Gli antistaminici, in particolare quelli di prima generazione, possono avere effetti collaterali significativi sulla prostata, soprattutto in uomini che soffrono già di ipertrofia prostatica benigna (IPB), una condizione che comporta un ingrossamento della ghiandola.
Come agiscono:
- Effetto Anticolinergico: Molti antistaminici (come la difenidramina) possiedono proprietà anticolinergiche, il che significa che bloccano l'azione dell'acetilcolina, un neurotrasmettitore. Nel sistema urinario, questo provoca un rilassamento dei muscoli della vescica, riducendone la capacità di contrarsi per espellere l'urina.
- Ritenzione Urinaria: In un uomo con una prostata ingrossata, che già preme sull'uretra restringendola, la ridotta capacità della vescica di contrarsi può portare a difficoltà a urinare, svuotamento incompleto della vescica e, nei casi più gravi, a ritenzione urinaria acuta (l'impossibilità di urinare), che richiede un intervento medico immediato.
- Associazione con Decongestionanti: Spesso gli antistaminici sono combinati in farmaci da banco con decongestionanti (come la pseudoefedrina o la fenilefrina) per raffreddori e allergie. I decongestionanti, a loro volta, stringono i muscoli della prostata e del collo vescicale, aumentando la resistenza al flusso urinario. La combinazione di antistaminici e decongestionanti crea un "effetto sinergico" negativo, peggiorando notevolmente i sintomi.
Cosa evitare e alternative:
- Antistaminici di prima generazione: Sono i più rischiosi, come la difenidramina (Benadryl) o la clorfeniramina.
- Antistaminici di seconda generazione: Prodotti più moderni come cetirizina (Zyrtec), loratadina (Claritin) o fexofenadina (Allegra) sono generalmente più sicuri perché hanno meno effetti anticolinergici.
- Spray nasali: Invece di antistaminici orali, gli spray nasali steroidei (come Flonase o Nasonex) non influenzano la vescica o la prostata e sono un'alternativa migliore per la congestione.