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7 maggio 2015

FASCITE PLANTARE

È dovuta ad una perdita di elasticità della fascia plantare, ovvero la striscia di tessuto che dal tallone attraversa tutta la fascia del piede, e che ha la funzione di sostenerlo.

Più comunemente colpisce soggetti tra i 40 e i 60 anni, che sono in sovrappeso o che sono obesi o diabetici
Si verifica anche in soggetti che praticano la corsa, la danza e le attività professionali che costringono per molto tempo alla stazione eretta o ancora nei soggetti che portano calzature inadeguate


Diagnosi
La diagnosi di solito si basa su una storia completa ed un esame fisico.

Si instaura un dolore lancinante che si concentra a livello del tallone o più spesso nella parte centrale della pianta del piede allorquando, dalla posizione seduta o coricata, il paziente assume la posizione eretta.
Il dolore rassomiglia a quello provocato da un ago che penetra nella pellee può irradiarsi lateralmente al tallone.

Per fare diagnosi di fascite plantare, il dolore deve essere alleviato dal riposo.

Non c'è alcun test di laboratorio che può confermare o escludere la diagnosi.

Un Rx del piede può essere utile per escludere altre patologie.
Uno sperone infracalcaneare, per es. si può riscontrare nel 40-50% dei casi.

Se non adeguatamente curata, la fascite plantare può diventare cronica, e provocare problemi al piede, alle ginocchia, al femore ed alla schiena.


Trattamento
Il trattamento conservativo è lo standard di cura per il dolore acuto anche se il 10% dei casi sono recalcitranti e non rispondono alle cure mediche nel corso di 12 mesi. Il trattamento conservativo comporta una terapia di combinazione (per esempio, imbottitura sotto il tallone, cambio di scarpe, farmaci antinfiammatori non-steroidei ed esercizi di stretching

In casi recalcitranti, la chirurgia ha dimostrato di essere efficace.

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