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4 novembre 2014

COME COMBATTERE LA LUDOPATIA? LA SOLUZIONE DALLA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE

Il settore del gambling ha attualmente un valore di mercato pari e, secondo le proiezioni degli analisti, dovrebbe raggiungere, entro la fine 2015, il bilancio record di 32 miliardi. La stima delle vincite globali previste per il 2015 è invece fissata in base alle previsioni a 28 miliardi.

Dati astronomici che sanciscono la continua crescita del movimento, nonostante i colpi di coda della recessione iniziata nel 2008. Ma con un mercato in continua espansione, cresce parallelamente il rischio relativo alla dipendenza da gioco. La ludopatia o azzardopatia è una patologia che su 23 milioni di giocatori in Italia, di cui 67% uomini e 33% donne -, colpisce quasi l’1% del campione.

Nel dettaglio, sulla base di una infografica su numeri, cause e effetti del gioco d’azzardo, pubblicata da giochidislots.com, la percentuale dei giocatori problematici varia dall’1,2% al 3,7%, mentre quella dei giocatori patologici oscilla tra lo 0,5%-2,2%. Il profilo medio del giocatore d’azzardo patologico italiano è quello di un uomo adulto con stipendio alto, appassionato di tutte le forme di gambling, ma negli ultimi tempi la patologia, ormai riconosciuto a tutti gli effetti dall’Ordine Nazionale dei Psicologi, sta colpendo anche il sesso femminile.

Sono generalmente sei le motivazioni che spingono le persone a giocare d’azzardo:

1. ottenere una scarica d’adrenalina.
2. superare timidezza e isolamento.
3. non pensare ai problemi.
4. combattere noia e solutidine.
5. rilassarsi dopo una giornata stressante
6. risolvere problemi economici.

Quali sono i sintomi comuni? Al primo posto la necessità di giocare in segreto, poi la difficoltà nel controllare il tempo trascorso giocando, il desiderio di giocare anche quando non si ha denaro disponibile e, infine, non dare ascolto ai familiari preoccupati dello strano comportamento.
Ma negli ultimi anni sono stati fatti passi da giganti grazie ad un impegno comune tra operatori, tema di psicologi qualificati e istituzioni.

La terapia da adottare è senza dubbio quella cognitivo-comportamentale che consiste nel cambiare gradualmente il nostro stile di vita e fare scelte più sane.

Quattro sono le regole fondamentali da seguire:

1. E' un gioco: non frequentare i luoghi di tentazione e i tentatori comunicando che si ha un problema col gioco.
2. Decisione: se nasce l'esigenza di giocare allontanare l'idea chiamando un amico o fare qualcos'altro.
3. Tempo: non si gioca se non si ha tempo per farlo. Crearsi degli interessi come gite e relax in famiglia.
4. Soldi: lasciare che qualcun'altro si occupi del denaro e delle proprie carte di credito.

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