Le cause chirurgiche di dolore addominale acuto

sono solitamente riconducibili a:

1)ostruzione gastrointestinale

2)peritonite o

3)emergenze vascolari.


* Il dolore viscerale, originante dall'intestino, dalle vie biliari o dal pancreas, è scarsamente localizzabile sulla superficie corporea.

* Al contrario, il dolore da irritazione peritoneale (dovuta a infiammazione o infezione) è ben localizzato (a meno che non sia presente una peritonite generalizzata), costante e associato a dolorabilità addominale.

* L'ostruzione gastrointestinale si manifesta solitamente con dolore, distensione addominale, nausea e vomito, accompagnati da assenza di rumori intestinali o dalla presenza di rumori metallici (iperattivi).

* La peritonite si presenta con dolore intenso, spesso resistente agli analgesici, associato a dolorabilità addominale al minimo tocco o movimento e a "difesa" (contrazione riflessa della parete addominale).


Priorità

1. Se il paziente presenta dolore addominale intenso ed è in stato di shock (pressione arteriosa sistolica <90 mmHg, tachicardia, estremità fredde), la diagnosi probabile è 
peritonite generalizzata
infarto mesenterico
pancreatite acuta grave o 
rottura di aneurisma dell'aorta addominale.


2. Il paziente necessita di:
* Rianimazione volemica vigorosa, inizialmente tramite accesso venoso periferico, successivamente guidata dalla misurazione della pressione venosa centrale e dal monitoraggio della diuresi mediante catetere vescicale.
* Terapia antibiotica: iniziare con cefotaxime (1–2 g ogni 6 ore per via endovenosa) e metronidazolo (500 mg ogni 8 ore per via endovenosa).

* Consulenza chirurgica urgente. In presenza di segni evidenti di rottura di aneurisma dell'aorta addominale (pulsazione aortica dolente e ipotensione), è indicata una laparotomia d'urgenza, prima di qualsiasi accertamento radiologico.


3. L'anamnesi deve definire le caratteristiche del dolore addominale e indagare altre condizioni mediche del paziente:

* Quando e come è iniziato il dolore: in modo graduale o improvviso?

* Dove è localizzato il dolore e la sua sede è cambiata dall'esordio?

* Qual è l'intensità del dolore?

* È presente vomito? Se sì, quando è insorto rispetto all'inizio del dolore?

* Il paziente è stato sottoposto in precedenza a interventi chirurgici addominali? 
Se sì, per quale motivo?
 * Alle donne in età fertile deve essere chiesto informazioni sulla storia ostetrica e mestruale (data dell'ultima mestruazione, data dell'ultima mestruazione normale, mestruazione precedente, durata del ciclo) e sull'uso di contraccettivi. 
È necessario eseguire un test di gravidanza. Occorre inoltre accertare l'eventuale presenza di perdite vaginali o sanguinamenti, dispareunia o dismenorrea.


4. Oltre a un'attenta valutazione dell'addome, è necessario:

* Controllare la temperatura corporea, la frequenza cardiaca, la pressione venosa giugulare (PVG) e la pressione arteriosa.

* Auscultare il cuore e le basi polmonari.

* Somministrare ossigeno se la paziente presenta dolore intenso, dispnea o se la saturazione di ossigeno rilevata tramite pulsossimetria è <94%.

* Posizionare un accesso venoso periferico (cannula endovenosa) e prelevare campioni di sangue per esami urgenti.

* Trattare il dolore intenso con morfina (5–10 mg per via endovenosa), associata a un antiemetico, come ad esempio la proclorperazina (12,5 mg per via endovenosa).

* Avviare un'infusione di cristalloidi, con una velocità stabilita in base allo stato volemico della paziente.

* Disporre gli esami di diagnostica per immagini appropriati.
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