescica iperattiva (es. ossibutinina, tolterodina, solifenacina).
Oppioidi: (es. morfina, tramadol).
Decongestionanti nasali: (es. pseudoefedrina, fenilefrina).
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): Possono raddoppiare il rischio di RUA negli uomini.
Benzodiazepine: (es. diazepam, alprazolam).
Calcio-antagonisti: (es. amlodipina).
Gestione e precauzioni
Revisione dei farmaci: Se si soffre di disturbi urinari, discutere con il medico la possibilità di ridurre, sospendere o sostituire i farmaci a rischio.Attenzione agli anziani: I pazienti anziani sono particolarmente a rischio a causa della polifarmacia e di condizioni prostatiche preesistenti.
Monitoraggio: La RUA si verifica spesso entro 30 giorni dall'inizio di una nuova terapia con farmaci a rischio.
Correggere la stitichezza e aumentare la mobilità del paziente.
L'incapacità a mingere dopo 3-7 giorni dalla cateterizzazione richiede una consulenza urologica con una valutazione più approfondita del RUA, inclusa una possibile valutazione cistoscopica e/o studi urodinamici.
Per i pazienti che non sono in grado di urinare dopo un tentativo di minzione, è possibile iniziare una cateterizzazione intermittente pulita, spesso due o tre volte al giorno, oppure sostituire il catetere vescicale.
La procedura cateterizzazione intermittente pulita puó rappresentare una gestione standard della ritenzione urinaria.
Per i pazienti che non sono in grado di svuotare la vescica (o che presentano un elevato residuo post-minzionale), il cateterismo intermittente pulito (CIC) è spesso considerato il gold standard o la scelta terapeutica preferenziale rispetto al catetere a permanenza (indwelling), in quanto riduce i rischi di infezione e migliora la qualità della vita.
Ecco i punti chiave basati sulle pratiche cliniche:
Cateterismo Intermittente Pulito (CIC): Questa tecnica prevede l'inserimento di un catetere monouso per drenare la vescica e la sua immediata rimozione, solitamente 4-6 volte al giorno (o 2-3 in casi specifici, a seconda della produzione di urina e della capacità vescicale).
Vantaggi del CIC: Rispetto al catetere a permanenza, il CIC dimezza le complicanze infettive (IVU) e previene la formazione di biofilm, in quanto il catetere non rimane nella vescica.
Sostituzione/Gestione Catetere Vescicale: Se il CIC non è praticabile (es. per limitazioni fisiche o cognitive del paziente) o in caso di ritenzione acuta, si utilizza un catetere a permanenza (uretrale o sovrapubico). La sostituzione dipende dal tipo di materiale (generalmente 15-30 giorni).
Alternative: Per l'incontinenza maschile, il catetere esterno (condom) può essere un'alternativa valida.
Raccomandazioni:
La frequenza del cateterismo deve essere personalizzata da un medico o infermiere (solitamente per mantenere il volume vescicale tra 300 e 500 ml). Il CIC è controindicato in caso di traumi uretrali o infezioni frequenti.