RICERCA TRA GLI OLTRE 10MILA ARGOMENTI

13 ottobre 2018

Alitosi, cause comuni

Scarsa igiene orale

Scarsa igiene dentale

Malattie dentali (carie, gengiviti, periodontiti, ulcere orali, neoplasie orali, xerostomia)

Uso di tabacco

Malattie respiratorie (tonsilliti, infezioni polmonari, della cavitá nasale o del faringe)

Malattie gastrointestinali (stenosi pilorica, ernia iatale, ostruzione duodenale, acalasia, reflusso gastroesofageo, infezione da Helicobacter pylori)

Malattie epatiche

Insufficienza renale

Periodo premestruale

Amnesia, cause comuni

Convulsioni

TIA

Concussione

Abuso di alcool

Farmaci

IPERALDOSTERONISMO, CAUSE PIÙ COMUNI

Ipertensione maligna

Scompenso cardiaco

Tumori surrenalici

Malattia renale

Sindrome nefrosica

Farmaci (diuretici, idralazina, lassativi)

Acne, farmaci che la causano

Danazolo
Testosterone

Progestinici

Glucocorticoidi

Litio

Isoniazide

Fenitoina


Massa ascellare, cause

Linfononodo ingrandito a causa di
cancro o ascesso della mammella

Linfoma

Leucemia

Idrosadenite suppurativa

Cisti sebacea infiammata

Tubercolosi

Lipoma


12 ottobre 2018

Il test di ovulazione digitale

Chi sta programmando una gravidanza si sarà sicuramente imbattuto nei test di ovulazione. Uno strumento utile al fine di migliorare la possibilità di concepimento. Facilissimi da usare, aiutano ad individuare i giorni di fertilità mostrando i livelli ormonali nelle urine.

Oggi è possibile trovare il test di ovulazione in versione digitale con App gratuita dedicata come Prima home test ovulazione. Tutti i dati vengono memorizzati nel tempo, creando un profilo personalizzato. Cerchiamo però innanzitutto di capire in modo più approfondito, a cosa serve e come utilizzarlo.

L’ormone luteinizzante LH

Nei giorni di fertilità, l’ormone luteinizzante LH, responsabile del rilascio dell’ovulo maturo, ha il suo picco massimo. Proprio l’aumento del valore di questo ormone nelle urine è l’indicatore di cui si serve il test di ovulazione.

L’ovulazione si verifica tra le 24 e le 36 ore successive all’aumento dell’ormone LH. Quando avviene questo processo? Di norma tra 12 e 16 giorni prima del ciclo successivo. Ovviamente è un dato variabile da donna a donna e può cambiare anche da ciclo a ciclo.

Come funziona l’ovulazione? Pian piano che ci si avvicina ai giorni fertili, si registra un aumento dei livelli di estrogeni che causano l’ispessimento della parete uterina creando l’ambiente ideale all’eventuale impianto dell’ovulo fecondato. L’innalzamento degli estrogeni provoca anche un picco del livello dell’ormone LH, che è responsabile della rottura del follicolo dominante e del successivo rilascio della cellula uovo matura, pronta per la fecondazione, che viene poi convogliata nell’utero tramite le tube di Falloppio.

è necessario considerare che l’ovulo espulso sopravvive solo per 24 ore mentre gli spermatozoi fino a 72-96 ore, per cui un rapporto avvenuto 3-4 giorni prima dell’ovulazione, ad esempio, può portare comunque al concepimento. L’intervallo di fertilità riguarda quindi più giorni. L’arrivo dell’ovulazione poi è intuibile anche osservando le secrezioni vaginali che si fanno più abbondanti in prossimità del suo inizio. Il test ci aiuta però ad individuare precisamente i giorni più propizi. Come utilizzarlo?

L’utilizzo del test

Il test dell’ovulazione digitale è accuratissimo e non richiede particolari interpretazioni. I risultati sono molto chiari e appaiono direttamente sullo smartphone. Il kit è infatti composto da 10 dispositivi ed una clip, che permette di agganciare il test appena effettuato sullo smartphone, trasformando la fotocamera in un lettore. L’esito viene direttamente visualizzato sullo schermo grazie all’App.

Un test tecnologico e veloce,in soli 5/10 minuti è possibile rilevare il livello dell’ormone LH e dunque il livello di fertilità attuale, inquadrandolo in tre fasce: bassa, alta o massima. Ogni volta che si decide di analizzare l’urina, il risultato verrà memorizzato sull’applicazione creando una sorta di calendario della fertilità. Promemoria automatici ed un sistema di notifiche push avvisano dell’arrivo del periodo fertile ricordando di effettuare il test.

Se state pensando di pianificare una gravidanza, questo strumento sarà cruciale per avere risultati mirati, precisi e personalizzati.

10 ottobre 2018

da Cardio 2018

L'iperpotassiemia al momento del ricovero è associata a mortalità intra-ospedaliera e l'ipopotassiemia a arresto cardiaco e fibrillazione atriale di nuova insorgenza nei pazienti ricoverati con sospetta sindrome coronarica acuta


Nella sindrome coronarica acuta ( ACS ), lo squilibrio di potassio al momento del ricovero è stato associato a aritmie, arresto cardiaco e mortalità ospedaliera.
Tuttavia, non sono state prese in considerazione diverse caratteristiche di presentazione e i sottotipi di sindrome coronarica acuta.

Sono stati esaminati i pazienti consecutivi ( n = 32.955 ) ricoverati con sospetta sindrome coronarica acuta nel periodo 2006-2011, inseriti nei Registri SWEDEHEART e SCREAM.

Sono state valutate con modelli di regressione logistica le associazioni tra categorie di potassio plasmatico al momento del ricovero ( riferimento: 3.5 - inferiore a 4.0 mmol/L ) e gli esiti ospedalieri tra cui mortalità, arresto cardiaco, fibrillazione atriale di nuova insorgenza e blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado.

Sono state osservate associazioni a forma di U tra il livello di potassiemia al momento dell'ingresso in ospedale, la mortalità e l'arresto cardiaco. 

Tuttavia, in modelli completamente aggiustati, solo l'iperpotassiemia ( 5.0 - inferiore a 5.5 [ odds ratio, OR 1.83, IC 95%, 1.34-2.49 ] e maggiore o uguale a 5.5 mmol/L [ OR 2.27, IC 95%, 1.57- 3.27 ] ) era associata alla mortalità, mentre solo l'ipopotassiemia ( 3.0 - inferiore a 3.5 [ OR 1.63; IC 95%, 1.21-2.19 ] e inferiore a 3.0 mmol/L [ OR 2.72; IC 95%, 1.56-4.74 ] ) era associata ad arresto cardiaco.

Il potassio inferiore a 3.0 mmol/L ( OR 1.93, IC 95%, 1.00-3.76 ) era associato a fibrillazione atriale di nuova insorgenza.

Dopo aggiustamento multivariabile, non è stata osservata alcuna associazione tra il blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado e i livelli di potassio.

I risultati non sono stati modificati dalla diagnosi principale ( sottotipo ACS o diagnosi non-ACS ) o eGFR ( velocità di filtrazione glomerulare stimata ).

In conclusione, l'iperpotassiemia al momento del ricovero è associata a mortalità intra-ospedaliera e l'ipopotassiemia con arresto cardiaco e fibrillazione atriale di nuova insorgenza in pazienti ricoverati con sospetta sindrome coronarica acuta. ( Xagena2018 )

Faxén J et al, Int J Cardiol 2018; Epub ahead of print

Cardio2018 Endo2018

8 ottobre 2018

I farmaci che aumentano i trigliceridi

glucocorticoidi

estrogeni

13 - cis - retinoico (Accutane)

alcuni agenti antipertensivi (idroclorotiazide e beta - bloccanti non selettivi)

terapia antiretrovirale

interferoni

colesolvelam, un retinoide

bexarotene (Targretin) causa ipertrigliceridemia fino all'80% dei pazienti

tamoxifene può aumentare i trigliceridi, ma riduce il colesterolo


Alcune relazioni aneddotiche hanno collegato

asparaginasi

capecitabina

propofol

a

gravi ipertrigliceridemie

6 ottobre 2018

Ipocalcemia ed iperfosforemia nell'insufficienza renale cronica

Le alterazioni della calcemia e della fosforemia si manifestano solitamente in una fase tardiva della malattia renale cronica

L' ipocalcemia (< 8.4 mg/dl) e la iperfosforemia (> 4.6 mg/dl):

-cominciano a manifestarsi tra i 30 ed i 40 ml/min/1.73m2 di eGFR

-diventano conclamate al di sotto dei 30 ml/min/1.73m2.

In caso di eGFR< 20 ml/min/1.73m2 la frequenza di ipocalcemia è intorno al 20% e quella di iperfosforemia è intorno al 40%.

Aumento dei livelli circolanti di paratormone (PTH) nell'insufficienza renale cronica

Le alterazioni del paratormone PTH compaiono in una fase un po’ tardiva del decorso progressivo della malattia renale cronica

I livelli medi di PTH intatto circolante cominciano a superare i 65 pg/ml quando l'eGFR ê compreso tra i 40 ed i 50 ml/min/1.73m2.

In questo suddetto intervallo i livelli medi di 1,25(OH)2 e di 25(OH) vitamina D sono in prossimità dei limiti, rispettivamente, tra la deficienza (< 22 pg/ml) e l'insufficienza (< 30 ng/ml).

Livelli di PTH intatto > 65 pg/ml sono stati riscontrati:

-in circa la metà dei pazienti con eGFR compreso tra 30 e 40 ml/min/1.73m2 ed

-in oltre i ¾ dei pazienti con eGFR < 20 ml/min/1.73m2 .

4 ottobre 2018

Quando ricorrere alla chirurgia ortopedica?

(pixabay)
Come è noto, la chirurgia ortopedica è un peculiare ramo della medicina che si pone l'obiettivo di trattare e curare i problemi a carico del sistema scheletrico i quali, laddove non migliorabili con altri trattamenti, necessitano di un intervento di tipo chirurgico. Gli oggetti centrali della chirurgia ortopedica sono dunque le ossa, le cartilagini e i legamenti, e tutti i disturbi che possono coinvolgere questi elementi a causa di un trauma, di un'infiammazione o di una patologia degenerativa.

Quando arriva il momento di richiedere un appuntamento ad un chirurgo ortopedico? In linea generale, è il proprio medico curante, o un altro specialista, a consigliare una visita di questo tipo, dopo aver riscontrato problemi che tipicamente vengono risolti attraverso degli interventi di chirurgia ortopedica. Va sottolineato che, in ogni modo, prima di optare per l'operazione, l'ortopedico considera sempre attentamente approcci meno invasivi, soppesando l'opportunità di procedere con l'assunzione di precisi farmaci, nonché con dei percorsi di fisioterapia o di riabilitazione.

Problemi alle spalle, alle ginocchia, ai piedi, all'anca, alle mani e alla schiena, però, non sempre possono essere curati con successo all'infuori della sala operatoria. Talvolta, l'intervento chirurgico ortopedico è l'unica via percorribile per risolvere un disturbo più o meno grave delle articolazioni. Fortunatamente negli ultimi anni le tecnologie si sono evolute enormemente in questo ambito, aprendo così la via verso interventi mini-invasivi, con delle incisioni minime e con un recupero post-operatorio più breve e meno doloroso.

Tra le novità più interessanti per quanto riguarda i pazienti che si devono sottoporre a interventi di chirurgia ortopedica vi è senz'altro l'ausilio dei robot. A partire dai primi anni Duemila i robot sono infatti diventati una presenza sempre più apprezzata nelle sale operatorie di tutto il mondo; nel 2009 questa tecnologia è arrivata anche in campo ortopedico, con il braccio robotico Mako, un innovativo strumento di chirurgia mini-invasiva che permette di guidare con sicurezza la mano del chirurgo negli interventi di protesizzazione di anca e ginocchio.

Una tale tecnologia abbisogna certamente della giusta tecnica di utilizzo: dal 2013 chirurghi ortopedici di tutto il mondo imparano l'utilizzo del braccio robotico Mako per l'artroplastica parziale del ginocchio presso la Clinica San Francesco di Verona, la quale con l'istituzione del Centro di Ortopedia Robotica Europeo è divenuta un vero e proprio punto di riferimento a livello internazionale per la chirurgia ortopedica.

L'errore manuale, in questo modo, viene cancellato, con un collocamento della protesi estremamente preciso. I vantaggi sono molteplici: il rischio di infezioni è ulteriormente ridotto, il sanguinamento intro-operatorio è ridotto, la protesi è perfettamente allineata, e il recupero delle funzionalità dell'articolazione è più rapido.

1 ottobre 2018

Erisipela degli arti inferiori, quale terapia antibiotica

-penicillina V 500 mg PO quattro volte al di per ≥ 2 settimane.

nei casi gravi:
-penicillina G alla dose di 1,2 milioni di unità EV ogni 6 h, che può essere sostituita da una terapia orale dopo 36-48 h.

in alternativa:
-ceftriaxone 1 g EV ogni 24 h

in caso di infezioni da stafilococchi:
-dicloxacillina 500 mg PO quattro volte al di per 10 giorni

Ricorda che 
le infezioni fungine dei piedi possono costituire una porta d'ingresso alle infezioni batteriche e richiedono un trattamento antimicotico per prevenire le recidive.

30 settembre 2018

Emolisi meccanica, cause

Valvole cardiache protesiche

Stenosi aortica

Ipertensione maligna

Adenocarcinoma metastatico

Esercizio traumatico

Trapianti renali

Necrosi corticale renale

Glomerulonefrite

Porpora trombotica trombocitopenica (ttp), sindrome emolitica - uremica (HUS)

Vasculite renale

Sclerodermia

Diabete mellito

27 settembre 2018

Classificazione KDIGO (Kidney Disease: Improving Global Outcomes) della malattia renale cronica basata sul GFR

Stadio 1
GFR normale o aumentato; una certa evidenza di danno renale evidenziato da microalbuminuria, proteinuria ed ematuria così come cambiamenti radiologici o istologici

Stadio 2
diminuzione delicata in GFR (89 a 60 ml/min per 1,73 m2) con una certa prova di danno del rene evidenziato da albuminuria, proteinuria ed ematuria così come cambiamenti radiologici o istologici

Stadio 3
GFR da 59 a 30 ml/min per 1,73 m2

Stadio 3A
GFR da 59 a 45 ml/min per 1,73 m2

Stadio 3B
GFR da 44 a 30 ml/min per 1,73 m2

Stadio 4
GFR da 29 a 15 ml/min per 1,73 m2

Stadio 5
GFR < 15 ml/min per 1,73 m2; allorquando la terapia sostitutiva renale sotto forma di dialisi o di trapianto deve essere considerata per mantenere in vita il paziente


Come prevenire la dispepsia: quali accorgimenti prendere


Se dopo aver mangiato o bevuto avvertite una fastidiosa sensazione, riconducibile ad una cattiva digestione, siete davanti ad un caso di dispepsia. Si tratta di una sindrome caratterizzata da sintomi sgradevoli che si presentano immediatamente dopo l’assunzione di cibo. Stiamo parlando di sintomi come dolore epigastrico, nausea, vomito, eruttazioni, precoce sazietà. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, quali sono le cause e, soprattutto, cosa fare per evitare questo noioso problema che, alle volte, può anche essere invalidante.
Per scoprire se si soffre di dispepsia, è necessario rivolgersi al proprio medico curante il quale, in base ai sintomi descritti, saprà prescrivervi l’esame diagnostico più indicato. Questa patologia può essere rilevata attraverso una ecografia addominale o, nei casi più gravi, attraverso una gastroscopia.

Esistono due tipi di dispepsia: quella organica e quella funzionale. Di seguito spieghiamo brevemente di cosa si tratta.

1. La dispepsia organica deriva da patologie legate al tratto digerente, i cui fattoi scatenanti possono essere: 

· una malattia da reflusso gastro esofageo;
· una neoplasia esofagea;
· un’ulcera peptica;
· una neoplasia gastrica;
· la litiasi biliare;
· pancreatopatie.

Nel caso delle malattie da reflusso, dell’ulcera, della litiasi biliare, sono sufficienti schemi alimentari mirati. Negli alti casi sarà necessario un intervento chirurgico. Queste sono tutte patologie digestive.

2. La dispepsia funzionale, invece, deriva da una funzione motoria che è stata causata dalla perdita di neuroni nitrergici nella parete dello stomaco.

Per prevenire questo tipo disturbi, potete ricorrere ad alcuni rimedi, cercando così di scongiurare il problema.

Ad esempio, nel caso di cattiva digestione, molto importante è la masticazione che deve sempre avvenire molto lentamente. Inoltre, una regolarità nei pasti è fondamentale: cercate di rispettare la piramide alimentare e la dieta mediterranea che indicano chiaramente che una corretta alimentazione deve avvenire attraverso cinque pasti giornalieri. Inoltre, una limitata assunzione di acqua o altre bevande durante i pasti vi aiuterà a sentirvi meno gonfi. La quantità di cibo deve essere sempre equilibrata ed è importante non far passare più di tre ore tra un pasto e l’altro.

Anche il metodo di cottura dei cibi, nel caso di cattiva digestione, può aiutare a migliorare la situazione. Saranno, infatti, più indicati i metodi di cottura più leggeri come la bollitura, la cottura a vapore e sottovuoto. Cercate di evitare quanto più possibile i cibi fritti o particolarmente grassi. Sarà necessario, infatti, abituarvi ad un’alimentazione in cui le calorie siano ripartite in maniera equilibrata.

Cercate di consumare latte o yogurt sempre parzialmente o totalmente scremati e limitate i formaggi. Via libera a carni magre e pesce azzurro e limitate le uova a un paio di volte a settimana. Stando sempre ai dettami della dieta mediterranea, condite sempre i vostri piatti rigorosamente con olio extravergine d’oliva.

Un particolare accorgimento per evitare questi disturbi è il consumo abituale di bevande, in particolare tisane, che aiutano a prevenire il dolore e i fastidi. A parte il rito piacevole di cui le tisane si rendono protagoniste, bere regolarmente una tisana che aiuti e favorisca una corretta digestione, che deriva anche dagli accorgimenti che vi abbiamo suggerito, è un vero toccasana e può realmente prevenire i disturbi nel caso di dispepsie più lievi che non siano il sintomo di problemi patologici.

Qui di seguito, qualche suggerimento per recarvi in erboristeria e richiedere la tisana che preferite

In commercio potete trovare moltissime tisane che favoriscono la digestione e che sono una miscela di erbe e piante dalle proprietà carminative.

Molti che soffrono di questo tipo di problema sanno che la tisana ai semi di finocchio riesce in modo efficace ad alleviare i sintomi di una cattiva digestione e anche a prevenirla. Valido aiuto contro il gonfiore addominale, questa tisana deve essere sempre bevuta dopo i pasti e non deve essere zuccherata. Vi basterà lasciare in infusione due cucchiaini di semi di finocchio in acqua bollente per circa 5-7 minuti. Se volete, potete anche aggiungere un cucchiaino di aghi di rosmarino, ricchi di proprietà depurative.

Se non soffrite di ulcera o gastrite, molto efficace è anche la tisana alla menta. È una bevanda molto valida anche nel caso di indigestione e stimola i succhi gastrici, rilassando i muscoli dello stomaco grazie al suo principio attivo, il mentolo.

Anche una buona tisana di cicoria riuscirà a favorire la digestione e fornirà un valido aiuto nella regolarizzazione dell’intestino. È una bevanda con un alto effetto depurativo e disintossicante se assunta regolarmente ogni sera o dopo il pasto principale.

Molto indicata è anche la tisana di genziana, una pianta ricca di proprietà digestive, toniche ed eupeptiche.

Anche le tisane a base di semi sono molto efficaci per prevenire i disturbi della dispepsia, soprattutto se assunte con regolarità.

L’anice, ad esempio, riesce a combattere il sintomo del fastidioso gonfiore addominale, dovuto principalmente alle fermentazioni. Altri semi da lasciare in infusione per prevenire i disturbi digestivi sono il cumino, il coriandolo e il cardamomo.

Va da sé che questi sono rimedi a cui si può ricorrere nel caso si dispepsie sporadiche. In caso di problema persistente, si consiglia sempre di rivolgersi al medico curante o ad uno specialista.

26 settembre 2018

Diabete, complicanze

Emergenze: coma iperosmolare, chetoacidosi diabetica, ipoglicemia

Cardiovasculopatie: cardiopatia coronarica!, vasculopatie periferiche, ictus; 

Microvascolari: neuropatia periferica, retinopatia proliferativa, nefropatia, disfunzione erettile, malattia renale cronica

Oftalmiche: cecità, cataratta, glaucoma, retinopatia

Gastrointestinali: steatosi epatica non alcolica, gastroparesi, diarrea

Neurologiche: disfunzione autonomica; 

Ulcere dei piedi 

Infezioni dei tessuti molli

25 settembre 2018

Quali sono le farmacie online più sicure


Quello delle farmacie online è un settore in forte espansione ma bisogna tenere gli occhi aperti perché per poter vendere farmaci servono dei requisiti specifici per garantire la sicurezza dei consumatori.

Vi sono molti siti internet che vendono farmaci contraffatti che, nel 90% dei casi, non contengono il principio attivo o lo contengono in misura minore rispetto a quanto dichiarato sulla confezione. E c'è poi da chiedersi se i farmaci in questione siano conservati alle giuste temperature.

Per questo è sempre bene rivolgersi alle farmacie autorizzate che dispongono dei certificati previsti per legge come efarma.com, una delle principali farmacie online italiane.

Cosa dice la legge sulla vendita dei farmaci online

La direttiva dell'Unione Europea 2011/62/UE, meglio conosciuta come “Falsified Medicines Directive”, concede agli stati membri la possibilità di vendere e acquistare farmaci online. Ma si possono comprare tutti i farmaci? No, la direttiva è esplicita a tal proposito. Gli unici farmaci vendibili online sono quelli da banco per i quali non serve la prescrizione del medico.

E a proposito di autorizzazioni alla vendita di farmaci online, la direttiva la consente solo alle Farmacie e Parafarmacie già autorizzate. Ma come si riconoscono? Come si fa ad essere sicuri di comprare dei medicinali tenuti in buono stato e che non siano un rischio per la salute?
Il primo passo è quello di andare a verificare sul sito internet se compare il logo identificativo (croce bianca su fondo a linee verdi) autorizzato dal Ministero della Salute.

Il logo, usato da tutti i paesi membri, è stato reso esecutivo con il Regolamento n.699/2014 della Commissione Europea che, in questo modo, ha reso operativa la direttiva sui medicinali contraffatti (2011/62/UE). Detto logo è stato pensato per rendere immediatamente riconoscibile, e senza equivoci, la farmacia che agisce in maniera legale.

Farmacie online sicure e autorizzate

Se il logo non dovesse bastare o se, semplicemente, si volesse qualche altra conferma, esiste l'elenco delle farmacie online sicure autorizzate sul sito del Ministero della Salute. Basterà compilare i campi relativi alla sua ubicazione, inserire l'url della pagina web e il nome del negozio. Per ogni esercizio verranno fornite delle informazioni complete, comprese quelle relative alle autorizzazioni per il commercio online.

Come verificare la sicurezza di un farmaco acquistato online

È la federfarma (federazione nazionale unitaria titolari di farmacia) stessa in un documento relativo alla vendita online del 2018 a dare 10 regole per la sicurezza dei consumatori che comprano via web:

  • comprare solo farmaci senza obbligo di prescrizione medica;
  • acquistare solo da siti autorizzati dal Ministero della Salute che presentino il logo identificativo nazionale;
  • il logo identificativo è obbligatorio solo per la vendita online e non per le pagine web delle farmacie;
  • il prezzo del farmaco online deve essere lo stesso di quello praticato in farmacia;
  • il diritto di recesso non vale per farmaci, dispositivi e alimenti comprati online;
  • leggere le condizioni generali di vendita e controllare i tempi di consegna;
  • effettuare pagamenti solo su siti sicuri;
  • controllare che il sito permetta l'inserimento del codice fiscale per le detrazioni;
  • se si stanno assumendo altri farmaci contattare la farmacia per informazioni sulle interazioni dei farmaci;
  • se si dovessero riscontrare comportamenti scorretti o ingannevoli inviare una segnalazione all'Ordine dei farmacisti.

Seguendo queste poche regole e verificando la presenza del logo identificativo si potrà facilmente capire se una farmacia online è davvero sicura.

Debolezza, cause non neuromuscolari

Disturbo d'ansia

Processo infettivo

Anemia

Insufficienza renale

Iperventilazione

Neoplasia

Ipotiroidismo

Ipotensione

Ipercapnia

Ipoglicemia

Aritmie cardiache

Insufficienza epatica

Squilibrio elettrolitico

Malnutritione

Insufficienza cerebrovascolare

Delirio in un paziente dializzato, cause

Strutturali

Accidente cerebrovascolare (particolarmente emorragia).

Ematoma subdurale.

Ascesso intracerebrale.

Tumore cerebrale.



Metaboliche

Sindrome da squilibrio osmotico.

Uremia.

Effetti farmacologici.

Meningite.

Encefalopatia ipertensiva.

Ipotensione.

Stato postictale

Ipernatriemia o iponatriemia.

Ipercalcemia.

Ipermagnesemia.

Ipoglicemia.

Iperglicemia grave.

Ipossiemia.

Demenza da dialisi.

24 settembre 2018

Ceftriaxone, un effetto collaterale

Il Ceftriaxone è una cefalosporina semi-sintetica di III generazione, ad uso parenterale, molto impiegata per:

il suo ampio spettro d’azione

la sua lunga emivita

i suoi limitati effetti collaterali


Il ceftriaxone può causare una pseudolitiasi nell’albero biliare, la formazione cioè di fango biliare e/o micro litiasi, soprattutto nei bambini.

I sintomi
possono essere nausea, tensione epigastrica, vomito, dolenzia localizzata al quadrante addominale superiore destro.

L’ecografia
mostra la presenza di echi riferibili al fango colecistico.

Evoluzione
I sintomi regrediscono con la sospensione del ceftriaxone e pertanto non risulta necessario ricorrere alla chirurgia.

Il fenomeno è verosimilmente correlato con l’elevata escrezione biliare dell’antibiotico (>20-150 volte rispetto a quella del siero), così che la solubilità dei sali biliari è ridotta, per cui essi precipitano.

Altri effetti collaterali sono rari.

Aggregazione piastrinica

Normale
Aggregazione completa (generalmente > 60%) in risposta ad epinefrina, trombina, ristocetin, ADP, collagene

Aumentata
Eparina, emolisi, lipemia, nicotina, disturbi ereditari e acquisiti dell’adesione piastrinica, attivazione e aggregazione

Ridotta
Aspirina, alcune penicilline, clorochina, clorpromazina, clofibrato, captopril, ' trombastenia di Glanzmann, sindrome di Bernard-Soulier, sindrome di Wiskott-Aldrich, mancanza di cicloossigenasi.
Nella malattia di von Willebrand l’aggregazione é normale con ADP, collagene ed epinefrina ma vi é anormale agglutinazione con ristocetina.

22 settembre 2018

Penicilline più inibitori delle β-lattamasi

es. ampicillina o ticarcillina + sulbactam, amoxicillina + ac. clavulanico


Tali associazioni sono indicate per:

infezioni delle vie aeree inferiori

infezioni delle vie urinarie

infezioni dei tessuti molli

infezioni endoaddominali

le quali sono sostenute certamente o probabilmente da batteri produttori di β-lattamasi.


Ottimi antibiotici, stessi effetti collaterali delle penicilline, ma con effetti sul tratto gastrointestinale superiore (p. es., vomito) più frequenti.

Aminopenicilline

quali sono:

ampicillina, amoxicillina


Sono più attive della penicillina G nei confronti di:

aerobi gram –

enterococchi

Listeria monocytogenes


Sono indicate principalmente per
le infezioni da Haemophilus influenzae o da enterococchi.
i pazienti anziani con meningite purulenta, l’ampicillina viene impiegata spesso su base empirica associata a una cefalosporina, per coprire la Listeria sp.
N.b. Poiché meno del15% dei ceppi di Escherichia coli è resistente, l’ampicillina e l’amoxicillina hanno un valore limitato nelle infezioni delle vie urinarie


Effetti collaterali
L’ampicillina e l’amoxicillina provocano eruzioni cutanee più spesso della penicillina G o V.
L'ampicillina per via orale provoca spesso diarrea, per cui si preferisce usare un estere ampicillinico o l’amoxicillina.

Penicilline penicillinasi-resistenti

tra queste ricordiamo:

cloxacillina, dicloxacillina, flucloxacillina, meticillina, nafcillina, oxacillina)


Sono attive nei confronti

dei patogeni sensibili alla penicillina G

degli stafilococchi produttori di penicillinasi.


Sono indicate per

le infezioni stafilococciche (p. es., infezioni delle protesi dell’anca e del ginocchio) e

le infezioni da stafilococchi e da streptococchi β-emolitici (p. es., infezioni dei tessuti molli).

21 settembre 2018

Colesterolo HDL ovvero lipoproteina ad alta densitá

Le HDL ovvero lipoproteine ad alta densità, sono secrete nel sangue da fegato ed intestino ed hanno la funzione di rimuovere il colesterolo in eccesso dai tessuti periferici per portarlo al fegato o ai tessuti steroidogenici, come le ghiandole surrenali o le gonadi.


Livelli normali
Maschio: 40-70 mg/dl
Femmina: 50-90 mg/dl


Sono aumentate in caso di
Uso di gemfibrozil, statine, acido nicotinico, estrogeni, regolare esercizio aerobico, piccola assunzione giornaliera di alcol

Sono diminuite in caso di
Deficit di apoproteine, malattie epatiche, ingestione di probucol, malattia di Tangier

Nota bene: un rapporto colesterolo/HDL > 4,0 è associato ad un aumentato rischio di coronaropatia.

20 settembre 2018

Peptide natriuretico di tipo B (BNP)

I peptidi natriuretici sono secreti per regolare il volume dei liquidi, la pressione arteriosa e l'equilibrio elettrolitico.
Sono attivi sia nel sistema nervoso centrale che periferico
Nell'uomo la principale fonte di BNP nel circolo è costituita dai ventricoli cardiaci.


Valori normali
Fino a 100 mcg/l.


Valori elevati
Insufficienza cardiaca Questo test è utile per differenziare i pazienti con insufficienza cardiaca da quelli con una malattia polmonare cronica ostruttiva che presentano dispnea.
I livelli sono aumentati anche in caso di disfunzione ventricolare asintomatica, ipertensione arteriosa e polmonare, ipertrofia cardiaca, cardiopatia valvolare, aritmia e sindrome coronarica acuta.

Cistatina C

Normale

La cistatina C è un inibitore della cistein proteasi. Essa é prodotta ad un tasso costante da tutte le cellule nucleate.

È filtrata liberamente dal glomerulo e riassorbito (ma non secreta) dai tubuli renali, senza escrezione extrarenale.

La sua concentrazione non è influenzata dalla dieta, dalla massa muscolare o dall'infiammazione acuta.

Il range normale misurato con immunodosaggio nefelometrico è < 0,28 mg/l.



Elevata

Malattie renali.

È un buon indicatore della gravità della necrosi tubulare acuta.

La cistatina c aumenta più rapidamente della creatinina nelle prime fasi di riduzione del gfr.

La concentrazione di cistatina c è un fattore di rischio indipendente per insufficienza cardiaca negli adulti più anziani e sembra costituire una misura migliore della valutazione del rischio rispetto alla concentrazione di creatinina sierica.

Artropatie che colpiscono soprattutto lo scheletro assiale

Artrite reumatoide

Artrite psoriasica

Sindrome di Reiter (artrite reattiva)

Spondilite anchilosante

Artrite reumatoide giovanile

Malattia degenerativa del nucleo polposo

Spondilosi deformante

Iperostosi scheletrica idiopatica diffusa

Alcaptonuria.

Infezioni

19 settembre 2018

Dolori addominali dopo colecistectomia

Cause biliari

Stenosi biliare

Neoplasia del tratto biliare

Coledocolitiasi

Coledococele

Residuo del dotto cistico



Cause pancreatiche

Pancreatite

Pseudocisti

Neoplasia



Altri disturbi gastrointestinali

Disturbi motori esofagei

Malattia da reflusso gatroesofageo

Neoplasia intestinale

Aderenze intraaddominali

Sindrome dell’intestino irritabile

Ischemia mesenterica

Ulcera peptica



Disturbi extraintestinali

Coronaropatia

Neurite intercostale

Disturbi neurologici

Disturbi psichiatrici

Neuroma della ferita

17 settembre 2018

Anemia (cosiddetta) delle malattie croniche, quali le condizioni che comunemente la causano

Malattie sistemiche croniche
artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, sarcoidosi, arterite temporale, malattia infiammatoria intestinale, sindrome da risposta infiammatoria sistemica


Malattia epatica o insufficienza


Insufficienza cardiaca congestizia o coronaropatia


Malattie renali croniche (CKD)


Infezioni acute o croniche
Virali
hiv, hcv
Batteriche
ascesso, endocardite batterica subacuta, tubercolosi, osteomielite
Fungine
Parassitarie


Neoplasie


Disregolazione delle citochine (anemia dell'invecchiamento)


Stati ipometabolici
malnutrizione proteica, malattie della tiroide, panipopituitarismo, diabete mellito, malattia di Addison