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11 marzo 2017

Sindrome da carenza di androgeni nel maschio di etá avanzata (andropausa)

L'andropausa, al contrario della menopausa femminile, non avviene in maniera netta e veloce, ma piuttosto in maniera  lenta e progressiva, tanto che si discute perfino sulla sua effettiva esistenza
Essa in ogni caso indica il progressivo abbassamento dei livelli di testosterone che si verifica con l'avanzare degli anni

I casi di andropausa sono più frequenti con l'avanzare dell'età, e si verificano  a partire dai 50 anni circa, fino agli 80 anni, dove la percentuale sale progressivamente

Con l'avanzare dell'età sia gli uomini che le donne manifestano sintomi legati a una ridotta produzione di ormoni sessuali.


Anche la secrezione di ormone della crescita, dei fattori di crescita insulino-simili (IGF), dell’ormone paratiroideo e dell’ormone melanocito-stimolante si riduce nell’età adulta sino a risultare pressoché assente in età senile.
Altri comuni squilibri ormonali dell’eta avanzata, quali l’ipotiroidismo e il diabete non insulino-dipendente sono meglio conosciuti


Sintomi e segni della carenza di androgeni nel maschio di età avanzata

Essi  riguardano:

la sfera sessuale con:
riduzione del desiderio e dell’attività sessuale
erezioni modeste o assenti
calo della potenza dell'eiaculazione
riduzione del volume dell’eiaculato potenzialmente meno fertile

l’umore e la funzione cognitiva con:
irritabilità, nervosismo, insonnia,sensazione di malessere generale,
carenza di energia e di motivazione
scarsa concentrazione, deficit della memoria a breve termine, depressione, diminuzione dell'autostima, insicurezza

il sistema cardiocircolatorio con:
 vampate di calore e rossore al volto e sudorazione profusa

si verificano inoltre:
riduzione della massa muscolare
perdita della forza muscolare e sensazione di spossatezza
obesità addominale
 perdita di peli

Gli effetti metabolici della carenza di androgeni sono rappresentati da:
riduzione del colesterolo HDL
aumento del colesterolo LDL con conseguente aumento del rischio di patologie cardiovascolari
aumento relativo dell'adipe a livello addominale e delle mammelle
osteoporosi con aumentato rischio di fratture
 

Il testosterone, effetti e carenza
Gli androgeni ed il testosterone, che é un androgeno, sono gli ormoni sessuali maschili. La loro azione non è limitata alla funzione riproduttiva del maschio
essi esercitano infatti anche un importante ruolo sulla crescita dei tessuti (muscoli, adipe, cute) e sulle funzioni cerebrali.
Nell'uomo, dopo la pubertà, la maggior parte degli androgeni è prodotta dai testicoli, principalmente sotto forma di testosterone.

Altri androgeni, prodotti nella corteccia surrenale, nella cute e nel fegato, sono il deidroepiandrosterone (DHEA), l’androstenedione e il diidrotestosterone (DHT).

Alti livelli di testosterone, spesso dovuti a pratiche dopanti, si accompagnano tipicamente ad un aumento dell'aggressività, della libido e delle masse muscolari


Il riscontro di bassi livelli di testosterone nel sangue non è sufficiente per definire la sindrome da carenza di androgeni, vediamo perché.

Circa il 60-70% del testosterone circolante è legato ad una proteina, la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG).
Il legame con le proteine è un sistema comune dell'organismo per il trasporto degli ormoni nel sangue.
L’ormone legato alla proteina è inattivo; la sua attivazione si determina con la rottura del legame, un processo che avviene costantemente nel circolo sanguigno.
Gli uomini di età avanzata, gli etilisti e i pazienti con ipotiroidismo producono grandi quantità di SHBG, riducendo così il tasso di testosterone "libero".

Il rimanente 30-40% del testosterone circolante forma un legame più debole con un'altra proteina, l’albumina.
Anche il testosterone legato all'albumina è inattivo; pertanto, il testosterone libero costituisce solo l'1-2% circa del totale.

La determinazione del testosterone totale è, quindi, poco affidabile, mentre quella del testosterone libero è molto costosa e viene eseguita soltanto in pochi centri.


Terapia
È possibile un trattamento sostitutivo con testosterone per un breve periodo di tempo.
Se, trascorso il periodo, i sintomi non recedono si può considerare inutile la prosecuzione della terapia.

Se vi è un miglioramento il trattamento può essere ulteriormente prolungato.


Il testosterone è disponibile in varie formulazioni: I cerotti sono considerati il modo più semplice per assumere testosterone, ma hanno costi sostenuti.
La formulazione a base di testosterone in gel sembrerebbe riprodurre il ritmo circadiano di secrezione del testosterone.

Durante il primo anno di terapia con testosterone, i pazienti trattati devono essere sottoposti a controllo medico ogni tre mesi.

Gli esami piú utili saranno
la valutazione della prostata per via rettale.
la determinazione dell’emocromo, del colesterolo e del testosterone circolante.

Successivamente è necessario almeno un controllo all'anno.


Effetti collaterali e controindicazioni
Il testosterone non deve, comunque, essere somministrato a quei pazienti che presentano una riduzione del flusso urinario.
E’ inoltre controindicato nei casi di sospetto o accertato carcinoma della prostata e di carcinoma della mammella nell’uomo.


Ulteriori studi sono necessari per la definizione del corretto approccio terapeutico di questa condizione










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