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17 dicembre 2018

SOS gengive: perché il fumo è una delle cause delle malattie gengivali


Che il fumo faccia male e abbia effetti devastanti su tutto il nostro organismo è una verità di cui tutti siamo consapevoli, tuttavia non tutti sanno che, tra le altre cose, il fumo rappresenta un pericoloso nemico del nostro cavo orale, e in particolare è una delle cause dei problemi alle gengive.
La nostra bocca rappresenta infatti la porta di accesso per il fumo, e una volta entrato, oltre a danneggiare lo smalto dei denti e le mucose interne, e a rendere sgradevole il nostro alito, va ad attaccare le gengive, rendendole più deboli e soggette a irritazioni e infezioni.

Trascurare o ignorare la presenza di tali infezioni è un forte elemento di rischio, che apre le porte alla proliferazione dei batteri, mettendo a rischio la nostra salute dentale. Una semplice irritazione, se trascurata e accompagnata da una scarsa cura dentale, può infatti sfociare in malattie più gravi, dalla gengivite, alla parodontite, fino addirittura alla caduta dei denti.

Vediamo insieme come si comporta il fumo una volta entrato nel nostro cavo orale, e perché rappresenta un pericolo per le nostre gengive.

Abbassa le difese immunitarie

All'origine delle irritazioni e dei più comuni disturbi gengivali, per esempio la gengivite, c'è un accumulo di placca batterica, che va ad accumularsi non solo sopra la superficie dei denti ma anche tra gli spazi interdentali e in prossimità del solco gengivale.
Con un corretto utilizzo di spazzolino, scovolino e filo interdentale si può riuscire a eliminare la placca, tuttavia una scarsa o scorretta igiene orale può causare il sanguinamento delle gengive e aggravare la situazione, causando irritazioni che possono peggiorare velocemente, soprattutto in un soggetto fumatore.

Il fumo infatti, oltre a ridurre la naturale microcircolazione gengivale, indebolisce notevolmente le difese immunitarie e la capacità del nostro organismo di contrastare le infezioni, rendendo più difficoltosa la guarigione.

Un fumatore ha le gengive più deboli ed è più soggetto a sensibilità dentale, uno stato che può causare disagio e a volte anche dolore mentre si compiono azioni semplici e naturali, come bere un bicchiere di acqua fresca o un caffè bollente o semplicemente lavarsi i denti.

La nemica nicotina

In particolare è proprio la nicotina l'elemento che crea maggiori danni nella nostra bocca: essa infatti causa la costrizione dei vasi sanguigni, che non riescono a ossigenare a sufficienza le gengive e la zona soggetta ad infezione.

Questo aggravarsi dell'infezione gengivale favorisce inevitabilmente l'attacco dei batteri anaerobi, ossia quelli più aggressivi che proliferano in assenza di ossigeno nelle tasche gengivali, portando a malattie gravi, come la parodotinte o il recesso gengivale, e nei casi più estremi alla piorrea e alla caduta dei denti.

I sintomi da non trascurare

Per evitare che peggiorino in patologie più gravi, ai primi segni di irritazione, gonfiore e arrossamento delle gengive bisognerebbe correre ai ripari, curando con attenzione la propria igiene orale e ricorrendo a antinfiammatori e sostanze lenitive.

Il problema è che il fumo maschera i sintomi più comuni che ci avvisano della presenza di un'infezione gengivale. Per esempio, una variazione del colore delle gengive è un buon campanello di allarme per accorgerci del problema: le gengive sane hanno in genere un bel colorito rosa e tendono ad arrossarsi e gonfiarsi in presenza di infezioni, tuttavia le gengive dei fumatori abituali spesso sono un po' ritirate e hanno un colore grigiastro, per cui questo sintomo risulta difficilmente percepibile.

Allo stesso modo quando c'è un'infezione in corso i sanguinamenti gengivali sono comuni e frequenti, ma a causa della nicotina, che limita l'afflusso di sangue verso le gengive, possono anche non manifestarsi.

In mancanza di questi primi campanelli d'allarme risulta quindi difficile rendersi conto di avere un'infezione alle gengive, ma in realtà proprio per i tabagisti il tempismo è fondamentale. Nei fumatori infatti, a causa proprio del loro vizio, le malattie gengivali sono tre volte più frequenti e hanno una progressione più rapida che nei non fumatori, e spesso le terapie farmacologiche si rivelano inutili.

Se avete il vizio del fumo, è quindi fondamentale programmare dei controlli periodici dal dentista, non solo per pulire lo smalto dalle macchie causate dal fumo, ma soprattutto per farvi aiutare a individuare i sintomi di un'infezione gengivale in corso e farvi dare degli utili consigli per evitare che peggiori.

Prevenire per non soffrire

Se proprio non riuscite a smettere di fumare, potete cercare di limitare il fumo: il rischio infatti di contrarre malattie gengivali è più alto in chi fuma da molto tempo e in chi fuma molte sigarette al giorno.

Per cercare di prevenire tali disturbi, e il dolore che spesso comportano, potete variare la vostra alimentazione, per rinforzare le vostre difese immunitarie e contrastare gli effetti negativi del fumo, e curare con perizia e pazienza la pulizia dei vostri denti.

Utilizzando spazzolino, dentifricio e filo interdentale come vostri alleati, potrete evitare gli accumuli di placca e tartaro e provare a mitigare gli effetti che l'abitudine del fumo inevitabilmente comporta.