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7 maggio 2011

ANTIDIABETICI ORALI E DIABETE MELLITO TIPO 2 (RICAPITOLANDO IN BREVE)

Metformina
Nel paziente sovrappeso ed  obeso in cui l’insulino-resistenza costituisce il difetto prevalente, la metformina rappresenta il farmaco di scelta
L’unico effetto collaterale temibile della metformina può essere l’acidosi lattica ed il farmaco è controindicato nelle epatopatie, etilismo cronico, malattie con ipossiemia, insufficienza respiratoria, insufficienza cardiaca congestizia ed insufficienza renale.

Acarbosio
fa parte dei cosiddetti inibitori della alfa glucosidasi; è dotato di una azione anti-iperglicemizzante soprattutto post-prandiale
Funziona rallentando l’assorbimento degli zuccheri. 
Effetti collaterali possono essere  borborigmi, flatulenza e dolori addominali
Può essere in alcuni casi un’alternativa alla metformina

Glitazoni
I glitazoni (pioglitazone) rappresentano una possibile alteranativa alla metformina nel paziente sovrappeso per il loro effetto sulla insulinoresistenza

Solfaniluree
La glimepiride è quella raccomandata tra le solfaniluree, in monosomministrazione giornaliera.

Ricorda che
L’impiego delle associazioni precostituite sulfanilurea-biguanide come terapia iniziale, sebbene diffuso, è svantaggioso perché il paziente è maggiormente esposto al rischio di crisi ipoglicemica, specie se anziano.

Glinidi
Le glinidi, sono rappresentate dalla repaglinide, derivata dall’acido benzoico e dalla nateglinide, derivata dalla fenilalanina. 
Le glinidi si distinguono dalle sulfaniluree per la più breve vita d’azione: infatti le pericolose ipoglicemie post-prandiali delle solfaniluree risultano con le glinidi attenuate per una più pronta e breve risposta insulino-secretoria, che inizia immediatamente dopo il pasto.
Repaglinide
I livelli di insulina che risultano più ridotti dopo alcune ore dal pasto nella fase post-prandiale tardiva e la assunzione del farmaco ai pasti principali, senza rischio di crisi ipoglicemiche tardive, rendono la repaglinide un ottimo preparato.
Le glinidi si legano ad un recettore sulla beta cellula pancreatica e può essere ragionevole associare ad esse la metformina
L’aggiunta di glinidi, può essere indicata in caso di insuccesso alla monoterapia con metformina, una volta raggiunta la dose massima di 2550 mg, (dopo 6-8 settimane di insuccesso)


Nel paziente normopeso
Nel paziente normopeso, il cui il difetto è l’escrezione inadeguata di insulina, si impiegano le sulfaniluree o le glinidi in monoterapia; non appare molto indicata la metformina.


Quando gli antidiabetici orali non funzionano completamente
In caso di parziale fallimento terapeutico si impone l’aggiunta di insulina serale (terapia combinata) specie se il soggetto è cardiopatico.

Insulina
Alcuni autori, quando il controllo glicemico e' molto difficoltoso con i farmaci per os utilizzano dall'inizio l’insulina analogo ai pasti e l’insulina lenta la sera.

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