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15 febbraio 2020

Trattamento della nefropatia diabetica, in breve

Con l'insorgenza della microalbuminuria, è necessario un trattamento aggressivo.  
Il controllo glicemico rigoroso dovrebbe essere enfatizzato precocemente nella nefropatia diabetica, con il riconoscimento del rischio di ipoglicemia man mano che la malattia renale cronica diventa avanzata.

Gli obiettivi raccomandati per ció che riguarda la pressione arteriosa dovrebbero essere adattati al singolo paziente: sulla base dello studio ACCORD, quelli con microalbuminuria (tra 30 e 300 mg/giorno) e GFR conservati e quelli con cardiovasculopatia significativa, probabilmente traggono scarso beneficio dall'abbassamento della pressione sanguigna molto al di sotto di 140/90 mm Hg, anche se le linee guida 2017 dell'American Heart Association sostengono un valore di 130/80 mm Hg o meno.  
Quelli con proteinuria manifesta (soprattutto quando più di 1 g/giorno) beneficiano di un obiettivo di PA inferiore a 130/80 mm Hg.  

Gli ACE inibitori e gli ARB (sartani) in quelli con microalbuminuria riducono il tasso di progressione verso la proteinuria manifesta e la lenta progressione alla malattia renale terminale riducendo la pressione intraglomerale e attraverso gli effetti antifibrotici; questi agenti non sono assolutamente indicati nei diabetici senza albuminuria.  

I pazienti diabetici, in particolare quelli con malattia renale cronica avanzata, sono a rischio relativamente elevato di insufficienza renale acuta e ipercaliemia con inibizione del sistema renina-angiotensina
Pertanto il sopravvenire di un'ipercaliemia o di un calo del GFR di più del 30% entro 2 settimane dall'avvio o dal sovradosaggio di questa terapia impone una riduzione della dose o l'interruzione della terapia.

Gli agenti antidiabetici più recenti, tra cui canagliflozin ed empagliflozin (inibitori di SGLT), linagliptina (inibitore DPP-4) e liraglutide (antagonista del recettore GLP-1), sono una precoce promessa nel rallentare la progressione della nefropatia diabetica precoce, ma è necessaria una maggiore esperienza con questi agenti.
Gli inibitori SGLT non devono essere utilizzati nella nefropatia diabetica avanzata.  

Il trattamento di altri fattori di rischio cardiovascolare e l'obesità è fondamentale.  Molti diabetici presentano più comorbiditá.
Nei pazienti sottoposti a dialisi che sono progrediti in malattia renale allo stadio terminale, la mortalità nei primi 5 anni è elevata.  
I pazienti che sono in condizioni relativamente buone, tuttavia, beneficiano del trapianto renale.

10 febbraio 2020

Farmaci da evitare negli anziani

Benzodiazepine
Diazepam
Clordiazepossido
Alprazolam 
Flurazepam

Barbiturici
Pentobarbital 
Secobarbital

Analgesici
Meperidina 
Propossifene
Fans

Rilassanti muscolari
Ciclobenzaprina
Carisoprodolo

Antiemetici/procinetici
Promethazina
Metoclopramide 

Antistaminici
Difenidramina 
Clorpheniramina 
Cimetidina 

Antidepressivi
Amitriptylina e altri triciclici
Combinazione antidepressivi/antipsicotici

Antispasmodici (anticollinergici)
Belladonna 
Diciclomina (Bentyl)
Hyoscyamina
Clidinio (Librax)
Oxibutinina (Ditropan)
Tolterodina (Detrol)

Cardiovascolari
Metildopa (Aldomet)
Reserpina (Serpasil)
Propanololo
Dipiridamolo

9 febbraio 2020

Progesterone nel siero

Range normale:
Maschio: 15 - 70 ng/dl

Fase follicolare: 15 - 70 ng/dl

Fase luteale: 200 - 2500 ng/dl


Elevato in: iperplasia surrenale congenita, terapia farmacologica (clomifene, corticosterone, 11 - deossycortisol, diidroprogesterone), gravidanza molare, tumore ovarico lipoideo


Ridotto: ipogonadismo primario o secondario, uso contraccettivo orale, terapia con ampicillina, minaccia di aborto

Anticorpi dei recettori dell'acetilcolina

Normali: inferiori a 0,03 nmol/L
Elevati in: miastenia gravis. 
I cambiamenti nella concentrazione di AChR sono correlati alla gravità clinica della miastenia gravis dopo la terapia e durante la terapia con prednisone e immunosoppressori. 
Risultati di falsi positivi possono essere riscontrati in pazienti con sindrome di Lambert Eaton.

Antitrombina III

Range normale: 81% - 120% dell'attività normale; 17 - 30 mg/dl

Elevata in: terapia con warfarin, dopo un infarto del miocardio

Ridotta in: carenza di antitrombina III, coagulazione intravascolare disseminata, embolia polmonare, cirrosi, terapia trombolitica, insufficienza epatica cronica, postoperatorio, terzo trimestre di gravidanza, uso di contraccettivi orali, sindrome nefrosica, terapia con eparina endovenosa di durata superiore a 3 giorni, sepsi, leucemia acuta, carcinoma, tromboflebite

Segno dell'angolo lucido

Nella spondilite anchilosante l'Infiammazione per cui l'anulus fibrosus si fonde ai corpi vertebrali provoca inizialmente una sclerosi a livello degli angoli dei piatti vertebrali che appare alle radiografie come "il segno dell'angolo lucido") e quindi i caratteristici corpi vertebrali squadrati 

8 febbraio 2020

Approccio alla faringite acuta

Sintomi di possibile faringite streptococcoca: improvvisa insorgenza di faringodinia, tonsillite essudativa, adenopatia cervicale anteriore dolente, febbre solitamente 38 gradi (e oltre), assenza di rinorrea, tosse, raucedine, ulcere orali. Possono essere presenti cefalea e dolore addominale

Per confermare il sospetto di faringite streptococcica, praticare un test rapido per SBEA (Streptococco β-emolitico di gruppo A) e una coltura del tampone faringeo. 

Nonostante la maggior parte delle faringiti siano di origine virale e si risolvano quindi spontaneamente (senza trattamento) entro pochi giorni, alcuni soggetti presentano una faringite streptococcica (che é molto comune nei pazienti di età compresa tra i 5 e i 15 anni). E’ importante perció che questo tipo di infezione sia prontamente identificata e trattata con gli antibiotici.

Quindi
-se i test sono positivi iniziare una penicillina o l'amoxicillina per 10 giorni (clindamicina o azitromicina se il paz é allergico alla penicillina)

-se i test risultano negativi e vi é bassa probabilità di faringite batterica, i sintomi migliorano entro  48 a 72, continuare una terapia sintomatica


La mancata risposta porta a rivalutare e prendere in considerazione il test per la mononucleosi (Mono test)

Se non vi è miglioramento
Rivalutare per le possibili complicanze: sindrome di Lemierre, o ascesso retrofaingeo o peritonsillare, estensione intracranica dell'infezione!

6 febbraio 2020

Diagnosi differenziale della malattia di Ebola

La diagnosi differenziale varia con le fasi della malattia. 

La prima fase della malattia è comunemente confusa con la malaria, il tifo o altre malattie virali. 

Come si sviluppano i sintomi gastrointestinali, i sanitari dovrebbero considerare anche l'epatite virale, i possibili agenti tossici, la leptospirosi e le malattie rickettsiali. 

In uno stadio piú tardivo, malattie batteriche, incluso il colera, malattie parassitarie e, nei bambini, l'infezione da rotavirus che si può presentare con una grave gastroenterite e uno shock. 

L'encefalite deve essere differenziata dalla confusione causata dall'uremia. 

Le manifestazioni emorragiche aumentano i sospetti che si tratti di Ebola virus ma queste potrebbero essere dovute anche alla leucemia, alla porpora trombotica trombocitopenica, alla sindrome emolitica - uremica o a alla coagulazione intravascolare disseminata. 

Un'anamnesi di viaggi e contatti sono fondamentali quando si considerano la diagnosi differenziale in aree in cui l'Ebola virus  non è endemico.

Brucellosi, come sospettarla ed arrivare alla diagnosi

Storia di esposizione ad animali, ingestione di latte o formaggio non pastorizzato.
Insorgenza insidiosa: faticabilità, cefalea, artralgia, anoressia, sudorazione, irritabilità.

Febbre intermittente e persistente.

Linfoadenopatia cervicale e ascellare; epatosplenomegalia.

Linfocitosi, coltura di sangue positiva, test sierologico positivo.

Trattamento delle infezioni anaerobiche intra-addominali

A) Insorgenza in comunità
Terapia orale
Moxifloxacina 400 mg ogni 24 ore

Terapia endovenosa
Infezioni da moderate a moderatamente gravi:
Ertapenem 1 g per via endovenosa ogni 24 ore

O

Ceftriaxone 1 g per via endovenosa ogni 24 ore 
più 
Metronidazolo per via endovenosa o per via orale, 500 mg ogni 8 ore. 

Se vi é allergia alla penicillina, si può sostituire il ceftriaxone con la ciprofloxacina 400 mg per via endovenosa (o 500 mg per via orale) ogni 12 ore.


Infezioni gravi:
Imipenem 0,5 g ogni 6-8 ore 
o meropenem 1 g ogni 8 ore 
o doripenem 0,5 g ogni 8 ore 
o piperacillin/tazobactam 3,75 g ogni 6 ore


B) Infezioni associate ad assistenza sanitaria

Terapia endovenosa
Imipenem 0,5 g ogni 6-8 ore 
o meropenem 1 g ogni 8 ore 
o doripenem 0,5 g ogni 8 ore 
o piperacillin/tazobactam 4,5 g ogni 6 ore

O

Ceftazidime 
o cefepime 2 g per via endovenosa ogni 8 ore 
più 
metronidazolo 500 mg per via endovenosa o orale ogni 8 ore

5 febbraio 2020

Coronavirus e nuove terapie

l’azienda americana Gilead che produce Remdesivir GS-5734  (in fase avanzata di ricerca clinica per la cura dell’Ebola in Congo) ha firmato un accordo con il China-Japan Friendship Hospital di Pechino per testare il farmaco sul nuovo Coronavirus

Gilead ha affermato che remdesivir "ha dimostrato di essere attivo contro la SARS e la MERS negli animali 

Alla fine del gennaio 2020, i ricercatori cinesi hanno dichiarato ai media che nella loro ricerca esplorativa i tre farmaci, remdesivir, clorochina e lopinavir/ritonavir, sembrano avere "effetti inibitori abbastanza buoni sul nuovo Coronavirus

Kaletra (lopinavir/ritonavir)

Come funziona il Kaletra sul virus dell'HIV

La proteasi hiv - 1 è una proteasi aspartica che sfalda le proteine strutturali e funzionali provenienti dai filamenti di polipeptidi virali precursori e svolge un ruolo essenziale per la sussistenza del ciclo di vita virale. 

Il Lopinavir è un potente inibitore della proteasi hiv - 1. 
L'inibizione della proteasi produce virioni immaturi e non infettivi. 
In che modo?
Lopinavir/ritonavir inibisce l'enzima proteasi dell' hiv mediante la costituzione di un complesso inibitore - enzima prevenendo la scollatura delle poliproteine gag - pol. 

Successivamente vengono quindi fabbricate particelle virali non contagiose

In definitiva l'associazione di lopinavir/ritonavir produce il suo effetto antivirale inibendo la formazione di virioni infettivi, evitando così ondate successive di infezione cellulare 

Lopinavir e ritonavir inibiscono il virus dell'hiv, essi sono combinati in Kaletra 
Il ritonavir ha la funzione di aumentare la concentrazione di lopinavir nell'organismo  
l'attività dell Kaletra contro l'hiv è dovuta proprio al lopinavir in quanto il ritonavir  non è sufficiente a inibire il virus stesso.

Il Coronavirus, tutte le risposte ai dubbi più frequenti

Ecco le risposte dell'Istituto Superiore di Sanità ai dubbi più frequenti su esposizione, prevenzione e trasmissione del Coronavirus.

Se prendo gli antivirali prevengo l’infezione?
No, allo stato attuale non ci sono evidenze scientifiche che l’uso dei farmaci antivirali prevenga l’infezione da Coronavirus o da altri tipi di infezioni virali.

Se sono stato in metropolitana con una persona che tossiva e nei giorni seguenti compare la tosse anche a me devo andare in ospedale?
No, ad oggi non vi è alcuna evidenza scientifica che il nuovo Coronavirus stia circolando in Italia. E’ invece certo che si è in una fase di massima trasmissione del virus influenzale stagionale. Pertanto, se dovessero comparire sintomi respiratori – come febbre, tosse, mal di gola, ecc. – o, comunque, difficoltà respiratorie, è opportuno rivolgersi al proprio medico curante.

Come faccio a sapere se la mia tosse è dovuta a un’infreddatura o al nuovo Coronavirus?
Al momento, secondo le evidenze scientifiche disponibili, il nuovo Coronavirus non circola in Italia.
Le uniche condizioni di rischio legate alla possibilità di aver contratto l’infezione sono:
aver viaggiato negli ultimi 14 giorni in zone della Cina in cui il virus si sta diffondendo
avere avuto contatti con persone con infezione accertata
In ogni caso, qualora dovessero comparire febbre o disturbi respiratori, considerato che in questo momento si è nel periodo di massima circolazione dell’influenza stagionale, è opportuno rivolgersi al medico curante

Se mi sottopongo privatamente ad analisi del sangue, o di altri campioni biologici, posso sapere se ho contratto il nuovo Coronavirus?
No. Non esistono al momento kit commerciali per confermare la diagnosi di infezione da nuovo Coronavirus. La diagnosi deve essere eseguita nei Laboratori di riferimento e, laddove si rilevino delle positività al virus, deve essere confermata dall’Istituto Superiore di Sanità. Qualora si sia stati esposti a fattori di rischio – quali viaggi nelle zone della Cina in cui il virus sta circolando o contatti con persone in cui l’infezione sia stata accertata – è possibile contattare il numero telefonico 1500, messo a disposizione dei cittadini dal Ministero della Salute, per avere risposte da medici specificamente preparati e ricevere indicazioni su come comportarsi. Tuttavia per le persone senza sintomi di una certa gravità e senza fattori di rischio al momento non è previsto iniziare un iter diagnostico

E’ vero che posso essere contagiato dal coronavirus toccando le maniglie degli autobus?
Allo stato attuale, non essendoci evidenze scientifiche della circolazione del virus in Italia, è altamente improbabile che possa verificarsi un contagio da nuovo Coronavirus attraverso le maniglie degli autobus o della metropolitana. E’ comunque buona norma, per prevenire tutte le infezioni respiratorie, lavarsi frequentemente e accuratamente le mani prima di portarle al viso, agli occhi e alla bocca.

L’infezione da coronavirus causa sempre una polmonite grave?
No, l’infezione da nuovo Coronavirus può causare uno spettro di sintomi che spaziano da disturbi lievi, tipici delle normali infezioni respiratorie stagionali, a infezioni più gravi come le polmoniti. E’ opportuno precisare, in ogni caso, che poiché i dati in nostro possesso provengono principalmente da studi su casi ospedalizzati, e pertanto più gravi, è possibile che sia sovrastimata la gravità dell’infezione.

Se ho sintomi respiratori e penso di poter essere stato contagiato dal nuovo Coronavirus, devo chiamare il 118 per andare in ospedale o andare dal mio medico curante?
Se si è stati esposti a fattori di rischio, come aver viaggiato nelle zone della Cina in cui il nuovo Coronavirus sta circolando o si è stati a contatto con persone risultate infette, per prima cosa è opportuno contattare il numero telefonico 1500, messo a disposizione dei cittadini dal Ministero della Salute, per avere indicazioni sui comportamenti da seguire.

fonte: Ministero della Salute

Ca 19 - 9

Valore normale < 37 u/ml

Utilizzato principalmente per determinare la resettabilità dei tumori pancreatici (ossia se > 1000 u/ml, nel 95% dei casi non resettabile)
Aumentato: tumori gastrointesinali come pancreas, stomaco, fegato, colon - retto, epatobiliare, alcuni casi di tumori del polmone e della prostata, pancreatite

2 febbraio 2020

Dalla Thailandia la speranza contro il Coronavirus

(via Corriere.it)
Importanti novità nella lotta contro il coronavirus giungono dalla Thailandia, dove un cocktail di antivirali usati per curare l'influenza e l'Hiv ha guarito una donna di 71 anni, a 48 ore dalla somministrazione del farmaco, affetta virus. Lo ha comunicato il dottor Kriengsak Attipornwanich, che ha tenuto costantemente aggiornato il Ministero della Salute, spiegando come gli effetti benefici del trattamento si siano rivelati dopo appena 12 ore.

1 febbraio 2020

I primi provvedimenti in caso di stato epilettico

Stabilizzare e proteggere le vie respiratorie.

Respiro: O2 2-L cannula nasale o maschera nonrebreather.

Mantenere una circolazione adeguata.

Monitorare i segni vitali, pulsossimetria.

Accesso venoso, prelievo per esami di laboratorio , compresa glicemia dal dito

Somministrare glucosio al 50% 50 mL e.v. e tiamina, 100 mg i.m.

Protezione del paziente: posizionare il paziente in decubito laterale, mettere le sponde al letto e rimuovere eventuali oggetti che possono causare lesioni.

Spesso, l'attività convulsiva si risolve spontaneamente nel giro di pochi minuti.

Stato epilettico
Lo stato epilettico è tecnicamente definito come: "convulsioni che ricorrono dopo 30 minuti dall'inizio, ma nella pratica clinica l'algoritmo per il trattamento dello stato epilettico viene spesso adottato dopo 5-10 min di attività convulsiva refrattaria.

Nessun accesso venoso
Diazepam rettale (Valium) a 0,5 mg/kg (massimo 20 mg).
o
midazolam intramuscolo 0.2-mg/kg in bolo (tempo medio di concentrazione di picco nel siero 25 min).

31 gennaio 2020

TRIMONASE cpr. 500 mg.

Nome commerciale del tinidazolo, un derivato del metronidazolo, attivo elettivamente verso gli anaerobi
Utile nella Tricomoniasi anche vaginalis (con trattamento contestuale dei parners), giardiasi ed amebiasi, bacteroides fragilis ed Helicobacter pylori
Presenta un'emivita piú lunga del metronidazolo

Dosaggio: 50 mg. pro Kg per 7 gg. o 2 gr. una tantum

Presenta gli stessi effetti collaterali del metronidazolo (sapore metallico, peso epigastrico, anoressia, vomito) ma in modo meno intenso.

30 gennaio 2020

Prostatite

Gli organismi più comuni che causano prostatite batterica acuta acquisita in comunità sono i bacilli Gram-negativi e, meno comunemente, enterococci e S. aureus. 

Come l'UTI complicata, la prostatite nosocomiale può essere causata da un più ampio spettro di batteri, molti dei quali sono multifarmacoresistenti. 
I fluorchinolonici orali o parenterali sono gli antibiotici di scelta per il trattamento della prostatite grazie ai loro ampi spettri di azione ed alla eccellente penetrazione nella ghiandola prostatica 

Gli agenti parenterali appropriati per il trattamento di pazienti ospedalizzati con prostatite batterica acuta sono gli stessi  he si usano per la pelonefrite complicata
Se la colorazione di Gram  nelle urine suggerisce la presenza di cocci Gram positivi, dovrebbe essere considerato un regime terapeutico con attività contro lo S. aureo e gli enterococchi così come un regime contro bacilli Gram-negativi (ad esempio, la piperacillina-tazobactam

La copertura empirica dovrebbe includere la vancomicina se si teme lo Stafilococco  aureo resistente alla meticillina (MRSA) . 
La Nitrofurantoina non deve essere utilizzato per il trattamento della prostatite, perché non raggiunge livelli tessutali affidabili.

29 gennaio 2020

Dolore in base alla distribuzione radicolare nervosa nell'ernia del disco lombo sacrale

Il dolore radicolare associato all'ernia del disco seguirà la distribuzione del nervo colpito e cioé:


-fra L2 ed L3 regione superiore della coscia

-fra L3 ed L4 regione anteriore della coscia fino al ginocchio e a volte fino alla parte anteriore della tibia

-fra L4 ed L5 parte posteriore della coscia e polpaccio fino superficie dorsale del piede

-fra L5 ed S1 parte posteriore della coscia fino al al margine laterale del piede

28 gennaio 2020

Esacerbazione di una BPCO

L'ipossiemia deve essere corretta con una quantità appropriata di ossigeno supplementare. 
Nei pazienti che trattengono cronicamente anidride carbonica, una preoccupazione spesso espressa da certi autori è che l'eccessiva ossigenazione porterà ad un aumento dell'ipercapnia.  
Anche se tradizionalmente questo fatto è stato attribuito alla depressione del driver respiratorio centrale, la maggior parte dell'aumento della pressione dell'anidride carbonica dopo la somministrazione di ossigeno è la conseguenza della alterata corrispondenza ventilazione-perfusione e della semplice biochimica (l'ossigeno riduce competitivamente la capacità dell'emoglobina di trasportare anidride carbonica, un fenomeno noto come effetto Haldane).  

La terapia con ossigeno non deve essere ridotta in un paziente ipossiemico a causa delle preoccupazioni che potrebbero derivare dall'ipercapnia.  
Al contrario, dovrebbe essere somministrato con attenzione e i livelli rivalutati frequentemente.  
Un range obiettivo dell'88%–92% di saturazione dell'ossigeno è sicuro e adeguato.

Si é dimostrato che la ventilazione a pressione positiva non invasiva, tramite maschera facciale o nasale riduce la mortalità, accelera il miglioramento dell'ipercapnia e dell'acidosi, riduce il tasso respiratorio, evita le complicanze associate all'intubazione e diminuisce la durata della degenza in ospedale

I candidati idonei sono pazienti con acidosi respiratoria moderata (pH inferiore a 7,35) e ipercapnia nonostante un aumento della frequenza respiratoria.  

Al contrario, è improbabile che la ventilazione a pressione positiva non invasiva sia utile in quei pazienti con esacerbazioni più lievi (pH 7,35) ed è controindicata nei pazienti con diminuzione del driver respiratorio, diminuzione del livello di coscienza, instabilità emodinamica o esacerbazioni molto gravi (pH inferiore a 7,20), che invece richiedono intubazione.  

La ventilazione non invasiva è meglio fornita da personale esperto in grado di monitorare lo stato respiratorio, il dosaggio delle pressioni e l'ansia del paziente.  

Un miglioramento dovrebbe essere visto entro le prime 4 ore; in caso contrario, deve essere considerata l'intubazione.

I broncodilatatori inalati sono i mezzi più sicuri, rapidi ed efficaci per migliorare il calibro delle vie aeree al grado possibile.  
Sia gli agonisti beta2-adrenergici che gli agenti anticolinergici inalati (ad esempio, ipratropio bromuro ) migliorano i parametri spirometrici e alleviano i sintomi nelle esacerbazioni acute della BPCO.  

In questa impostazione, la dose ottimale di beta-agonista basata su studi di risposta alla dose nei pazienti affetti da BPCO, è l'equivalente di 800-1.000 mg di salb tramite inalatore a dose misurata (MDI) (circa sei-otto sbuffi), o 2,5 mg tramite nebulizzatore.  Dosi più elevate possono aumentare la broncodilazione, ma anche causare più effetti negativi, come tachiaritmie e tremore.  Allo stesso modo, beneficio ottimale da bromuro di ipratropium è stato dimostrato ad una dose di 80-120 mg di salbutamolo(4-6 puff) tramite MDI, o 0.5 mg tramite nebulizzatore.  

È pratica comune trattare  con entrambe le classi di broncodilatatori, anche se gli studi finora sono stati troppo limitati per stabilire se la terapia combinata è superiore alla terapia singola all'inizio dell'esacerbazione acuta
Tuttavia, nell'impostazione di una malattia stabile, la combinazione produce un beneficio spirometrico maggiore rispetto alla monoterapia, rendendo plausibile che il paziente di BPCO gravemente malato tragga vantaggio dall'approccio combinato durante il recupero.  

In generale, la somministrazione di broncodilatori tramite MDI con un dispositivo distanziatore raggiunge la broncodilazione in modo simile a quella ottenuta tramite nebulizzatore ma a costi inferiori.  
Un ulteriore vantaggio di questo approccio è l'opportunità in ospedale di valutare e insegnare la tecnica dell'inalatore.  
Inoltre, le attuali preoccupazioni circa la diffusione di infezioni respiratorie altamente contagiose come la SARS in ambiente ospedaliero scoraggeranno l'uso di nebulizzatori che rischiano di aerosollizzare goccioline infette.

I pazienti che non sono in grado di trattenere il respiro per 3 secondi possono richiedere una terapia iniziale con nebulizzatore con procedure appropriate di controllo delle infezioni in atto.

I corticosteroidi sistemici sono efficaci nel ridurre il fallimento del trattamento, accelerare il recupero della funzione polmonare e ridurre la durata del soggiorno in Ospedale
Mancano studi che confrontano le diverse dosi, ma una dose di 0,5 mg/kg di prednisone o equivalente, somministrata una volta al giorno per via orale o per via endovenosa, sembra essere sufficiente.  
Gli steroidi inalati non sono stati ben valutati nella gestione delle esacerbazioni.  L'unica eccezione è la budesonide nebulizzata, che sembra migliorare la funzione polmonare, ma tende ad essere meno efficace nel complesso di steroidi sistemici ed è più costosa.

Gli antibiotici possono essere utili nelle esacerbazioni della BPCO, principalmente nei pazienti con tosse produttiva e espettorato purulento.
Per i pazienti con espettorato mucoso o senza espettorato, gli antibiotici non sembrano migliorare il recupero.
L'acquisizione di nuovi ceppi di Haemophilus influenzae, Streptococcus pneumoniae e Moraxella catarrhalis (ma non di Pseudomonas aeruginosa o Staphylococcus aureus) è stata trovata associata a esacerbazioni, quindi l'antibiotico scelto dovrebbe coprire questi tre patogeni, tenendo conto dei modelli di resistenza locali.  
Le scelte ragionevoli includono una cefalosporina di seconda generazione, una macrolide di seconda generazione, una tetraciclina, un fluoroquinolone di seconda generazione o una amoxicillina clavulanato.

L'aminofillina endovenosa sembra aggiungere poco beneficio, produce effetti collaterali fastidiosi e interagisce con diversi altri farmaci.  
Il suo utilizzo nella esacerbazione acuta della BPCO deve essere considerato pericoloso, e non viene consigliamo.  
Anche se alcuni sostengono che teofillina può essere uno stimolante respiratorio o può alleviare i muscoli respiratori affranta, questi attributi sono di un beneficio discutibile in acuto COPD, una malattia nella quale la maggior parte dei pazienti ha già un aumento del driver per respirare. 
Il trattamento migliore per i muscoli respiratori affaticati è il riposo con ventilazione di supporto. 
La teofillina orale può essere proseguita in pazienti che la stanno prendendo prima della loro malattia acuta; in effetti, l'interruzione brusca durante un esacerbazione può essere dannosa (11).
Il livello teofillina deve essere controllato.

Gli agenti mucolitici come l'N - acetilcisteina non si sono stati dimostrati utili. 
I broncodilatatori ad azione prolungata (ad esempio, formoterolo) sono stati oggetto di indagini preliminari, ma attualmente non hanno un ruolo definito.

I farmaci che deprimono il sistema respiratorio, quali gli oppiacei e i sedativi/ipnotici, devono essere evitati o minimizzati. 
Tuttavia, se i pazienti sono "in fase finale" e l'obiettivo dell assistenza è il conforto, il loro uso è ammissibile e talvolta essenziale 

27 gennaio 2020

Coronavirus 2019 (2019-nCoV), noto anche come nCoV o Wuhan novel coronavirus

La Commissione nazionale per la Salute cinese ha pubblicato che sta trattando con una combinazione di Lopinavir e Ritonavir, venduti con il marchio Kaletra dell'azienda AbbVie, e alfa-interferone, i pazienti infetti dal nuovo Coronavirus.

Il dosaggio è di due compresse di Lopinavir e Ritonavir due volte al giorno e di una dose di alfa-interferone due volte al giorno. (Fonte: Agenzia Nova)

26 gennaio 2020

Regimi piú efficaci di trattamento anti Helicobacter pylori approvato dall'FDA

1)Omeprazolo 40 mg al di  + claritromicina 500 mg 3 volte al di per 14 gg., quindi omeprazolo 20 mg al di per 14 gg.

Durata del trattamento: 28 gg.

Efficacia (%): 88 - 94


2)Omeprazolo 20 mg due volte al di + claritromicina 500 mg due volte al di+ amoxicillina 1 g due volte al di per 10 gg.

Durata del trattamento: 10 gg.


Efficacia (%) = 83 - 91

25 gennaio 2020

Considerazioni sul paziente asmatico in Ospedale

La non elevata mortalità degli asmatici presenti per le cure di emergenza è in parte attribuibile a un migliore riconoscimento delle caratteristiche degli attacchi potenzialmente fatali in modo da facilitare il trasferimento anticipato in terapia intensiva.  

A volte è abbastanza facile riconoscere un attacco se il paz. é in pericolo di vita.  

Gli indizi ovvi sono un sensorio alterato, un tronco in postura eretta, sudorazione, eloquio telegrafico, cianosi e affaticamento.  

Quando uno di questi segni è presente, la valutazione oggettiva della gravità dell'ostruzione del flusso d'aria non è necessaria prima dell'inizio del trattamento (e, come osservato in precedenza, può effettivamente essere rischiosa).  

Tuttavia, l'assenza di questi segni non esclude un attacco potenzialmente pericoloso per la vita.  
Altri indizi sono una caduta inspiratoria della pressione sanguigna sistolica (polso paradosso) di oltre 15 mm Hg, retrazioni intercostali, scarso movimento dell'aria all'ascoltazione ("torace silenzioso"), un valore PEF o FEV1 inferiore del 25% del valore previsto, PEF sotto 100 L/min e FEV1 sotto 1,0 L.  

Il pneumotorace è una complicazione pericolosa per la vita nel paz. con asma bronchiale; ampie oscillazioni nella pressione pleurica possono causare rapidamente la progressione verso il collasso polmonare ed il pneumotorace iperteso 


Anche se una radiografia toracica dovrebbe essere ottenuta ogni volta che si sospetta il pneumotorace, la radiografia toracica non è immediatamente necessaria per la valutazione di routine di un paziente con un'esacerbazione dell'asma.  

La polmonite batterica raramente causa esacerbazioni, e l'espettorato purulenta talvolta prodotto da pazienti asmatici di solito riflette l'infiammazione delle vie bronchiali causata da infezioni virali o inalazione di allergeni piuttosto che una bronchite batterica o una polmonite.  

Le radiografie toraciche sono quindi riservate alla valutazione dei pazienti con febbre oltre che all'espettorato purulento, di quelli con sibilo localizzato e di quelli in cui si sospetta il pneumotorace.  
Allo stesso modo, la misurazione del numero di globuli bianchi e la colorazione  di Gram dell'espettorato non devono essere eseguiti nella valutazione degli attacchi acuti di asma a meno che non si sospetti una polmonite.

La misurazione dei gas ematici arteriosi è raramente necessaria nella valutazione iniziale.  
I pazienti con attacchi lievi di solito hanno un'ipossia lieve con normale saturazione di ossigeno (PaO2  da 66 a 69 mm Hg), ipocapnia (PaCO2 33-36 mm Hg) e alcalosi respiratoria.  

L'ipossiemia può essere rilevata da una semplice ossimetria percutanea e può essere corretta somministrando ossigeno supplementare.  
Lo scopo pratico della misurazione dei gas sanguigni arteriosi è il rilevamento della ritenzione di anidride carbonica.  
Il movimento respiratorio è invariabilmente aumentato nelle esacerbazioni dell'asma e un valore normale ci PCO2 può indicare 
un'ostruzione del flusso d'aria estremamente grave (FEV1 - 15%–20% del valore previsto) e 
un affaticamento dei muscoli della respirazione.  

Tuttavia, anche i pazienti con ritenzione di anidride carbonica spesso rispondono rapidamente alla terapia, quindi l'obiettivo importante della valutazione iniziale è riconoscere che un attacco è grave e praticare un trattamento efficace.  

Le informazioni ottenute dalla misurazione dei gas ematici arteriosi diventano particolarmente importanti quando un attacco non risponde alla terapia iniziale, in quanto sono utili nella decisione relativa alla necessità di intubazione e ventilazione meccanica.  
In gravi attacchi, i valori dei gas arteriosi possono indicare anche la presenza di acidosi, variabilmente da cause metaboliche e respiratorie (acidosi lattica e ipoventilazione alveolare, rispettivamente); ciò comounque richiede raramente qualsiasi trattamento al di là dell'ossigenazione efficace e del miglioramento dell' ostruzione del flusso d'aria.

24 gennaio 2020

Farmaci che causano piastrinopenia ed alterazione della funzione piastrinica

-Farmaci che causano piastrinopenia

Meccanismi immunitari
Chinina/chinidina
Composti sulfa
Ampicillina
Penicillina
Diuretici tiazidici
Furosemide
Clorthalidone
Fenitoina
alfa-Metildopa
Eparina
Derivati della digitale
Aspirina
Acido valproico
Ranitidina
Cimetidina
Danazolo
Procainamide
Carbamazepina
Acetaminofene
Fenilbutazone
Aminosalicilati
Rifampicina
Acetazolamide
Anazolene
Arsenicali

Meccanismi non immunitari (sindrome emolitica-uremica)
Mitomicina C
Cisplatino
Ciclosporina
Ticlopidina

Meccanismi indefiniti
Composti d'oro
Indometacina



-Farmaci che alterano la funzione piastrinica

Agenti antipiastrinici primari
Aspirina
Destrano
Dipiridamolo
Sulfinpirazone
Ticlopidina/clopidogrel
Inibitori della glicoproteina IIb/IIIa

Farmaci in cui l'inibizione della funzione piastrinica è associata al prolungamento del tempo di sanguinamento
Agenti antinfiammatori non steroidei
Antibiotici beta lattamici
Acido aminocaproico (>24 g/d)
Eparina
Attivatori del plasminogeno (streptokinase, urokinasi, attivatore del plasminogeno tissutale)