Reflusso gastroesofageo

Gestione


Modifiche dello stile di vita


* I cambiamenti nella dieta sono estremamente importanti.

* Mangiare meno grassi, evitare sostanze irritanti (ad esempio, pomodori, agrumi, caffè, coca cola, cioccolato).

* Non mangiare 2-3 ore prima di coricarsi.

* Fare piccoli pasti ed evitare di sdraiarsi dopo aver mangiato.

* Sollevare la testata del letto di 15 cm 

* Smettere di fumare; evitare l'alcol.

* Perdere peso.



Farmaci


Iniziare una terapia empirica di 8-12 settimane con farmaci (anti-H2 o PPI).


Antagonisti dei recettori H2 (principale terapia del GERD per pazienti con sintomi da lievi a moderati):

Ranitidina (Zantac), 150 mg PO bid.

Famotidina 20-40 mg PO bid.

Cimetidina (Tagamet), 400 mg PO bid.

Nizatidina 150-300 mg PO bid.

Assumere prima dei pasti o a digiuno (per bloccare l'acidità basale).


Gli IPP (inibitori della pompa protonica) possono essere utilizzati se gli anti-H2 falliscono come terapia iniziale, soprattutto nei pazienti con sintomi gravi:

Lansoprazolo 15-30 mg PO qd-bid.

Omeprazolo (Omeprazen), 20-40 mg PO qd.

Esomeprazolo (Nexium), 20-40 mg per via orale qd-bid.

Assumere 30 minuti prima dei pasti.

Iniziare in presenza di segni di reflusso laringeo.


La terapia di mantenimento è generalmente a base di H2-antagonisti.


In caso di malattia da reflusso gastroesofageo grave (MRGE)  si può provare l'assunzione di IPP una o due volte al di e di H2-antagonisti ogni volta al sonno


Assumere 30 minuti prima dei pasti.

Iniziare in presenza di reflusso laringeo.


La terapia di mantenimento è generalmente con anti-H2.


In caso di malattia da reflusso gastroesofageo grave, si può provare l'assunzione di PPI una-due volte al giorno e di anti-H2 a intervalli regolari.



Comunque la terapia combinata non è comune per il reflusso a causa dei seguenti motivi: 

  • Saturazione dei recettori: I PPI sono molto efficaci e una dose massima (es. 40 mg/die) è spesso sufficiente per guarire anche esofagiti gravi in 8 settimane, come documentato da endoscopia (EGDS).
  • Eccesso di farmaco: l'aggiunta di anti-H2 (come ranitidina/famotidina) potrebbero non essere necessarie e aumentano i rischi di effetti collaterali (infezioni, fratture, ecc.).


  • Tachifilassi: Gli anti-H2 possono perdere efficacia nel tempo (tachifilassi). 



Cosa fare in caso di reflusso grave e resistente: 

  1. Verifica diagnostica: Prima di tutto, è cruciale un'endoscopia (EGDS) 
  2. per valutare l'esofago e cercare complicazioni come l'esofago di Barrett, e per escludere infezioni come l'Helicobacter Pylori.
  3. Ottimizzazione dei PPI: Spesso, una dose maggiore di PPI (es. 40 mg una o due volte al giorno) per 8 settimane è sufficiente per i casi severi.
  4. Valutazione Endoscopica: Se i sintomi persistono con dosi massime, è indicata una rivalutazione endoscopica.
  5. Alternative:
    • Anti-H2: Possono essere usati come aggiunta (soprattutto la sera) o da soli in casi meno gravi, ma sono meno potenti dei PPI.
    • Chirurgia: Per i casi di esofagite grave e resistente ai farmaci, può essere considerata una correzione chirurgica. 


In sintesi: La strategia corretta prevede una scalata delle dosi dei PPI, una rivalutazione endoscopica, e l'esplorazione di opzioni chirurgiche se i farmaci non funzionano, sempre sotto guida specialistica. 



Gli antagonisti dei recettori H2 (come famotidina) sono una terapia di prima linea per il reflusso gastroesofageo (GERD) di grado lieve-moderato, ma se non sufficienti, gli inibitori della pompa protonica (IPP) (come pantoprazolo) sono la scelta successiva, specialmente per sintomi più severi o persistenti, offrendo una soppressione acida più potente, sebbene l'efficacia possa variare. 


Perché gli H2 sono usati all'inizio: 

  • Efficacia moderata: Riducono la produzione di acido gastrico (circa 60-70%) e sono ben tollerati, ideali per sintomi occasionali o lievi.
  • Azione più rapida degli antiacidi: Entrano in azione in 30-60 minuti e durano 6-12 ore, coprendo i sintomi notturni. 



Quando si passa agli IPP: 

  • Fallimento degli H2: Se i sintomi non migliorano con gli antagonisti H2, si passa agli IPP.
  • Sintomi gravi: Gli IPP sono più potenti (fino al 90% di inibizione acida) e sono la terapia di prima scelta per GERD moderato-grave o erosivo. 



In sintesi, il percorso è spesso: 

  1. Lieve-moderato: Antiacidi o Antagonisti H2.
  2. Persistente/Moderato-Grave: IPP.
  3. Refrattario: Si considerano indagini più approfondite e altre opzioni. 
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