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27 gennaio 2016

VACCINO PNEUMOCOCCICO ((PNEUMOVAX)

Che cos'é
Il vaccino pneumococcico è costituito da una preparazione purificata di antigeni polisaccaridici capsulari ottenuti a partire da ceppi idonei di Streptococcus pneumoniae. 

Quello più comunemente utilizzato contiene 23 tipi antigenici di S. pneumoniae, che sono ritenuti la causa del 90% delle infezioni pneumococciche,

Il vaccino pneumococcico polisaccaridico deve essere conservato a una temperatura compresa tra 2 e 8 °C, evitandone il congelamento, ed al riparo dalla luce.

Indicazioni
Il vaccino pneumococcico viene utilizzato per l'immunizzazione attiva nei confronti delle infezioni da S. pneumoniae, principale responsabile di polmoniti, meningiti, otiti medie, riacutizzazioni di bronchite cronica, sinusiti, artriti e congiuntiviti

La risposta anticorpale specifica contro gli antigeni contenuti nel vaccino si produce in genere entro la terza settimana dall'inoculo e dura per alcuni anni.

Il vaccino pneumococcico è indicato nei pazienti ad alto rischio di contrarre infezioni pneumococciche, come gli adulti affetti da malattie croniche di tipo cardiovascolare o polmonare, diabete mellito, alcoolismo, cirrosi, gli anziani, i soggetti adulti immunocompromessi, inclusi quelli con ridotta funzionalità splenica o splenectomizzati, i pazienti affetti da morbo di Hodgkin, linfoma, mieloma multiplo, insufficienza renale cronica, sindrome nefrosica, e coloro che hanno subito un trapiantod'organo.

Il vaccino è inoltre indicato negli adulti e nei bambini, con più di 2 anni d'età, con infezioni da HIV sintomatiche o non sintomatiche.

In pediatria il vaccino è indicato nei bambini con più di 2 anni affetti da malattie croniche specificatamente associate a un aumentato rischio di malattie pneumococciche, come quelli con asplenia funzionale o anatomica, compresa anemia a cellule falciformi, sindrome nefrosica, perdita di fluido cerebrospinale e condizioni associate a immunosoppressione.

La vaccinazione quindi dovrebbe essere considerata in tutti i soggetti per i quali l'infezione pneumococcica puó essere piú comune e/o grave, quali quelli di etá dai 65 anni in su e quelli cosiddetti a rischio

Gruppi a rischio sono considerati:

-coloro che sono stati sottoposti a splenectomia e con disfunzione splenica, compresa quella causata da anemia falciforme e malattia celiaca
-pazienti con immunodeficienza o immunosoppressione dovuta malattia o in trattamento, compreso l'infezione da HIV in tutte le fasi
-persone con insufficienza cardiaca, polmonare, epatica o renale cronica, tra cui la sindrome nefrotica, o il diabete mellito
-soggetti con shunt CSF
-soggetti con impianti cocleari

Modalitá di somministrazione
Il vaccino pneumococcico viene somministrato in dose singola di 0,5 ml per iniezione intramuscolare, da effettuare nel deltoide o nel gluteo, oppure per via sottocutanea.

Una risposta anticorpale si sviluppa entro la terza settimana e di solito dura circa 5 anni. La risposta anticorpale è meno affidabile e diminuisce più rapidamente nei bambini piccoli e persone con compromissione della funzione immunitaria.

Non è normalmente raccomandata una rivaccinazione a causa del rischio di una maggiore incidenza di reazioni collaterali a livello locale.

La somministrazione di una seconda dose può essere effettuata solo nei pazienti, comunque ad alto rischio, che hanno ricevuto la prima dose da più di 6 anni (adulti) o da 3-5 anni (bambini di almeno 10 anni) o che presentano un titolo anticorpale minimo.

Effetti collaterali

Raramente il vaccino può provocare dolori muscolari o articolari, febbre, rash cutanei, reazioni allergiche o anafilassi; è possibile una reazione locale al sito di iniezione.

Controindicazioni, precauzioni ed effetti avversi
Il vaccino non deve essere somministrato nel corso di chemioterapia o radioterapia, ed in questi casi la vaccinazione deve essere effettuata almeno 14 giorni prima dell'inizio del trattamento; inoltre il vaccino non deve essere somministrato meno di 10 giorni prima dell'inizio di un trattamento farmacologico con immunosoppressori.

La somministrazione del vaccino pneumococcico è controindicata nei bambini di età inferiore a 2 anni e in ogni caso nei bambini con malattie ricorrenti del tratto respiratorio superiore, comprese le otiti medie e le sinusiti.

Si deve osservare particolare precauzione nei soggetti affetti da gravi cardiopatie e compromissioni polmonari.

La rivaccinazione degli adulti non è raccomandato ordinariamente a causa dell'aumentata incidenza e gravità delle reazioni avverse.

La vaccinazione pneumococcica è relativamente inefficace in pazienti con mieloma multiplo, linfoma di Hodgkin e non-Hodgkin, soprattutto durante il trattamento nell'alcolismo cronico.

In pazienti con il morbo di Hodgkin l'uso di vaccini pneumococcici non è raccomandato in coloro che hanno ricevuto un'importante chemioterapia o irradiazione nodale. 

I vaccini pneumococcici devono essere somministrati almeno 2 settimane (e preferibilmente 4-6 settimane) prima di iniziare la terapia immunosopressiva o essere posticipati di almeno 3 mesi dopo il completamento della terapia.

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