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11 marzo 2017

Resistenza ai diuretici nello scompenso cardiaco

La resistenza ai diuretici è molto comune nelle fasi avanzate dello scompenso cardiaco (classe III e IV)

Meccanismi di resistenza ai diuretici
Azotemia prerenale
Aumentato riassorbimento di  sodio (Na +) a causa di ormoni controregolatori
Livelli elevati di ACE
Livelli elevati di aldosterone
Livelli elevati di ormone antidiuretico (vasopressina)
Ridotta disponibilitá dei diuretici dell'ansa a livello dei siti attivi

Trattamento
È fondamentale la limitazione dei liquidi a < 1,5 L al giorno
inizialmente possono essere utili dosi elevate di diuretici endovena
Spesso sono necessari farmaci in combinazione
Lo spironolattone può essere aggiunto al ciclo continuo dei diuretici per ottenere una efficacia ulteriore nelle classi III/IV
Evita i farmaci nefrotossici tra cui i fans (inclusi gli agenti specifici COX-2)
Combinazioni di diuretici dell'ansa e diuretici tiazidici o metolazone, sono di solito efficaci
Il metolazone (2,5-10mg/d) è l'agente preferito poiché blocca sia i siti prossimali che quelli distali a livello renale
Se viene usato lo spironolattone i livelli di potassio devono essere controllati molto attentamente
L'acetazolamide può essere aggiunta, solitamente per breve termine, soprattutto quando si presenti l'alcalosi
Il tolvaptan, un bloccante selettivo della vasopressina (ADH), aumenta la perdita di acqua senza che venga ridotto il potassio o la pressione sanguigna in caso di scompenso acuto

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