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26 dicembre 2017

Come scegliere i beta bloccanti

Pazienti con arti freddi, malattia vascolare periferica, diabete mellito o broncospasmo lieve dovrebbero iniziare con un farmaco cardioselettivo come bisoprololo o celiprololo (che contengono inoltre proprietà beta2-agoniste).

In pazienti con ostruzione delle vie respiratorie, avviare una piccola dose e monitorare flussi di picco almeno due volte al giorno.

I pazienti che lamentano brutti sogni (ad es. con propranololo) dovrebbe ricevere un farmaco non-liposolubile (atenololo, nadololo o sotalolo).

I pazienti ipertesi possono essere gestiti meglio con un programma di dose singola assunta al mattino (atenololo, metoprololo ad azione sostenuta, propranololo). In alternativa dovrebbero cominciare labetalolo, un antagonista combinato di alfa - e beta recettori. Molti beta bloccanti sono utilizzabili come singola dose in caso di pazienti ipertesi

Somministrazioni ad orari più frequenti invece sono solitamente richiesti in caso di angina pectoris

Insufficienza renale: scegliere un beta-bloccante con escrezione epatica (ad es., propranololo, labetalolo, carvedilolo) ma ad una dose più bassa rispetto a quella in uso per pazienti con funzione renale normale.
Una riduzione della gittata cardiaca infatti abbassa il flusso plasmatico renale e può causare un deterioramento della funzionalità renale.

Pazienti anziani: iniziare con una dose molto bassa (per esempio propranololo 10 mg due volte al giorno, o metoprololo 25 mg due volte al giorno).

Malattia epatica: un metabolismo di primo passaggio si verifica con farmaci liposolubili (ad es., propranololo, labetololo, acebutololo)
Pazienti con malattia epatica dovrebbero assumere dosi di farmaci liposolubili ridotte oppure farmaci non liposolubili (ad es., pindololo, nadololo), che vengono escreti esclusivamente dai reni.

Insufficienza cardiaca: cresce sempre di piú l'interesse per l’uso dei beta bloccanti nei pazienti con insufficienza cardiaca lieve-moderata.
Tre agenti beta-bloccanti sono stati indicati per essere di beneficio nell’insufficienza cardiaca: carvedilolo, metoprololo e bisoprololo
Si è stata dimostrato il miglioramento nel tempo della funzione del ventricolo sinistro se tali betabloccanti sono iniziati lentamente ed a dose molto bassa
Pazienti con insufficienza cardiaca e classe NYHA (New York Heart Association) III o IV dovrebbero essere ammessi all'ospedale per iniziare la terapia del beta-blocco.

Il diabete non è una controindicazione al beta blocco, anche se il paziente è in trattamento con insulina.
Il beta blocco impedisce la reazione simpatica all'ipoglicemia. La glicogenolisi muscolare viene mediata per via dei beta2-recettori. Quindi betabloccanti cardioselettivi sono preferibili nei pazienti con diabete.


Sovradosaggio dei beta-bloccanti
è trattato con agonisti per via endovenosa a dosi competitive, ad es. dobutamina (10 – 15 µ g/kg / min o più come richiesto) o atropina 1,2 mg i.v.
Ricordare che si puó verificare un blocco AV completo che non é invertito dall’atropina. La stimolazione temporanea perció è spesso necessaria