Indicazioni
Gestione delle vie aeree durante la rianimazione cardiopolmonare
Qualsiasi indicazione all'uso della ventilazione meccanica (insufficienza respiratoria, coma, anestesia generale, ecc.)
Controindicazioni
Trauma maxillo-facciale massivo (relativa)
Frattura della laringe
Sospetta lesione del midollo spinale cervicale (relativa)
Materiali
Tubo endotracheale di misura appropriata (Tabella III-1)
Manico e lama del laringoscopio (dritta [Miller] o curva [MAC]; n. 3 per adulti, n. 1-1,5 per bambini piccoli)
Siringa da 10 ml, nastro adesivo, benzoino
Apparecchiatura di aspirazione (cannula di Yankauer)
Mandrino malleabile (opzionale)
Cannula orofaringea
Tecnica
L'intubazione orotracheale è la più comunemente utilizzata e viene qui descritta.
In caso di sospetta lesione del rachide cervicale, è preferibile l'intubazione nasotracheale.
Qualsiasi paziente ipossico o in apnea deve essere ventilato prima di tentare l'intubazione endotracheale (mediante pallone-maschera o tecnica bocca-maschera).
Evitare periodi prolungati senza ventilazione se l'intubazione risulta difficile.
Una regola pratica consiste nel trattenere il respiro durante il tentativo di intubazione: quando l'operatore avverte il bisogno di respirare, anche il paziente necessita di ventilazione.
Riprendere la ventilazione e tentare nuovamente l'intubazione dopo circa un minuto.
Aprire la lama del laringoscopio a 90 gradi per verificare il funzionamento della luce e controllare la tenuta della cuffia del tubo (se presente).
Posizionare la testa del paziente in "posizione di sniffing" (collo esteso anteriormente e testa estesa posteriormente).
Se necessario, utilizzare l'aspiratore per liberare le vie aeree superiori.
Impugnare il laringoscopio con la mano sinistra, tenere aperta la bocca con la mano destra e utilizzare la lama per spostare la lingua verso sinistra rispetto al paziente, mantenendola anteriore alla lama stessa.
Avanzare cautamente con la lama verso la linea mediana fino a visualizzare l'epiglottide.
Se necessario, utilizzare l'aspiratore.
Se si utilizza una lama dritta, farla passare sotto l'epiglottide e sollevarla verso l'alto per visualizzare le corde vocali.
Se si utilizza la lama curva, posizionarla anteriormente all'epiglottide (nella vallecola) e sollevarla delicatamente in avanti.
In entrambi i casi, non usare il manico per fare leva sull'epiglottide, ma sollevarla delicatamente per esporre le corde vocali.
Mantenendo la visualizzazione delle corde vocali, afferrare il tubo con la mano dominante e farlo passare attraverso di esse.
Nei casi di intubazione più complessi, è possibile utilizzare un mandrino malleabile per guidare il tubo.
L'utilizzo di un mandrino malleabile, noto anche come "bougie" o introduttore, è una tecnica fondamentale e raccomandata negli algoritmi per la gestione della via aerea difficile
Questo strumento agisce come una guida per il tubo endotracheale, risultando particolarmente utile in scenari clinici dove la visualizzazione completa della glottide è subottimale (ad esempio, in casi di Cormack-Lehane grado II o III) [MSD Manuals].
Nei pazienti che potrebbero aver mangiato di recente, una leggera pressione esercitata sulla cartilagine cricoidea da un assistente aiuta a occludere l'esofago e a prevenire l'aspirazione durante l'intubazione.
La "manovra di Sellick" (pressione cricoidea) potrebbe facilitare la visualizzazione delle corde vocali nei pazienti in cui la laringe è situata più anteriormente rispetto alla norma.
Ma attenzione
Sebbene in passato la pressione cricoidea (manovra di Sellick) sia stata occasionalmente associata a un miglioramento della visuale, il suo scopo primario e la sua meccanica non sono diretti a questo.
Anzi, oggi è ampiamente documentato come possa peggiorare la visualizzazione laringea.
DISTINZIONE FONDAMENTALE:
PRESSIONE CRICOIDEA vs MANIPOLAZIONE LARINGEA
1. Manovra di Sellick (Pressione Cricoidea)
• Scopo: Il suo obiettivo è occludere l'esofago, comprimendolo tra la cartilagine cricoide e il rachide cervicale, per ridurre il rischio di rigurgito gastrico e inalazione durante l'induzione dell'anestesia.
• Effetto sulla visuale: Applicando una forza diretta posteriormente, la pressione cricoidea può in realtà peggiorare la visuale delle corde vocali, spingendo l'intera struttura laringea inferiormente e anteriormente, rendendo un'intubazione già difficile ancora più complessa [MSD Manuals, StatPearls].
2. Manipolazione Laringea Esterna (ELM) o Manovra "BURP"
• Scopo: Questa è la manovra corretta per migliorare la visualizzazione di una laringe anteriore.
Si applica una pressione sulla cartilagine tiroidea, non sulla cricoide [StatPearls].
• Tecnica (BURP): Consiste in una pressione Backward (posteriore), Upward (cefalica) e Rightward (destra) sulla cartilagine tiroidea. Questo movimento sposta la glottide posteriormente e inferiormente, portandola nel campo visivo del laringoscopio [MSD Manuals].
La tecnica ottimale ("Optimal External Laryngeal Manipulation" o OELM) prevede che sia l'operatore che intuba a posizionare le dita dell'assistente nel punto esatto che fornisce la migliore visuale.
In sintesi, per migliorare la visualizzazione delle corde vocali, la manovra di scelta è la manipolazione della cartilagine tiroidea (BURP/ELM), non la pressione sulla cricoide (Sellick), il cui uso routinario è peraltro sempre più messo in discussione anche per il suo scopo primario a causa della mancanza di evidenze solide e dei potenziali effetti avversi [StatPearls].
Ecco i dettagli della manovra "BURP", nota anche come Manipolazione Laringea Esterna (ELM), basati sulla letteratura di riferimento.
MANOVRA BURP (MANIPOLAZIONE LARINGEA ESTERNA)
La manovra BURP è una tecnica utilizzata durante la laringoscopia per migliorare la visualizzazione delle corde vocali, specialmente quando la laringe si presenta in posizione anteriore. L'acronimo descrive la sequenza e la direzione delle pressioni applicate [StatPearls].
Obiettivo: Migliorare il grado di visualizzazione laringea secondo la classificazione di Cormack-Lehane (es. trasformare un Grado III, dove è visibile solo l'epiglottide, in un Grado II, dove è visibile la porzione posteriore delle corde vocali) [MSD Manuals].
Punto di Applicazione: La pressione viene esercitata esclusivamente sulla cartilagine tiroidea (il "pomo d'Adamo"), non sulla cartilagine cricoide sottostante [StatPearls].
TECNICA DETTAGLIATA
La manovra viene eseguita da un assistente, che applica una pressione con le dita sulla cartilagine tiroidea del paziente seguendo tre vettori di forza:
1. B - Backward (Pressione Posteriore)
• È il movimento principale. La cartilagine tiroidea viene spinta direttamente all'indietro, verso il rachide cervicale. Questo sposta l'intera struttura glottica posteriormente, portandola nel campo visivo della lama del laringoscopio [MSD Manuals].
2. U - Upward (Pressione Cefalica)
• Contemporaneamente alla spinta posteriore, si applica una pressione verso l'alto, in direzione della testa del paziente. Questo solleva ulteriormente la laringe, contribuendo a migliorarne l'allineamento con la linea di vista dell'operatore [StatPearls].
3. R - Rightward (Pressione verso Destra)
• Viene applicata una leggera pressione laterale verso la destra del paziente. Questo piccolo spostamento aiuta a contrastare il movimento della laringe verso sinistra causato dalla lama del laringoscopio (che viene inserita dal lato destro della bocca e sposta la lingua a sinistra), ottimizzando l'esposizione delle corde vocali [StatPearls].
NOTE PRATICHE E VARIANTE OTTIMIZZATA
• Manipolazione Laringea Esterna Ottimale (OELM): La pratica migliore non è una manovra "alla cieca".
L'approccio raccomandato è la OELM, in cui l'operatore che esegue la laringoscopia utilizza la propria mano destra per manipolare la laringe fino a ottenere la migliore visuale possibile. A quel punto, chiede all'assistente di posizionare le proprie dita esattamente nello stesso punto e di mantenere quella pressione, liberando la mano destra dell'operatore per inserire il tubo [MSD Manuals, StatPearls].
• Intensità della Forza: La pressione deve essere decisa ma non eccessiva, per evitare traumi o distorsioni della via aerea. L'obiettivo è riposizionare, non schiacciare.
Questa tecnica, a differenza della manovra di Sellick, è specificamente progettata e validata per migliorare la visualizzazione durante l'intubazione difficile.
Approfondimento sulla classificazione di Cormack-Lehane, uno strumento fondamentale per la gestione delle vie aeree.
CLASSIFICAZIONE DI CORMACK-LEHANE
La classificazione di Cormack-Lehane, sviluppata nel 1984, è un sistema di punteggio utilizzato per descrivere il grado di visualizzazione della glottide durante la laringoscopia diretta.
Il suo scopo primario è standardizzare la comunicazione tra operatori e predire la potenziale difficoltà dell'intubazione endotracheale [StatPearls].
La classificazione si basa sulle strutture anatomiche che l'operatore è in grado di visualizzare e si articola in quattro gradi principali.
I GRADI DELLA CLASSIFICAZIONE
Grado I: Visualizzazione Completa
• Cosa si vede: L'intera apertura glottica, incluse le corde vocali nella loro totalità (sia la commessura anteriore che quella posteriore).
• Implicazione clinica: L'intubazione è considerata semplice e con un'alta probabilità di successo al primo tentativo [MSD Manuals, StatPearls].
Grado II: Visualizzazione Parziale
• Cosa si vede: Soltanto la porzione posteriore dell'apertura glottica. Le cartilagini aritenoidi e la commessura posteriore sono visibili, ma la commessura anteriore è nascosta alla vista.
• Suddivisione (uso comune):
Grado IIa: Parte delle corde vocali è visibile.
Grado IIb: Sono visibili solo le aritenoidi e l'epiglottide, senza alcuna porzione delle corde vocali.
• Implicazione clinica: L'intubazione è generalmente possibile, ma può richiedere ausili come un mandrino malleabile (bougie) o l'applicazione di una manipolazione laringea esterna (manovra BURP) per migliorare la visuale [StatPearls].
Grado III: Solo Epiglottide Visibile
• Cosa si vede: È visibile soltanto l'epiglottide, ma nessuna porzione dell'apertura glottica (né corde vocali, né aritenoidi). L'epiglottide appare come una "linguetta" che copre l'ingresso della laringe.
• Implicazione clinica: L'intubazione è difficile. Il successo spesso dipende dall'uso di tecniche avanzate, come l'inserimento "alla cieca" di un bougie facendolo scivolare sotto l'epiglottide, o passando a un videolaringoscopio [MSD Manuals, StatPearls].
Grado IV: Nessuna Struttura Laringea Visibile
• Cosa si vede: Non è visibile nemmeno l'epiglottide. L'unica struttura riconoscibile è il palato molle.
• Implicazione clinica: L'intubazione tramite laringoscopia diretta è considerata impossibile. È mandatorio passare immediatamente a un piano alternativo per la gestione della via aerea (es. videolaringoscopia, maschera laringea, cricotiroidotomia) [StatPearls].
NOTE PRATICHE E RILEVANZA CLINICA
• Strumento di Comunicazione: Fornisce un linguaggio comune per descrivere una via aerea (es. "Ho una Cormack III, passami il bougie").
• Guida alla Strategia: Un grado elevato (III o IV) allerta immediatamente l'operatore e il team sulla necessità di preparare presidi alternativi e, se possibile, di richiedere l'intervento di un operatore più esperto.
• Dinamicità: La visuale può essere migliorata. Una vista di Grado III può essere trasformata in una di Grado II con una corretta manovra BURP o un migliore posizionamento del paziente
Quando si utilizza un tubo con cuffia (per adulti e bambini più grandi), gonfiare delicatamente la cuffia con una siringa da 10 ml fino a ottenere una tenuta adeguata (circa 5 ml).
Ventilare il paziente auscultando e osservando entrambi i lati del torace per verificare il posizionamento.
Se il lato sinistro non sembra essere ventilato, ciò potrebbe indicare che il tubo è avanzato nel bronco principale destro.
Ritrarre il tubo di 1-2 cm e ricontrollare i rumori respiratori.
Auscultare anche la regione gastrica per assicurarsi che il tubo non sia stato erroneamente posizionato nell'esofago.
Confermare il posizionamento mediante radiografia del torace; la punta del tubo endotracheale deve trovarsi alcuni centimetri al di sopra della carena tracheale.
Fissare il tubo in posizione con del nastro adesivo e inserire una cannula orofaringea per evitare che il paziente morda il tubo.
Valutare l'inserimento di un sondino orogastrico per prevenire il rigurgito.
Complicanze dell'intubazione
sanguinamento
trauma orale o faringeo
posizionamento errato del tubo (intubazione esofagea, inserimento nel bronco principale destro)
aspirazione
ostruzione o piegamento del tubo
Gestione delle vie aeree durante la rianimazione cardiopolmonare
Qualsiasi indicazione all'uso della ventilazione meccanica (insufficienza respiratoria, coma, anestesia generale, ecc.)
Controindicazioni
Trauma maxillo-facciale massivo (relativa)
Frattura della laringe
Sospetta lesione del midollo spinale cervicale (relativa)
Materiali
Tubo endotracheale di misura appropriata (Tabella III-1)
Manico e lama del laringoscopio (dritta [Miller] o curva [MAC]; n. 3 per adulti, n. 1-1,5 per bambini piccoli)
Siringa da 10 ml, nastro adesivo, benzoino
Apparecchiatura di aspirazione (cannula di Yankauer)
Mandrino malleabile (opzionale)
Cannula orofaringea
Tecnica
L'intubazione orotracheale è la più comunemente utilizzata e viene qui descritta.
In caso di sospetta lesione del rachide cervicale, è preferibile l'intubazione nasotracheale.
Qualsiasi paziente ipossico o in apnea deve essere ventilato prima di tentare l'intubazione endotracheale (mediante pallone-maschera o tecnica bocca-maschera).
Evitare periodi prolungati senza ventilazione se l'intubazione risulta difficile.
Una regola pratica consiste nel trattenere il respiro durante il tentativo di intubazione: quando l'operatore avverte il bisogno di respirare, anche il paziente necessita di ventilazione.
Riprendere la ventilazione e tentare nuovamente l'intubazione dopo circa un minuto.
Aprire la lama del laringoscopio a 90 gradi per verificare il funzionamento della luce e controllare la tenuta della cuffia del tubo (se presente).
Posizionare la testa del paziente in "posizione di sniffing" (collo esteso anteriormente e testa estesa posteriormente).
Se necessario, utilizzare l'aspiratore per liberare le vie aeree superiori.
Impugnare il laringoscopio con la mano sinistra, tenere aperta la bocca con la mano destra e utilizzare la lama per spostare la lingua verso sinistra rispetto al paziente, mantenendola anteriore alla lama stessa.
Avanzare cautamente con la lama verso la linea mediana fino a visualizzare l'epiglottide.
Se necessario, utilizzare l'aspiratore.
Se si utilizza una lama dritta, farla passare sotto l'epiglottide e sollevarla verso l'alto per visualizzare le corde vocali.
Se si utilizza la lama curva, posizionarla anteriormente all'epiglottide (nella vallecola) e sollevarla delicatamente in avanti.
In entrambi i casi, non usare il manico per fare leva sull'epiglottide, ma sollevarla delicatamente per esporre le corde vocali.
Mantenendo la visualizzazione delle corde vocali, afferrare il tubo con la mano dominante e farlo passare attraverso di esse.
Nei casi di intubazione più complessi, è possibile utilizzare un mandrino malleabile per guidare il tubo.
L'utilizzo di un mandrino malleabile, noto anche come "bougie" o introduttore, è una tecnica fondamentale e raccomandata negli algoritmi per la gestione della via aerea difficile
Questo strumento agisce come una guida per il tubo endotracheale, risultando particolarmente utile in scenari clinici dove la visualizzazione completa della glottide è subottimale (ad esempio, in casi di Cormack-Lehane grado II o III) [MSD Manuals].
Nei pazienti che potrebbero aver mangiato di recente, una leggera pressione esercitata sulla cartilagine cricoidea da un assistente aiuta a occludere l'esofago e a prevenire l'aspirazione durante l'intubazione.
La "manovra di Sellick" (pressione cricoidea) potrebbe facilitare la visualizzazione delle corde vocali nei pazienti in cui la laringe è situata più anteriormente rispetto alla norma.
Ma attenzione
Sebbene in passato la pressione cricoidea (manovra di Sellick) sia stata occasionalmente associata a un miglioramento della visuale, il suo scopo primario e la sua meccanica non sono diretti a questo.
Anzi, oggi è ampiamente documentato come possa peggiorare la visualizzazione laringea.
DISTINZIONE FONDAMENTALE:
PRESSIONE CRICOIDEA vs MANIPOLAZIONE LARINGEA
1. Manovra di Sellick (Pressione Cricoidea)
• Scopo: Il suo obiettivo è occludere l'esofago, comprimendolo tra la cartilagine cricoide e il rachide cervicale, per ridurre il rischio di rigurgito gastrico e inalazione durante l'induzione dell'anestesia.
• Effetto sulla visuale: Applicando una forza diretta posteriormente, la pressione cricoidea può in realtà peggiorare la visuale delle corde vocali, spingendo l'intera struttura laringea inferiormente e anteriormente, rendendo un'intubazione già difficile ancora più complessa [MSD Manuals, StatPearls].
2. Manipolazione Laringea Esterna (ELM) o Manovra "BURP"
• Scopo: Questa è la manovra corretta per migliorare la visualizzazione di una laringe anteriore.
Si applica una pressione sulla cartilagine tiroidea, non sulla cricoide [StatPearls].
• Tecnica (BURP): Consiste in una pressione Backward (posteriore), Upward (cefalica) e Rightward (destra) sulla cartilagine tiroidea. Questo movimento sposta la glottide posteriormente e inferiormente, portandola nel campo visivo del laringoscopio [MSD Manuals].
La tecnica ottimale ("Optimal External Laryngeal Manipulation" o OELM) prevede che sia l'operatore che intuba a posizionare le dita dell'assistente nel punto esatto che fornisce la migliore visuale.
In sintesi, per migliorare la visualizzazione delle corde vocali, la manovra di scelta è la manipolazione della cartilagine tiroidea (BURP/ELM), non la pressione sulla cricoide (Sellick), il cui uso routinario è peraltro sempre più messo in discussione anche per il suo scopo primario a causa della mancanza di evidenze solide e dei potenziali effetti avversi [StatPearls].
Ecco i dettagli della manovra "BURP", nota anche come Manipolazione Laringea Esterna (ELM), basati sulla letteratura di riferimento.
MANOVRA BURP (MANIPOLAZIONE LARINGEA ESTERNA)
La manovra BURP è una tecnica utilizzata durante la laringoscopia per migliorare la visualizzazione delle corde vocali, specialmente quando la laringe si presenta in posizione anteriore. L'acronimo descrive la sequenza e la direzione delle pressioni applicate [StatPearls].
Obiettivo: Migliorare il grado di visualizzazione laringea secondo la classificazione di Cormack-Lehane (es. trasformare un Grado III, dove è visibile solo l'epiglottide, in un Grado II, dove è visibile la porzione posteriore delle corde vocali) [MSD Manuals].
Punto di Applicazione: La pressione viene esercitata esclusivamente sulla cartilagine tiroidea (il "pomo d'Adamo"), non sulla cartilagine cricoide sottostante [StatPearls].
TECNICA DETTAGLIATA
La manovra viene eseguita da un assistente, che applica una pressione con le dita sulla cartilagine tiroidea del paziente seguendo tre vettori di forza:
1. B - Backward (Pressione Posteriore)
• È il movimento principale. La cartilagine tiroidea viene spinta direttamente all'indietro, verso il rachide cervicale. Questo sposta l'intera struttura glottica posteriormente, portandola nel campo visivo della lama del laringoscopio [MSD Manuals].
2. U - Upward (Pressione Cefalica)
• Contemporaneamente alla spinta posteriore, si applica una pressione verso l'alto, in direzione della testa del paziente. Questo solleva ulteriormente la laringe, contribuendo a migliorarne l'allineamento con la linea di vista dell'operatore [StatPearls].
3. R - Rightward (Pressione verso Destra)
• Viene applicata una leggera pressione laterale verso la destra del paziente. Questo piccolo spostamento aiuta a contrastare il movimento della laringe verso sinistra causato dalla lama del laringoscopio (che viene inserita dal lato destro della bocca e sposta la lingua a sinistra), ottimizzando l'esposizione delle corde vocali [StatPearls].
NOTE PRATICHE E VARIANTE OTTIMIZZATA
• Manipolazione Laringea Esterna Ottimale (OELM): La pratica migliore non è una manovra "alla cieca".
L'approccio raccomandato è la OELM, in cui l'operatore che esegue la laringoscopia utilizza la propria mano destra per manipolare la laringe fino a ottenere la migliore visuale possibile. A quel punto, chiede all'assistente di posizionare le proprie dita esattamente nello stesso punto e di mantenere quella pressione, liberando la mano destra dell'operatore per inserire il tubo [MSD Manuals, StatPearls].
• Intensità della Forza: La pressione deve essere decisa ma non eccessiva, per evitare traumi o distorsioni della via aerea. L'obiettivo è riposizionare, non schiacciare.
Questa tecnica, a differenza della manovra di Sellick, è specificamente progettata e validata per migliorare la visualizzazione durante l'intubazione difficile.
Approfondimento sulla classificazione di Cormack-Lehane, uno strumento fondamentale per la gestione delle vie aeree.
CLASSIFICAZIONE DI CORMACK-LEHANE
La classificazione di Cormack-Lehane, sviluppata nel 1984, è un sistema di punteggio utilizzato per descrivere il grado di visualizzazione della glottide durante la laringoscopia diretta.
Il suo scopo primario è standardizzare la comunicazione tra operatori e predire la potenziale difficoltà dell'intubazione endotracheale [StatPearls].
La classificazione si basa sulle strutture anatomiche che l'operatore è in grado di visualizzare e si articola in quattro gradi principali.
I GRADI DELLA CLASSIFICAZIONE
Grado I: Visualizzazione Completa
• Cosa si vede: L'intera apertura glottica, incluse le corde vocali nella loro totalità (sia la commessura anteriore che quella posteriore).
• Implicazione clinica: L'intubazione è considerata semplice e con un'alta probabilità di successo al primo tentativo [MSD Manuals, StatPearls].
Grado II: Visualizzazione Parziale
• Cosa si vede: Soltanto la porzione posteriore dell'apertura glottica. Le cartilagini aritenoidi e la commessura posteriore sono visibili, ma la commessura anteriore è nascosta alla vista.
• Suddivisione (uso comune):
Grado IIa: Parte delle corde vocali è visibile.
Grado IIb: Sono visibili solo le aritenoidi e l'epiglottide, senza alcuna porzione delle corde vocali.
• Implicazione clinica: L'intubazione è generalmente possibile, ma può richiedere ausili come un mandrino malleabile (bougie) o l'applicazione di una manipolazione laringea esterna (manovra BURP) per migliorare la visuale [StatPearls].
Grado III: Solo Epiglottide Visibile
• Cosa si vede: È visibile soltanto l'epiglottide, ma nessuna porzione dell'apertura glottica (né corde vocali, né aritenoidi). L'epiglottide appare come una "linguetta" che copre l'ingresso della laringe.
• Implicazione clinica: L'intubazione è difficile. Il successo spesso dipende dall'uso di tecniche avanzate, come l'inserimento "alla cieca" di un bougie facendolo scivolare sotto l'epiglottide, o passando a un videolaringoscopio [MSD Manuals, StatPearls].
Grado IV: Nessuna Struttura Laringea Visibile
• Cosa si vede: Non è visibile nemmeno l'epiglottide. L'unica struttura riconoscibile è il palato molle.
• Implicazione clinica: L'intubazione tramite laringoscopia diretta è considerata impossibile. È mandatorio passare immediatamente a un piano alternativo per la gestione della via aerea (es. videolaringoscopia, maschera laringea, cricotiroidotomia) [StatPearls].
NOTE PRATICHE E RILEVANZA CLINICA
• Strumento di Comunicazione: Fornisce un linguaggio comune per descrivere una via aerea (es. "Ho una Cormack III, passami il bougie").
• Guida alla Strategia: Un grado elevato (III o IV) allerta immediatamente l'operatore e il team sulla necessità di preparare presidi alternativi e, se possibile, di richiedere l'intervento di un operatore più esperto.
• Dinamicità: La visuale può essere migliorata. Una vista di Grado III può essere trasformata in una di Grado II con una corretta manovra BURP o un migliore posizionamento del paziente
Quando si utilizza un tubo con cuffia (per adulti e bambini più grandi), gonfiare delicatamente la cuffia con una siringa da 10 ml fino a ottenere una tenuta adeguata (circa 5 ml).
Ventilare il paziente auscultando e osservando entrambi i lati del torace per verificare il posizionamento.
Se il lato sinistro non sembra essere ventilato, ciò potrebbe indicare che il tubo è avanzato nel bronco principale destro.
Ritrarre il tubo di 1-2 cm e ricontrollare i rumori respiratori.
Auscultare anche la regione gastrica per assicurarsi che il tubo non sia stato erroneamente posizionato nell'esofago.
Confermare il posizionamento mediante radiografia del torace; la punta del tubo endotracheale deve trovarsi alcuni centimetri al di sopra della carena tracheale.
Fissare il tubo in posizione con del nastro adesivo e inserire una cannula orofaringea per evitare che il paziente morda il tubo.
Valutare l'inserimento di un sondino orogastrico per prevenire il rigurgito.
Complicanze dell'intubazione
sanguinamento
trauma orale o faringeo
posizionamento errato del tubo (intubazione esofagea, inserimento nel bronco principale destro)
aspirazione
ostruzione o piegamento del tubo