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17 ottobre 2015

INSULINE

Il diabete mellito può essere causato:
da un deficit assoluto di secrezione insulinica, o
da una ridotta risposta all’azione dell’insulina a livello degli organi bersaglio (insulino-resistenza), o
dalla combinazione dei due difetti.

L’iperglicemia cronica del diabete può causare disfunzione di diversi organi come gli occhi (retina), il rene, il sistema nervoso centrale, autonomo e periferico, il cuore e le arterie (complicanze a lungo termine).

Le forme più comuni di diabete ricadono in tre categorie:
il diabete di tipo 1
il diabete di tipo 2
il diabete gestazionale

Altre forme piú rare di diabete sono quelle causate da difetti genetici che interessano l’attività dell’insulina o la capacità dell’organismo di secernerla.

L'insulina è l’ormone prodotto dal pancreas indispensabile per la regolazione del metabolismo dei carboidrati, dei grassi e delle proteine.

La terapia insulinica:
viene usata per il trattamento del diabete di tipo 1
può essere usata nel diabete di tipo 2 qualora il controllo della malattia non sia adeguato o possibile con la dieta e gli antidiabetici orali.

L’insulina è inattivata a livello gastrointestinale da alcuni enzimi, per cui non può essere assunta per os, ma deve essere iniettata per via sottocuranea o per alcuni tipi di essa per infusione endovenosa


In genere quindi l’insulina viene somministrata per via sottocutanea:
- sull’addome a una distanza di almeno 2-3 centimetri dall’ombelico;
- nel braccio tra il gomito e la spalla sul lato esterno;
- sulle cosce nella parte anteriore o laterale;
- nei glutei (quadrante superiore).

Solitamente le iniezioni sottocutanee di insulina non hanno effetti negativi locali importanti.
In alcuni casi nella sede di iniezione può verificarsi una lipodistrofia una condizione caratterizzata da riduzione del tessuto adiposo periferico degli arti; fenomeno é favorito dalla scarsa rotazione delle sedi di iniezione.

i contenitori di insulina (flaconi e penne) vanno conservati in frigorifero.
Si raccomanda di togliere dal frigorifero l’insulina qualche ora prima della somministrazione per ridurre il rischio di irritazione locale.

Le preparazioni in commercio sono principalmente di 3 tipi:
- a breve durata d’azione (insulina solubile umana e analoghi dell’insulina umana lispro e aspart)

- a durata d’azione intermedia (insulina isofano umana NPH)

- a lunga durata d’azione (insulina zinco cristallina e analoghi dell’insulina umana glargine e detemir).

L’insulina a breve durata d’azione (rapida o regolare) è utilizzata nella terapia quotidiana del diabete insulino dipendente (di tipo 1) e viene assunta prima dei pasti oppure in associazione con l’insulina a durata d’azione intermedia.

L’insulina a durata d’azione intermedia (insulina isofano NPH) ha effetto dopo circa 2 ore, con un picco tra le 4 e le 8 ore e una durata d’azione tra le 14 e le 16 ore.
Solitamente essa viene somministrata 2 volte al giorno.

Le insuline a lunga durata d’azione rimangono in circolo anche più di 24 ore.
Tra le insuline a lunga durata d’azione ricordiamo:
- l’insulina zinco cristallina
- gli analoghi dell’insulina umana (glargine e detemir).

L’insulina zinco cristallina inizia l’effetto dopo 2-4 ore dalla somministrazione sottocutanea e ha un picco d’azione dopo circa 6-10 ore, esaurendosi dopo circa 16-30 ore. Queste insuline iniziano ad avere un effetto entro circa 2 ore dalla somministrazione e lo mantengono in modo quasi costante mimando la cinetica fisiologica di secrezione dell’insulina.

Gli analoghi dell’insulina umana a lunga durata d’azione sono somministrati per via sottocutanea una o 2 volte al giorno
Essi presentano il vantaggio di ridurre le escursioni in senso iper o ipoglicemico.

La differenza tra insulina solubile umana e analoghi dell’insulina consiste:
in una cinetica di azione più fisiologica da parte degli analoghi che, rispetto all’insulina solubile, hanno un inizio più veloce, una durata d’azione più breve, migliorano il picco iperglicemico post prandiale e riducono gli episodi di ipoglicemia tardiva.


Insulina ad azione intermedia al momento di coricarsi.
L'insulina prima di coricarsi é il modo piú razionale per cominciare la terapia insulinica nei pazienti con DM di tipo 2 che non riescono a contenere un buon controllo con i soli antidiabetici orali.
Essa
-è associata a un minor aumento ponderale rispetto alla sola somministrazione insulinica diurna.
-facilita il controllo della produzione epatica notturna di glucoso.

Si raccomanda quindi di utilizzare l’insulina glargine nei soggetti con diabete di tipo 1 e di non somministrarla come trattamento di routine nei soggetti con diabete di tipo 2.

I soggetti in terapia insulinica possono andare incontro a crisi ipoglicemiche
I sintomi possono essere:
tremore, pallore, sudorazione e tachicardia
cefalea, confusione, debolezza, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, visione confusa
sonnolenza, apatia e linguaggio disarticolato
fino a perdita di coscienza, convulsioni o coma

Per evitare tale complicanza puó essere utile
controllare frequentemente la glicemia,
aumentare l’apporto di carboidrati dopo l’attività fisica e
diminuire la quantità di insulina intermedia serale

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