Nuove frontiere della terapia cardiovascolare e nefrologica degli ultimi decenni.

Il ruolo degli ACE-inibitori (ACEi) non viene ridimensionato o sostituito dall'avvento delle gliflozine (inibitori SGLT2).

Al contrario, il loro ruolo viene ridefinito e rafforzato all'interno di un nuovo paradigma terapeutico basato sulla sinergia e sulla complementarità dei meccanismi d'azione.


In sintesi: le gliflozine non sostituiscono gli ACE-inibitori; si aggiungono a essi, creando uno standard di cura più potente.

I meccanismi d'Azione sono complementari, non competitivi

La ragione fondamentale di questa sinergia risiede nel fatto che le due classi di farmaci agiscono su vie fisiopatologiche completamente diverse ma convergenti verso un obiettivo comune: la protezione cardio-renale.


Confronto delle caratteristiche tra ACE-Inibitori e Gliflozine (Inibitori SGLT2)


Target Primario

ACE-Inibitori = Sistema Renina-Angiotensina-Aldosterone (RAAS)

Co-trasportatore Sodio-Glucosio 2 (SGLT2) = rene


Effetto Emodinamico

ACE-Inibitori = Riduzione del post-carico: Vasodilatazione sistemica, riduzione della pressione arteriosa.

Co-trasportatore Sodio-Glucosio 2 (SGLT2)= Riduzione del pre-carico: Diuresi osmotica e natriuresi, riduzione del volume plasmatico. |


Effetto Renale

ACE-Inibitori = Vasodilatazione dell'arteriola efferente: Riduce la pressione all'interno del glomerulo.

Co-trasportatore Sodio-Glucosio 2 (SGLT2) = Vasocostrizione dell'arteriola afferente: Riduce la pressione all'interno del glomerulo tramite feedback tubulo-glomerulare.


Effetto Metabolico

ACE-Inibitori = Neutro

Co-trasportatore Sodio-Glucosio 2 (SGLT2) = Favorevole: Glicosuria, calo ponderale, modesta riduzione della pressione, produzione di chetoni (fonte energetica alternativa per il cuore).


Come si può vedere, i loro meccanismi non si sovrappongono, ma si completano a vicenda.



Il Nuovo Ruolo negli Scenari Clinici Chiave

1. Scompenso Cardiaco a Frazione d'Eiezione Ridotta (HFrEF)


Questo è lo scenario più emblematico.

Le linee guida internazionali (es. ESC) hanno stabilito un nuovo standard di cura basato su quattro pilastri farmacologici da iniziare il prima possibile:


1. ARNI/ACE-inibitore/Sartano

2. Beta-bloccante

3. Antagonista del recettore dei mineralcorticoidi (MRA)

4. Inibitore SGLT2 (Gliflozina)


In questo contesto, l'ACE-inibitore (o più spesso l'ARNI, che ne contiene il meccanismo) rimane la pietra angolare della terapia per il blocco del RAAS e la riduzione del post-carico.


La gliflozina si aggiunge per ridurre il pre-carico, migliorare il metabolismo cardiaco e ridurre le ospedalizzazioni, con un meccanismo completamente additivo [ESC Guidelines].


La domanda non è più "quale usare?", ma "quando aggiungerli tutti?".










2. Malattia Renale Cronica (CKD), anche non diabetica




Anche in nefrologia la sinergia è evidente. La protezione renale si basa sulla riduzione dell'iperfiltrazione glomerulare, una delle cause principali della progressione del danno.

* L'ACE-inibitore riduce la pressione intraglomerulare "a valle", dilatando l'arteriola efferente (l'uscita).




* La gliflozina riduce la pressione "a monte", costringendo l'arteriola afferente (l'entrata).




L'effetto combinato è una riduzione della pressione glomerulare molto più profonda e protettiva di quella ottenibile con una sola delle due classi [KDIGO Guidelines].




Per questo motivo, la terapia combinata è diventata lo standard di cura per la nefropatia diabetica e, sempre più, per molte forme di CKD non diabetica con albuminuria.










3. Scompenso Cardiaco a Frazione d'Eiezione Preservata (HFpEF)




In questo ambito, le gliflozine hanno dimostrato un beneficio chiaro nel ridurre le ospedalizzazioni, cosa che gli ACE-inibitori non erano riusciti a fare in modo conclusivo [NEJM].

Tuttavia, i pazienti con HFpEF sono spesso ipertesi e presentano altre comorbidità.




Pertanto, l'ACE-inibitore mantiene il suo ruolo fondamentale per il controllo pressorio e la gestione delle comorbidità, mentre la gliflozina viene aggiunta per il suo beneficio specifico sull'HFpEF.







Il Nuovo Paradigma Terapeutico: Somma, non Sostituzione




Il ruolo futuro degli ACE-inibitori

è quello di fondamento della terapia neuro-ormonale, su cui si costruiscono interventi successivi.




* Restano farmaci di prima linea per l'ipertensione, la cardiopatia ischemica post-infarto (per prevenire il rimodellamento ventricolare) e come base irrinunciabile per il trattamento dello HFrEF.




* Vengono affiancati, non sostituiti, dalle gliflozine nei pazienti con HFrEF e/o CKD per ottenere una protezione cardio-renale massimale.







In conclusione, l'avvento delle gliflozine non ha reso obsoleti gli ACE-inibitori, ma ha trasformato la terapia da un approccio sequenziale a un approccio combinato e sinergico, migliorando drasticamente gli outcome per i pazienti.
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